Contributi regione. Lecce, bando internazionalizzazione: sostegno per le Micro Piccole e Medie Imprese

Contributi regione. Lecce, bando internazionalizzazione: sostegno per le Micro Piccole e Medie Imprese

Contributi regione. Lecce, bando internazionalizzazione: sostegno per le Micro Piccole e Medie Imprese sull’acquisizione di servizi per favorire lo sviluppo del commercio internazionale.

La camera di commercio di Lecce promuove, tramite un bando internazionalizzazione, la competitività di Micro, Piccole e Medie Imprese di tutti i settori economici attraverso il sostegno all’acquisizione di servizi che favoriscano l’avvio o lo sviluppo del commercio internazionale, anche attraverso un più la diffusione di strumenti innovativi che utilizzino la leva delle tecnologie digitali.  Per avere maggiori informazioni su cos'è l'internazionalizzazione di un'impresa, clicca qui.

L’obiettivo perseguito è quello di offrire supporto alle imprese nell'ambito internazionalizzazione, attraverso l’attivazione di voucher utilizzabili:

  • O come contributi assegnati a copertura parziale delle spese sostenute per l’acquisizione di servizi
  • O per la copertura degli oneri finanziari su prestiti destinati alla realizzazione di programmi di internazionalizzazione delle aziende.

Le domande dovranno essere presentate dalle ore 8:00 dell’8 Marzo 2021 alle ore 21:00 del 30 Giugno 2021.

Il bando comprende ambiti di attività che riguardano percorsi di rafforzamento della presenza all’estero, tra cui ad esempio:

  • Servizi di analisi e orientamento per l’accesso e il radicamento sui mercati esteri, per individuare nuovi canali, ecc.;
  • Potenziamento di strumenti promozionali e  di  marketing  in  lingua  straniera;
  • Ottenimento o il rinnovo delle certificazioni di prodotto necessarie all’esportazione nei Paesi esteri;
  • Progettazione, predisposizione, revisione, traduzione dei contenuti del sito internet dell’impresa, ai fini dello sviluppo di attività di promozione a distanza;
  • Realizzazione di attività di protezione del marchio dell’impresa all’estero;

Alle agevolazioni del bando internazionalizzazione sono ammesse le imprese che, alla data di presentazione della domanda, e fino alla concessione dell’aiuto, presentino determinati requisiti:

  • Siano Micro o Piccole o Medie imprese;
  • Abbiano sede legale e unità locale nella circoscrizione territoriale della Camera di commercio di Lecce;
  • Risultino iscritte nel Registro delle imprese alla data del 31.12.2017 e siano in regola con il pagamento del diritto annuale a partire dall’annualità 2017;
  • Siano attive e in regola con l’iscrizione al Registro delle Imprese;
  • Non si siano trovate in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019;
  • Abbiano legali rappresentanti, amministratori (con o senza poteri di rappresentanza) e soci per i quali non sussistano cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste;
  • Abbiano assolto gli obblighi contributivi e siano in regola con le normative sulla salute e sicurezza sul lavoro;
  • Non abbiano forniture in essere con la Camera di commercio di Lecce.

I fornitori di beni e servizi ammessi al finanziamento del bando internazionalizzazione non possono essere allo stesso tempo i soggetti beneficiari del presente bando oppure essere in rapporto di collegamento con qualunque impresa beneficiaria.

Sono ammissibili le spese per:

  • Servizi di consulenza relativi a uno o più ambiti di attività a sostegno del commercio internazionale tra quelli previsti;
  • Acquisto o noleggio di beni e servizi strumentali funzionali allo sviluppo delle iniziative.

Le agevolazioni saranno accordate sotto forma di voucher, con  un importo unitario massimo di 2.500,00 euro.

L’entità massima dell’agevolazione non può superare il 70% delle spese ritenute ammissibili.

Gli aiuti di cui al presente Bando sono cumulabili, per gli stessi costi ammissibili:

  • Con altri aiuti di cui al “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”;
  • Con aiuti di cui ai regolamenti “de minimis” o concessi ai sensi di un regolamento di esenzione a condizione che siano rispettate le disposizioni e le norme relative al cumulo previste da tali regolamenti.

Ogni impresa può presentare una sola richiesta di contributo in alternativa tra le misure previste.


interpello

Golden Group: Interpello sul Credito d’Imposta

Con la Risposta all'Interpello n. 323 del 10/05/2021, presentato da Golden Group, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in ordine alla decorrenza delle nuove aliquote di imposta per attività di ricerca, sviluppo, innovazione e design.

 

L’ Agenzia delle Entrate risponde all'interpello di Golden Group

L'articolo 1, comma 198, della legge 27 dicembre 2019, n. 160 (legge di bilancio 2020), come modificata dalla Legge di Bilancio 2021, dispone che «Per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2022, per gli investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative, è riconosciuto un credito d'imposta alle condizioni e nelle misure di cui ai commi da 199 a 206».

Le nuove aliquote e i nuovi massimali previsti dall'art.  1 comma 1064 della L. 178/2020 per il credito d'imposta ricerca, sviluppo e innovazione si applicano alle spese sostenute, ai sensi dell'art.  109 del TUIR, dal primo gennaio 2021.

Lo chiarisce L'Agenzia delle Entrate con la risposta al nostro interpello n.  323, fornendo maggiori informazioni in merito alla decorrenza delle nuove disposizioni.

Lart.  1, comma 1064, della L n. 178/2020 (legge di bilancio 2021) è intervenuto sulla disciplina del credito d'imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e innovazione estetica disciplinato dalla L. 160/2019. 

 

Gli aumenti delle aliquote nel dettaglio

Con particolare riferimento all'aumento delle aliquote del credito d'imposta e al limite massimo dello stesso, riconosciuto per ciascun periodo d'imposta in relazione alle diverse tipologie di attività ammissibili, la lettera f) del citato comma 1064 dell'art  I della L. 178/2020 ha apportato le modifiche direttamente nel testo del comma 203 dell'art. 1 della citata L. n.  160/2019, prevedendo in sostanza: 

  • l’aumento del credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo dal 12% al 20% e un aumento dell'ammontare massimo di beneficio spettante da 3 a 4 milioni di euro
  • l’aumento del credito d'imposta per investimenti in innovazione tecnologica e nel design e ideazione estetica dal 6% al 10% e un aumento dell'ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro
  • l’aumento del credito d'imposta dal 10% al 15% della misura dell'incentivo per investimenti in innovazione tecnologica finalizzati alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di prodotti aumento dell'ammontare massimo del credito d'imposta spettante da 1,5 a 2 milioni di euro.

A tal proposito, l'Agenzia delle Entrate, sempre in risposta all'interpello, ha precisato che in assenza di specifiche disposizioni di decorrenza, le modifiche introdotte dalla legge di bilancio si applicano solo а decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge.

“Al riguardo, si precisa anzitutto che, in assenza di specifiche disposizioni di decorrenza, le modifiche introdotte dalla legge di bilancio possono trovare applicazione, in via generale, solo a decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge. Nello specifico, pertanto, trattandosi di modifiche concernenti un incentivo che si applica per periodi d'imposta, tali modifiche, in assenza di una specifica norma che le attribuisca effetti retroattivi, non possono in nessun caso esplicare effetti in relazione a periodi d'imposta già in corso prima dell'entrata in vigore delle stesse.”

 

No alla retroattività

Trattandosi quindi di modifiche concernenti un incentivo che si applica per periodi d'imposta, tali modifiche, in assenza di una specifica norma che attribuisca loro effetti retroattivi, non possono in nessun caso avere effetto su periodi d’imposta precedenti dell'entrata in vigore delle modifiche stesse.

Non importa che il legislatore abbia adottato, sul piano redazionale, la scelta di apportare le diverse modifiche direttamente sul corpo della disciplina originaria:

 “In senso contrario, si osserva, non sembra poter assumere portata decisiva la circostanza che il legislatore abbia adottato, sul piano redazionale, la scelta di apportare le diverse modifiche intervenendo direttamente sul corpo della disciplina originaria. La possibilità di desumere da tale tecnica redazionale una sia pur implicita volontà del legislatore di far operare retroattivamente le maggiorazioni di aliquote e importi massimi del credito d'imposta deve comunque del tutto escludersi sulla base della relazione tecnica alla legge di bilancio 2021; la quale, ove ve ne fosse bisogno, non prevedendo alcuno stanziamento a copertura delle maggiori risorse che si sarebbe reso necessario stimare in caso di effetti retroattivi delle modifiche apportate, conferma che la volontà del legislatore è stata quella di rafforzare le misure agevolative per il futuro e non per il passato.”

 

Sulla base delle considerazioni precedenti, “alle spese sostenute nel 2020 ai sensi dell'articolo 109 del TUIR si applicano le aliquote previste dalla legge di bilancio 2020 (N.D.R.: 12% per Ricerca e Sviluppo, 6% Innovazione tecnologica e Design e Ideazione estetica, elevabile al 10% per attività innovative relative a transizione ecologica o innovazione digitale 4.0).

 

Le maggiori aliquote previste dalla legge di bilancio 2021 andranno, invece, applicate con riferimento alle spese ammissibili sostenute, ai sensi dell'articolo 109 del TUIR, a decorrere dal 1° gennaio 2021

La posizione interpretativa, peraltro, risulta coerente con le stime degli effetti finanziari delle novità introdotte, illustrate nella relazione tecnica di accompagnamento alla legge di bilancio 2021.”

 

I professionisti di Golden Group ancora una volta hanno svolto un ruolo chiave per ottenere importanti chiarimenti dall'Agenzia delle Entrate, come avvenuto per questo interpello. Scopri di più sui bandi Ricerca & Sviluppo visitando l'apposita categoria.


Decreto Sostegni bis

Decreto Sostegni bis: nuovo contributo a fondo perduto

Decreto Sostegni bis: nuovo contributo a fondo perduto.

La bozza del decreto Sostegni bis - atteso nei prossimi giorni in Consiglio dei Ministri - contiene una serie di misure per il sostegno delle imprese e dell’economia e finalizzate all’abbattimento dei costi.

Nuovo contributo a fondo perduto.

L’art. 1 del decreto Sostegni Bis introduce un nuovo contributo a fondo perduto per i soggetti già beneficiari di quello previsto dal decreto Sostegni (D.L. n. 41/2021), senza rendere necessaria la presentazione di un’ulteriore istanza. Il contributo è erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

I destinatari, alla data di entrata in vigore del decreto, devono essere in possesso di partita IVA attiva e non aver già restituito il precedente contributo, ovvero esso non deve risultare indebitamente percepito.

Il nuovo contributo a fondo perduto del decreto Sostegni Bis spetta nella stessa misura di quanto già erogato e la modalità di fruizione resta invariata su quella già scelta dal beneficiario nelle precedenti istanze:

-       Erogazione diretta sul conto corrente bancario o postale;

-       Riconoscimento di un credito d’imposta da utilizzare in compensazione tramite modello F24.

Il “nuovo” contributo a fondo perduto viene riconosciuto da decreto ai titolari di partita IVA che nel secondo periodo d’imposta antecedente l’entrata in vigore del decreto (2019):

-       Non abbiano registrato ricavi superiori ai 10 milioni di euro;

-       Abbiano subìto una perdita del fatturato medio mensile di almeno il 30% nel periodo compreso dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto al periodo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020.

Il nuovo contributo a fondo perduto è alternativo a quello precedentemente indicato. I soggetti che, in virtù della presentazione di apposita istanza per il riconoscimento del contributo ne abbiano già beneficiato, potranno ottenere l’eventuale maggior valore del contributo. Tuttavia, per i soggetti la cui partita IVA risulti non attiva alla data di entrata in vigore del decreto, il contributo non risulta applicabile.

La comunicazione relativa al primo trimestre 2021 dovrà essere inviata dai soggetti che si occupano della trasmissione della comunicazione delle liquidazioni periodiche dell’IVA, prima della presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo.

I termini e le modalità attuative di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto saranno disciplinati con provvedimento attuativo dell’Agenzia delle Entrate.

Per approfondimenti, clicca qui.


Regione Lombardia: PMI, 10 milioni in 3 anni per riduzione consumi e fotovoltaico

Regione Lombardia: PMI, 10 milioni in 3 anni per riduzione consumi e fotovoltaico

PMI: 10 milioni in 3 anni per riduzione consumi e fotovoltaico dalla Regione Lombardia.

Approvata dalla  Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore all’Ambiente e Clima, Raffaele Cattaneo, e degli gli assessori Massimo Sertori (Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni) e Guido Guidesi (Sviluppo economico), una misura da 10 milioni di euro, distribuiti tra il 2021 e il 2023, tra le PMI, per ridurre i consumi di energia e incentivare il fotovoltaico, tramite l’installazione di nuovi impianti. Per approfondimenti sul mondo dell'efficienza energetica, clicca qui.

La misura è rivolta alle piccole e medie imprese che operano nel settore manifatturiero o estrattivo e con sede operativa in Lombardia.

 

Ridurre consumi energetici ed emissioni climalteranti.

L'obiettivo di questo intervento, come spiega l’assessore all’Ambiente e Clima è contribuire a ridurre i consumi energetici e le emissioni climalteranti delle PMI, attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica dei processi produttivi e l’incremento della produzione.

 

Da Regione, un ruolo chiave partita transizione sistemi.

Per Cattaneo, la regione Lombardia giocherà un ruolo determinante nella partita della transizione dei sistemi economici e produttivi verso la neutralità carbonica. "In questo anno, in cui i confini e le regole sono stati stravolti dall’emergenza sanitaria, è importante sostenere le aziende che intendono guardare al risparmio energetico e all’uso delle fonti rinnovabili come driver per il loro sviluppo”

 

Misura positiva, obiettivo condivisibile.

L'assessore Guido Guidesi sposa l’obiettivo della misura che, oltre all’efficientamento energetico, ha anche lo scopo di abbassare i costi energetici di produzione con un risparmio dei costi aziendali.

Un dato che, in un periodo difficile come quello che si sta attraversando a seguito della pandemia, è di grande rilievo per l’imprenditoria lombarda.

 

Previsione Por Fesr subito rallentamento per emergenza Covid.

Secondo l’assessore Massimo Sertori " La misura di incentivazione deriva dalla previsione contenuta nel Por Fesr 2014-2002, come approvato con dgr 2253 del 14 ottobre 2019. La sua attivazione ha subìto un forte rallentamento a causa della necessità di destinare le risorse previste ad interventi finalizzati a fronteggiare l’emergenza Covid-19“.

 

Premiata la nostra tenacia, Por riprogrammato.

“Ma oggi è premiata la nostra tenacia – prosegue Sertori – il Por Fesr 2014-2020 è stato in effetti oggetto di riprogrammazione. Così, infatti, parte delle misure previste ha trovato copertura, in attuazione dell’articolo 242 del d.l. 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio) mediante la riarticolazione di risorse del Fondo di sviluppo e coesione”. “In questi anni – conclude – la regione Lombardia ha mosso un'attenzione costante verso l’efficientamento energetico. Infatti, abbiamo attivato misure che hanno centrato una reale esigenza dei territori. E andremo avanti in questa direzione”.

 

La misura si articola in 2 linee di intervento:

  • Efficientamento energetico degli impianti produttivi, 5 milioni;
  • Installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia da destinare all’autoconsumo, 5 milioni.

 

Il tempo concesso alle imprese dalla regione Lombardia per realizzare i lavori è di 15 mesi, in decorrenza dal momento in cui verrà comunicata l’assegnazione del contributo regionale. Il bando sarà pubblicato sul sito di Regione Lombardia.

 

Per maggiori approfondimenti, clicca qui.

 


BANDI DIGITAL BUSINESS REGIONE LOMBARDIA - PUBBLICATE LE DATE

BANDI DIGITAL BUSINESS REGIONE LOMBARDIA - PUBBLICATE LE DATE

Buone nuove per i bandi Digital Business regione Lombardia: pubblicate le date.

Il 26 aprile 2021, La Giunta regionale ha approvato i criteri del bando Digital Business, promosso in collaborazione con Unioncamere Lombardia.

I bandi Digital Business, con una dotazione finanziaria complessiva di 11,713 MLN. euro per la digitalizzazione, il commercio elettronico e l’innovazione di PMI e microimprese, comprendono due linee: la linea “Voucher digitali I4.0 Lombardia 2021” e la linea “E-commerce”.

 

  • Linea “Voucher digitali I4.0 Lombardia 2021" - Le domande possono essere presentate dalle ore 14:00 del 17 maggio alle ore 12:00 del 18 giugno 2021, esclusivamente in modalità telematica.

A chi è rivolta questa linea dei bandi Digital Business?

Questa linea comprende micro, piccole e medie imprese che, nell’ambito delle attività previste dal Piano Transizione 4.0, incrementano la rete di collaborazione con soggetti di primaria importanza nel campo dell’utilizzo delle tecnologie 4.0, sostengono servizi incentrati sulle nuove competenze e tecnologie digitali grazie ad interventi di digitalizzazione ed automazione funzionali ed, inoltre, attivano modelli di sviluppo produttivo green driven orientati alla sostenibilità attraverso l'erogazione di servizi/prodotti con un ridotto impatto ambientali e sociali. Per approfondire il mondo dell'Impresa 4.0 clicca qui.

La dotazione finanziaria complessiva è di € 7.188 MLN.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto per due tipi di interventi:

Micro intervento possono accedere le microimprese, l’investimento minimo è di € 4.000,00, il contributo pari al 70% delle spese ammissibili, il contributo massimo è di € 5.000,00.

Intervento piccolo-medio: possono accedere PMI e microimprese, l’investimento minimo è di € 10.000,00, il contributo pari al 50% delle spese ammissibili, il contributo massimo è di € 15.000,00.

 

  • Linea "E-commerce" - Le domande possono essere presentate dalle ore 10:00 del 19 maggio alle ore 12:00 del 22 giugno 2021.

A chi è rivolta questa linea dei bandi Digital Business?

Micro, piccole e medie imprese che vogliono sviluppare ed estendere la propria posizione sul mercato attraverso l’apertura e/o il consolidamento di un canale commerciale per la vendita online dei propri prodotti, appoggiandosi a servizi forniti da soggetti terzi o realizzati all’interno del sito web proprietario.

La dotazione finanziaria complessiva è di € 4.525 MLN.

L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto per due tipi di interventi:

Micro intervento: possono accedere le microimprese, l’investimento minimo è di € 4.000,00, il contributo pari al 70% delle spese ammissibili, il contributo massimo è di € 5.000,00

Intervento piccolo-medio: possono accedere PMI e microimprese, l’investimento minimo è di € 10.000,00, il contributo pari al 50% delle spese ammissibili, il contributo massimo è di € 15.000,00.

Unioncamere Lombardia si occupa di attuare di entrambe le Linee della misura.

L’assegnazione del contributo avviene con procedura a sportello valutativo, seguendo l’ordine cronologico di presentazione della domanda. La Camera di Commercio competente territorialmente eroga il contributo ai beneficiari,  a seguito della verifica della rendicontazione delle spese sostenute.

