Industria 4.0: 183 mila le MPI digitali in Italia, quali sono le tecnologie più diffuse nel Manifatturiero?

Industria 4.0, è l’indagine conoscitiva dalla X Commissione Attività produttive, commercio e turismo della Camera per capire come cambia il tessuto produttivo italiano.
Nel dettaglio una indagine realizzata da Confartigianato evidenzia che le imprese digitali – che conoscono ed utilizzano almeno una delle sette principali tecnologie digitali, sono il 29,6% del totale.

L’indagine su Manifattura digitale, Innovazione e Subfornitura promossa dalla Direzione Politiche economiche di Confartigianato, i cui primi risultati sono stati anticipati nell’11° Rapporto annuale presentato la scorsa settimana in Assemblea, ha misurato il grado di conoscenza ed utilizzo delle tecnologie digitali da parte delle MPI e in particolare
i) Manifattura 3D,
ii) Internet delle cose,
iii) Social Manufacturing e/o Cloud computing,
iv) Realtà aumentata,
v) Realtà virtuale,
vi) Robotica
vii) Nanotecnologie e materiali avanzati.

Come abbiamo anticipato, l’indagine evidenzia che le imprese digitali sono il 29,6%, a fronte di un ulteriore 6,0% conosce almeno una e ha intenzione di utilizzarne almeno una nel prossimo biennio. Nel complesso la conoscenza di almeno una delle sette tecnologie digitali è rilevata nel 60,4% dei casi, mentre un 30,6% di imprese non ne conosce e non ne utilizza nemmeno una.

L’analisi per settore evidenzia che la quota di imprese digitali è maggiore nel comparto della Meccanica e pari al 47,7% del totale, seguita dal 28,5% in Comunicazione, ICT, Impianti e altri settori delle Costruzioni e dal 24,2% negli Altri settori manifatturieri.
Si osserva anche una crescita della incidenza delle imprese digitali al salire della dimensione aziendale: l’uso di almeno una tecnologia passa dal 27,8% delle micro imprese fino 10 addetti al 50,3% delle imprese tra 10 e 19 addetti. Sulla base di queste incidenze per settore e dimensione si stima che siano 183.303 le micro e piccole imprese digitali fino a 20 addetti con 626.754 occupati.

Tra le tecnologie digitali esaminate si registra un maggiore diffusione per Internet delle cose, presente nel 43,2% delle imprese digitali, della Manifattura 3D con il 41,7% e del Social Manufacturing e/o Cloud computing con il 39,3%; relativamente meno diffuse la Realtà aumentata con il 14,4% dei casi, la Realtà virtuale con il 12,0%, le Nanotecnologie e materiali avanzati con il 7,6% e la Robotica con il 5,4%.

I benefici maggiormente segnalati dalle imprese digitali sono l’innovazione, mediante prodotti con funzionalità incrementate, indicata dal 58,3% delle imprese digitali e la flessibilità produttiva – personalizzazione e produzione di piccoli lotti – indicata dal 45,5% dei casi; in relazione a quest’ultima caratteristica della produzione va osservato che la riduzione del time to market viene indicato dal 18,0% delle imprese digitali. Tra gli altri vantaggi il 30,2% indica la riduzione dei costi di produzione, il 29,8% il maggiore controllo dei processi e della qualità dei prodotti ed il 20,3% la maggiore efficienza energetica.
L’analisi completa in “Mondi digitali e matrici produttive nelle MPI” all’interno dell’11° Rapporto Confartigianato “L’economia ibrida, valori artigiani e tecnologie digitali”. Clicca qui per scaricarlo.
Inoltre è possibile approfondire l’argomento con l’analisi dell’impatto sulle imprese artigiane dei nuovi modi di produrre con tecnologie digitali proposta nel libro di Paolo Manfredi “L’economia del su misura”.

imprse_digitali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *