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CULTURA CREA: AIUTO PER LA FILIERA CULTURALE E CREATIVA

CULTURA CREA IN GAZZETTA UFFICIALE

in gazzetta ufficiale il regime d'aiuto a sostegno della creazione e sviluppo di iniziative imprenditoriali nel settore cultura e turismo.

Invitalia gestisce così il decreto del ministero per i beni culturali e per il turismo sottoscritto il 10 dicembre 2020, diretto a valorizzare la filiera culturale e creativa delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

LE 3 NOVITA' DEL DECRETO MINISTERIALE

Tre sono le principali novità introdotte dal decreto:

  1. La platea dei beneficiari si allarga, per i progetti integrati, anche alle reti d'impresa.
  2. Al fine di favorire la conoscenza delle opportunità offerte da Cultura Crea, l'Autorità di gestione ha definito un piano di promozione e di supporto alla presentazione delle domande di finanziamento.
  3. alla luce della pandemia di Covid-19, a favore delle imprese in possesso dei requisiti di accesso alle misure dell'iniziativa e che siano attive al 1° gennaio 2020, è riconosciuto un contributo a fondo perduto finalizzato alla copertura delle esigenze di capitale circolante, del valore massimo di 25mila euro.

Un ulteriore punto che viene chiarito a proposito della misura è relativo alle risorse a disposizione. Infatti, agli interventi previsti da Cultura Crea vengono assegnati anche fondi del Programma operativo complementare Cultura e sviluppo, al fine di assicurare la piena copertura finanziaria delle iniziative ammissibili e non agevolabili, nonchè dei contributi per il capitale circolante e delle azioni di tutoraggio, accompagnamento e promozione della misura.

LE 3 LINEE DELL'INTERVENTO

Cultura Crea può contare su budget di 107 milioni di euro, che può salire a 114 milioni, a sostegno di neo imprese e team di persone fisiche, PMI, imprese sociali e onlus attive nelle industrie creativa, culturale e turistica nelle Regioni del Mezzogiorno destinatarie del PON Cultura 2014-2020.

Il regime di aiuto per la filiera culturale e creativa nelle Regioni in ritardo di sviluppo - cioè Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia - è articolato in tre linee di intervento:

  • Nuove Imprese dell’industria culturale (Titolo II del DM dell'11 maggio 2016), con una dotazione finanziaria di 41,7 milioni di euro,
  • Imprese dell’industria culturale e turistica (Titolo III), con risorse per 37,8 milioni di euro,
  • Terzo settore nell’industria culturale (Titolo IV), a valere su risorse per 27,4 milioni di euro.
  • Nuove imprese dell’industria culturale

NEOIMPRESE DEL MEZZOGIORNO

La prima linea di intervento è dedicata a due tipologie di beneficiari, ubicati nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia:

  • le imprese dell’industria culturale, comprese le cooperative, costituite da non più di 36 mesi, iscritte nel Registro delle imprese e in regola con le norme vigenti,
  • le persone fisiche che vogliono costituire un'impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
  • In entrambi i casi sono ammessi agli aiuti i programmi di investimento avviati successivamente alla presentazione della domanda e da concludere entro 18 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.

Gli investimenti, di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare la creazione o l’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o servizio, organizzative, di mercato, in una delle aree indicate:

  • economia della conoscenza, cioè sviluppo e/o applicazione di tecnologie innovative e/o tecnologie chiave abilitanti per la creazione e/o l’implementazione di dati e informazioni in grado di accrescere, qualificare o innovare le modalità e gli strumenti di archiviazione, organizzazione, condivisione, accessibilità, e gestione delle conoscenze legate all’industria culturale,
  • economia della conservazione, cioè sviluppo e applicazione di processi e protocolli innovativi nel quadro delle attività conservative - restauro, manutenzione, recupero, rifunzionalizzazione - relativamente a materiali, tecnologie, tecniche e strumenti adottati, con particolare riferimento alle attività di diagnostica di monitoraggio e di analisi per la valutazione della vulnerabilità, alle attività di prevenzione e di gestione dei rischi e dei fattori di degrado, ai materiali e alle tecniche di intervento, alle soluzioni impiantistiche innovative ed energeticamente efficienti, applicate al patrimonio materiale ed immateriale,
  • economia della fruizione, che riguarda lo sviluppo di:
    • modalità e strumenti innovativi di offerta di beni e sistemi di beni in forma integrata con le risorse del territorio, processi innovativi per la gestione – acquisizione, classificazione, valorizzazione, diffusione – del patrimonio culturale e risorse del territorio;
    • piattaforme digitali, prodotti hardware e software per nuove modalità di fruizione e nuovi format narrativi, di comunicazione e promozione, estendibili anche a specifiche categorie della domanda;
    • dispositivi ed applicazioni a supporto e assistenza di specifici target di domanda e fruizione;
    • attività legate all’incremento dell’offerta collegata alla fruizione turistico culturale;
  • economia della gestione, cioè sviluppo di strumenti e soluzioni applicative in grado di ingegnerizzare le attività di gestione di beni e attività culturali.

Le spese ammissibili alle agevolazioni comprendono:

  • macchinari, impianti, attrezzature, arredi e mezzi mobili, purché strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione,
  • beni immateriali ad utilità pluriennale, quali programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché certificazioni, know how e conoscenze tecniche, anche non brevettate.

Nel limite del 20% dell'importo sono ammissibili anche le spese di gestione per:

  • personale interno qualificato;
  • servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
  • consulenze esterne specialistiche prestate da Università e Centri di ricerca pubblici o da imprese e persone fisiche dotate di documentate competenze in materia.

Due le forme di aiuto previste:

  • un finanziamento agevolato a tasso zero pari al 40% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese ammissibili.

La somma del finanziamento agevolato a tasso zero e del contributo a fondo perduto, pari in linea di massima all’80% della spesa ammissibile, può essere incrementata al 90% nel caso in cui l’impresa richiedente abbia le caratteristiche di impresa femminile o impresa giovanile o sia in possesso del rating di legalità.

CULTURA CREA NELLE IMPRESE CULTURALI

La seconda linea di intervento riguarda le imprese che sono costituite in forma societaria da almeno 36 mesi, incluse le cooperative, con programmi di investimento nei settori dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tipici locali. In questo caso, l’unità produttiva dovrà essere ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania e Puglia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016 (la Sicilia è esclusa).

I programmi di investimento, avviati dopo la presentazione della domanda di aiuto, potranno arrivare all'importo di 500mila euro e riguardare una delle tre aree di intervento indicate:

  • fruizione turistica e culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori,
  • promozione e comunicazione per la valorizzazione delle risorse culturali,
  • recupero e valorizzazione di produzioni locali di beni e servizi.

Le spese ammissibili per Cultura Crea corrispondono a quelle della prima linea di intervento, quindi investimenti materiali e immateriali e spese di gestione, nel limite del 20% dell'importo, per personale, servizi ICT e consulenze.

Due le forme agevolative:

  • un finanziamento agevolato senza interessi pari al 60% delle spese ammissibili della durata massima di otto anni di ammortamento, oltre ad un preammortamento di un anno per il periodo di realizzazione dell’intervento;
  • un contributo a fondo perduto pari al 20% delle spese ammissibili.

Come nella prima linea di intervento, la somma degli incentivi sale dall'80% al 90% in caso di imprese femminili, giovanili o in possesso del rating di legalità.

TERZO SETTORE DI INDUSTRA CULTURALE

Il Terzo settore è il protagonista dell'ultima linee di intervento, destinata a imprese sociali, comprese le cooperative, e ONLUS, con unità produttiva ubicata nei Comuni delle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia inseriti nell’elenco delle aree di attrazione culturale allegato al DM dell'11 maggio 2016.

I programmi di investimento, da avviare dopo la presentazione della domanda e di importo non superiore a 400mila euro, possono riguardare:

  • attività collegate alla gestione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio,
  • attività collegate alla fruizione degli attrattori e delle risorse culturali del territorio,
  • attività di animazione e partecipazione culturale.

Confermati anche in Cultura Crea gli investimenti in impianti e macchinari, da una parte, e software e brevetti, dall'altra, quali costi ammissibili, mentre le spese di gestione non sono ammesse per questa linea d'azione.

Escluse anche le agevolazioni in forma di finanziamenti, mentre i contributi a fondo perduto coprono l’80% delle spese ammissibili e possono salire al 90% per imprese femminili, giovanili e in possesso del rating di legalità.

 

LEGGI ANCHE: Beni Strumentali 2021-2022 Credito d'imposta

 


intrattenimento digitale

Intrattenimento digitale: fondo perduto per la realizzazione di un prototipo

FIRST PLAYABLE FUND O INTRATTENIMENTO DIGITALE

Fondo per l'intrattenimento digitale denominato First Playable Fund lanciato dal MiSE . Il suo scopo è quello di fungere da sostegno all'industria digitale nazionale.

In modo specifico il contributo nasce per accompagnare i business del settore nella concezione e pre-produzione dei videogiochi, necessarie alla realizzazione di prototipi, tramite l'erogazione di contributi a fondo perduto, riconosciuti nella misura del 50% delle spese ammissibili e per un importo compreso da 10.000,00 euro a 200.000,00 euro per singolo prototipo.

Dall'8 febbraio la misura è comparsa in gazzetta ufficiale per un ammontare complessivo di 4 milioni di euro messi in campo.

 

VERSO QUALI PROGETTI?

Vengono ammessi progetti che prevedono:

  • la realizzazione di un singolo prototipo;
  • spese e costi ammissibili complessivamente non inferiori a euro 20.000,00 (ventimila);
  • avvio successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • ultimazione entro diciotto mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

 

CHI PUò BENEFICIARNE?

 

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:

  • svolgono, in via prevalente, l'attività economica di «Edizione di software» o «Produzione di software, consulenza informatica e attività connesse»;
  • hanno sede legale nello Spazio economico europeo;
  • sono soggette a tassazione in Italia per effetto della loro residenza fiscale, ovvero per la presenza di una sede operativa in Italia, cui sia riconducibile il prototipo;
  • hanno un capitale sociale minimo interamente versato e un patrimonio netto non inferiori a diecimila euro, sia nel caso di imprese costituite sotto forma di società di capitali, sia nel caso di imprese individuali di produzione che di imprese costituite sotto forma di società di persone;
  • sono regolarmente costituite e iscritte come attive nel registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente;
  • Sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria e non sono sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • garantiscono, nel caso in cui si operi anche in settori diversi o si esercitino anche altre attività escluse dal campo di applicazione del regolamento de minimis, con mezzi adeguati quali la separazione delle attivita' o la distinzione dei costi, che le predette attività esercitate nei settori esclusi non beneficiano di aiuti concessi a norma del regolamento de minimis.

 

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni le imprese che, alla data di presentazione della domanda di agevolazione:

  • non abbiano restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
  • siano destinatarie di una sanzione interdittiva;
  • i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

QUANDO FARE DOMANDA A INTRATTENIMENTO DIGITALE

I termini e le modalità di accesso all’agevolazione saranno definiti con successivo provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero, pubblicato sul sito internet del Ministero (www.mise.gov.it) e per estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Con il medesimo provvedimento, saranno resi disponibili gli schemi in base ai quali devono essere presentate le domande di agevolazione e l'ulteriore documentazione utile allo svolgimento dell'attività istruttoria da parte del Ministero.

 

leggi anche: Digital Transformation: 300 domande in una settimana per chiedere i nuovi incentivi


I contributi a fondo perduto per moda

Contributi a fondo perduto per moda, tessile e accessori nel DL Rilancio - i dettagli

Contributi a fondo perduto per moda e settore fashion: come siamo messi? Questa è una domanda che ci è stata posta spesso dai clienti del settore.

In Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto attuativo del Ministero dello Sviluppo economico che spiega come ottenere i finanziamenti previsti dal dl Rilancio per le piccole imprese dell’industria del fashion.

A disposizione ci sono 5 milioni di euro per la concessione di contributi a fondo perduto per progetti innovativi, ispirati ai principi dell’economia circolare o che sfruttano le nuove tecnologie digitali. Tra i criteri di valutazione anche la promozione di giovani talenti.

I CONTRIBUTI A FONDO PERDUTO PER MODA E TESSILE NEL DECRETO RILANCIO

I contributi a fondo perduto per moda e fashion sono stati previsti dall'art. 38 bis del decreto Rilancio, insieme al credito d’imposta del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino.

In base al decreto attuativo, i finanziamenti potranno coprire fino al 50% delle spese per la realizzazione di progetti finalizzati:

  • alla realizzazione di nuovi elementi di design;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
  • alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
  • all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali;
  • al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili, in linea con i principi dell’economia circolare.

Gli investimenti, da avviare presso sedi operative ubicate in Italia, successivamente alla data di presentazione della domanda di aiuto, devono essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Le spese ammissibili, che vanno dall'acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, all'acquisizione di brevetti, fino alla formazione del personale, devono essere comprese tra un minimo di 50mila e un massimo di 200mila euro.

L'importo dell'aiuto, quindi, può arrivare a un massimo di 100mila euro.

CHI PUÒ PARTECIPARE AL BANDO DEL MISE

Le agevolazioni possono essere richieste solo da imprese di piccola dimensione, non quotate e che non hanno rilevato l’attività di un’altra impresa e non sono state costituite a seguito di fusione.

Tali imprese devono risultare iscritte e attive nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di cinque anni, svolgere in Italia una o più delle attività economiche classificate dai codici ATECO elencati nel decreto del MISE, essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie, in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi e non avere ancora distribuito utili.

Il provvedimento specifica inoltre che, oltre alle imprese che non erano in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, sono ammesse ai contributi a fondo perduto per moda e fashion anche quelle che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021.

DOMANDE A INVITALIA

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, fino all'esaurimento dei 5 milioni di euro stanziati dal dl Rilancio. I termini e le modalità di presentazione delle domande a Invitalia, cui il Ministero ha affidato la gestione del regime di aiuto, saranno stabiliti con un provvedimento del del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del MISE.

Invitalia valuterà le domande in ordine di arrivo sulla base di criteri che riguardano le competenze tecniche, organizzative e gestionali dell’impresa proponente, la chiarezza e la qualità della proposta progettuale e la sostenibilità economico-finanziaria del progetto. Un punteggio ulteriore sarà riconosciuto sulla base dell'incidenza sull'organico aziendale di giovani di età non superiore a 35 anni, compresi gli eventuali soci della società.

Le imprese ammesse riceveranno le agevolazioni in non più di due quote, in relazione alle spese effettivamente sostenute, sul conto corrente indicato nella richiesta di erogazione.

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Voucher internazionalizzazione

Voucher Internazionalizzazione 2021: MISE e INVITALIA

VOUCHER INTERNAZIONALIZZAZIONE , UN GRANDE RITORNO

Invitalia rende note le informazioni sul  Voucher Internazionalizzazione 2021, tornato ad essere operativo grazie al Decreto del Ministero degli Esteri (dm 18/08/2020)

Il voucher per l’internazionalizzazione è rivolto a MPI che vogliono espandersi o consolidarsi sui mercati esteri.

Possono richiedere il contributo le MPI manifatturiere (codice Ateco C) con sede legale in Italia, anche costituite in forma di rete.

QUALI OPERE FINANZIA?

Il voucher finanzia le spese sostenute per usufruire di consulenze da parte di Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, inseriti temporaneamente in azienda e iscritti nell’apposito elenco del Ministero degli Esteri.

Le prestazioni devono avvenire nell’ambito di un contratto di consulenza manageriale della durata di 12 mesi per le micro e piccole imprese e della durata di 24 mesi per le reti.

La consulenza dei Temporary Export Manager deve essere finalizzata a supportare i processi di internazionalizzazione attraverso:

  1. analisi e ricerche sui mercati esteri
  2. individuazione e acquisizione di nuovi clienti
  3. assistenza nella contrattualistica per l’internazionalizzazione
  4. incremento della presenza nelle piattaforme di e-commerce
  5. integrazione dei canali di marketing online
  6. gestione evoluta dei flussi logistici

QUALI TIPI DI CONTRIBUTI VENGONO EROGATI?

Il contributo è concesso in regime “de minimis”:

  • 20.000 euro alle micro e piccole imprese a fronte di un contratto di consulenza di importo non inferiore, al netto dell’Iva, a 30.000 euro
  • 40.000 euro alle reti a fronte di un contratto di consulenza di importo non inferiore, al netto dell’Iva, a 60.000 euro

È possibile ricevere un contributo aggiuntivo di 10.000 euro se si raggiungono i seguenti risultati sui volumi di vendita all’estero:

  • incremento di almeno il 15% del volume d’affari derivante da operazioni verso paesi esteri registrato nell’esercizio 2022, rispetto allo stesso volume d’affari registrato nell’esercizio 2021
  • incidenza - nell’esercizio 2022 - almeno pari al 6% del volume d’affari derivante da operazioni verso paesi esteri sul totale del volume d’affari

TEM

Il decreto del Ministro degli Esteri del 18 agosto 2020 istituisce l’elenco dei Temporary Export Manager (TEM) con competenze digitali, abilitati a erogare i servizi oggetto dell’agevolazione.

Possono richiedere l’iscrizione all’elenco i professionisti e le società competenti in processi di sviluppo d'impresa e di digital transformation per l’export, che hanno maturato significative esperienze di affiancamento manageriale nei percorsi di internazionalizzazione d’impresa.

 

FARE DOMANDA PER OTTENERE IL VOUCHER INTERNAZIONALIZZAZIONE

Per le Imprese:

La compilazione della domanda dalle ore 10:00 del 9 marzo 2021 al 22 marzo 2021.

La presentazione della domanda, con esclusione dei giorni festivi e prefestivi, partirà dal 25 marzo 2021 (valutazione a sportello)

Per i TEM:
Le domande di iscrizione all’elenco istituito presso il Ministero devono essere trasmesse dalle ore 10:00 del 18marzon2021 al 6 maggio 2021.

 

La tua attività ha sede in Lombardia? leggi:  Linea Internazionalizzazione: fondo perduto e Finanziamenti agevolati nel territorio della Lombardia fino a € 500.000


LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE

Linea Internazionalizzazione: fondo perduto e Finanziamenti agevolati nel territorio della Lombardia fino a € 500.000

LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE PLUS: SPORTELLO APERTO DA MARZO

Lo sportello della Linea internazionalizzazione plus di Regione Lombardia partirà da marzo.

Obiettivo sarà quello di finalizzare la promozione delle pmi all'estero.

Già anticipato il dato della insufficienza dei fondi che non riusciranno a coprire tutte le richieste rendendo necessaria la presentare della domanda nel primo giorno di apertura.

CHI SONO I SOGETTI AMMISSIBILI, QUALI I PROGETTI?

Possono presentare domanda le PMI iscritte e attive al Registro imprese da almeno 24 mesi, che abbiano sede operativa in Lombardia al momento dell'erogazione dell'agevolazione.

Sono ammissibili i progetti riguardanti programmi integrati di sviluppo internazionale, tesi alla creazione di un portafoglio articolato di servizi e attività per la partecipazione a iniziative finalizzate ad avviare in maniera strutturata e/o consolidare il proprio business nei mercati esteri attraverso lo sviluppo e/o il consolidamento della presenza e della capacità d’azione delle pmi. L'investimento minimo è di € 40.000.

AGEVOLAZIONI E E SPESE AMMISSIBILI

L'agevolazione di Linea internazionalizzazione è concessa per il 100% delle spese ammissibili e così composta:

· contributo a fondo perduto 20%;

· finanziamento agevolato 80%. Il finanziamento è a tasso zero e avrà una durata minima di 3 anni e massima di 6 anni con un periodo di pre - ammortamento di 24 mesi. Potranno essere richieste garanzie che saranno registrate in Centrale Rischi.

L'agevolazione minima concedibile è di € 40.000 e la massima di € 500.000.

Le spese sono ammissibili dal giorno seguente alla presentazione della domanda a Linea internazionalizzazione e possono riguardare:

1. partecipazione a fiere internazionali in Italia e all'estero e ad eventi a queste correlati (affitto spazi, noleggio stand, quota di partecipazione, servizi di trasporto, servizi di interpretariato, servizi di catering, servizi assicurativi), anche in modo virtuale;

2. istituzione temporanea all'estero (max 6 mesi) di show-room o spazi espositivi per la promozione dei prodotti o del brand sui mercati esteri, anche vetrine/esposizioni virtuali;

3. azioni di comunicazione ed advertising per la promozione di prodotti o brand su mercati esteri (realizzazione di materiale informativo, web marketing, e sviluppo e adeguamento siti web per mercati esteri);

4. spese relative allo sviluppo e/o adeguamento di siti web o l'accesso a piattaforme cross border (B2B/B2C);

5. consulenza in relazione al programma di internazionalizzazione (piani di marketing, consulenza in materia fiscale, doganale, strategica e commerciale internazionale, ricerca partner, analisi di mercato, consulenze per la definizione del progetto e per la domanda di finanziamento);

6. spese per il conseguimento (no consulenze) di certificazioni estere per prodotti da promuovere nei paesi target (incluse le certificazioni per l’ottenimento dello status di Operatore Economico Autorizzato e delle altre figure di esportatore autorizzato previste dagli accordi di libero scambio siglati dalla UE con Paesi terzi);

7. commissioni per eventuali garanzia fidejussoria;

8. spese per il personale dipendente impiegato nel progetto di internazionalizzazione (max 20% delle spese ammissibili da 1 a 7);

9. spese generali forfettarie max 7% delle spese da 1 a 8.

Il termine ultimo per il sostenimento delle spese e rendicontazione è il 31 marzo 2023. Non saranno concesse proroghe.

FARE DOMANDA A LINEA INTERNAZIONALIZZAZIONE

La domanda a Linea internazionalizzazione deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma Bandi online di Regione Lombardia a partire dal mese di marzo 2021. L'accesso avviene tramite SPID.

I progetti verranno valutati secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande tramite una procedura valutativa a sportello.
Il 50% dell'importo del finanziamento sarà erogato a titolo di anticipazione, il resto dell'agevolazione a saldo.

 

leggi anche: Aiuti di Stato: novità dalla Commissione Europea per il 2021


internazionalizzazione 2021

internazionalizzazione 2021: bando Unioncamere Emilia Romagna

internazionalizzazione 2021: a breve la pubblicazione con i dettagli

Novità su "internazionalizzazione 2021, Regione Emilia Romagna e il Sistema Camerale emiliano-romagnolo confermano per l'anno in corso dedicato alle imprese per territorio. In continuità con l'intervento dello scorso anno, la misura ha l'obiettivo di incentivare progetti di rafforzamento e consolidamento della presenza in paesi stranieri delle imprese. Inoltre, viene incentivato il passaggio all'economia digitale, con l'investimento nella consapevolezza dell'utilizzo di strumenti digitali a sostegno dell'esportazione.

 

UN BANDO DA 1 MILIONE DI EURO

Un bando da 1 milione di euro che sarà pubblicato entro la fine del mese in corso e la cui scadenza per la presentazione della domanda è già fissata per il 22 marzo 2021.