Per ulteriori approfondimenti sui bandi Digital Business della regione Lombardia, clicca qui.


inps agricoltura

Inps agricoltura: Pubblicate le istruzioni per l’esonero contributivo a favore delle filiere agricole

L’art. 222 comma 2 del DL 34/2020 (DL “Rilancio”) riconosce un esonero contributivo straordinario per i contributi dovuti per il periodo dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 dalle aziende appartenenti alle filiere agrituristiche, apistiche, brassicole, cerealicole, florovivaistiche, vitivinicole, nonché dell’allevamento, dell’ippicoltura, della pesca e dell’acquacoltura.

La misura è stata poi attuata con la pubblicazione del DM 15 settembre 2020 e del DM 10 dicembre 2020.

In merito a tale misura è intervenuto l’INPS con la circ. n. 57/2021, fornendo indicazioni e istruzioni di carattere operativo.

In particolare, per accedere al beneficio i datori di lavoro devono presentare la relativa istanza entro 30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare in commento, utilizzando il modulo “Esonero Art. 222 DL 34/2020”, disponibile nel “Portale delle Agevolazioni” (ex “DiResCo”), sul sito istituzionale www.inps.it.

Nella domanda le imprese dichiarano, ai sensi degli artt. 47 e 76 del DPR 445/2000, gli aiuti concessi ovvero richiesti in attesa di esito, ai sensi e nella vigenza della comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020, C (2020)1863, “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19”.

In caso di esito favorevole dell’istanza, precisa l’INPS, qualora l’esonero sia concesso in quota parte per il superamento del limite di spesa individuale fissato dal “Quadro temporaneo”, i contribuenti dovranno provvedere al versamento della quota risultata eccedente in un’unica soluzione entro 30 giorni dalla comunicazione dell’esito dell’istanza, senza applicazione di sanzioni e interessi.


IMPRENDITORIALITÀ GIOVANILE E FEMMINILE

IMPRENDITORIALITÀ GIOVANILE E FEMMINILE: IL VIA ALLE DOMANDE DAL 19 MAGGIO

Imprenditorialità giovanile e femminile, buone nuove sul versante finanziamenti agevolati a tasso zero.

19 maggio 2021: ecco la data definita, con circolare MISE dell’8 aprile 2021, dal Ministero dello Sviluppo Economico per dare il via alle domande di agevolazione per imprenditorialità giovanile e femminile da presentare all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A.

Da questa data, dunque, sarà possibile presentare richiesta per l’incentivo, al fine di sostenere una nuova imprenditorialità giovanile e femminile su tutto il territorio nazionale, attraverso la creazione di micro e piccole imprese competitive, con totale o parziale partecipazione giovanile e femminile.

 

Di cosa si tratta?

La misura “Nuove imprese a tasso zero” è un incentivo che sostiene micro, piccole e nuove imprese con partecipazione giovanile e femminile, attraverso programmi di investimento che coprono la produzione di beni nei settori: industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli, turismo e commercio, fornitura di servizi alle imprese.

 

A chi si rivolge?

Possono beneficiare delle agevolazioni micro e piccole imprese costituite da non più di 60 (sessanta) mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i 18 ed i 35 anni ovvero da donne.

Possono richiedere le stesse agevolazioni anche persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa, a patto che presentino la documentazione necessaria a comprovarne l’avvenuta costituzione entro i termini indicati nella comunicazione di ammissione alle agevolazioni.

 

Cosa finanzia?

Sono ammissibili le iniziative, realizzabili su tutto il territorio nazionale, promosse nei settori:

1. Produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli;
2. Fornitura di servizi alle imprese e alle persone ivi compresi quelli afferenti all'innovazione sociale;
3. Commercio di beni e servizi;
4. Turismo ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché' le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l'accoglienza.

Va precisato che:
• I programmi di investimento proposti dalle imprese costituite da non più di 36 mesi possono prevedere spese ammissibili non superiori a euro 1.500.000; nell’ambito del predetto massimale può rientrare, altresì, un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante (da giustificare nel piano di impresa e utilizzabile ai fini del pagamento di materie prime, servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa e godimento di beni di terzi), nel limite del 20% delle spese di investimento.
• Per le imprese costituite da più di 36 mesi e da non più di 60 mesi, l’importo delle spese ammissibili non può essere superiore a euro 3.000.000.
• I programmi dovranno essere realizzati entro ventiquattro mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

 

Quali sono i termini di presentazione delle istanze?

La circolare n. 117378 dell’08 aprile 2021 definisce i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni per l'imprenditorialità giovanile e femminile.

 

E le agevolazioni?

L’articolo 5 del decreto legislativo n.123/1998 stabilisce che le agevolazioni siano concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.
Queste agevolazioni per l'imprenditorialità giovanile e femminile possono essere finanziamenti agevolati, a tasso zero, della durata massima di dieci anni, e contributi a fondo perduto, per un importo complessivo non superiore al 90% della spesa ammissibile.
• Alle imprese costituite da non più di 36 mesi, il contributo a fondo perduto viene riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 20% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, brevetti e licenze d’uso.
• Alle imprese costituite da non più di 60 mesi, il contributo a fondo perduto viene riconosciuto, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili, in misura pari al 15% delle spese relative a macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici, brevetti, licenze e marchi.

La misura offre inoltre servizi di tutoraggio come ulteriore forma di sostegno alle imprese di recente costituzione.

 

Qual è la modalità di erogazione?

L'erogazione delle agevolazioni per l'imprenditorialità giovanile e femminile procede per stati avanzamento lavori (SAL) in non più di 5 quote, comprensive dell’ultima a saldo. Per una maggiore sostenibilità finanziaria dei programmi di investimento, l’erogazione di ciascuna quota può avvenire a fronte della presentazione di titoli di spesa anche non quietanzati, purché nei limiti del 20% per cento delle agevolazioni concesse nel caso del I SAL e del 30% per cento per i SAL successivi al primo.
Tuttavia, per ogni quota diversa dalla prima, l’impresa è tenuta alla dimostrazione dell’effettivo pagamento, tramite esibizione delle relative quietanze, dei titoli di spesa presentati ai fini dell’erogazione precedente.
In alternativa, le singole erogazioni delle agevolazioni per l'imprenditorialità giovanile e femminile possono essere corrisposte sulla base di fatture di acquisto non quietanzate purché vincolate ad un contratto di conto corrente di cui alla convenzione già stipulata tra il Ministero, il Soggetto gestore e l’Associazione Bancaria Italiana, in grado di garantire il pagamento ai fornitori dei beni agevolati in tempi celeri.

