Agevolazioni imprese: bandi nazionali per il 2017

Agevolazioni imprese, panoramica delle normative aggiornate dal Governo con il Bilancio 2017.

Credito d’imposta per la ristrutturazione alberghi

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
La legge di Bilancio 2017 ha prorogato fino al 31 dicembre 2018 il credito d’imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere, introdotto dal D.L. n. 83/2014.

L’agevolazione, estesa anche alle strutture che svolgono attività agrituristica, è riconosciuta nella misura del 65% per:

– interventi di ristrutturazione edilizia;

– interventi di riqualificazione antisismica o energetica;

– acquisto di mobili.

Il credito di imposta deve essere ripartito in 2 quote annuali di pari importo ed utilizzabile nel periodo di imposta successivo a quello in cui sono realizzati gli interventi.

Con un apposito decreto del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, che avrebbe essere dovuto emanato entro i primi giorni di marzo 2017 (60 giorni successivi alla data di entrata in vigore della Legge di Bilancio 2017, avvenuta il 1° gennaio 2017), dovrà essere adeguato alle nuove disposizioni il decreto ministeriale 7 maggio 2015.

Manca ancora il decreto di attuazione della disposizione prevista dalla legge di Stabilità 2016, ai sensi della quale il credito d’imposta viene riconosciuto anche nel caso in cui dagli interventi di ristrutturazione consegua un aumento della cubatura, qualora sia effettuata nel rispetto della normativa vigente (c.d. piano casa).

Con tale provvedimento, che avrebbe dovuto essere varato entro il mese di marzo 2016 (3 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di Stabilità 2016, avvenuta il 1° gennaio 2016), dovranno essere definite:

– le tipologie di strutture alberghiere ammesse al credito d’imposta;

– le tipologie di interventi ammessi al beneficio;

– le procedure per l’ammissione al beneficio, che avviene secondo l’ordine cronologico di presentazione delle relative domande;

– le soglie massime di spesa ammissibile per singola voce di spesa sostenuta;

– le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d’imposta.

Incentivi fiscali per i soggetti che investono nel capitale sociale delle start up e PMI innovative

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
La legge di Bilancio 2017 ha rafforzato gli incentivi fiscali a favore dei soggetti che investono nel capitale sociale delle start-up e PMI innovative, istituiti dall’art. 29 del D.L. n. 179/2012.

Per effetto delle modifiche, le agevolazioni da temporanee (valide solo per gli anni 2013, 2014, 2015 e 2016) sono diventate permanenti.

A decorrere dall’anno 2017, la misura dell’agevolazione è pari al 30% sia per i soggetti IRPEF sia per i soggetti IRES.

Per i soggetti IRPEF, inoltre, è aumentato a 1.000.000 di euro il limite massimo di investimento su cui calcolare la detrazione d’imposta.

Per l’attuazione delle disposizioni, la Legge di Bilancio rimanda al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 25 febbraio 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 84 dell’11 aprile 2016.

L’efficacia delle disposizioni è subordinata all’autorizzazione della Commissione UE.

Sisma bonus

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
La legge di Bilancio 2017 ha completamente riscritto le disposizioni relative al sisma bonus.

In particolare, a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 31 dicembre 2021, viene prevista una detrazione del 50%, da ripartire in 5 quote annuali di pari importo, delle spese sostenute per misure antisismiche su costruzioni adibite ad abitazione e ad attività produttive ricadenti nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

La misura del beneficio aumenta:

– al 70% (75% se gli interventi sono realizzati su parti comuni di edifici condominiali) nel caso in cui dalla realizzazione degli interventi il rischio sismico dell’immobile si riduca sino a determinare il passaggio ad una classe di rischio inferiore;

– all’80% (85% se gli interventi sono realizzati su parti comuni di edifici condominiali) nel caso in cui gli interventi determinino il passaggio dell’immobile a due classi di rischio inferiori.

Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare.

Nel caso in cui gli interventi realizzati in ciascun anno consistano nella mera prosecuzione di interventi iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del limite massimo delle spese ammesse a fruire della detrazione si tiene conto anche delle spese sostenute negli stessi anni per le quali si è già fruito della detrazione.

