BANDI ISI: AGGIORNAMENTI IMPORTANTI DALL’INAIL

L’INAIL ha diramato nuove ed importanti comunicazioni riguardo i bandi ISI previsti per quest’anno.

Entro dicembre 2020 la pubblicazione del bando Isi generalista 2020. Entro l’anno anche il click day del bando Isi Agricoltura 2019/2020.

È in corso di predisposizione l’Avviso Isi generalista 2020 per il finanziamento di progetti di investimento delle imprese, con modalità rapide e semplificate, per risorse complessive pari a 200 milioni di euro, come previsto dall’art. 95, co. 6 bis, d.l. 34/2020 (“Decreto Rilancio”), introdotto dalla legge di conversione n. 77 del 17 luglio 2020. Il bando, che sarà destinato a tutte le imprese con esclusione di quelle a cui è rivolto l’avviso Isi Agricoltura, sarà suddiviso in assi di finanziamento per l’erogazione di contributi a fondo perduto finalizzati alla realizzazione di progetti destinati a migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La pubblicazione dell’Avviso pubblico è prevista entro il corrente anno.

Il 6 luglio 2020 è stato, invece, già pubblicato dall’INAIL il primo dei Bandi ISI: Agricoltura, con risorse di bilancio del 2019 e del 2020. Con esso sono stati messi a disposizione 65 milioni di euro in favore delle micro e piccole imprese per l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Entro il 9 novembre saranno pubblicate le regole tecniche per l’inoltro della domanda online e le date dell’apertura dello sportello informatico (cosiddetto “click day”) da svolgersi entro la fine del 2020.


FONDO NUOVE COMPETENZE: 730 MILIONI DI EURO PER IL RILANCIO DELLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

ACCEDERE AL FONDO

Pubblicato l’avviso per accedere agli interventi del Fondo istituito presso Anpal. E’ difatti online la procedura attraverso cui  i datori di lavoro potranno fare domanda per accedere agli interventi del Fondo nuove competenze.

Il contributo erogato dall’istituto comprende il costo del personale, contributi previdenziali e assistenziali annessi, relativo alle ore di frequenza dei percorsi formativi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi stipulati.

La misura si rivolge quindi ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020, accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione. La riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere finalizzata ad appositi percorsi di formazione e sviluppo delle competenze del lavoratore.

FINALITA’ DELLA MISURA

Il Fondo è ideato per innalzare il livello del capitale umano e per rispondere sia alle aziende nel riallineare le competenze del proprio personale ai nuovi fabbisogni sia a sostenere i lavoratori nell’accrescere e

rinnovare le proprie competenze.

Istituito presso Anpal dal decreto legge “Rilancio” (art. 88 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, modificato dall’art. 4 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104) il fondo è attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 22 ottobre 2020 pubblicato il 04 Novembre 2020.

DOTAZIONE DEL FONDO

La dotazione del fondo è costituita al momento da 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per il lavoro, cofinanziato dal Fondo sociale europeo. Potrà essere incrementato con ulteriori risorse dei Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo e, per le specifiche finalità, del Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.

 

DESTINATARI

Al Fondo, istituito presso l’ANPAL (Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro), potranno attingere tutti i datori di lavoro del settore privato che abbiano stipulato, con le associazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative in ambito nazionale, ovvero con le loro rappresentanze sindacali operative in azienda (RSA o RSU), accordi collettivi aziendali o territoriali di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, stabilendo altresì che parte dell’orario di lavoro sia finalizzato alla realizzazione di appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore.

Per tale scopo, l’accordo collettivo dovrà individuare i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o servizi in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa, e del relativo adeguamento necessario per qualificare e/o riqualificare il lavoratore in relazione ai fabbisogni individuati, di norma, anche al fine del conseguimento di una qualificazione di livello EQF 3 o 4.

Inoltre, l’accordo collettivo potrà prevedere lo sviluppo di competenze finalizzate ad incrementare l’occupabilità del lavoratore, anche al fine di promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà lavorative coerenti con il sistema regionale di individuazione, validazione e certificazione delle competenze regionali.

TEMPI E PRESENTAZIONI: DATA DEL 31 DICEMBRE 2020 DA TENERE A MENTE

E’ la data entro cui dovrà esser siglato l’accordo con i datori di lavoro e dovrà prevedere:

a. i progetti formativi;

b. il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento;

c. il numero di ore (massimo 250 ore per lavoratore) dell’orario di lavoro da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze;

d. la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto stesso, qualora sia la stessa impresa ad erogazione la formazione.

Le attività di sviluppo delle competenze si dovranno concludere entro 90 giorni dalla data di approvazione della domanda da parte di ANPAL. Il termine è elevato a 120 giorni nei casi di domanda cumulativa effettuata dal fondo interprofessionale.

Una volta sottoscritto l’accordo collettivo, il datore di lavoro, per accedere al contributo statale, riferito alla quota di retribuzione e contribuzione oraria oggetto di rimodulazione d’orario, dovrà presentare domanda all’ANPAL, allegando l’accordo stesso e il progetto per lo sviluppo delle competenze.

In caso di gruppo societario, al fine di semplificare la procedura, sarà possibile presentare un’unica domanda, da parte della capogruppo, anche per conto delle società controllate al 100%.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO DA PRESENTARE

Il progetto per lo sviluppo delle competenze dovrà contenere l’individuazione:

  • degli obiettivi di apprendimento in termini di competenze;
  •  dei soggetti destinatari;
  •  del soggetto erogatore;
  •  degli oneri;
  •  della modalità di svolgimento del percorso di apprendimento;
  • della relativa durata, che può anche protrarsi oltre il 31 dicembre 2020 a condizione che il percorso di apprendimento abbia avuto inizio entro la medesima data.
  • Contenuto del progetto

In particolare, il progetto dovrà dare evidenza:

  •  delle modalità di valorizzazione del patrimonio di competenze possedute dal lavoratore;
  •  delle modalità di personalizzazione dei percorsi di apprendimento, sulla base della valutazione in ingresso;
  •  dei soggetti incaricati della messa in trasparenza e attestazione, in conformità con le disposizioni definite nel decreto legislativo n. 13/2013.

 

FONDO INTERPROFESSIONALE

I Fondi Paritetici Interprofessionali potranno partecipare al Fondo Nuove Competenze. Ciò attraverso il finanziamento di azioni di formazione su conto formazione. Inoltre ciò sarà possibile anche attraverso la pubblicazione di avvisi per la concessione di finanziamenti per la realizzazione di attività formative su conto sistema che facciano specifico riferimento alle finalità prescritte dal legislatore.

Nel caso in cui le imprese accedano al Fondo Nuovo Competenze per il tramite di avvisi su conto sistema, il fondo interprofessionale potrà presentare istanza cumulativa di accesso al Fondo, in nome e per conto delle imprese aderenti, il cui personale è destinatario delle attività formative. Detta domanda dovrà essere corredata dall’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro.

Le modalità di partecipazione dei Fondi Interprofessionali si possono applicare al Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori.


DECRETO RISTORI BIS: CONTRIBUTI PER CENTRI COMMERCIALI E SETTORI COLPITI DALLE NUOVE RESTRIZIONI

Decreto Ristori bis: ci siamo. Insieme al nuovo dpcm sui lockdown settoriali il Consiglio dei ministri è pronto a varare un secondo decreto Ristori da 2 miliardi rivolto alle categorie escluse dall’elenco dei codici Ateco allegato al primo decreto, ai centri commerciali e ai settori che colpiti dalle nuove restrizioni. Per le zone rosse pronte anche le sospensioni di adempimenti fiscali.

Dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri tra giovedì e venerdì il decreto Ristori bis, il provvedimento che estende i contributi a fondo perduto alle attività chiuse in seguito al nuovo dpcm, in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre 2020, che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene ogni Regione.

Un decreto gemello al dl 137-2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 ottobre, che dovrebbe avere una portata di due miliardi.