Il contributo minimo è fissato a 5 mila euro a fronte di spese complessive pari a 10 mila euro. Il massimo sarà sui 15 mila euro a fronte di spese complessive pari a 30 mila euro.

Il bando è rivolto principalmente ad attività del manifatturiero esportatrici e non. Queste per rientrare nel bando devono avere sede legale e/o sede operativa attiva in Emilia-Romagna con un fatturato minimo di 500 mila euro, così come desunto dall'ultimo bilancio disponibile.

L'arco temporale per la realizzazione delle iniziative che potranno beneficiare dei contributi va dal 1 gennaio al 31 dicembre 2021.

ATTIVITA'

 Le imprese potranno presentare un solo progetto a internazionalizzazione 2021 , articolato in almeno 2 azioni, finalizzato a supportarle sui mercati internazionali (senza vincolo sul numero di Paesi target).

Attività finanziabili a internazionalizzazione 2021 :

  • attività di assistenza a carattere specialistico anche di avvicinamento ai servizi digitali e virtuali;
  • potenziamento degli strumenti promozionali e di marketing (es.: predisposizione o revisione del sito internet dell’impresa in lingua straniera e pubblicizzazione tramite internet);
  • sviluppo di canali promozionali e commerciali digitali attraverso l’accesso a piattaforme di e-commerce internazionali (b2b e b2c);
  • posizionamento su piattaforme/marketplace/sistemi di smart payment internazionali per l’avvicinamento alla gestione di business on line;
  • partecipazione a fiere a carattere internazionale e a convegni specialistici a carattere internazionale in modalità virtuale e/o in presenza;
  • protezione del marchio dell’impresa;
  • ottenimento delle certificazioni di prodotto;
  • TEM o Digital Export Manager;
  • b2b e b2c anche virtuali attraverso l’utilizzo di piattaforme digitali.

Ogni progetto dovrà essere presentato esclusivamente in modalità telematica tramite il sito http://webtelemaco.infocamere.it sezione "Servizi e-gov" alla voce "Contributi alle Imprese".

 

leggi anche: Emilia Romagna: 24 milioni per l'agricoltura- il sostegno è legge


nuova sabatini

nuova sabatini: circolare operativa pubblicata per contributi in un'unica soluzione

MISE E APPLICAZIONI DELLE DISPOSIZIONI PER LA NUOVA SABATINI

Il Ministero dello Sviluppo Economico fornisce le indicazioni e i chiarimenti in merito alle modalità di applicazione delle disposizioni le quali prevedono che l’erogazione del contributo sia effettuata in un’unica soluzione per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021, fermo restando il rispetto dei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la circolare n. 434 del 10 febbraio 2021 contenente le indicazioni e i chiarimenti in merito alle modalità di applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1, commi 95-96, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, recante modifiche alla misura “Nuova Sabatini”.

Nello specifico i chiarimenti riguardano la previsione che l’erogazione del contributo sia effettuata dal Ministero in un’unica soluzione per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021, fermo restando il rispetto dei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa. In particolare, per effetto della novella normativa, il comma 4 del citato articolo 2 del decreto- legge n. 69 del 2013, così recita: “L'erogazione del predetto contributo è effettuata, sulla base delle dichiarazioni prodotte dalle imprese in merito alla realizzazione dell'investimento, in un’unica soluzione, secondo le modalità determinate con il medesimo decreto".

NUOVA SABATINI E EROGAZIONE CONTRIBUTO 

Resta confermata l’erogazione del contributo in un’unica soluzione anche per le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere:

- dal 1° maggio 2019 e fino al 16 luglio 2020, qualora presentino un finanziamento deliberato di importo non superiore a 100 mila euro;

- dal 17 luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, qualora presentino un finanziamento deliberato di importo non superiore a 200 mila euro.

Con riferimento alle domande trasmesse dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari in data antecedente al 1° gennaio 2021, che non presentano i requisiti di cui all’articolo 20, comma 1, lettera b), del decreto-legge del 30 aprile 2019, n. 34, o quelli di cui all’articolo 39, comma 1, del decreto-legge 16 luglio 2020, n. 76, il contributo continua ad essere erogato in quote annuali, secondo il piano temporale, riportato nel provvedimento di concessione, che si esaurisce entro il sesto anno dalla data di ultimazione dell’investimento, in funzione anche delle risorse di bilancio annualmente disponibili in base alle autorizzazioni di spesa disposte sulla misura.

La circolare dopo aver evidenziato l’innovazione normativa introdotta, aggiorna le istruzioni operative relative.

 

Leggi anche: NUOVA SABATINI


Incentivo Io Lavoro

Incentivo IO Lavoro: Invio delle domande anche dopo il 31 Gennaio

L'incentivo IO Lavoro, riferito alle assunzioni 2020, sarà concesso in base alla disponibilità finanziaria.

Ulteriore proroga per usufruire dell'incentivo IO Lavoro: aziende e datori di lavoro possono infatti inviare le domande di agevolazione anche oltre il 31 gennaio 2021, come di consueto sul portale Inps.

Le domande dovranno comunque fare riferimento alle assunzioni dell'anno 2020, fino al 31 dicembre 2020 compreso.

L'incentivo IO Lavoro, le cui risorse sono a valere sul Pon Spao s sul Poc Spao a titolarità Anpal, con cofinanziamento del Fse, sarà concesso nei limiti della disponibilità finanziaria complessiva del dispositivo.

Di seguito un recap sulle caratteristiche principali dell'incentivo IO Lavoro

Che cos’è?
È un incentivo che spetta per assunzioni di persone disoccupate tramite:

  • contratto a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione
  • contratto di apprendistato professionalizzante
  • contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato per soci lavoratori di cooperative.

L’incentivo Io Lavoro è riconosciuto anche per l’attivazione di contratti di lavoro a tempo parziale e per la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato.