Tra le spese detraibili, a decorrere dal 1° gennaio 2017, rientrano anche le spese per la classificazione e verifica sismica degli immobili.

Per tali interventi, in luogo della detrazione i soggetti beneficiari possono optare per la cessione del corrispondente credito ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. È esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti – con decreto del 28 febbraio 2017, come modificato dal decreto 7 marzo 2017 – ha emanato le linee guida per la classificazione di rischio sismico delle costruzioni, nonché le modalità per l’attestazione, da parte di professionisti abilitati, dell’efficacia degli interventi effettuati.

Manca il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate con cui dovranno essere definite le modalità di cessione del credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori o ad altri soggetti privati.

Tale provvedimento avrebbe dovuto essere emanato entro i primi giorni di marzo 2017 (60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2017, avvenuta il 1° gennaio 2017).

Eco-bonus

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
Con la legge di Bilancio 2017 è stata prorogata, fino al 31 dicembre 2017, la detrazione al 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici (ecobonus).

Per gli interventi relativi a parti comuni degli edifici condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari del singolo condominio, la detrazione è prorogata di 5 anni, fino al 31 dicembre 2021, con possibilità di beneficiare di percentuali di detrazione superiori, pari al:

– 70%, se l’ammontare della superficie dell’edificio interessata dall’opera di efficientamento energetico è superiore al 25%;

– 75%, se l’opera è destinata a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva delle parti comuni condominiali, conseguendo almeno una qualità media, determinabile secondo le disposizioni del Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 26 giugno 2015.

La sussistenza delle condizioni tecniche richieste per beneficiare delle percentuali più elevate di detrazione deve essere asseverata da professionisti abilitati.

Le detrazioni relative alle parti comuni condominiali, o per interventi che riguardino tutte le unità immobiliari del singolo condominio, devono essere calcolate su un ammontare complessivo di spese non superiore a 40.000 euro, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Per tali interventi, i condomini, possono cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi, nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. La detrazione non è, tuttavia, cedibile ad istituti di credito e ad intermediari finanziari.

Manca il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate con cui dovranno essere definite lemodalità di cessione del credito ai fornitori che hanno eseguito i lavori o ad altri soggetti privati.

Tale provvedimento avrebbe dovuto essere emanato entro i primi giorni di marzo 2017 (60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di Bilancio 2017, avvenuta il 1° gennaio 2017).

Incentivi per il cinema

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
La nuova legge Cinema (legge n. 220/2016):

1. riforma tutto il sistema dei crediti d’imposta a sostegno del cinema e dell’audivisivo, prevedendo:

– un credito d’imposta per le imprese di produzione;

– un credito d’imposta per le imprese di distribuzione cinematografica;

– un credito d’imposta per le imprese dell’esercizio cinematografico, le industrie tecniche e di post-produzione, per la ristrutturazione e l’adeguamento strutturale e tecnologico delle sale cinematografiche e dei relativi impianti e servizi accessori, per la realizzazione di nuove sale o il ripristino di sale inattive;

– un credito d’imposta per il potenziamento dell’offerta cinematografica italiana ed europea, commisurato alla programmazione delle opere italiane ed europee effettuate nelle rispettive sale dagli esercenti;

– un credito d’imposta per l’attrazione in Italia di investimenti cinematografici ed audiovisivi, quindi con riferimento alle opere cinematografiche e audiovisive o a parti di esse realizzate sul territorio nazionale, utilizzando mano d’opera italiana, su commissione di produzioni estere;

– un credito d’imposta per le imprese non appartenenti al settore della produzione cinematografica e audiovisiva associate in partecipazione ai sensi dell’articolo 2549 del codice civile;

2. riscrive il sistema di incentivi automatici alle imprese cinematografiche e audiovisive per lo sviluppo, la produzione e la distribuzione di nuove opere cinematografiche e audiovisive di nazionalità italiana;

3. detta la nuova disciplina dei contributi selettivi per la scrittura, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione nazionale e internazionale di opere cinematografiche e audiovisive;

4. prevede contributi a favore di attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva;

5. istituisce contributi per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali.