 

COSA PREVEDE IL DECRETO RISTORI BIS

Il decreto Ristori bis si muove su due binari paralleli: ampliare la platea dei beneficiari esclusi dal primo decreto Ristori ed estendere i contributi alle attività che subiranno gli effetti delle nuove limitazioni nazionali e locali.

Ci si muoverà quindi sia sul piano nazionale, prevedendo aiuti per i centri commerciali costretti a chiudere nel fine settimana, che su quello locale, individuando indennizzi oltre che per settore anche per territorio.

 

VERSO UN FONDO RISTORI

La difficoltà principale sta nell’adeguare gli aiuti del Decreto Ristori bis alle evoluzioni delle misure restrittive, che potrebbero cambiare di settimana in settimana tramite ordinanza del Ministero della Salute. Il dpcm firmato nella notte tra il 3 il 4 novembre da Conte, infatti, oltre a prevedere limitazioni su tutto il territorio nazionale, suddivide il Paese in tre aree (rossa, arancione, verde) a seconda dello scenario di rischio.

Per questo il decreto dovrebbe costituire un fondo Ristori, con la dotazione massima definita ex ante, da cui poi il ministro dell’Economia potrebbe attingere con apposito decreto, che garantirà indennizzi dei settori coinvolti dalle chiusure modulate a livello regionale.

In tutti i casi i titolari di attività chiuse riceveranno entro la metà di dicembre un indennizzo doppio rispetto a quello del decreto Rilancio se il loro fatturato è sotto i 5 milioni, altrimenti seguiranno il parametro del 10% della perdita di aprile.

Il Decreto Ristori bis potrebbe includere anche le filiere. Il ragionamento sarebbe quindi esteso a quelle attività che subiscono danni indiretti dallo stop agli esercizi commerciali. “La platea si potrebbe ulteriormente allargare”, spiega il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, “abbracciando per esempio i grossisti che lavorano soprattutto con le forniture agli esercenti più colpiti come ristoranti e bar”.

Un ampliamento che richiederebbe risorse ulteriori e che dovrebbe quindi essere collegato alla Legge di bilancio 2021, all’interno del capitolo già previsto per l’edizione 2021 del fondo Ristori, che nelle ipotesi iniziali doveva contare su un plafond di 4 miliardi, destinato probabilmente ad ampliarsi.


BonuSicilia: restart del piano di contributi a fondo per le microimprese

BONUSICILIA A SOSTEGNO DEL SISTEMA PRODUTTIVO

Il BonuSicilia riparte ed entra in azione con contributo a fondo perduto dedicato a microimprese dei settori:

  • artigianato
  • commercio
  • industria
  • servizi e alberghiero

Tutte le imprese devono aver già completato l’istanza sulla piattaforma SiciliaPEI

  • avere almeno uno dei codici Ateco previsti dall’Avviso;
  • essere classificate come microimprese (cioè meno di 10 dipendenti e fatturato annuo e/o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro);
  • avere sede legale e/o operativa in Sicilia (alla data del 31 dicembre 2019);
  • avere avuto l’attività economica sospesa durante il lockdown o, per le aziende alberghiere, non avere esercitato l’attività economica e/o avere registrato una diminuzione di fatturato del 25% nel periodo marzo-aprile 2020;
  • essere attive al 31 dicembre 2019 e continuare a esserlo al momento della presentazione dell’istanza.

AMMONTARE DEL BONUSICILIA

Stiamo parlando di una misura da 125 milioni di euro distribuiti  fino a un massimo di 3500 euro per azienda.

Lo sportello per la compilazione e trasmissione delle istanze resterà aperto dalle ore 12 del 9 novembre fino alle 11.59 del 16 novembre 2020.

Ecco alcune precisazioni:

  • non è un “click day” (non sarà attribuito alcun criterio di priorità all’ordine cronologico di ricezione delle istanze);
  • il contributo, uguale per tutti, sarà calcolato dividendo l’intera dotazione finanziaria per il numero di istanze utilmente presentate entro i termini;
  • il contributo sarà versato direttamente sul conto corrente indicato nell’istanza, senza ulteriori richieste;
  • le microimprese devono autocertificare di essere in regola con i contributi INPS, INAIL e Cassa edile;
  • le microimprese devono indicare correttamente l’IBAN per ricevere BonuSicilia in tempi rapidi.

PER CHI HA GIA’ FIRMATO L’ISTANZA ENTRO IL  4 OTTOBRE

  • Compilare e inviare solo il nuovo modulo previsto.

Per attivare nuove domande sarà necessario:

  • Attivare l’identità digitale SpiD;
  • Compilare e inviare la nuova istanza completa

Piano Transizione 4.0: quadro dei benefici in base Documento Programmatico di Bilancio

RAFFORZAMENTO DI TRANSIZIONE 4.0

Il piano Transizione viene prorogato e rafforzato.  Quello che emerge dal Documento Programmatico di Bilancio è il quadro di un aumento deciso delle aliquote agevolative e dei massimali di spesa.

Si evince altresì una riduzione del periodo di compensazione in F24 ed essere introdotta l’opzione della cessione dei crediti d’imposta.

Il Piano Transizione 4.0 verrà esteso al 2021 e rimodulato. Come enunciato dal DPB, inviato alla Commissione Europea.

 

CREDITO D’IMPOSTA

Rafforzamento del credito d’imposta beni materiali 4.0  e innalzamento dei massimali di spesa.

Secondo la disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2020, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

–       40% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

–       20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.

Secondo le prime notizie, nel 2021 dovrebbero essere rimodulate le soglie di spesa. Rispetto alla disciplina si raddoppierebbe la spesa massima ammissibile. Dovrebbero essere previsti tre aliquote corrispondenti a tre tetti di spesa:

  • I limite di spesa: investimenti fino a 4 milioni (in luogo degli attuali 2,5 milioni di euro). Il beneficio rimarrebbe al livello attuale del 40% del costo;
  • II limite di spesa: investimenti tra 4 e 10 milioni (in luogo dell’attuale soglia tra 2,5 e 10 milioni di euro). Anche in tal caso, la misura del credito d’imposta sarebbe confermato al 20% del costo;
  • III limite di spesa (nuovo rispetto alla disciplina vigente): investimenti tra 10 e 20 milioni. Il credito di imposta dovrebbe essere pari al 10% del costo.

CREDITO D’IMPOSTA BENI IMMATERIALI 4.0

Vi sarà una reimpostazione anche nel credito d’imposta dei beni materiali.

Stando alla legge di Bilancio 2021 il beneficio dovrebbe aumentare al 20% così come il tetto massimo di spesa che dovrebbe essere fissato a 1 milione.

CREDITO D’IMPOSTA BENI MATERIALI “GENERICI”

Non da meno è interessato il credito d’imposta per investimenti in beni materiali strumentali generici, non Industria 4.0, di cui al comma 188 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2020.

Il beneficio fino al 31 dicembre 2020 si attesta al 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.

Nel 2021 invece dovrebbe aumentare al 10% per le imprese con ricavi fino a 5 milioni di euro e potrebbe essere esteso ai beni immateriali “generici” (attualmente esclusi).

TRANSIZIONE 4.0: LE NOVITA’ POSSIBILI

Per tutti e tre i crediti d’imposta potrebbero cambiare anche le modalità di utilizzo.

Secondo la disciplina vigente, i bonus sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo per beni materiali 4.0 e “generici”, che si riducono a 3 per gli investimenti immateriali 4.0. L’utilizzo potrà partire a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni ovvero a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti materiali ed immateriali 4.0.

In base alle prime ipotesi, nel 2021 potrebbe ridursi il periodo di compensazione e potrebbe essere introdotta l’opzione della cessione del credito.

FORMAZIONE 4.0

La legge di Bilancio 2021 dovrebbe rinnovare anche il credito d’imposta per la formazione 4.0.