A chi è rivolto?
Ai datori di lavoro privati che abbiano assunto nuovo personale sul territorio nel periodo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020.
Il personale da assumere non deve aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi 6 mesi del 2019 con lo stesso datore di lavoro e deve possedere le seguenti caratteristiche:

  • età compresa tra i 16 anni e 24 anni;
  • 25 anni e oltre, senza impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Come funziona?
Le aziende potranno avere l’incentivo, pari alla contribuzione a carico del datore di lavoro, con esclusione di premi e contributi Inail, per un periodo di 12 mesi a partire dalla data di assunzione, nel limite massimo di 8.060 euro annui.
L’incentivo Io Lavoro è cumulabile con altre tipologie di incentivi.

Come si richiede?
Le aziende devono seguire le indicazioni della circolare Inps che rendono operativo l’incentivo. Le domande vanno presentate online sul portale Inps, che le autorizza nei limiti delle risorse disponibili. Lo stanziamento complessivo ammonta a € 329.400.000.
Le risorse sono a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per l'occupazione (Pon Spao), finanziato dal Fondo sociale europeo 2014-2020 e sul Programma operativo complementare Sistemi di politiche attive per l'occupazione (Poc Spao)

 

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sisma Abruzzo 2009

sisma Abruzzo 2009 : covid 19 e bando per il cratere sismico

SISMA ABRUZZO 2009: UN BANDO DA 6,5 MILIONI

Misura straordinaria per l'area colpita del sisma Abruzzo 2009.  Il MISE sta per inaugurate un bando della portata di 6,5 milioni di euro per le imprese della regione danneggiata dal sisma e ora dal covid-19

Sulla delibera erano già emerse alcune anticipazioni all'indomani della riunione del CIPE del 26 novembre dove, tra gli interventi per la ricostruzione del territorio colpito dal sisma del 2009, figurava proprio questa misura.

COSA SAPPIAMO DEL BANDO DA 6,5 MILIONI PER I CONTRIBUTI ALLE IMPRESE DANNEGGIATE DAL COVID

Al MiSE spetta La definizione di uno schema di decreto che “disciplina i termini, le modalità e le procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni volte a sostenere il piano di sviluppo delle imprese localizzate sul territorio del cratere sismico aquilano”, si legge nella delibera in GURI.

In attesa di avere maggiori informazioni, scorrendo il testo della delibera 70-2020 si sa già che i 6,5 milioni saranno allocati per:

  • Il 70% (4.550.000 euro) ad iniziative che si localizzano nel Comune de L'Aquila;
  • Il restante 30% (1.950.000 euro) per interventi che si localizzano, invece, nel restante territorio del cratere sismico abruzzese.

Quanto agli interventi per sisma Abruzzo 2009 sempre dalla lettura della delibera, emerge che le risorse saranno impiegate in linea con le priorità del Programma ReStart e in particolare con:

  • La priorità “Alta formazione” per la quale sono stanziati 4 milioni di euro;
  • La priorità “Turismo e ambiente” a cui vanno complessivamente, invece, 2,5 milioni.

L'intervento, spiega infatti la delibera, “è coerente con le finalità dell'Asse II e rientra nella priorità “A - Sistema imprenditoriale e produttivo” del  Programma  Restart, il cui obiettivo è migliorare la competitività del sistema produttivo locale e rivitalizzare da un punto di vista economico, sociale e culturale i centri storici” colpiti dal sisma del 2009.

 

 


Aiuti di Stato

Aiuti di Stato: novità dalla Commissione Europea per il 2021

La Commissione Europea ha deciso di prorogare, fino al 31 dicembre 2021, il quadro temporaneo per le misure di Aiuti di Stato adottato il 19 marzo 2020 per sostenere l'economia nel contesto della pandemia di COVID-19. La Commissione ha inoltre deciso di ampliarne il campo di applicazione, aumentando i massimali in esso stabiliti e consentendo la conversione di alcuni strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette fino alla fine del prossimo anno.

La vicepresidente esecutiva Margrethe Vestager, responsabile della politica di concorrenza, ha dichiarato: "Poiché la pandemia di COVID-19 si protrae più a lungo di quanto speravamo, dobbiamo continuare a far sì che gli Stati membri possano fornire alle imprese il sostegno necessario per assisterle a superare l'emergenza. Oggi abbiamo prorogato l'applicazione del quadro temporaneo fino alla fine dell'anno. Abbiamo inoltre aumentato i massimali di alcune misure stabiliti nel quadro temporaneo e fornito incentivi per l'utilizzo di strumenti rimborsabili, facendo sì che sia possibile convertire successivamente determinati prestiti e altri strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette. Diamo così la possibilità agli Stati membri di avvalersi pienamente della flessibilità delle norme in materia di Aiuti di Stato, limitando nel contempo le distorsioni della concorrenza."

Proroga del quadro temporaneo per gli aiuti di Stato

La Commissione esamina costantemente la necessità di adeguare ulteriormente il quadro temporaneo degli aiuti di Stato. La scadenza del quadro temporaneo era stata fissata al 30 giugno 2021, fatta eccezione per le misure di ricapitalizzazione che potevano essere concesse fino al 30 settembre 2021. Alla luce del protrarsi e dell'evoluzione della pandemia di COVID-19, la modifica odierna proroga, fino al 31 dicembre 2021, tutte le misure previste nel quadro temporaneo, comprese le misure di ricapitalizzazione.