Una serie di decreti attuativi preciseranno:

– la disciplina dei tax credit per il cinema;

– le modalità applicative per la concessione dei contributi automatici;

– le specifiche tipologie di attività ammesse ed i criteri e le modalità per la concessione dei contributi selettivi;

– le modalità per la concessione dei contributi alle attività e iniziative di promozione cinematografica e audiovisiva;

– la disciplina di contributi per il potenziamento del circuito delle sale cinematografiche e polifunzionali.

Incentivi per l’editoria

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
La legge di riforma del sistema dell’editoria (l. n. 198/2016, entrata in vigore lo scorso 15 novembre 2016), all’articolo 2, commi 1-3, delega il Governo a ridefinire la disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici e a incentivare gli investimenti per l’innovazione dell’offerta informativa.

In particolare, si prevede la ridefinizione della platea dei beneficiari dei contributi, stabilendo quale condizione necessaria per il finanziamento l’esercizio esclusivo, in ambito commerciale, di un’attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale e la costituzione come:

– cooperative giornalistiche;

– enti senza fini di lucro o imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto;

– (limitatamente a 5 anni dalla data di entrata in vigore della legge) imprese editrici di quotidiani e periodici la maggioranza del cui capitale è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali senza fini di lucro.

Inoltre, si prevede il mantenimento dei contributi, con la possibilità di definire criteri specifici sia per i requisiti di accesso, sia per i meccanismi di calcolo dei contributi, per:

– imprese editrici di quotidiani e di periodici espressione delle minoranze linguistiche;

– imprese ed enti che editano periodici per non vedenti e ipovedenti;

– associazioni dei consumatori;

– imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.

Sono, invece, esclusi esplicitamente dai contributi:

– organi di informazione di partiti o movimenti politici e sindacali;

– periodici specialistici;

– imprese editrici di quotidiani e periodici che fanno capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa.

Nell’ambito della delega, si prevede, inoltre, l’incentivazione fiscale degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, riconoscendo un particolare beneficio agli inserzionisti di micro, piccola o media dimensione e alle start up innovative.

Nel Consiglio dei Ministri del 24 marzo 2017, è stato approvato, in esame preliminare, il decreto legislativo che ridefinisce la disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici.

Lo schema di decreto è stato trasmesso alle Camere per l’acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.

Regime di aiuto per imprese dell’economia sociale

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
Il Ministro dello Sviluppo economico, con decreto del 3 luglio 2015, ha istituito un nuovo regime di aiuto per sostenere la nascita e la crescita delle imprese dell’economia sociale.

L’intervento agevolativo è rivolto:

– alle imprese sociali di cui al D.Lgs. n. 155/2006, costituite in forma di società;

– alle cooperative sociali di cui alla Legge n. 381/1991, anche non aventi qualifica di imprese sociali, e relativi consorzi;

– alle società cooperative aventi qualifica di ONLUS ai sensi del D.Lgs. n. 460/1997.

Le agevolazioni saranno concesse, per la realizzazione di programmi di investimento da parte delle predette imprese di qualunque settore purché coerenti con le relative finalità istituzionali, nella forma di finanziamenti a tasso agevolato.

È prevista inoltre la possibilità di destinare alla misura anche risorse delle regioni o di altri enti pubblici, risorse dei fondi strutturali europei e stanziamenti derivanti da specifiche disposizioni normative, utilizzabili per associare ai predetti finanziamenti agevolati aiuti concessi sotto forma di contributi non rimborsabili.

Saranno ammissibili alle agevolazioni le spese necessarie alle finalità del programma di investimento, sostenute dall’impresa a partire dalla data di presentazione della domanda e relative all’acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

– suolo aziendale e sue sistemazioni;

– fabbricati, opere edili/murarie, comprese le ristrutturazioni;

– macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;

– programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;

– brevetti, licenze e marchi;

– formazione specialistica dei soci e dei dipendenti dell’impresa beneficiaria, funzionali alla realizzazione del progetto;

– consulenze specialistiche, quali studi di fattibilità economico-finanziaria, progettazione e direzione lavori, studi di valutazione di impatto ambientale;

– oneri per le concessioni edilizie e collaudi di legge;

– spese per l’ottenimento di certificazioni ambientali o di qualità;

– spese generali inerenti allo svolgimento dell’attività d’impresa.