Secondo l’attuale disciplina dettata dai commi 210-207 della legge di Bilancio 2020, ai fini del calcolo del beneficio rileva il costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di formazione 4.0 sia come “discente” che come “docente” o “tutor”, limitatamente alle ore o alle giornate di formazione. Per il personale dipendente “docente” o “tutor” è previsto un limite massimo di spesa ammissibile pari al 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.


DL Ristori: le misure approvate dal Consiglio dei Ministri

La Bozza del DL Ristori che, nella seduta del 27 ottobre, ha ricevuto il via libera dal Consiglio dei Ministri contiene misure di sostegno economico per le attività che hanno subito uno stop a causa delle misure anti-Covid previste dal Dpcm del 24 ottobre 2020.

Il testo interviene con uno stanziamento di 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati al ristoro delle attività economiche interessate, direttamente o indirettamente, dalle restrizioni disposte a tutela della salute, nonché al sostegno dei lavoratori in esse impiegati.

Vediamo in sintesi alcune delle misure previste, come elencate nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 27 ottobre:

1. Contributi a fondo perduto 

Le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni riceveranno contributi a fondo perduto, previste dal DL Ristori , con la stessa procedura già utilizzata dall’Agenzia delle entrate in relazione ai contributi previsti dal decreto “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). La platea dei beneficiari includerà anche le imprese con fatturato maggiore di 5 milioni di euro (con un ristoro pari al 10 per cento del calo del fatturato). Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei precedenti contributi, mentre è prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza.
L’importo del beneficio varierà dal 100 per cento al 400 per cento di quanto previsto in precedenza, in funzione del settore di attività dell’esercizio.

2. Proroga della cassa integrazione

Con un intervento da 1,6 miliardi complessivi, vengono disposte ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione ordinaria, in deroga e di assegno ordinario legate all’emergenza COVID-19, da usufruire tra il 16 novembre 2019 e il 31 gennaio 2021 da parte delle imprese che hanno esaurito le precedenti settimane di Cassa integrazione e da parte di quelle soggette a chiusura o limitazione delle attività economiche. È prevista un’aliquota contributiva addizionale differenziata sulla base della riduzione di fatturato. La Cassa è gratuita per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%, per chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e per le imprese interessate dalle restrizioni.

3. Esonero dal versamento dei contributi previdenziali

Viene riconosciuto, nel DL Ristori,  un esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai datori di lavoro (con esclusione del settore agricolo) che hanno sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza COVID, per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 maggio 2021.

L’esonero è determinato in base alla perdita di fatturato ed è pari:

  • al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

4. Credito d’imposta sugli affitti

Il credito d’imposta sugli affitti, con il DL Ristori, viene esteso ai mesi di ottobre, novembre e dicembre ed allargato alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%. Il relativo credito è cedibile al proprietario dell’immobile locato.

5. Cancellazione della seconda rata IMU

La seconda rata dell’IMU 2020 relativa agli immobili e alle pertinenze in cui si svolgono le loro attività è cancellata per le categorie interessate dalle restrizioni.

6. Misure per i lavoratori dello spettacolo e del turismo

Sono previste:

  • una indennità di 1.000 euro per tutti i lavoratori autonomi e intermittenti dello spettacolo;
  • la proroga della cassa integrazione e indennità speciali per il settore del turismo.

7 Fondi di sostegno per alcuni dei settori più colpiti

È stanziato complessivamente 1 miliardo per il sostegno nei confronti di alcuni settori colpiti:

  • 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator;
  • 100 milioni per editoria, fiere e congressi;
  • 100 milioni di euro per il sostegno al settore alberghiero e termale;
  • 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali.

8. Reddito di emergenza

Il DL Ristori prevede anche che a tutti coloro che ne avevano già diritto e a chi nel mese di settembre ha avuto un valore del reddito familiare inferiore all’importo del beneficio, verranno erogate due mensilità del Reddito di emergenza.

9. Indennità da 800 euro per i lavoratori del settore sportivo

È riconosciuta un’ulteriore indennità destinata a tutti i lavoratori del settore sportivo che avevano già ricevuto le indennità previste dai decreti “Cura Italia” (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18) e “Rilancio” (decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34). L’importo è aumentato da 600 a 800 euro.