Inoltre, all'impresa è offerta la possibilità di richiedere a titolo di anticipazione, presentando fideiussione bancaria, l’erogazione di una prima quota di agevolazione, non superiore al 40 per cento dell’importo complessivo delle agevolazioni concesse.

 

Come presentare la domanda di agevolazione per imprenditorialità giovanile e femminile?

Le domande di agevolazione per l'imprenditorialità giovanile e femminile vengono presentate, dal 19 maggio 2021, esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

 

Per rimanere aggiornato sui bandi MISE, leggi anche questo articolo.


Competence Center Cyber 4.0

Competence Center Cyber 4.0: bando per ricerca e sviluppo nella cyber security

Cyber 4.0: il MiSE per la Cyber Security

Al via il bando Competence Center Cyber 4.0. Ricordiamo che Cyber 4.0 è l’associazione costituita da enti pubblici e privati per gestire il Centro di Competenza ad alta specializzazione finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dedicato alla cyber security.

Cyber 4.0 è l’associazione costituita da enti pubblici e privati per gestire il Centro di Competenza ad alta specializzazione finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dedicato alla cyber security.

Cyber 4.0 promuove l’orientamento, la formazione e la ricerca e innovazione sul tema generale della cyber security e su tre declinazioni tematichespazio, e-health, automotive.

 

Competence Center Cyber 4.0: attività finanziabili

Il bando 1/2021 di Cyber 4.0 finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale con i seguenti obiettivi prioritari in ambito cyber security:

  • promozione dello sviluppo tecnologico e digitale nel settore industriale, con particolare riguardo alle piccole e medie imprese;
  • favorire il trasferimento di soluzioni tecnologiche e l’innovazione nei processi produttivi e/o nei prodotti e/o nei modelli di business derivanti dallo sviluppo, adozione e diffusione delle tecnologie in ambito 4.0, in coerenza con il quadro degli interventi del Piano Nazionale Impresa 4.0;
  • favorire la collaborazione tra imprese e Cyber 4.0 per l'elaborazione di progetti che rispondano alle esigenze di innovazione e competitività;
  • agevolare lo scambio di conoscenze e competenze tra imprese e tra imprese e organismi di ricerca;
  • favorire le ricadute sul territorio in termini di impatto sociale, economico, ambientale, sul lavoro e sulla competitività del sistema produttivo italiano, aumentando il contenuto tecnico-scientifico di prodotti, processi e/o servizi.

 I benefici sono concessi nella misura massima del 50% delle spese sostenute e per un importo non superiore a euro 200.000 per ciascun progetto.

Ogni  impresa  può  presentare,  in  risposta  al  presente  bando,  al  massimo n. 2 progetti, in  forma  singola,  come  capofila  o  partner  in  caso  di  progetti aggregati.   Nel   caso un’impresa   sia   partner   di   più   progetti   approvati,   il contributo massimo previsto per impresa è comunque pari ad €100.000.

I progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale, presentati dalle imprese, ammissibili al contributo erogato dal centro di competenza ad alta specializzazione Cyber 4.0, devono prevedere:

  1. un piano di intervento concreto, dettagliato in investimenti, costi, tempi;
  2. la stima dei benefici economici per l'impresa in termini di riduzione di inefficienze, sprechi e costi, anche in termini di miglioramento della qualità dei processi e dei prodotti;
  3. la redazione di un piano finanziario a copertura dei costi del progetto.
  4. un  livello  di  maturità  tecnologica  (Technology  Readiness  Level,  TRL) in  un  intervallo  tra TRL  5  e  8 e  che  comunque  raggiunga,  al termine delle attività, un livello almeno pari a TRL 7.

La durata del progetto potrà essere prevista tra un minimo di 12 mesi ed un massimo di 18mesi, fatta salva la richiesta di eventuali proroghe motivate che saranno valutate.

Ambiti tematici dei progetti 

  • AMBITO TEMATICO Cybersecurity, dotazione Cyber4.0 pari a 400.000 euro
  • AMBITO TEMATICO Cybersecurity-Spazio, dotazione Cyber4.0 pari a 200.000 euro
  • AMBITO TEMATICO Cybersecurity-Automotive, dotazione Cyber4.0 pari a 200.000
  • Ambito TEMATICO Cybersecurity-E-health, dotazione Cyber4.0 pari a 200.000 euro:

Scadenza domande e Competence Center Cyber 4.0

Le domande potranno essere presentate fino al 21 Maggio 2021, ore 14:00.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Leggi anche: Piano Transizione 4.0: previsti correttivi nel Decreto Sostegni


ZFU

ZFU Sisma Centro Italia: in arrivo 90 milioni di euro

Arrivano 90 milioni di euro per ZFU Sisma Centro Italia. A partire dal 20 maggio e fino al 16 giugno 2021 potranno essere presentate le domande per richiedere le agevolazioni in favore delle imprese e i lavoratori autonomi con sede nella Zona Franca Urbana (ZFU), istituita nei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo, che sono stati colpiti dagli eventi sismici susseguiti dal 24 agosto 2016.

Le risorse disponibili per le esenzioni fiscali e contributive sono pari a circa 90 milioni di euro.

E’ quanto prevede la circolare pubblicata dal Ministero dello Sviluppo economico, che definisce i requisiti, le modalità e i termini di accesso alle agevolazioni, alla luce delle novità introdotte dal decreto Agosto del 2020.

 

ATTIVITÀ FINANZIABILI ZFU SISMA CENTRO ITALIA

Il presente avviso riconosce agevolazioni fiscali e contributive alle imprese ubicate nella zona franca urbana (ZFU) comprendente il territorio dei Comuni delle Regioni del Lazio, dell’Umbria, delle Marche e dell’Abruzzo colpiti dagli eventi sismici che si sono susseguiti a far data dal 24 agosto 2016.

L’elenco dei comuni rientranti nella zona franca urbana è riportato in Allegato.

  • I soggetti interessati possono beneficiare delle seguenti agevolazioni fiscali e contributive:
  • esenzione dalle imposte sui redditi;
  • esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive;
  • esenzione dall’imposta municipale propria;
  • esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Le predette agevolazioni sono riconosciute esclusivamente per i periodi di imposta 2017 e 2018.

