nuova sabatini

Nuova Sabatini: erogazione contributi residui per le richieste ante 1 gennaio 2021

Nuova Sabatini: erogazione contributi residui per le richieste ante 1 gennaio 2021.

Le PMI che hanno fatto domanda prima del 1 gennaio 2021 riceveranno le quote residue a certe condizioni.

Dal 30 giugno 2021 sono state introdotte novità del DL n 99.

Il Decreto legge n 99 pubblicato in GU n 155 del 30 giugno 2021 con l'art 5 rubricato "Semplificazione e rifinanziamento della misura Nuova Sabatini" va a prevedere nuovi fondi per l'agevolazione volta all'acquisto di beni strumentali.

In particolare, con l'obiettivo di accelerare i processi di erogazione dei contributi agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, il Ministero dello sviluppo economico, facendo riferimento alle domande di agevolazione presentate in data antecedente al 1° gennaio 2021 per le quali sia stata già erogata in favore delle imprese beneficiarie almeno la prima quota di contributo, procede, secondo criteri cronologici, nei limiti delle risorse autorizzate dal comma 2 dello stesso articolo:

  • ad erogare le successive quote di contributo spettanti in un'unica soluzione,anche se non espressamente richieste dalle imprese beneficiarie, previo positivo esito delle verifiche amministrative propedeutiche al pagamento.

Per queste necessità e con lo scopo di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle PMI, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 8 del medesimo art. 2 viene integrata di 425 milioni di euro per l'anno 2021.

Il ministro Giancarlo Giorgetti, il quale ha fortemente voluto questa norma, ha affermato: “Sono soddisfatto per l’approvazione di questa misura, auspicata giustamente dal mondo delle imprese e sostenuta da me con grande convinzione”.

Precisiamo che l’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha modificato la disciplina relativa alla misura agevolativa “Nuova Sabatini” prevedendo che il Ministero effettui l’erogazione del contributo in un’unica soluzione per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021 (data di entrata in vigore della citata legge 30 dicembre 2020, n. 178), nel rispetto dei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa.

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Fondi UE

Fondi UE 2021 e PNRR. l’Ecofin approva.

PNRR, l’Ecofin ha approvato l'utilizzo dei fondi UE.

Risale ad un mese e mezzo fa la riunione del 13 luglio 2021, nella quale l’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e finanziari dell'UE, ha approvato il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia.

Oltre a quello italiano, è partito il via libera anche per i piani di Portogallo, Spagna, Grecia, Danimarca, Lussemburgo, Slovacchia, Lettonia, Germania, Austria, Belgio e Francia.

La decisione adottata ha permesso l'esborso del prefinanziamento del 13% dell'importo totale del Piano, nello specifico, per l'Italia di 25 miliardi.

Ulteriori esborsi faranno seguito ad una positiva valutazione dell'attuazione del Piano.

Questa la dichiarazione del commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni a Bruxelles, “il percorso di Next Generation EU è tutt'altro che concluso perché durerà fino al 2026 e ogni anno ci sarà un esame della Commissione per verificare il rispetto degli obiettivi del piano nazionale: i bonifici di Bruxelles arriveranno solo se si raggiungono gli obiettivi nei tempi previsti dal calendario: quel che è certo è che l'apporto dei fondi europei per l'Italia è un'occasione per cambiare il futuro della nostra economia e dobbiamo farlo con ritmi e impegno davvero straordinari”.

Fondi UE disponibili.

Il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) italiano va a prevdere investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation EU, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti,

A queste risorse, si sommano circa 13 miliardi di euro del programma REACT-EU e 30,6 miliardi stanziati attraverso il Fondo complementare istituito con il D.L. n. 59 del 6 maggio 2021 (convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 6 luglio 2021, n. 160).

Dunque, la somma totale degli investimenti previsti è di 222,1 miliardi di euro.

All'interno del Piano si articola un pacchetto di riforme importanti: tra cui la riforma fiscale, della giustizia tributaria, della pubblica amministrazione e delle politiche attive del lavoro.

Struttura del Recovery plan.

Il Piano raggruppa i progetti di investimento e di riforma in 16 componenti, riunite a loro volta in 6 Missioni:

  1. Digitalizzazioneinnovazionecompetitivitàcultura e turismo”, che ha l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 49,2 miliardi (40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo complementare);
  2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, diretta a migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 68,6 miliardi (59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 dal Fondo complementare);
  3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, volta a realizzare un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,4 miliardi (25,1 miliardi dal Dispositivo dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 dal Fondo complementare);
  4. "Istruzione e ricerca", che ha come obiettivo il rafforzamento del sistema educativo, delle competenze digitali e tecnico-scientifiche, della ricerca e del trasferimento tecnologico. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,9 miliardi di euro (di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo complementare);
  5. Inclusione e Coesione”, diretta a facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 22,4 miliardi (di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo complementare);
  6. "Salute", finalizzata a rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 18,5 miliardi (di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo complementare).

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fondo

MISE: Fondo da 400 milioni per imprese in difficoltà temporanea

MISE: Fondo da 400 milioni per imprese in difficoltà temporanea

Il Ministero dello sviluppo economico ha istituito un Fondo da 400 milioni di euro per sostenere le grandi imprese che, a causa dell'emergenza Covid, stanno fronteggiando una situazione di temporanea difficoltà.

Questo è quanto previsto da decreto attuativo del ministro Giancarlo Giorgetti, firmato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Si tratta dell’art.37 del decreto Sostegni, che ha la finalità di sostenere le attività delle imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

Obiettivi del fondo.

Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali: è quello che ho sostenuto fin dal primo giorno al Mise rispetto alle conseguenze disastrose subite dal mondo dell’impresa a causa della pandemia”, afferma il ministro Giorgetti. “Per indole, natura e formazione non credo nelle misure assistenziali fine a sé stesse ma ritengo che in un momento come questo, che ormai dura da un anno e mezzo, nessuno può essere lasciato solo. Il fondo speciale previsto dal decreto sostegni, il famoso articolo 37 che ho fortemente voluto, vuole proprio essere un ponte per tutte quelle imprese che si trovano in momentanea difficoltà ma che sono in grado di camminare sulle loro gambe nei momenti di normalità. Nel rispetto delle regole in vigore, la possibilità di prestiti agevolati - conclude il ministro - è una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione”.

Questa norma permette, infatti, al Mise di intervenire, tramite il Fondo che Invitalia gestisce, mettendo a disposizione delle imprese finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni.

L'obiettivo è quello di garantire continuità delle proprie attività alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti, con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni. Il finanziamento agevolato sarà concesso in seguito alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l'occupazione.

Per la misura è prevista l’autorizzazione della Commissione Ue nel rispetto delle norme su aiuti di Stato.

Il fondo, istituito con il decreto Sostegni (Dl 41/2021, articolo 37) e rifinanziato dal Dl 73/2021, vale 400 milioni.

Chi potrà beneficiare del fondo?

Potranno beneficiare del fondo le imprese con sede operativa o legale in Italia che, al momento della domanda, siano in difficoltà temporanea a causa all’emergenza sanitaria Covid-19, ma per le quali sussistano prospettive di ripresa. Sono ammesse, tra queste, anche le imprese in amministrazione straordinaria. Escluse alcune categorie, tra cui quelle del settore bancario o finanziario.

Caratteristiche del fondo.

Il fondo concederà prestiti agevolati, legati a piani di rilancio, che dovranno essere presentati insieme alla domanda. Al loro interno dovranno essere dettagliate le azioni programmate «per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività». Le imprese, ogni anno, dovranno sviluppare un rapporto sullo stato di attuazione del piano. La mancata attuazione potrebbe provocare la revoca dei fondi.

I finanziamenti avranno durata massima di cinque anni e dovranno essere concessi entro la fine del 2021. Il loro importo non dovrà essere superiore, alternativamente, al 25% del fatturato 2019 o al doppio della spesa salariale annua del 2019. Ogni impresa non potrà comunque incassare più di 30 milioni di euro. Un limite che si applica anche quando più imprese facciano capo allo stesso gruppo.

Ad un anno dall'erogazione, il prestito dovrà essere restituito, con rate semestrali in base ad un piano di ammortamento. Il fondo concederà prestiti solo fino al massimo della sua capienza.

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Simest

SIMEST ed Internazionalizzazione delle imprese: verso la riapertura del fondo 394.

SIMEST, Fondo 394 per l'internazionalizzazione delle imprese.

Sembra prossima la riapertura del Fondo 394-81 per l'internazionalizzazione delle imprese, gestito da SIMEST.

Il 13 luglio, l'Ecofin ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie al quale vengono stanziati 2 miliardi di euro per il Fondo 394.

Dopo la chiusura anticipata lo scorso giugno, il Ministero degli Affari Esteri si è messo al lavoro per permettere alle imprese di tornare a fare domanda di contributo e si è impegnato ad offrire un ulteriore contributo per irrobustire questo strumento nell'ambito del Patto per l'Export.

Pertanto, è stata realizzata una piattaforma con lo scopo di orientare l’export italiano in coerenza con la transizione verde e digitale.

Lo scenario di riferimento ha visto protagonista l’economia italiana che è stata colpita dalla pandemia da Covid-19 più di altri Paesi europei. Infatti, nel 2020, il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9 per cento, a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2. La crisi, dunque, ha peggiorato la situazione del Paese, già fragile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.

La risposta dell'UE è stata il Next Generation EU (NGEU), un programma di ampia portata ed importanti ambizioni.

Il Piano ha previsto investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale delle imprese, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Cos'è il il Next Generation EU?

Per l’Italia il NGEU è uno strumento fondamentale per continuare lungo un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo. Il principio di base è quello di rimuovere ciò che ha ostacolato la crescita italiana negli ultimi decenni. L’Italia sarà la prima beneficiaria dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). L'RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, impiegabili nel periodo 2021- 2026, tra cui 68,9 miliardi saranno sovvenzioni a fondo perduto.

Il NGEU intende promuovere una robusta ripresa dell’economia europea all’insegna della transizione ecologica, della digitalizzazione, della competitività, della formazione e dell’inclusione sociale, territoriale e di genere.

Secondo il regolamento RRF, queste sono le sei grandi aree di intervento (pilastri) sui quali i PNRR si dovranno focalizzare:

  • Transizione verde;
  • Trasformazione digitale;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Il Piano va a soddisfare i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. Il 40% circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimoniare la particolare attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Il Piano pone particolare attenzione al sostegno all’istruzione, alla formazione e all’occupazione dei giovani. Inoltre, contribuisce a tutti i sette progetti di punta della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE (European flagship).

Le decisioni adottate, il 13 luglio, in sede di Consiglio Ecofin sono un importante passo avanti nella ripresa economica europea, in quanto consentono agli Stati membri di concludere le prime convenzioni di finanziamento e sbloccare i versamenti dei prefinanziamenti, avviando così le riforme e gli investimenti necessari per la ripresa, il rafforzamento e la trasformazione delle nostre economie.

Che cos’è il Fondo SIMEST per l'internazionalizzazione.

Il 394-81 è un Fondo multimisura, da anni in vigore, che concede finanziamenti agevolati alle imprese italiane che mirano a progetti di internazionalizzazione, grazie a sette distinte linee intervento a supporto della partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema (anche in Italia):

  • inserimento commerciale in nuovi mercati esteri;
  • inserimento in azienda di figure come i Temporary Export Manager (TEM), i digital manager e gli innovation manager;
  • sviluppo dell’e-commerce;
  • realizzazione di studi di fattibilità collegati a investimenti esteri;
  • programmi di assistenza tecnica;
  • patrimonializzazione delle imprese.

Un ampio set di strumenti che copre praticamente tutti i principali aspetti che possono interessare un’impresa durante il percorso di internazionalizzazione.

Cosa prevede il Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’internazionalizzazione

Il Piano stanzia 1,2 miliardi di euro per il Fondo 394. Il Ministero si è messo subito all'opera per consentire alle imprese di tornare a fare domanda di contributo, dopo la chiusura anticipata dello strumento lo scorso 4 giugno. Con il comunicato dello scorso 23 giugno 2021 il Ministero degli esteri (MAECI) ha rilasciato l'ok di Bruxelles al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia, lanciando un segnale di ottimismo su una prossima riapertura del Fondo 394-81 gestito da SIMEST.

Infatti, nella nota gli Esteri comunicano alle imprese di presentare le proprie proposte già all’indomani della formale approvazione del PNRR italiano, avvenuta da parte dell’Ecofin il 13 luglio. Le nuove risorse provenienti dal Recovery potrebbero soddisfare circa 4mila imprese.

“Un’attenzione speciale" verrà posta "sia alle progettualità che perverranno da aziende del Meridione, sia a quelle che avranno come protagonisti l’imprenditorialità femminile e quella giovanile”.

Questo strumento - spiega il documento inviato alla Commissione europea - ha l'obiettivo di aiutare le imprese a colmare i deficit interni per affrontare i mercati internazionali, potendo contare su ben 9 linee di finanziamento ad hoc.

“Rispetto alle risorse complessive richieste di 1.200 milioni”, si legge infatti nel documento, “400 milioni di euro saranno utilizzati per l'erogazione delle sovvenzioni (cofinanziamento a fondo perduto), avvalendosi della flessibilità offerta - fino al 31 dicembre 2021 - dal Temporary Framework sugli aiuti di Stato, mentre risorse pari a 800 milioni di euro rafforzeranno la componente del Fondo 394/81 destinata al finanziamento di operazioni a tassi agevolati."

"Contributi e finanziamenti agevolati contribuiranno entrambi al finanziamento degli stessi progetti di investimento, operando in sinergia all'interno della relativa linea di intervento del Fondo."

A differenza di altri interventi previsti dal Piano, la linea sull’internazionalizzazione potrà essere subito operativa, poichè il Fondo è già esistente e ha lo scopo di trasferire le risorse. Pertanto, entro il terzo trimestre 2021 si prevede l’adozione di due provvedimenti di rifinanziamento:

  • Un primo, per un importo di 400 milioni di euro, per la componente a contributo del Fondo 394/81;
  • Un secondo per un importo di 800 milioni di euro, per il finanziamento di iniziative di internazionalizzazione delle PMI tramite prestiti agevolati.

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Bonus Sanificazione: comunicazione delle spese dal 4 ottobre

Bonus Sanificazione: comunicazione delle spese dal 4 ottobre.

Credito d'imposta sanificazione: per l'accesso, è necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre al 4 novembre 2021. L’Agenzia delle Entrate, tramite il provvedimento n. 191910, ha definito i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per la sanificazione.

L’art. 32 del DL 73/2021 riconosce un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi che garantiscano la salute dei lavoratori e degli utenti. Sono comprese anche le spese sostenute per la somministrazione dei tamponi per COVID-19.

