RAFFORZAMENTO DI TRANSIZIONE 4.0

Il piano Transizione viene prorogato e rafforzato.  Quello che emerge dal Documento Programmatico di Bilancio è il quadro di un aumento deciso delle aliquote agevolative e dei massimali di spesa.

Si evince altresì una riduzione del periodo di compensazione in F24 ed essere introdotta l’opzione della cessione dei crediti d’imposta.

Il Piano Transizione 4.0 verrà esteso al 2021 e rimodulato. Come enunciato dal DPB, inviato alla Commissione Europea.

 

CREDITO D’IMPOSTA

Rafforzamento del credito d’imposta beni materiali 4.0  e innalzamento dei massimali di spesa.

Secondo la disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2020, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

–       40% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

–       20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Secondo le prime notizie, nel 2021 dovrebbero essere rimodulate le soglie di spesa. Rispetto alla disciplina si raddoppierebbe la spesa massima ammissibile. Dovrebbero essere previsti tre aliquote corrispondenti a tre tetti di spesa:

  • I limite di spesa: investimenti fino a 4 milioni (in luogo degli attuali 2,5 milioni di euro). Il beneficio rimarrebbe al livello attuale del 40% del costo;
  • II limite di spesa: investimenti tra 4 e 10 milioni (in luogo dell’attuale soglia tra 2,5 e 10 milioni di euro). Anche in tal caso, la misura del credito d’imposta sarebbe confermato al 20% del costo;
  • III limite di spesa (nuovo rispetto alla disciplina vigente): investimenti tra 10 e 20 milioni. Il credito di imposta dovrebbe essere pari al 10% del costo.

CREDITO D’IMPOSTA BENI IMMATERIALI 4.0

Vi sarà una reimpostazione anche nel credito d’imposta dei beni materiali.

Stando alla legge di Bilancio 2021 il beneficio dovrebbe aumentare al 20% così come il tetto massimo di spesa che dovrebbe essere fissato a 1 milione.

CREDITO D’IMPOSTA BENI MATERIALI “GENERICI”

Non da meno è interessato il credito d’imposta per investimenti in beni materiali strumentali generici, non Industria 4.0, di cui al comma 188 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2020.

Il beneficio fino al 31 dicembre 2020 si attesta al 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Nel 2021 invece dovrebbe aumentare al 10% per le imprese con ricavi fino a 5 milioni di euro e potrebbe essere esteso ai beni immateriali “generici” (attualmente esclusi).

TRANSIZIONE 4.0: LE NOVITA’ POSSIBILI

Per tutti e tre i crediti d’imposta potrebbero cambiare anche le modalità di utilizzo.

Secondo la disciplina vigente, i bonus sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo per beni materiali 4.0 e “generici”, che si riducono a 3 per gli investimenti immateriali 4.0. L’utilizzo potrà partire a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni ovvero a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti materiali ed immateriali 4.0.

In base alle prime ipotesi, nel 2021 potrebbe ridursi il periodo di compensazione e potrebbe essere introdotta l’opzione della cessione del credito.

FORMAZIONE 4.0

La legge di Bilancio 2021 dovrebbe rinnovare anche il credito d’imposta per la formazione 4.0.

Secondo l’attuale disciplina dettata dai commi 210-207 della legge di Bilancio 2020, ai fini del calcolo del beneficio rileva il costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di formazione 4.0 sia come “discente” che come “docente” o “tutor”, limitatamente alle ore o alle giornate di formazione. Per il personale dipendente “docente” o “tutor” è previsto un limite massimo di spesa ammissibile pari al 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.