MISURA A : Possono beneficiare delle agevolazioni i seguenti soggetti la cui sede principale o unità locale ricada all’interno di uno dei Comuni compresi nella zona franca urbana (Allegato 2 del D.L. 189/2016), nello specifico:

  • le imprese di qualsiasi dimensione, con riferimento a tutte le tipologie di esenzioni fiscali e contributive di cui alla sezione “ATTIVITA’ FINANZIABILI”;
  • i titolari di reddito di lavoro autonomo, con esclusivo riferimento all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali di cui alla sezione “ATTIVITA’ FINANZIABILI”, lettera d).

 

MISURA B: Possono beneficiare delle agevolazioni i titolari di imprese familiari o di imprese individuali che svolgono l’attività nella sede o nell’unità locale ubicata nei Comuni di cui agli Allegati numeri 1 e 2 del D.L. 189/2016, che:

  • non abbiano già ottenuto le agevolazioni di cui all’art. 46 del D.L. 50/2017,

ovvero

  • intendano integrare l’agevolazione già ottenuta ai sensi del richiamato articolo, alla luce delle novità introdotte dall’art. 1, comma 746, della Legge di bilancio 2018.

Ai fini dell’accesso alla predetta agevolazione, le imprese familiari o individuali devono essere in possesso di tutti i requisiti di seguito riportati.

 

SPESE AMMESSE ZFU

A) Esenzione dalle imposte sui redditi

E’ esente dalle imposte sui redditi il solo reddito derivante dall’attività svolta dall’impresa all’interno del territorio della zona franca urbana, fino a concorrenza dell’importo di euro 100.000,00 per ciascuno dei due periodi di imposta ammessi (2017 e 2018).

Ai fini della determinazione del reddito per cui è possibile beneficiare dell’esenzione, non rilevano le plusvalenze e le minusvalenze né le sopravvenienze attive e passive.

Parimenti non rilevano, ai fini della determinazione del reddito esente, i componenti positivi e negativi riferiti a esercizi precedenti al 2017, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata in conformità alle disposizioni del TUIR.

II limite di euro 100.000,00 è maggiorato, per ciascun periodo di imposta, di un importo pari a euro 5.000,00, ragguagliato ad anno, per ogni nuovo dipendente, residente nel territorio della zona franca urbana e che nello stesso territorio svolga l’attività di lavoro dipendente, assunto a tempo indeterminato dall’impresa beneficiaria. A tale fine, rilevano le nuove assunzioni che costituiscono un incremento del numero di dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che parziale, rispetto al numero di lavoratori, assunti con la medesima tipologia di contratto, in essere alla data di chiusura del periodo di imposta precedente a quello di decorrenza dell’esenzione.

Ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia rileva altresì il reddito determinato per l’esenzione dalle imposte.
Il reddito determinato per l’esenzione dalle imposte è computato in aumento del reddito complessivo. Resta fermo il computo del predetto reddito ai fini dell’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.
Il reddito determinato per l’esenzione dalle imposte concorre alla formazione della base imponibile dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

B) Esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive

Per ciascuno dei due periodi di imposta ammessi (2017 e 2018), dall’imposta regionale sulle attività produttive è esentato il valore della produzione netta nel limite di euro 300.000,00 per la determinazione della quale non rilevano le plusvalenze e le minusvalenze realizzate.

I componenti positivi e negativi riferiti a esercizi precedenti a quello 2017, la cui tassazione o deduzione è stata rinviata, concorrono alla determinazione del valore della produzione netta.

C) Esenzione dall’imposta municipale propria

Per i soli immobili situati nel territorio della zona franca urbana, posseduti e utilizzati dall’impresa per l’esercizio dell’attività d’impresa, è riconosciuta l’esenzione dall’imposta municipale propria per ciascuno dei due periodi d’imposta ammessi (2017 e 2018).

D) Esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali 

Alle imprese è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

L’esonero è previsto in relazione ai dipendenti assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi, impiegati nella sede - ovvero, nelle sedi, in caso di soggetti “plurisede” - ove è svolta l’attività all’interno della zona franca urbana.

L’esonero è riconosciuto con esclusivo riferimento ai due periodi d’imposta ammessi (2017 e 2018).

L’esonero di cui alla presente lettera D) spetta, alle medesime condizioni, anche ai titolari di lavoro autonomo.

 

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Vedi anche alla voce Sicurezza e misure straordinarie

 


INVESTIMENTI TURISMO MISE

INVESTIMENTI TURISMO MISE: L'ENTE SEMPLIFICA REGOLE E PROCEDURE

NOVITA' SUGLI INVESTIMENTI TURISMO MISE

Passa in gazzetta ufficiale la direttiva che mette in campo le disposizioni su contratti di sviluppo  contenute nella legge di Bilancio 2021. A disposizione 130 milioni per investimenti nel settore turistico, che possono beneficiare anche delle semplificazioni introdotte dal decreto MISE del 13 novembre 2020.

Alla luce del pesante impatto della crisi generata dal Covid-19, in particolare sul turismo, la manovra 2021 (legge n. 178-2020) ha infatti previsto il ricorso ai contratti di sviluppo per promuovere la realizzazione di programmi in grado di ridurre il divario socio-economico tra le aree territoriali del Paese, di contribuire ad un utilizzo efficiente del patrimonio immobiliare nazionale e di favorire la crescita della catena economica e l’integrazione nel settore.

La direttiva del 19 marzo 2021 con le disposizioni attuative è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale il 6 aprile e segue le modifiche alla disciplina in materia di contratti di sviluppo, accordi di programma e accordi di sviluppo contenute nel decreto del MISE del 13 novembre 2020 approdato in Guri a febbraio.

CONTRATTI DI SVILUPPO PER RIQUALIFICAZIONE STRUTTURE DISMESSE E OSPITALITÀ AGRITURISTICA

Per effetto della legge di Bilancio 2021, la soglia di accesso allo strumento agevolativo dei contratti di sviluppo è stata ridotta da 20 milioni a 7,5 milioni di euro per i programmi di investimento che prevedono interventi da realizzare nelle aree interne del Paese ovvero il recupero e la riqualificazione di strutture edilizie dismesse e l’importo minimo dei progetti d’investimento è stato conseguentemente ridotto a 3 milioni di euro.