Il limite massimo è di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Chi può beneficiare del Bonus Sanificazione?

In sede di conversione in legge del DL “Sostegni-bis”, nel testo approvato dalla Camera, è stato specificato che possono beneficiare dell’agevolazione le strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale con codice identificativo regionale ovvero, in mancanza, identificate mediante autocertificazione in merito allo svolgimento dell’attività ricettiva di bed and breakfast.

Come accedere al Bonus Sanificazione?

Per accedere al Bonus Sanificazione è necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre ed entro il 4 novembre 2021.

In tale periodo è inoltre possibile inviare una nuova comunicazione sostitutiva di quella precedentemente trasmessa o la rinuncia integrale al credito d’imposta comunicato in precedenza.

Il contribuente o tramite un intermediario abilitato deve inviare la comunicazione, redatta sulla base del modello approvato,  esclusivamente tramite modalità telematiche, mediante i canali dell’Agenzia delle Entrate o tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Entro 5 giorni dalla presentazione della comunicazione sarà rilasciata una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. Il soggetto che ha presentato la comunicazione troverà la ricevuta nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Come richiedere il Bonus Sanificazione?

Nel modello di comunicazione devono essere indicate le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi che garantiscano la salute dei lavoratori, comprese le spese per la somministrazione dei tamponi per COVID-19.

Il credito d’imposta “teorico”, da indicare nel modello di comunicazione, è pari al 30% delle spese complessivamente comunicate, con un limite massimo per il credito d’imposta di 60.000 euro.

Per garantire il rispetto del limite complessivo di spesa, pari a 200 milioni di euro per il 2021, dopo aver ricevuto le comunicazioni delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico, l’Agenzia delle Entrate andrà a determinare la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili.

Questo calcolo rapporterà il limite complessivo di spesa all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti.

Nel caso in cui l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto sia inferiore al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100%.

Il credito d’imposta potrà quindi essere utilizzato, in relazione alle spese effettivamente sostenute e fino all’importo massimo fruibile, in compensazione nel modello F24 ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che definisce l’ammontare massimo del credito fruibile. Non si applicano i limiti alle compensazioni pro tempore vigenti di cui all’art. 34 della L. 388/2000 e art. 1 comma 53 della L. 244/2007).
Il credito può essere utilizzato anche nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese.

La possibilità di cedere il credito d’imposta non è prevista.

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Emergenza Covid

Emergenza COVID- 19: sostegno della ripresa delle attività danneggiate dalla crisi.

Emergenza Covid-19: sostegno della ripresa delle attività danneggiate dalla crisi.

"OPEN D_Bari" è una misura che nasce con l'obiettivo di sostenere le micro e piccole imprese dei settori del commercio, dell’artigianato, della somministrazione di alimenti e bevande, del commercio ambulante colpite dalla crisi derivante dall’emergenza Covid 19 e prevede l'erogazione di una “indennità una tantum”.

Chi può beneficiare della misura?

Possono presentare l’istanza le MPMI del settore del commercio, ambulante compreso, che, a causa dell'emergenza Covid e per effetto delle disposizioni del D.P.C.M. di marzo 2021, hanno subito un ridimensionamento dell’orario di erogazione delle proprie prestazioni (limitatamente alla somministrazione di alimenti e bevande: categorie ristorazione - ATECO 56.10.00 e Bar ATECO 56.30.00) o sono state sottoposte alla “sospensione” totale, in quanto classificate come “non essenziali”.

L'impresa che vorrà beneficiare della misura, dovrà avere i seguenti requisiti di ammissibilità:
- Essere iscritta nelle pertinenti sezioni del Registro delle Imprese istituito presso la CCIAA di Bari a far data dal 31 Gennaio 2020 ed essere attiva al momento
della presentazione della richiesta dell’indennità;
- Avere un codice ATECO della sede operativa di Bari ricompreso in Allegato;
- Avere la sede operativa nel territorio del Comune di Bari, a far dara dal 31 Gennaio 2020, in un locale la cui dimensione dichiarata, ai fini dell’imposizione
TARI, non sia superiore a 250 mq, ovvero, nel caso del commercio ambulante, essere titolari di una concessione (o posteggio) presso mercati rionali siti in
Bari per la vendita per più di tre giorni per ciascuna settimana;
- Non essere beneficiario di aiuti illegali e non rimborsati ovvero essere beneficiario di aiuti illegali soggetti a decisione di recupero non rimborsati, ma
trovarsi nelle condizioni di cui all’art. 53 del DL 34/2020;
- Non aver beneficiato - in quanto impresa unica - di aiuti in misura superiore al massimale di € 1.800.000,00 di cui all’art. 54 del DL 34/2020 e di essere
consapevole che, pertanto, ogni somma eccedente sarà soggetta a recupero, comprensiva degli interessi legali;
- Non essere in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019 ovvero se risultava già in difficoltà al 31 dicembre 2019, alla stessa data e comunque alla data della
presentazione della domanda non risulta soggetta a procedure concorsuali per insolvenza, non ha ricevuto aiuti per il salvataggio (salvo che al momento della
concessione dell'aiuto l'impresa abbia rimborsato il prestito o abbia revocato la garanzia) e non ha ricevuto aiuti per la ristrutturazione (salvo che al momento
della concessione dell'aiuto non siano più soggette al piano di ristrutturazione);
- Essere in regola con il versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali alla data di presentazione della candidatura al presente Avviso Pubblico;
- Insussistenza di cause di divieto, di decadenza, di sospensione previste dal Codice delle leggi antimafia.

