Fondo Crescita Sostenibile: risorse per ricerca e Contratti di sviluppo

Fondo crescita sostenibile, due decreti del Ministero dello Sviluppo economico del 4 e del 9 agosto 2016 attribuiscono nuove risorse al Fondo per la crescita sostenibile (FCS).

In generale, il Fondo per la Crescita Sostenibile prevede tre linee strategiche di azione:
la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione;
il rilancio delle aree in situazioni di crisi tramite la sottoscrizione di Accordi di programma;
la promozione della presenza internazionale delle imprese e l’attrazione di investimenti dall’estero.
Il decreto del MISE del 4 agosto 2016 riguarda la prosecuzione degli interventi di cui al decreto 1° aprile 2015 per la promozione di progetti di R&S&I realizzati nell’ambito di accordi tra il MISE, le Regioni e altre amministrazioni pubbliche.
Considerata l’esigenza di continuare a sostenere, nell’attuale congiuntura economica, la competitività di specifici ambiti territoriali o settoriali, il decreto del 4 agosto 2016 attribuisce una quota pari a 80 milioni di euro per la prosecuzione di interventi finalizzati a favorire la competitività di territori caratterizzati da situazioni di crisi industriali e lo sviluppo di singole imprese interessate da processi di riorganizzazione aziendale e produttiva.

Le attività di ricerca e sviluppo finanziate riguardano, nello specifico, la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o il miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie che si riferiscono agli ambiti:
Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
Nanotecnologie;
Materiali avanzati;
Biotecnologie;
Fabbricazione e trasformazione avanzate;
Spazio;
Tecnologie volte a realizzare specifici obiettivi della priorità “Sfide per la società” prevista dal Programma Ue per la ricerca e l’innovazione Horizon 2020.

Il secondo decreto del MISE, del 9 agosto 2016, attribuisce risorse pari a 50 milioni di euro alla sezione del Fondo per la crescita sostenibile relativa al rafforzamento della struttura produttiva per il finanziamento dei Contratti di sviluppo, di cui al decreto 9 dicembre 2014.
Il decreto del 9 dicembre 2014 ha completato il processo di riforma dei Contratti di sviluppo adeguando lo strumento al Regolamento generale di esenzione, cioè la normativa Ue che dichiara alcune categorie di aiuti di Stato compatibili con il mercato interno.

Le principali novità introdotte riguardano:
la tipologia dei programmi agevolabili, che ora sono tre: sviluppo industriale, tutela ambientale e sviluppo di attività turistiche(comprendente anche eventuali attività commerciali);
la diminuzione del limite minimo dell’investimento agevolabile, ora pari a 20 milioni di euro per tutte le tipologie di programma;
la semplificazione dell’iter procedurale, con l’eliminazione della doppia presentazione della documentazione da parte delle imprese (proposta di massima e, a seguito di una prima fase istruttoria, proposta definitiva);
la definizione dei tempi e delle modalità per l’esecuzione delle attività di competenza del soggetto gestore Invitalia S.p.a. e l’attribuzione alla stessa Agenzia del compito di approvare il programma di sviluppo attraverso una propria deliberazione.
I 50 milioni di euro sono riservati per il 50% alla copertura finanziaria delle iniziative oggetto dei contratti di sviluppo sottoscritti entro il 30 giugno 2017 e possono essere integrati dalle ulteriori risorse finanziarie europee, nazionali, regionali e locali individuate nei singoli accordi.

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