Inoltre, si è stabilito che i programmi di sviluppo riguardanti esclusivamente l’attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli possono essere accompagnati da investimenti finalizzati alla creazione, alla ristrutturazione e all’ampliamento di strutture idonee alla ricettività e all’accoglienza dell’utente, finalizzati all’erogazione di servizi di ospitalità connessi alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Le risorse stanziate per queste tipologie di investimenti ammontano a 100 milioni di euro per l’anno 2021 e a 30 milioni di euro per l’anno 2022 e saranno gestite da Invitalia in base alle disposizioni contenute nella direttiva firmata dal ministro Giorgetti il 19 marzo 2021.

In particolare:

  • gli investimenti funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità devono essere realizzati dai medesimi soggetti, proponente o aderenti, che realizzano i progetti concernenti la trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli,
  • ai fini del rispetto dei limiti dimensionali per il complessivo programma di sviluppo e per i progetti di investimento del soggetto proponente e delle eventuali imprese aderenti, sono computati esclusivamente gli investimenti concernenti le attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e non quelli funzionali all’erogazione di servizi di ospitalità, per i quali non sono previsti limiti dimensionali minimi.

Queste disposizioni, precisa la direttiva, si applicano anche nel caso in cui il programma di sviluppo sia proposto da più soggetti in forma congiunta tramite lo strumento del contratto di rete, con la specifica che ogni impresa retista deve presentare almeno un progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Il provvedimento sottolinea anche che il progetto di investimento riguardante l’attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli presentato dal soggetto proponente o dall’impresa aderente deve risultare di dimensione significativa rispetto agli investimenti previsti per la ricettività e l’accoglienza proposti dai medesimi soggetti, anche con riferimento agli effetti economici derivanti dalle diverse componenti del progetto di investimento.

Una volte esaurite le risorse stanziate dalla manovra per il rilancio del settore turistico, chiarisce infine la direttiva, le istanze con le caratteristiche previste dalla legge di Bilancio saranno esaminate ed accolte, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione, entro i limiti della dotazione generale dei contratti di sviluppo.

LE SEMPLIFICAZIONI DEL DM 13 NOVEMBRE 2020 PER CONTRATTI DI SVILUPPO E ACCORDI DI PROGRAMMA

Il decreto MISE del 13 novembre 2020 va invece a modificare la disciplina di cui al decreto 9 dicembre 2014 con l'obiettivo di assicurare una maggiore efficacia nel perseguimento degli obiettivi sottesi all’attivazione dei contratti di sviluppo e degli accordi di programma e di sviluppo, sia garantendo una gestione più efficiente delle fasi propedeutiche alla loro sottoscrizione, sia accelerando e semplificando le procedure di valutazione e di gestione dei programmi per facilitare la realizzazione degli investimenti proposti dalle imprese.

Contratti di sviluppo, più tempo per avviare e chiudere gli investimenti

La prima novità introdotta dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico è la soppressione della norma in base al quale il programma di sviluppo dovrebbe essere avviato entro 6 mesi dalla data della determinazione di concessione delle agevolazioni.

Novità anche per la conclusione degli investimenti: il termine generale di 36 mesi dalla concessione delle agevolazioni viene confermato, ma prevedendo la possibilità di una proroga, sulla base di una motivata richiesta dell’impresa beneficiaria, per un periodo massimo di 18 mesi, e non più di 12 mesi.

Fino a 12 mesi per presentare la documentazione edilizia

Il provvedimento stabilisce poi che in fase di istruttoria, per la valutazione della cantierabilità dei progetti di investimento, diventa rilevante la presenza di elementi utili a riconoscere la possibilità che le imprese proponenti esibiscano, entro il termine massimo di 12 mesi dalla determinazione di concessione delle agevolazioni, e non più di 90 giorni, la documentazione concernente la materia edilizia, comprovante il rilascio delle concessioni, autorizzazioni, licenze e nulla osta delle amministrazioni pubbliche competenti.

Qualora allo scadere dei 12 mesi il soggetto beneficiario non abbia prodotto la documentazione concernente la materia edilizia, le agevolazioni sono revocate.

Semplificazioni per la sottoscrizione degli accordi di programma

Il decreto che prevede gli investimenti turismo MISE stabilisce, inoltre, che, ai fini dell’attivazione delle procedure per la sottoscrizione di un accordo di programma tra Ministero, Regioni, altri enti pubblici, Invitalia e imprese interessate, il soggetto proponente deve presentare un’attestazione delle Regioni e/o degli enti pubblici interessati in ordine alla disponibilità al cofinanziamento del programma di sviluppo. Laddove siano coinvolte più Regioni e una di esse non partecipi al cofinanziamento, è possibile procedere comunque, a condizione che il programma di sviluppo rivesta particolare rilevanza per la competitività del Paese.

Sempre in ottica semplificazione, il provvedimento prevede che, laddove sia stato sottoscritto un accordo di programma, le condizioni che Invitalia dovrebbe verificare in sede di valutazione della domanda - disponibilità finanziarie, requisiti delle imprese, compatibilità del piano progettuale, ecc - si intendono verificate.

Maggiore corrispondenza tra gli investimenti e gli obiettivi della normativa negli investimenti turismo Mise

Sempre relativamente agli interventi attuati nell'ambito degli accordi di programma, il decreto MISE conferma il requisito dell'impatto significativo sulla competitività del sistema produttivo dei territori, ma specifica che questo viene valutato, oltre che in relazione all’ubicazione del programma di sviluppo in aree di crisi, in base alla sussistenza di almeno due dei requisiti richiesti dal decreto del 9 dicembre 2014.

Requisiti che sono relativi, sia per per i programmi di sviluppo industriale che per i programmi di sviluppo di attività turistiche, all'ubicazione in un'area con un tasso di disoccupazione particolarmente elevato rispetto al resto del territorio di riferimento, al recupero e alla riqualificazione di strutture dismesse e al consolidamento di sistemi di filiera diretta ed allargata.

Inoltre, nel caso dei programmi di sviluppo industriale, ulteriori condizioni cui possono fare riferimento le proposte progettuali sono la presenza rilevante dell'impresa sui mercati esteri e la previsione di investimenti che determinano rilevanti innovazioni di prodotto, del processo produttivo, dell'organizzazione aziendale e/o nelle modalità di commercializzazione dei prodotti, con particolare riferimento a quelli conformi agli ambiti tematici del piano nazionale Industria 4.0.