"Indennità una tantum".

L’importo della “indennità una tantum” sarà differenziato come segue:
- € 1.500,00 per le imprese operanti nei settori del commercio sottoposte a disposizioni di ridimensionamento orario e organizzativo seppur aperte
(attività di ristorazione, della somministrazione di alimenti e bevande) e di sospensione totale;
- € 500,00, per gli esercenti del commercio ambulante - ad esclusione di quelli del food & beverage - titolari di concessione del Comune di Bari a svolgere la propria attività presso i mercati rionali cittadini, per non meno di tre giorni alla settimana.

Quali sono le tempistiche di presentazione delle domande?

Le domande possono essere presentate fino al 31 Dicembre 2021.

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Ricerca e sviluppo

Sostegni BIS: Credito d'imposta spese di ricerca e sviluppo al 20% per nuovi farmaci e vaccini

Previsto credito d'imposta per le imprese che effettuano attività di ricerca e sviluppo per nuovi farmaci e vaccini.

Il Decreto Sostegni bis in conversione in legge, all'art 31, "Credito d'imposta per spese di ricerca e sviluppo per nuovi farmaci e vaccini" , comma da 1 a 5, va a prevedere:

  • Un credito d'imposta spettante alle imprese che effettuano attività di ricerca e sviluppo per i farmaci inclusi i vaccini, nella misura del 20% dei costi sostenuti dal 1° giugno 2021 al 31 dicembre 2030, 
  • entro l'importo massimo annuale per ciascun beneficiario di 20 milioni di euro; 

Il testo originario faceva riferimento a farmaci innovativi, mentre, nel testo modificato dalla Camera, il beneficio in esame è riconosciuto con riferimento a tutti i farmaci nuovi. In entrambi i casi tra i "nuovi farmaci" sono inclusi i vaccini.

Quali sono le spese ammissibili per il Credito d'imposta spese di ricerca e sviluppo?

Sono considerati ammissibili tutti i costi sostenuti per:

  • Ricerca fondamentale;
  • Ricerca industriale;
  • Sviluppo sperimentale;
  • Studi di fattibilità.

Cumulabilità.

Viene inoltre esclusa la cumulabilità, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con altri incentivi aventi forma di credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

ll credito d'imposta è utilizzabile in compensazione (non si applicano i limiti previsti dalla legislazione vigente) e non concorre alla formazione del reddito.

Il credito d’imposta spetta anche alle imprese residenti o alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato di soggetti non residenti che eseguono le attività di ricerca e sviluppo in Italia nel caso di contratti stipulati con imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996.

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Marchi+ Brevetti+ e Disegni+

Marchi+ Brevetti+ e Disegni+: quando presentare le domande per il 2021.

MISE-UIBM: ecco le date per la presentazione delle domande di Marchi+ Brevetti+ e Disegni+.

Marchi+ Brevetti+ e Disegni+

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le linee guida della programmazione dei bandi relativi alle misure Brevetti+, Marchi+ e Disegni+, per l'anno 2021.

Come riportano le “ Linee di intervento strategiche sulla proprietà industriale per il triennio 2021-2023”, sono state  adottate, entro l'estate, le nuove versioni dei bandi per l’annualità 2021 per la concessione delle agevolazioni Brevetti+Disegni+Marchi+.

L'obiettivo è quello di assicurare un sostegno delle piccole e medie imprese per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.

In queste versioni, ritroviamo alcune novità sui requisiti di accesso e sulle agevolazioni concedibili.

Quanto alla presentazione delle domande, anche per le misure Disegni+ e Marchi+, è stata introdotta la procedura telematica, uniformandola a quella di Brevetti+, così da facilitare l'iter di accesso per le imprese richiedenti.

Le domande di contributo potranno essere presentate a partire:

  • dal 28 settembre 2021 per Brevetti+;
  • dal 12 ottobre per Disegni+;
  • dal 19 ottobre per Marchi+.

Le risorse finanziarie disponibili per l'anno 2021 ammontano 38 milioni di euro, così ripartiti:

  • euro 23.000.000,00 per la misura Brevetti+,
  • euro 12.000.000,00 per la misura Disegni+,
  • euro 3.000.000,00 per la misura Marchi+.

I bandi relativi alle misure agevolative Brevetti+, Marchi+ e Disegni+ dovranno essere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sul sito www.uibm.mise.gov.it entro trenta giorni dalla pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

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agevolazioni per l'industria del tessile

MISE: Agevolazioni per l’industria del tessile, della moda e degli accessori.

Mise: agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori.