Aumento dei massimali

Tenuto conto della persistente incertezza economica e della proroga degli aiuti di Stato volti a limitare l'attività economica, al fine di contrastare la diffusione del virus, la modifica odierna aumenta anche i massimali stabiliti nel quadro temporaneo per alcune misure di sostegno:

  • per quanto riguarda gli aiuti di Stato ad importo limitato concessi nell'ambito del quadro temporaneo, i massimali precedenti per impresa sono più che raddoppiati (tenendo conto della disponibilità degli aiuti "de minimis"). I nuovi massimali sono di 225 000 EUR per impresa operante nella produzione primaria di prodotti agricoli (in precedenza 100 000 EUR), 270 000 EUR per impresa operante nel settore della pesca e dell'acquacoltura (in precedenza 120 000 EUR) e 1,8 milioni di EUR per le imprese in tutti gli altri settori (in precedenza 800 000 EUR). Come in precedenza, tali aiuti possono essere combinati con aiuti "de minimis" fino a 200 000 EUR per impresa (fino a 30 000 EUR per impresa operante nel settore della pesca e dell'acquacoltura e fino a 25 000 EUR per impresa operante nel settore agricolo) nell'arco di tre esercizi finanziari, a condizione che siano rispettati i requisiti delle relative norme "de minimis".
  • Per le imprese particolarmente colpite dalla crisi della COVID-19, con perdite di fatturato pari ad almeno il 30 % nel periodo ammissibile rispetto allo stesso periodo del 2019, lo Stato può contribuire alla parte dei costi fissi sostenuti che non sono coperti dalle entrate, per un importo fino a 10 milioni di EUR per impresa (in precedenza 3 milioni di EUR).

Conversione degli strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette

La Commissione darà inoltre agli Stati membri la possibilità di convertire, fino al 31 dicembre 2022, gli strumenti rimborsabili concessi nell'ambito del quadro (le garanzie, i prestiti o gli anticipi rimborsabili) in altre forme di aiuto, quali le sovvenzioni dirette, a condizione che siano rispettate le condizioni del quadro temporaneo. In linea di principio, la conversione non può superare i nuovi massimali previsti per gli aiuti di importo limitato (225 000 EUR) per impresa operante nella produzione primaria di prodotti agricoli, 270 000 EUR per impresa operante nel settore della pesca e dell'acquacoltura e 1,8 milioni di EUR per le imprese in tutti gli altri settori). L'obiettivo è incentivare gli Stati membri a scegliere, in primo luogo, strumenti rimborsabili come forma di aiuto.

Estensione dell'esclusione temporanea di tutti i Paesi dall'elenco "con rischi assicurabili sul mercato" 

Infine, in considerazione della persistente mancanza generale di capacità private sufficienti per coprire tutti i rischi economicamente giustificabili per le esportazioni verso paesi che figurano nell'elenco dei paesi con rischi assicurabili sul mercato, la modifica prevede una proroga fino al 31 dicembre 2021 (attualmente fino al 30 giugno 2021) dell'esclusione temporanea di tutti i paesi dall'elenco dei paesi "con rischi assicurabili sul mercato" ai sensi della comunicazione sull'assicurazione del credito all'esportazione a breve termine.

Contesto del quadro temporaneo e attività in corso a sostegno del dispositivo per la ripresa e la resilienza

Il 19 marzo 2020 la Commissione ha adottato un nuovo quadro temporaneo per gli aiuti di Stato al fine di sostenere l'economia nel contesto dell'emergenza del coronavirus, basato sull'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il quadro temporaneo è stato modificato una prima volta il 3 aprile 2020 per aumentare le possibilità di sostegno pubblico alla ricerca, alla sperimentazione e alla produzione di prodotti utili a combattere la pandemia di coronavirus, salvaguardare posti di lavoro e sostenere ulteriormente l'economia. È stato ulteriormente modificato l'8 maggio 2020 per consentire misure di ricapitalizzazione e debito subordinato e il 29 giugno 2020 per potenziare il sostegno alle microimprese, alle piccole imprese e alle start-up e per incentivare gli investimenti privati. Il 13 ottobre 2020 la Commissione ha adottato una quarta modifica per prorogare il quadro temporaneo e per autorizzare gli aiuti volti a coprire una parte dei costi fissi scoperti sostenuti dalle imprese colpite dalla crisi.

Il quadro temporaneo riconosce che l'intera economia dell'UE sta attraversando una grave crisi e consente agli Stati membri di utilizzare la piena flessibilità prevista dalle norme in materia di aiuti di Stato per sostenere l'economia, limitando nel contempo le conseguenze negative per la parità di condizioni nel mercato unico.

Inoltre, con il passaggio dell'Europa dalla gestione della crisi alla ripresa economica, il controllo degli aiuti di Stato accompagnerà e faciliterà l'attuazione del dispositivo per la ripresa e la resilienza. In tale contesto, il 21 dicembre 2020 la Commissione ha pubblicato una serie di modelli di orientamento in materia di aiuti di Stato che coprono diversi tipi di progetti di investimento in linea con le "iniziative faro europee" della strategia annuale di crescita sostenibile 2021 della Commissione. Questi modelli sono intesi ad aiutare gli Stati membri a elaborare i loro piani nazionali di ripresa in conformità delle norme UE in materia di aiuti di Stato. La Commissione valuterà in via prioritaria tutte le notifiche di aiuti di Stato ricevute dagli Stati membri nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza.

Inoltre, gli Stati membri che intendono modificare le misure di aiuto esistenti al fine di prorogarne la durata fino al 31 dicembre 2021, aumentare la loro dotazione di bilancio o allinearle al quadro temporaneo, quale modificato oggi (compresi i massimali di aiuto più elevati per impresa), possono notificare tali modifiche in una notifica in blocco, la quale consentirà di ridurre l'onere amministrativo per gli Stati membri.

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autoimprenditorialità

Autoimprenditorialità: svolta per le piccole realtà imprenditoriali a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile

AUTOIMPRENDITORIALITA': IN GAZZETTA UFFICIALE LA SVOLTA PER PICCOLE REALTA' IMPRENDITORIALI

L'Autoimprenditorialità cambia volto grazie alla manovra del MiSE per ridefinire il sostegno alla creazione di micro e piccole realtà imprenditoriali a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile.

Già in Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2021 il decreto 4 dicembre 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico

Inoltre, l'intervento è essenziale a sostenere lo sviluppo attraverso migliori condizioni per migliori condizioni per l'accesso al credito e la concessione di un contributo a fondo perduto.

