Legge di Bilancio 2017: Equitalia, fisco, lavoro e incentivi per le imprese

Legge di Bilancio 2017, una manovra da 27 miliardi che punta a sostenere la crescita e a rafforzare i servizi di base. Vediamo alcuni punti.

Fisco


Abolizione di Equitalia nel giro di sei mesi  con l’attribuzione delle sue attuali competenze all’Agenzia delle Entrate.
Per fare ciò, occorre necessariamente smaltire l’enorme carico di atti da incassare che la società di riscossione ha ancora in magazzino e, quindi, si introdurrà una sorta di rottamazione delle cartelle con l’abbuono (non si sa se in tutto o in parte) delle more, degli interessi e, forse, anche delle sanzioni (su quest’ultimo punto si aspetta di leggere la bozza definitiva del D.L.). Un’operazione che, secondo le stime annunciate dal Governo, dovrebbe portare al recupero di 4 miliardi di euro.

Tra le altre novità fiscali, si segnala:

– la conferma (si tratta di una norma già prevista nella legge di stabilità 2016) dell’aliquota IRES al 24% dall’attuale 27,5%;
– l’introduzione dell’IRI, un’imposta simile all’IRES, di cui eredita anche l’aliquota del 24%, di cui potranno fruire le imprese individuali e le società di persone in contabilità ordinaria, oltre che le S.r.l. a tassazione per trasparenza; per le imprese in contabilità semplificata, invece, dovrebbe essere prevista l’applicazione del principio di cassa;
– l’eliminazione della tassazione IRPEF (si parla del periodo 2017-2019) per le imprese agricole le quali, quindi, non pagheranno alcuna imposta sui redditi dominicali ed agrari dei terreni;
– il già annunciato superamento degli studi di settore che lasceranno il posto agli indicatori di compliance con un regime premiale che potrà spingersi fino all’eliminazione dei controlli sui contribuenti più “onesti “ e virtuosi;
– la riapertura della voluntary disclosure, fino al 15 novembre 2017, però, con alcune profonde novità rispetto a quella chiusa lo scorso anno. In particolare, si prospetta l’introduzione di nuove aliquote del 35% sui versamenti bancari che non possono essere giustificati come reddito e del 15% sui prelievi che non si riesce a classificare come personali o meno;
– la proroga del super-ammortamento del 140% sull’acquisto di beni strumentali e l’iper-ammortamento, ovvero una maggiorazione dell’ammortamento al 250% sull’acquisto di beni strumentali e immateriali (software) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa.

Lavoro

Sul versante lavoro i principali interventi riguardano la proroga della detassazione della produttività, con una revisione al rialzo degli attuali limiti e l’introduzione della decontribuzioneper l’assunzione di giovani.
Sul primo aspetto, è stato annunciato che il limite del premio di produttività tassato con cedolare secca del 10% salirà, nel 2017, dagli attuali 2.000 euro a 3.000 euro (invece, in caso di coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro l’attuale limite di 2.500 euro salirà a 4.000 euro).
Si allarga, inoltre, la platea dei beneficiari: oltre agli operai e impiegati, ne potranno fruire anche quadri e una parte della dirigenza non apicale e aumenta il limite di reddito per usufruire della tassazione agevolata, dagli attuali 50.000 euro a 80.000 euro lordi annui.
L’altra importante misura dovrebbe essere la decontribuzione per le aziende che assumono giovani dopo aver svolto un periodo di alternanza scuola-lavoro o di tirocinio curriculare (in caso di studenti universitari).

Incentivi

 


Prorogata, a tutto il 2017, la detrazione IRPEF del 50% sulle spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio.
Non cambiano le regole né le soglie di spesa (attualmente fissate a 96.000 euro annui).
Invece, ciò che cambia è l’ecobonus del 65%: la proroga vale dal 2017 al 2021 e se l’intervento interesserà l’intero involucro dell’edificio, il contribuente potrà ottenere uno sconto “maggiorato”.
In quest’ultimo caso, infatti, la percentuale sale al:
– 70% se gli interventi avranno un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio;
– 75% se il lavoro sarà finalizzato a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva.

Incentivi per il sisma

Viene poi introdotto il c.d. sismabonus ovvero una detrazione “base” del 50% per le spese sostenute al fine di adeguare gli immobili che ricadono in zone ad alta pericolosità sismica alle misure antismiche.

La percentuale sale al 70% e all’80% (75% e 85% per l’intero condominio) se gli interventi aumentano la classe di rischio, rispettivamente, a quella immediatamente più elevata ovvero a due classi di rischio inferiore.

Infine, tra le altre misure, si segnala il rifinanziamento della nuova Sabatini e l’incremento delle agevolazioni per le startup.

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