Lo scorso 3 agosto 2021 sono stati stabiliti, tramite decreto direttoriale, i termini e le modalità di presentazione delle domande per accedere alle agevolazioni che prevede il decreto 18 settembre 2020.

Dalle ore 12.00 del 22 settembre 2021 si potranno presentare le domande tramite procedura online dal sito di Invitalia.

L'elenco delle attività economiche che sono ammesse alla misura è stato stabilito da decreto del Ministro dello sviluppo economico 18 maggio 2021, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 163 del 9 luglio 2021. Sono comprese le attività inerenti ai codici ATECO 74.10.10 “Attività di design di moda” e 32.12.20 “Lavorazione di pietre preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale”.

Cosa prevedono le agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori.

La misura, prevista dall’articolo 38-bis del “Decreto Rilancio” si pone l'obiettivo di sostenere l'industria del tessile, della moda e degli accessori, con particolare riguardo alle start-up che investono nel design e nella creazione, nonché di promuovere i giovani talenti del settore del tessile, della moda e degli accessori che valorizzano prodotti made in Italy di alto contenuto artistico e creativo” tramite l’erogazione di contributi a fondo perduto.

Chi può beneficiare delle agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori.

Beneficiarie delle agevolazioni sono le imprese di piccola dimensione, con i seguenti requisiti:

  • Operanti nell'industria del tessile, della moda e degli accessori;
  • Di nuova o recente costituzione e non costituite a seguito di fusione;
  • Non quotate;
  • Che non abbiano rilevato l’attività di un’altra impresa.

Le imprese devono svolgere almeno una delle attività riportate nell'elenco dei codici ATECO ammessi, integrato con decreto 18 maggio 2021,come risultante dal codice “prevalente” di attività comunicato al Registro delle imprese.

In data di presentazione della domanda le piccole imprese devono:

  • Essere iscritte e “attive” nel Registro delle imprese della Camera di commercio territorialmente competente da non più di 5 anni;
  • Avere una o più attività economiche in Italia;
  • Essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie; alla data del 31 dicembre 2019, le imprese non dovevano essere in situazione di difficoltà, come disciplinata dall’articolo 2, punto 18, del regolamento di esenzione;
  • Essere in regola con le disposizioni vigenti in materia obblighi contributivi;
  • Non avere ancora distribuito utili;
  • Non essere in situazione di difficoltà alla data del 31 dicembre 2019, come disciplinata dall’articolo 2, punto 18, del regolamento di esenzione, ma che lo sono diventate nel periodo dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021, ferma restando la sussistenza, alla data di presentazione della domanda, della condizione di cui alla precedente lettera c).

Quali sono i progetti che possono essere presentati.

Per accedere alle agevolazioni, le imprese devono presentare progetti di investimento che siano allineati alle seguenti tipologie:

  • Progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi elementi di design;
  • Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni di processo produttivo;
  • Progetti finalizzati alla realizzazione e all’utilizzo di tessuti innovativi;
  • Progetti ispirati ai principi dell’economia circolare finalizzati al riciclo di materiali usati o all’utilizzo di tessuti derivanti da fonti rinnovabili;
  • Progetti finalizzati all’introduzione nell’impresa di innovazioni digitali.

Tali progetti, inoltre, devono:

  • Essere realizzati dai soggetti beneficiari presso la propria sede operativa ubicata in Italia;
  • Prevedere spese ammissibili complessivamente non inferiori a euro 50.000,00 e non superiori a euro 200.000,00;
  • Essere avviati successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione;
  • Essere ultimati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Quali sono le risorse previste per le agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori.

Le risorse disponibili dalle agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori sono pari a euro 5.000.000,00.

Per le agevolazioni per l'industria del tessile, della moda moda e degli accessori, sono ammissibili le spese per la realizzazione di progetti di investimento, relative a:

  • Acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica, comprese le relative spese di installazione;
  • Brevetti, programmi informatici e licenze software;
  • Formazione del personale inerenti agli aspetti su cui è incentrato il progetto in misura non superiore al 10% dell’importo del progetto;
  • Capitale circolante, nel limite del 20% delle spese di cui ai precedenti punti, motivate nella proposta progettuale e utilizzate ai fini del pagamento delle seguenti voci di spesa:
    • Materie prime, ivi compresi i beni acquistati soggetti ad ulteriori processi di trasformazione, sussidiarie, materiali di consumo e merci;
    • Servizi necessari allo svolgimento delle attività dell’impresa;
    • Godimento di beni di terzi;
    • Personale direttamente impiegato nella realizzazione dei progetti di investimento.

Il contributo viene concesso nella misura del 50% delle spese sostenute e ammissibili.

Erogazioni.

Il Ministero provvederà all'erogazione delle agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori in non più di due quote, facendo seguito alla presentazione delle richieste da parte delle imprese beneficiarie, per le spese sostenute per la realizzazione del progetto.

Le imprese che beneficeranno dell'agevolazione potranno richiedere l’erogazione della prima quota, pari al 50% delle agevolazioni concesse, successivamente al sostenimento di spese, per un importo pari ad almeno il 50 per cento di quelle ammesse alle agevolazioni.

