Contratto di rete imprese: nuovo modello per la registrazione

Contratto di rete imprese, con il  decreto Dm 122/2014 (Gazzetta Ufficiale del 25 agosto) arriva un nuovo modello  di trasmissione dei dati.
Sarà necessario un decreto applicativo del MiSE con le specifiche tecniche, predisposte da InfoCamere.
Intanto, ecco qualche indicazioni per le imprese che vogliono studiare il modello standard.

Modello standard
La legge sulle reti di impresa prevede che la trasmissione del contratto al Registro delle Imprese avvenga tramite un modello di contratto tipizzato fornito da Ministero della Giustizia, Economia e Sviluppo Economico. Il modello si compone di quattro parti:
1. contratto di rete: data di costituzione del contratto, imprese partecipanti, oggetto del programma di rete, modalità di realizzazione, obiettivi strategici, modalità di eventuali successive adesioni al contratto;
2. organo comune: caratteristiche e composizione (es.: monocratico o collegiale), componenti, poteri di gestione e di rappresentanza, modalità decisionali, regole per la sostituzione dei componenti;
3. fondo patrimoniale: eventuale presenza di un fondo comune, ammontare, regole di gestione;
4. allegati e invio: eventuali documenti da allegare, apposizione firma digitale, comunicazione unica al Registro Imprese comprensiva degli allegati.

La procedura di compilazione prevista è semplice e sequenziale. E’ possibile in seguito effettuare correzioni o integrazioni. Tutte le norme, gli strumenti e le regole operative sono disponibili nell’apposita sezione del sito web del Registro Imprese, che comprende anche Guide dedicate alle diverse tipologie di contratto di rete e le statistiche sull’andamento di questo strumento in Italia. Secondo i dati aggiornati al 1° luglio 2014, sono circa 8mila le imprese che aderiscono a contratti di rete, soprattutto in Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto.

Reti di imprese
Attraverso le reti di impresa, così come recita la norma che le regolamenta:
«più imprenditori perseguono lo scopo di accrescere, individualmente e collettivamente, la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato e a tal fine si obbligano, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme e in ambiti predeterminati attinenti all’esercizio delle proprie imprese ovvero a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica ovvero ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa».
Oltre ai vantaggi competitivi determinati dalla sinergia fra imprese diverse, offre anche vantaggi fiscali, ad esempio quelli previsti dal Dl 78/2010 convertito con la legge 122/2010, che prevede la sospensione di imposta sugli utili d’esercizio accantonati e destinati al fondo per la realizzazione degli investimenti del programma comune.

Ulteriori informazioni

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