La dotazione finanziaria, a valere sul Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI), deliberata dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) nella seduta del 6 agosto 2015, ammonta complessivamente a 200 milioni euro.

Una quota pari al 60% dei fondi è riservata ai programmi proposti da PMI, di cui il 25% è destinata alle micro e piccole imprese.

Per la piena operatività del nuovo regime di aiuto manca:

1) il decreto del Ministro dello sviluppo economico, da emanare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, che dovrà stabilire le condizioni e modalità per la concessione ed erogazione dei finanziamenti agevolati;

2) la convenzione tra Ministero dello Sviluppo economico, Cassa depositi e prestiti (CDP) e ABI, sentito il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, che dovrà definire la disciplina dei rapporti originati dalla concessione dei finanziamenti;

3) il decreto del Ministro dello Sviluppo economico che dovrà stabilire i criteri e le modalità relativi alla concessione dell’eventuale contributo non rimborsabile;

4) il provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese che dovrà definire i termini e le modalità presentazione delle domande di agevolazione.

Voucher per la digitalizzazione delle PMI

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
Alle micro, piccole e medie imprese è riconosciuto un contributo a fondo perduto, sotto forma di voucher di importo non superiore a 10.000 euro, per l’acquisto di software, hardware o servizi che migliorano l’efficienza aziendale, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, la connettività a banda larga e ultralarga e la formazione qualificata. Con decreto interministeriale del 23 settembre 2014 dei Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Economia e delle Finanze (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 19 novembre 2014) sono state definite le regole tecniche e lo schema standard del bando per l’erogazione dei contributi.

Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 7 luglio 2016 (in Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2016), sono state stanziate le risorse favore delle PMI delle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e in transizione (Abruzzo, Molise e Sardegna).

Per le altre Regioni l’individuazione dei fondi necessari, a carico del Fondo sviluppo e coesione, è demandata ad un’apposita delibera CIPE, che ne definirà il valore complessivo e le modalità di ripartizione.

Per la piena operatività manca inoltre il decreto direttoriale di approvazione dei moduli da utilizzare per presentare la domanda di accesso al contributo e dei termini di apertura dello sportello telematico, oltre che l’indicazione del riparto su base regionale delle risorse finanziarie disponibili.

Bonus digitali

Descrizione Cosa manca per l’attuazione
L’agevolazione, sotto forma di credito d’imposta, è a favore delle piccole e medie imprese, dei consorzi e delle reti impresa ed è pari al 65%, per un massimo di 20mila euro, delle spese sostenute in relazione a interventi di rete fissa e mobile che consentano l’attivazione dei servizi di connettività digitale con capacità uguale o superiore a 30 Mbps. Al momento non è stato ancora emanato il decreto interministeriale, che dovrà definire le modalità per usufruire del credito d’imposta, il regime dei controlli sulle spese, nonché ogni ulteriore disposizione atta al monitoraggio dell’agevolazione concessa ed al rispetto del limite delle risorse stanziate.

Non è previsto nessun termine per l’emanazione di tale decreto.

 

 

 

2 Comments on “Agevolazioni imprese: bandi nazionali per il 2017”

  1. Buongiorno,
    sto per aprire un centro di medicina estetica e vorrei avere informazioni sulla possibilità di accedere ai contributi per l’imprenditoria femminile, a fondo perduto etc e se è possibile accedere a più di uno di loro.
    Dovrò investire su macchinari e software, su corsi e le prime spese alte sono alcune opere edilizie (cartongessi etc) e l’affitto.
    ho 45 anni e la ditta sarà una srl s unipersonale.
    Ringrazio
    cordiali saluti

    1. Buongiorno,
      può inviarci a branding@goldengroup.it numero di telefono e la provincia dove risiede la sua azienda?
      Verrà ricontatta al più presto da un nostro Consigliere d’Impresa che lavora nella sua zona.
      I nostri migliori saluti.

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