Contestualmente alla predetta richiesta, l’impresa beneficiaria richiede, altresì, la proporzionale erogazione delle agevolazioni commisurate alle esigenze di capitale circolante riconosciute come ammissibili.

L’erogazione del saldo può essere richiesta dall’impresa beneficiaria entro 90 giorni dalla data di ultimazione del progetto, successivamente all’integrale sostenimento delle spese per la realizzazione del progetto.

Termini e modalità di presentazione delle istanze per le agevolazioni per l'industria del tessile, della moda e degli accessori.

Lo sportello aprirà il 22 settembre 2021 dalle ore 12,00 fino alle ore 18,00 e nei successivi giorni, previa verifica della disponibilità dei fondi, dalle ore 9,00 alle ore 18,00.

Le domande di agevolazione vanno compilate tramite procedura online sulla piattaforma informatica, secondo le modalità stabilite dall’Agenzia prima dell’apertura dello sportello.

Le domande, da sottoscrivere tramite il Sistema Pubblico di Identità Digitale in modalità persona fisica, devono essere accompagnate dalla proposta di progetto e dalla documentazione indicata nella domanda.

Non verranno prese in esame le domande che saranno presentate secondo modalità non conformi a quelle indicate da procedura.

 

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Bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative

Regione Lombardia: riapre il Bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative - SI4.0.

Lombardia: riapre il Bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative - SI4.0.

Obiettivo del Bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative.

Questa misura si pone l'obiettivo di sostenere la ripresa e il rilancio dell’economia della regione Lombardia, duramente colpita dalla pandemia Covid 19, tramite lo sviluppo delle tecnologie Impresa 4.0. L'idea di base è quella di fornire alle imprese del territorio la possibilità di sviluppare soluzioni digitali per migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro, con particolare attenzione a questa fase emergenziale.

Il contributo a fondo perduto è pari al 50% delle spese ammissibili.

Beneficiari del Bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative.

Potranno beneficiare di tale agevolazione le MPMI (secondo la definizione di cui all’Allegato I del Regolamento UE 651/2014 del 17 giugno 2014) di tutti i settori economici (escluse le imprese agricole) che abbiano sede operativa e/o legale nella regione Lombardia e che abbiano al loro interno competenze nello sviluppo di tecnologie digitali.

Dotazione finanziaria del Bando per lo Sviluppo di Soluzioni Innovative.

La dotazione finanziaria prevista è di € 1.771.000,00.

Caratteristiche dell'agevolazione.

L’agevolazione consiste nell'erogazione di un contributo a fondo perduto pari al 50% delle sole spese considerate ammissibili nel limite massimo di 50.000,00 euro.

L’investimento minimo è di 40.000,00 euro.

Sono ammissibili sperimentazione, prototipazione e messa sul mercato di soluzioni, applicazioni, prodotti/servizi innovativi Impresa 4.0 prontamente cantierabili e che dimostrino il potenziale interesse di mercato.

Una particolare attenzione è posta verso quei progetti che apportino soluzioni ai problemi legati alla sicurezza sui luoghi di lavoro tramite la proposta di servizi o lo sviluppo di dispositivi e/o prodotti.

L’assegnazione delle risorse disponibili è regolata dalla pubblicazione di un bando attuativo da parte di Unioncamere Lombardia, responsabile del procedimento, entro 60 giorni dalla data di approvazione della D.G.R. 2 agosto 2021, n. XI/5131.

Sarà attuata una procedura valutativa a graduatoria per l'assegnazione del contributo.

I potenziali beneficiari dell'agevolazione dovranno presentare le domande esclusivamente online sulla piattaforma http://servizionline.lom.camcom.it secondo le modalità e le tempistiche riportate sul bando attuativo.

Entro 60 giorni dal giorno successivo alla data di chiusura dello sportello per la presentazione delle domande, si concluderà il procedimento di approvazione delle domande di contributo.

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bandi Simest

Internazionalizzazione: riapertura condizionata dei bandi SIMEST dal 28 Ottobre 2021

Bandi Simest: riaperture dal 28 ottobre.

Il limite temporale per le imprese che vogliono richiedere contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati è fissato al 3 dicembre, tuttavia, tramite la modalità a sportello, le domande possono essere presentate fin da subito.

La riapertura delle ricezione da parte di Simest Spa delle domande di finanziamento agevolato (come previste dal fondo 394/8), in base all’articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 123/1998 avrà decorrenza dalle ore 9.30 del 28 ottobre.

Inoltre, è stata prevista la possibilità di ottenere il relativo cofinanziamento a fondo perduto a valere sulle risorse provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), missione 1, componente 2, investimento 5, sub-misura “rifinanziamento e ridefinizione del fondo 394/81 gestito da Simest” .

Attese le circolari per i bandi Simest.

Come previsto dalla delibera, l’operatività sarà subordinata all’adozione dei provvedimenti nazionali di rifinanziamento e disciplina delle relative risorse e alle deliberazioni del comitato Agevolazioni.