10. Sostegno allo sport dilettantistico

Per far fronte alle difficoltà delle associazioni e società sportive dilettantistiche viene istituito un apposito Fondo le cui risorse verranno assegnate al Dipartimento per lo sport.

Il Fondo viene finanziato per 50 milioni di euro per il 2020 per l’adozione di misure di sostegno e ripresa delle associazioni e società sportive dilettantistiche che hanno cessato o ridotto la propria attività, tenendo conto del servizio di interesse generale che queste associazioni svolgono, soprattutto per le comunità locali e i giovani.

11. Contributo a fondo perduto per le filiere di agricoltura e pesca

Viene istituito un fondo da 100 milioni di euro per sostenere le imprese delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura interessate dalle misure restrittive.

Il sostegno viene effettuato attraverso la concessione di contributi a fondo perduto a chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019 e a chi ha subito un calo del fatturato superiore al 25% nel novembre 2020 rispetto al novembre 2019.

12. Salute e sicurezza

È previsto un insieme di interventi per rafforzare ulteriormente la risposta sanitaria del nostro Paese nei confronti dell’emergenza Coronavirus. Tra questi:

  • lo stanziamento dei fondi necessari per la somministrazione di 2 milioni di tamponi rapidi presso i medici di famiglia;
  • l’istituzione presso il Ministero della salute del Servizio nazionale di risposta telefonica per la sorveglianza sanitaria e le attività di contact tracing.

13. Giustizia

Il decreto prevede anche specifiche misure per il settore giustizia. Tra l’altro, si introducono disposizioni:

  • per l’utilizzo di collegamenti da remoto per l’espletamento di specifiche attività legate alle indagini preliminari e, in ambito sia civile che penale, alle udienze;
  • per la semplificazione del deposito di atti, documenti e istanze.

Contributo a fondo perduto: ristori ridotti per bar e ristoranti ma più alti per chi chiude

FONDO PERDUTO: PROVVEDIMENTO DI EMERGENZA

Obiettivo: erogare entro la metà di novembre 2020 di un contributo a fondo perduto per le attività più colpite.

Palazzo Chigi emana anticipatamente un nuovo provvedimento di emergenza. Il premier ha già  da martedì 28 novembre ha anticipato con un nuovo provvedimento d’urgenza i ristori per le attività economiche che sono state limitate o direttamente chiuse con il Dpcm approvato nella notte di sabato e in vigore da lunedì 26 ottobre fino al 24 novembre.

L’idea di Patuaenelli e Gualtieri è quella di prevedere ristori veloci capaci di mettersi in moto su un doppio binario:

  • un rimborso più elevato per quelle attività che da oggi dovranno sospendere del tutto la loro attività come cinema, sale gioco e scommesse, sale bingo, palestre, centri sportivi o piscine per citarne alcune
  • un ristoro più ridotto per quelle attività obbligate a chiusure limitate come bar, ristoranti e pub che potranno operare dalle 5 del mattino fino alle ore 18 per i servizi al tavolo o al banco e proseguire otre la chiusura al pubblico solo con servizi di asporto.

La novità rispetto alla prima edizione del   fondo perduto introdotta al decreto rilancio è che il ristoro sarà svincolato dalla perdita di fatturato e sarà erogato a tutte le attività coinvolte dalla nuova stretta anche con un volume di affari o di corrispettivi superiore a 5 milioni di euro. A selezionare le attività – «circa 350mila le imprese coinvolte», ha detto Gualtieri al Tg1 – questa volta, saranno i “codici ateco”.

MISURE PREVISTE

1. IMPRESE COLPITE: NUOVO CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO

Fondo perduto: anche per fatturati oltre i 5 milioni, rimborso diretto. In arrivo un nuovo ristoro a fondo perduto che sarà svincolato dal calo del fatturato e potrà essere richiesto anche dalle attività produttive che hanno un volume di affari o di corrispettivi superiore a 5 milioni. Saranno circa 350mila le attività interessate che saranno individuate sulla base dei codici Ateco. Il ristoro sarà diretto per chi aveva già ottenuto quello previsto dal decreto Rilancio e sarà più alto per le attività chiuse e ridotto per chi sarà chiuso parzialmente.