Nel caso dei programmi di sviluppo di attività turistiche, invece, altri requisiti di accesso alle agevolazioni sono la capacità di contribuire alla stabilizzazione della domanda attraverso la destagionalizzazione dei flussi turistici e la realizzazione del programma in comuni tra loro limitrofi o appartenenti a un unico distretto turistico.

In caso di accordo di programma riguardante la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, inoltre, tra i requisiti da rispettare c'è necessariamente la capacità di determinare positivi effetti o sinergie con i sistemi di filiera diretta ed allargata regionali e/o nazionali.

Discorso analogo per gli accordi di sviluppo per programmi di rilevanti dimensioni, cioè che prevedano un importo complessivo di spese e costi ammissibili pari o superiori a 50 milioni di euro, o a 20 milioni di euro qualora il programma riguardi esclusivamente attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Il MISE richiede ora la sussistenza di almeno due requisiti, e non più di uno solo, tra:

  • significativo impatto occupazionale,
  • capacità di attrazione degli investimenti esteri,
  • coerenza degli investimenti con il piano nazionale Industria 4.0,
  • rilevante impatto ambientale.

Anche in questo caso per gli accordi di sviluppo relativi alla trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli è richiesta la capacità di determinare effetti positivi o sinergie di filiera a livello regionale o nazionale.

Il 40% dei fondi con la prima erogazione

Infine, il decreto interviene sulle regole per l'erogazione delle agevolazioni. Gli interventi turismo Mise stabiliscono infatti che il primo pagamento del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti e del contributo alla spesa può avvenire, su richiesta dell'impresa beneficiaria, anche in anticipazione, nel limite del 40%, e non più del 30% dell'importo concesso.

 

 

leggi anche: Ristori Emilia Romagna: in arrivo 9,7 milioni di euro per turismo, cultura, ristorazione, terzo settore e imprese dei territori alluvionati nel modenese


DOMANDE SIMEST

DOMANDE SIMEST: ricezione nuove domande dal 3 Giugno 2021

DOMANDE SIMEST 

Riapre l'attività di ricezione domande volte al finanziamento agevolata sul fondo 394/81 ai sensi dei decreti 7 settembre 2016, 8 aprile 2019 e 11 giugno 2020 e relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sulla quota di risorse del Fondo per la promozione integrata.

Si comunica che il Comitato agevolazioni per l’amministrazione del Fondo 295/73 e del Fondo 394/81 SIMEST, in data 31 marzo 2021 ha deliberato, ai sensi dell’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo n. 123/1998, la riapertura, delle domande Simest a decorrere dal 3 giugno 2021, delle attività di ricezione da parte di Simest S.p.a. di nuove domande di finanziamento agevolato a valere sul Fondo 394/81 ai sensi dei decreti 7 settembre 2016, 8 aprile 2019 e 11 giugno 2020 e relativo cofinanziamento a fondo perduto.

 

leggi anche:Al 50% la quota a fondo perduto dei Finanziamenti Simest


Nuovo Ristori Toscana

Nuovo Ristori Toscana: un'operazione da 25 milioni

Il Nuovo Ristori Toscana ammonta a oltre 25 milioni:

  • 11 milioni  e 530 mila avanzati da bandi precedenti sono pronti ad essere rimessi in circolo
  • 5 milioni erano pronti nel bilancio regionale
  • in quest'ultimi si aggiungono altri 8 milioni e 600 mila euro

NUOVO RISTORI TOSCANA: A CHI E' DESTINATO?

  • Settore artigianato artistico
  • Ristoratori
  • Event Manager e organizzatori cerimonie
  • imprese dello svago e filiera turistica
  • palestre e settore dello sport

La priorità sarà concessa a chi non ha potuto sino ad ora ricevere gli aiuti.

Non ci sarà più nessun clickday: si entrerà in graduatoria in base al calo del fatturato, con perdite di almeno del 30 per cento. Anche questa è una novità: nei precedenti bandi il calo doveva essere di almeno il 40 per cento.

La giunta regionale, su proposta dell’assessore all’economia Leonardo Marras, ha approvato lunedì 29 marzo, il pacchetto di interventi e le linee di indirizzo.

Il primo bando  Nuovo Ristori Toscana a partire sarà quello destinato all’artigianato artistico, ovvero tutte quelle micro, piccole e piccolissime imprese impegnate nelle lavorazioni più disparate ma che con le loro botteghe si rivolgono tutte essenzialmente ai turisti ed hanno visto le loro entrate azzerate: 3 milioni e 800 mila euro, domande dal 16 al 30 aprile. Quindi sarà la volta della filiera della ristorazione: 4 milioni di euro a disposizione del bando bis con le richieste di partecipazione che potranno essere spedite dal 4 al 18 maggio (due milioni a disposizione dei ristoranti ed altri due per i fornitori).

Il 19 maggio uscirà anche il bando per gli organizzatori di eventi (matrimoni compresi, e dunque anche l’indotto),  per le imprese dello svago, gli spettacoli viaggianti e l’attività sportiva: sono stati stanziati 2 milioni e 730 mila euro, tempo fino al 3 giugno per inviare i documenti.  Nel dettaglio un milione sarà riservato a palestre e impianti sportivi, 230 mila euro allo spettacolo viaggiante e itinerante, un milione e mezzo per tutto l’indotto legato all’organizzazione di matrimoni ed eventi (fotografi e fiorai, ad esempio).

Due, infine, saranno gli interventi rivolti al mondo del turismo: 14 milioni e 600 mila euro le risorse complessivamente a disposizione, tra cui anche i fondi stanziati di recente del governo. Per l’attivazione di queste due misure si aspetterà la conversione del decreto legge "Sostegni" del 13 marzo. In particolare saranno sei i milioni destinati a taxisti, noleggiatori con conducente, guide ed agenzie di viaggio (verrà data priorità a chi è rimasto escluso dal click day) e 8 milioni e 600 mila euro le risorse rivolte alle strutture ricettive.

Per i tre bandi che saranno pubblicati per primi – artigianato artistico, ristorazione e filiera, mondo degli eventi, svago ed attività sportiva – è previsto un contributo a fondo perduto di 2500 euro per ciascuna impresa. Per poter partecipare occorre aver avuto in tutto il 2020 un calo di fatturato (o dei corrispettivi) pari almeno al 30 per cento. Per chi nel 2019 non era attivo (e non si possono dunque fare raffronti) Nuovo Ristori Toscana concede un ristoro in base ai mesi di attività nel corso del 2020. I bandi saranno tutti gestiti da Sviluppo Toscana, società partecipata dalla Regione.

 

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