CHI PO' ACCEDERE AL BANDO

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese:

  • costituite da non più di sessanta mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  •  di micro e piccola dimensione, secondo la classificazione contenuta nell'allegato I al regolamento GBER;
  •  costituite in forma societaria;
  •   in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da soggetti di età compresa tra i diciotto ed i trentacinque anni ovvero da donne.

E inoltre richiesto dalla misura autoimprenditorialita che le imprese siano:

  • regolarmente costituite ed iscritte nel registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria, non essere sottoposte a procedure concorsuali e non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà;
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  •  aver restituito somme dovute a seguito di provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero.

Possono richiedere le agevolazioni anche le persone fisiche che intendono costituire un'impresa purché, entro i termini indicati nella comunicazione di ammissione alle agevolazioni inviata dal soggetto gestore, facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l'avvenuta costituzione dell'impresa e il possesso dei requisiti richiesti per l'accesso alle agevolazioni.

Sono, in ogni caso, escluse dalle agevolazioni Autoimprenditorialità le imprese:

-       nei cui confronti sia stata applicata la sanzione interdittiva;

-       i cui legali rappresentanti o amministratori siano stati condannati, con sentenza definitiva o decreto penale di condanna divenuto irrevocabile o sentenza di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'art. 444 del codice di procedura penale, per i reati che costituiscono motivo di esclusione di un operatore economico dalla partecipazione a una procedura di appalto o concessione ai sensi della normativa in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture vigente alla data di presentazione della domanda.

AGEVOLAZIONI CONCESSE

Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative che prevedono programmi di investimento, realizzabili su tutto il territorio nazionale, promossi nei settori di seguito elencati:

  • produzione di beni nei settori dell'industria, dell'artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli, ivi inclusi quelli afferenti all'innovazione sociale, intesa come produzione di beni che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative;
  • fornitura di servizi alle imprese e/o alle persone, ivi compresi quelli afferenti all'innovazione sociale;
  • commercio di beni e servizi;
  • turismo, ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l'accoglienza.

Le agevolazioni assumono la forma di finanziamento agevolato, a un tasso pari a zero della durata massima di dieci anni, e di contributo a fondo perduto, per un importo complessivamente non superiore al 90% della spesa ammissibile.

Procedura di accesso

Le agevolazioni per l'autoimprenditorialità saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello.

I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni sono definiti con successivo provvedimento del direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero, pubblicato nel sito internet del soggetto gestore www.invitalia.it e in quello del Ministero www.mise.gov.it.

Le agevolazioni saranno concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello. I termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazioni sono definiti con successivo provvedimento.

 

leggi anche: Mobilità sostenibile MISE - Contratti di Sviluppo: 100 milioni per nuovi programmi d'investimento


PORTOVESME

Area di crisi industriale di Portovesme: bando pubblicato

Il MiSE ha pubblicato il bando per il rilancio dell’area industriale complessa di Portovesme. Le aree coinvolte sono quelle di Carbonia, Iglesias e Teulada che coincidono con i 23 Comuni della Provincia del Sud Sardegna.

11 milioni di euro sono stati messi in campo per il rilancio di attività industriali e della salvaguardia dei livelli occupazionali, tramite il sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale.

Invitalia potrà ricevere le domande per partecipare a partire dalle ore 12 del 25 febbraio 2021 e fino alle ore 12 del 26 aprile 2021.

AIUTI PER L'AREA DI PORTOVESME

Il territorio del polo industriale di Portovesme è stato riconosciuto nel 2016 “area di crisi industriale complessa”, ai sensi della disciplina in materia riordinata dal decreto-legge n. 83/2012 (art. 27).

In data 10 agosto 2020 è stato sottoscritto tra Ministero dello sviluppo economico, Agenzia nazionale politiche attive lavoro - ANPAL, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Regione Autonoma della Sardegna, , Provincia del Sud Sardegna, Comune di Carbonia, Comune di Iglesias, Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna e Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, un Accordo di programma per l’attuazione del “Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi industriale complessa di Portovesme” (PRRI), finalizzato al rilancio delle attività industriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investimento e allo sviluppo imprenditoriale.

Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese costituite in forma di società di capitali, le società cooperative e le società consortili, sono altresì ammesse le reti di imprese mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.

SPESE FINANZIATE

Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative che:

  • prevedano la realizzazione di programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione e/o alla formazione del personale, con spese ammissibili non inferiori a 1 milione di euro; nel caso di programma d’investimento presentato nella forma del contratto di rete, i singoli programmi d’investimento delle imprese partecipanti alla rete devono prevedere spese ammissibili complessive non inferiori a 400.000,00 euro;
  • comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento.

MISURE E RISORSE MESSE IN CAMPO PER IL POLO DI PORTOVESME

Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e/o alla formazione e del finanziamento agevolato, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014 (“Regolamento GBER”). Il finanziamento agevolato concedibile è compreso tra il 30% ed il 50% degli investimenti ammissibili. Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa sono complessivamente di importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile. Il loro importo complessivo massimo è determinato, in relazione all’ammontare del finanziamento agevolato, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER.

L’ammontare complessivo delle risorse per la concessione delle agevolazioni di cui all’Avviso è pari ad euro 11.000.000,00 (undicimilioni) di cui 10 milioni di euro, a valere sulle risorse del Fondo per la Crescita Sostenibile, e 1 milione di euro a valere sulla Programmazione Unitaria della Regione Sardegna 2014-2020, missione 14, programma 01, titolo 2, a titolo di cofinanziamento regionale.

FARE DOMANDA

Le domande per la misura prevista per il polo industriale di Portovesme di agevolazione debbono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. – Invitalia, a pena di invalidità, secondo le modalità e i modelli indicati nell’apposita sezione dedicata alla legge n. 181/1989 del sito istituzionale dell’Agenzia medesima (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12.00 del 25 febbraio 2021 e fino alle ore 12.00 del 26 aprile 2021.

 

LEGGI ANCHE: Mise: al via il bando per il Polo industriale Porto Torres