2. AGEVOLAZIONI: TAX CREDIT SUGLI AFFITTI E STOP IMU

Bonus per ottobre e novembre, cancellata rata di dicembre. Nuovo credito di imposta per gli affitti commerciali per i mesi di ottobre, novembre. Anche qui ci si avvarrà del meccanismo utilizzato nei mesi precedenti e che prevede la possibilità di cessione del bonus al proprietario dei locali. Anche in questo caso la platea sarà allargata alle imprese con fatturato superiore a 5 milioni. Cancellata la seconda rata Imu, dovuta entro il 16 dicembre.

3. INTERVENTI UNA TANTUM: ALTRE MISURE VARIE

Tornano reddito di emergenza e i bonus per gli stagionali. Il pacchetto di aiuti cui stanno lavorando i ministri Gualtieri e Patuanelli prevede anche l’erogazione di una nuova indennità una tantum per gli stagionali del turismo , spettacolo e lavoratori dello sport. Previsti anche indennizzi per sostenere la filiera agro-alimentare indirettamente colpita dalle chiusure imposte e bar e ristoranti e una nuova mensilità del reddito di emergenza.


IO Lavoro: esonero contributivo per le assunzioni di lavoratori disoccupati

AGEVOLAZIONE CONTRIBUTIVA

Incentivo IO Lavoro può partire. Di che cosa si tratta? Di una agevolazione contributiva per assunzioni a tempo indeterminato. Non vengono escluse anche:

  • conversioni di rapporti a termine
  • assunzione di soggetti disoccupati (o, nel caso di età superiore a 24 anni, di un soggetto svantaggiato)

Tali assunzioni devono esser state effettuate durante il 2020 (1 gennaio- 31 dicembre) in tutto il territorio nazionale.

Sono, al contrario, esclusi i contratti di lavoro domestico, occasionale o intermittente nonché i contratti di apprendistato di primo e terzo livello.

L’incentivo consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per un periodo di 12 mesi dalla data di assunzione (o trasformazione) nel limite massimo di 8.060 euro su base annua, per lavoratore assunto, riparametrato e applicato su base mensile e non comprende:

  • premi e contributi dovuti all’INAIL;
  • il contributo, ove dovuto, al “Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile” di cui all’articolo 1, comma 755, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
  • il contributo, ove dovuto, ai Fondi di solidarietà di cui agli articoli 26, 27, 28, 29 e 40 del D.lgs 14 settembre 2015, n. 148;
  • il contributo previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845, in misura pari allo 0,30% della retribuzione imponibile, destinato, o comunque destinabile, al finanziamento dei Fondi interprofessionali per la formazione continua istituiti dall’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
  • le contribuzioni che non hanno natura previdenziale e quelle concepite allo scopo di apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento.

MODALITA’

Con la circolare n. 124 del 2020 l’INPS ha rilasciato dettagli rilevanti riguardo “IO Lavoro”:

  • L’INPS dovrà ricevere dal datore di lavoro una domanda preliminare di ammissione all’incentivo, da aggiungere al modulo di istanza on-line “IO Lavoro”.
  • Come funzionano le graduatorie? Le richieste che pervengono nei primi 10 giorni seguiranno l’ordine di assunzione anziché quello cronologico di presentazione dell’istanza.
  • le richieste di ammissione all’agevolazione contributiva per le assunzioni con “IoLavoro” possono arrivare dopo otto mesi dai decreti ANPAL attuativi

IL LAVORATORE

  • Il lavoratore assunto deve essere disoccupato ai sensi dell’articolo 19 del D. lgs. n. 150/2015 o dell’art. 4, comma 15-quater del decreto-legge n. 4 del 28 gennaio 2019, convertito con modificazione della legge n. 26/2019, e non deve aver avuto un rapporto di lavoro negli ultimi 6 mesi con il medesimo datore di lavoro.
  • Qualora il lavoratore abbia un’età anagrafica superiore a 24 anni all’atto dell’assunzione o della trasformazione, è necessario altresì l’ulteriore requisito di essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 17 ottobre 2017.
  • Nel caso di trasformazione di un rapporto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, l’unico requisito richiesto è quello di essere privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. Naturalmente, tale ipotesi riguarda i soggetti che al momento della trasformazione abbiano un’età superiore a 24 anni.

