Fronte Regioni: lo Stato attiva incentivi per PMI ubicate in zone svantaggiate.

“Gli Stati membri potranno prevedere ulteriori incentivi agli investimenti delle PMI ubicate nelle zone svantaggiate nazionali.

Queste le linee guida della Commissione UE per sostenere gli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia digitale. Per le piccole imprese delle regioni Campania, Puglia, Calabria, Sicilia Sardegna, Molise e Basilicata è prevista una maggiorazione dell’intensità massima di aiuto con un incremento rispetto alla programmazione precedente.

Dal 1 gennaio 2022 saranno in vigore  i nuovi orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalità regionale, che definiscono i criteri in base ai quali gli Stati membri possono concedere aiuti di Stato alle imprese del proprio territorio e costituiscono uno strumento per supportare lo sviluppo delle zone svantaggiate dell’UE, al fine di recuperare il ritardo e le disparità in termini di benessere economico, reddito e disoccupazione.

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Sulla base del Green deal europeo e delle nuove strategie industriali e digitali dell’UE, viene definito il primo quadro di norme. L’Europa, con l’obiettivo di stabilire un nuovo paradigma di politica industriale, decide di investire su Ambiente e digitalizzazione, due strategiche linee di sviluppo, una sfida raccolta da stati e regioni.

Approfondiamo, dunque, i nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale.

Ecco una sintesi del comunicato della Commissione in cui si riportano gli elementi chiave dei nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato a finalità regionale:

  • aumento della copertura complessiva degli aiuti a finalità regionale, che viene estesa al 48% della popolazione dell’UE a fronte di un precedente 47%;
  • aggiornamento dell’elenco delle “zone a” assistite e delle “zone c predefinite” sulla base delle più recenti statistiche di Eurostat disponibili sul PIL (2016-2018) e sulla disoccupazione (2017-2019).Rimangono invariati i criteri di assegnazione per le aree assistite;
  • maggiore flessibilità per gli Stati membri di stabilire le “zone c non predefinite” sulle carte: grazie all’introduzione di semplificazioni, sarà più agevole attribuire facilmente la qualifica di “zona c non predefinita” alle zone di “transizione giusta” (meccanismo che mobilita 150 miliardi di euro nel periodo 2021-2027 per garantire che la transizione verso un’economia climaticamente neutra avvenga in maniera adeguata), che devono far fronte a particolari problemi per quanto riguarda la transizione energetica;
  • aumento delle intensità massime di aiuto per sostenere gli obiettivi del Green Deal europeo e della strategia digitale consentendo ulteriori incentivi agli investimenti nelle zone svantaggiate dell’UE.

I nuovi orientamenti sugli aiuti per le regioni saranno in vigore dal 1° gennaio 2022, così da dare agli Stati membri la possibilità di notificare le loro proposte per ricevere l’approvazione dell’UE.

Va segnalato che la Commissione ritiene che le intensità massime di aiuto applicabili agli investimenti per le regioni debbano tener conto della natura e del grado di disparità tra i livelli di sviluppo nelle diverse zone dell’UE.

Nello specifico, i nuovi orientamenti sugli aiuti a finalità regionale, prevedono per le PMI una maggiorazione dell’intensità massima di aiuto:

  • in base al combinato disposto degli artt. 7.4.1 e 7.4.3 del comunicato, le piccole imprese delle regioni Campania, Puglia, Calabria e Sicilia(rientranti nella categoria regioni NUTS il cui PIL pro capite è superiore al 55 % e inferiore o uguale al 65% della media UE-27 – Annex 1) possono beneficiare di un aumento al 60% dell’intensità massima di aiuto (con un incremento del 15% rispetto alla programmazione precedente). Per le medie imprese la percentuale di aiuto è fissata al 50% (e per le grandi al 40%);
  • in base al combinato disposto degli artt. 7.4.1 e 7.4.3 del comunicato, le piccole imprese delle regioni Sardegna, Molise e Basilicata(rientranti nella categoria regioni NUTS il cui PIL pro capite è superiore al 65 % della media UE-27 – Annex 1) possono beneficiare di un aumento al 50% dell’intensità massima di aiuto. Per le medie imprese la percentuale di aiuto è fissata al 40% (e per le grandi del 30%).

 Dal 01 Gennaio 2022, questi aumenti potrebbero riflettersi in un aumento delle percentuali anche sul Credito d’Imposta Mezzogiorno.

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