Contratti di Filiera e Contratti di distretto nel settore agroalimentare: stabilite le condizioni di accesso ai finanziamenti

Come previsto dal Decreto dell’8 gennaio 2016 emanato dal Ministero delle Politiche Agricole alimentari e forestali recante i criteri, le modalità e le procedure per l’attuazione dei contratti di filiera e di distretto con le relative misure agevolative per la realizzazione delle misure di finanziamenti agevolati a valere sul fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti di ricerca (FRI).

Le risorse del FRI devono essere utilizzate per la concessione di agevolazioni nella forma del Finanziamento agevolato cui deve essere associato un Finanziamento bancario. Possono usufruirne le imprese economicamente e finanziariamente sane in possesso di un adeguato merito di credito.

Il Finanziamento agevolato:
può essere assistito da idonee garanzie;
è concesso a un tasso di interesse non inferiore allo 0,50 per cento nominale annuo;
può avere una durata compresa tra un valore minimo di 4 anni e massimo di 15 anni, comprensivo di un periodo di preammortamento commisurato alla durata in anni interi del Progetto e, comunque, non superiore a 4 anni decorrenti dalla data di stipula del contratto di Finanziamento;
deve essere rimborsato secondo piani di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate, scadenti il 30 giugno e il 31 dicembre di ciascun anno.

Lo strumento del Contratto di filiera (contratto tra i soggetti della filiera agroalimentare e/o agroenergetica e il MIPAAF) è finalizzato alla realizzazione di un programma di investimenti integrato a carattere interprofessionale ed avente rilevanza nazionale che, partendo dalla produzione agricola, si
sviluppi nei diversi segmenti della filiera agroalimentare e agroenergetica in un ambito territoriale multiregionale, mentre il Contratto di distretto, promosso dal MIPAAF con i soggetti che, in base alla normativa regionale, rappresentano i distretti è finalizzato a rafforzare lo sviluppo economico e sociale
dei distretti stessi. Per filiera agroalimentare/agroenergetica si intende l’insieme delle fasi di produzione, trasformazione, commercializzazione e distribuzione dei prodotti agricoli e agroalimentari, con il contratto di filiera si impegna a raggiungere precisi obiettivi, quantificabili e misurabili.

Gli interventi, che saranno attuati con appositi bandi, sono rivolti a imprese, reti di imprese, Organizzazioni di produttori, rappresentanze di distretti rurali e agro-alimentari e agevoleranno Programmi con un ammontare delle spese ammissibili compreso tra 4 milioni e 50 milioni di euro.

Le risorse finanziarie disponibili per la concessione delle agevolazioni previste per l’attuazione dei contratti di filiera e di distretto sono individuate:
a valere sulle disponibilità del Ministero, delle regioni e province autonome e del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per le agevolazioni concesse nella forma del Contributo in conto capitale;
a valere sulle disponibilità del FRI, nei limiti della quota e secondo i criteri e le modalità stabiliti dal CIPE ai sensi dell’art. 1, comma 355 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, per le agevolazioni concesse nella forma del Finanziamento agevolato (n.d.r. il 9 settembre è stata pubblicata la delibera 1 maggio 2016 del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica che prevede l’assegnazione di 200 milioni di euro per il finanziamento agevolato dei contratti di filiera e di distretto).

Di seguito i contenuti essenziali dei contratti di filiera e di distretto:

Soggetti Proponenti
le società cooperative agricole e loro consorzi, i consorzi di imprese, le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente, che operano nel settore agricolo e agroalimentare;
le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, società cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente;
le associazioni temporanee di impresa tra i Soggetti beneficiari, già costituite all’atto della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
le reti di imprese che hanno già sottoscritto un Contratto di rete al momento della presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni;
le rappresentanze di distretti rurali e agro-alimentari individuati dalle regioni.

Soggetti Beneficiari
le imprese come definite dalla normativa vigente, anche in forma consortile, le società cooperative e loro consorzi, nonché le imprese organizzate in reti di imprese, che operano nel settore agricolo ed agroalimentare;
le organizzazioni di produttori agricoli e le associazioni di organizzazioni di produttori agricoli riconosciute ai sensi della normativa vigente;
le società costituite tra soggetti che esercitano l’attività agricola e le imprese commerciali e/o industriali e/o addette alla distribuzione, purché almeno il 51 per cento del capitale sociale sia posseduto da imprenditori agricoli, cooperative agricole e loro consorzi o da organizzazioni di produttori riconosciute ai sensi della normativa vigente. Il capitale delle predette società può essere posseduto, in misura non superiore al 10%, anche da grandi imprese, agricole o commerciali.

Requisiti di ammissibilità dei Soggetti Beneficiari
Alla data di presentazione della domanda, i soggetti beneficiari, devono possedere i seguenti requisiti:
avere una stabile organizzazione in Italia;
essere regolarmente costituiti ed iscritti nel Registro delle imprese;
essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposti a procedure concorsuali;
non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;
non essere stati sottoposti alla sanzione interdittiva;
essere in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà

Investimenti ammissibili (indicazioni di carattere generale)
Sono ammessi i seguenti investimenti avviati successivamente alla presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni e possono riguardare una o più unità produttive relative ad uno stesso soggetto beneficiario:
investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria;
investimenti per la trasformazione di prodotti agricoli e per la commercializzazione di prodotti agricoli;
investimenti concernenti la trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli;
costi per la partecipazione dei produttori di Prodotti agricoli ai regimi di qualità e misure promozionali a favore dei Prodotti agricoli;
progetti di ricerca e sviluppo nel settore agricolo Gli interventi devono essere realizzati entro 4 anni dalla data di sottoscrizione del Contratto di filiera o del Contratto di distretto.

Le agevolazioni concedibili, sono articolate nella forma di Contributo in conto capitale e di Finanziamento agevolato, si differenziano in base alla localizzazione, alla tipologia di interventi e alla dimensione dell’impresa, come segue:

Aiuti agli investimenti in attivi materiali e attivi immateriali nelle aziende agricole connessi alla produzione agricola primaria  tra il 30% e il 50% (massimale per le regioni meno sviluppate) – maggiorazioni previste per: giovani agricoltori, investimenti collettivi, investimenti in zone soggette a vincoli naturalistici, investimenti migliorativi dell’ambeinte naturale.

Aiuti agli investimenti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli  tra il 40% e il 50% (massimale per le regioni meno sviluppate)

Aiuti per la partecipazione dei produttori di prodotti agricoli ai regimi di qualità e per le misure promozionali a favore dei prodotti agricoli  dal 50% al 100% (massimale per le regioni meno sviluppate)

Aiuti alla ricerca e allo sviluppo nel settore agricolo, in esenzione ai sensi del regolamento (UE) n. 702/2014  tra il 20% e il 50% (massimale per le regioni meno sviluppate) – maggiorazioni previste per: piccole e medie imprese e per investimenti in zone assistite

L’ammontare complessivo del Contributo in conto capitale, del Finanziamento agevolato e del Finanziamento bancario non può superare l’importo delle spese ammissibili e le agevolazioni concesse devono comunque rispettare i limiti di intensità massime di aiuto previsti in relazione alle regioni di intervento.

I bandi, oltre a quanto già previsto nel decreto attuativo, definiranno l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti di accesso dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei Programmi e/o dei Progetti, le spese ammissibili, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per la presentazione delle domande.

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