Decreto Ristori bis: ci siamo. Insieme al nuovo dpcm sui lockdown settoriali il Consiglio dei ministri è pronto a varare un secondo decreto Ristori da 2 miliardi rivolto alle categorie escluse dall’elenco dei codici Ateco allegato al primo decreto, ai centri commerciali e ai settori che colpiti dalle nuove restrizioni. Per le zone rosse pronte anche le sospensioni di adempimenti fiscali.

Dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri tra giovedì e venerdì il decreto Ristori bis, il provvedimento che estende i contributi a fondo perduto alle attività chiuse in seguito al nuovo dpcm, in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre 2020, che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene ogni Regione.

Un decreto gemello al dl 137-2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 ottobre, che dovrebbe avere una portata di due miliardi.

 

COSA PREVEDE IL DECRETO RISTORI BIS

Il decreto Ristori bis si muove su due binari paralleli: ampliare la platea dei beneficiari esclusi dal primo decreto Ristori ed estendere i contributi alle attività che subiranno gli effetti delle nuove limitazioni nazionali e locali.

Ci si muoverà quindi sia sul piano nazionale, prevedendo aiuti per i centri commerciali costretti a chiudere nel fine settimana, che su quello locale, individuando indennizzi oltre che per settore anche per territorio.

 

VERSO UN FONDO RISTORI

La difficoltà principale sta nell’adeguare gli aiuti del Decreto Ristori bis alle evoluzioni delle misure restrittive, che potrebbero cambiare di settimana in settimana tramite ordinanza del Ministero della Salute. Il dpcm firmato nella notte tra il 3 il 4 novembre da Conte, infatti, oltre a prevedere limitazioni su tutto il territorio nazionale, suddivide il Paese in tre aree (rossa, arancione, verde) a seconda dello scenario di rischio.

Per questo il decreto dovrebbe costituire un fondo Ristori, con la dotazione massima definita ex ante, da cui poi il ministro dell’Economia potrebbe attingere con apposito decreto, che garantirà indennizzi dei settori coinvolti dalle chiusure modulate a livello regionale.

In tutti i casi i titolari di attività chiuse riceveranno entro la metà di dicembre un indennizzo doppio rispetto a quello del decreto Rilancio se il loro fatturato è sotto i 5 milioni, altrimenti seguiranno il parametro del 10% della perdita di aprile.

Il Decreto Ristori bis potrebbe includere anche le filiere. Il ragionamento sarebbe quindi esteso a quelle attività che subiscono danni indiretti dallo stop agli esercizi commerciali. “La platea si potrebbe ulteriormente allargare”, spiega il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, “abbracciando per esempio i grossisti che lavorano soprattutto con le forniture agli esercenti più colpiti come ristoranti e bar”.

Un ampliamento che richiederebbe risorse ulteriori e che dovrebbe quindi essere collegato alla Legge di bilancio 2021, all’interno del capitolo già previsto per l’edizione 2021 del fondo Ristori, che nelle ipotesi iniziali doveva contare su un plafond di 4 miliardi, destinato probabilmente ad ampliarsi.