Queste andranno a precisare termini, modalità e condizioni degli strumenti del fondo 394 per la realizzazione della sub-misura in conformità ai requisiti richiesti. Potranno assumere la forma di circolari in base alla normativa relativa al fondo 394/81 e al completamento delle collegate implementazioni tecnologiche.

L’adozione della disciplina e delle circolari, con delibere del comitato, sarà descritta tramite avviso da pubblicare sulla «Gazzetta Ufficiale».

Il testo integrale delle delibere verrà pubblicato sul sito istituzionale del ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (www.esteri.it) e di Simest Spa (www.simest.it).

Le date di apertura dei bandi Simest.

La data di apertura dei bandi è fissata per il 28 ottobre alle 9.30.

Le domande dovranno essere presentate entro le ore 18.00 del 3 dicembre 2021, tuttavia potrebbe, in caso di esaurimento delle risorse, verificarsi una chiusura anticipata.

Le agevolazioni.

Il decreto precedente prevedeva che fino al 31 dicembre 2021 i cofinanziamenti a fondo perduto venissero concessi fino al limite del 25% dei finanziamenti concessi in base alla legge 29 luglio 1981, n. 394.

Gli interventi ammissibili dai bandi possono comprendere la partecipazione a fiere internazionali, i programmi di inserimento sui mercati esteri, l’acquisizione dei servizi di un temporary export manager, la realizzazione di investimenti in “e-commerce”, la realizzazione di studi di fattibilità e l’assistenza tecnica all’estero.

La dimensione delle imprese non influisce sulla disponibilità dei fondi.

Il decreto prevedeva inoltre che, a partire dal 1° gennaio 2022, i cofinanziamenti a fondo perduto avrebbero subito un’ulteriore decurtazione.

Patrimonializzazione.

Escluse dai cofinanziamenti a fondo perduto sono le richieste di sostegno alle operazioni di patrimonializzazione, pertanto le imprese possono accedere esclusivamente al finanziamento agevolato. La misura per la patrimonializzazione è destinata a finanziare solo Pmi e mid-cap, ad esclusione delle grandi imprese. Il finanziamento è finalizzato al miglioramento o mantenimento del livello di solidità patrimoniale.

 

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credito d'imposta industria tessile

Credito d'imposta industria tessile e moda sulle rimanenze in magazzino.

Credito d'imposta industria tessile e moda: bonus per le imprese di 40 settori.

La firma del decreto Mise ha stabilito la lista dei codici Ateco. Il credito di imposta del 30% sarà operativo dopo un provvedimento delle Entrate. Il tetto di spesa per lo Stato è di 245 milioni.

Sono ammesse al credito d’imposta sulle rimanenze di magazzino 40 attività dell’industria tessile-moda, del calzaturiero e della pelletteria.

Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che ne contiene la lista aggiornata e completa.

Pare essere in dirittura d'arrivo, dunque, il processo che renderà operativa l’agevolazione anti-crisi inserita nel decreto rilancio del 2020 e rinnovata per il 2021 con il decreto sostegni-bis. Lo step finale sarà un provvedimento dell’Agenzia delle entrate.

Cosa prevede il bonus?

Il “bonus” dovrebbe finanziare quelle imprese che, durante la pandemia, hanno subito importanti danni a causa della stagionalità dei prodotti.

Il decreto Mise elenca 40 Codici Ateco che le imprese dovranno prendere come riferimento per poter verificare di potere avere diritto al credito d’imposta previsto nella misura del 30% del valore delle rimanenze finali di magazzino eccedente la media dello stesso valore registrato nei tre periodi d’imposta precedenti a quello di spettanza del beneficio.

Nella lista dei Codici Ateco si va dalla fabbricazione di tessuti a maglia a quella di tappeti e moquette, dalla biancheria e l’intimo all’abbigliamento sportivo e alla produzione di «prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e simili», di bigiotteria e pietre per gioielleria, di ombrelli e bottoni e montature per occhiali.

Per la lista completa dei Codici Ateco contattaci e resta aggiornato sul nostro blog.

Il credito d’imposta prevede un importo massimo di 95 milioni di euro per l’anno 2021 e 150 milioni di euro per l’anno 2022 e viene riconosciuto fino all'esaurimento di tale importo.

Come previsto da Decreto Sostegni Bis, le imprese che mirino al credito d’imposta dovranno presentare all’Agenzia delle entrate opportuna comunicazione.

Sarà l'Agenzia delle Entrate a definire, tramite provvedimento, le modalità, i termini di presentazione e il contenuto della comunicazione, oltre alle modalità di monitoraggio degli utilizzi del tax credit e del rispetto dei limiti di spesa.

Per ciò che attiene al calcolo delle rimanenze, il decreto rilancio del 2020 prevede che i controlli avvengano in relazione ai bilanci, se certificati.

Saranno, invece, tenuto alla presentazione di una certificazione della consistenza delle rimanenze di magazzino (rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione abilitati), tutte quelle imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di collegio sindacale.