MISURE STANZIATE PER REGIONE

L’incentivo è applicabile in tutto il territorio nazionale anche se le risorse stanziate sono differenti a seconda che la sede di lavoro del dipendente sia ubicata nelle seguenti regioni:

  • Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia: 234 milioni
  • Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento, Toscana, Umbria, Marche e Lazio: 12,4 milioni
  • Abruzzo, Molise e Sardegna: 83 milioni 

CUMULI ED ESONERI

L’incentivo è cumulabile con l’esonero strutturale all’occupazione giovanile stabile previsto dall’articolo 1, commi 100 e seguenti della legge n. 205/2017.

A tal proposito, l’INPS fornisce alcuni interessanti chiarimenti sulle modalità di cumulo.

Più specificamente, il datore di lavoro che intende cumulare le due agevolazioni, deve presentare l’istanza per il solo 50% e quindi potrà utilizzare il beneficio fino al massimale di 4.030 euro. L’altro 50% sarà oggetto di esonero parziale ai sensi della citata legge n. 205/2017 e quindi fino al massimale di 3000 euro annuo, da riproporzionare ed applicare su base mensile.

L’esonero contributivo è cumulabile con l’incentivo per i datori di lavoro che assumano percettori del reddito di cittadinanza previsto dall’articolo 8 del D.L. n. 4/2019.

COMPATIBILITA’ CON LA DISCIPLINA COMUNITARIA

L’incentivo costituisce un aiuto di Stato e pertanto il datore di lavoro che intende presentare istanza di accesso deve optare per uno dei seguenti regolamenti UE:

  • Regolamento (UE) n. 1407 del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del TFUE agli aiuti “de minimis”, nonché degli altri Regolamenti disciplinanti gli aiuti “de minimis” per le imprese che forniscono servizi di interesse economico generale, che operano nel settore della pesca e nella produzione primaria di prodotti agricoli;
  • Regolamento (UE) n. 651 del 17 giugno 2014 (l’incentivo può essere fruito qualora l’assunzione comporti un incremento occupazionale netto, ai sensi dell’art. 32, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 651/2014 del 17 giugno 2014).

La circolare INPS n. 124/2020 precisa che la scelta di uno dei due regolamenti UE indicati, riguarda le singole assunzioni agevolate.


Circolare attuativa dell'INPS su Decontribuzione SUD

INPS: IN COSA CONSISTE LA NUOVA CIRCOLARE

La nuova circolare INPS n. 122 del 22 ottobre 2020 esce per dare istruzioni su fruizione e gestione degli adempimenti amministravi connessi alla agevolazione contributiva per l’occupazione in aree svantaggiate (cosiddetta Decontribuzione Sud).

Come conferma la circolare l’agevolazione consiste in un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% della contribuzione previdenziale dovuta dai datori di lavoro privati.

Per sede di lavoro, infatti, si intende l’unità operativa presso cui sono denunciati in Uniemens i lavoratori.

L’agevolazione in oggetto spetta, dal 1° ottobre 2020 al 31 dicembre 2020, in riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, previa autorizzazione della Commissione europea.

L’APPROVAZIONE DI BRUXELLES ALLA DECONTRIBUZIONE SUD

L’ok della Commissione europea è arrivato il 7 ottobre 2020, giudicando l’agevolazione idonea a supportare le imprese durante la pandemia. Ciò rilevando i seguenti dati:

  • l’aiuto per ogni singola impresa non supererà i 120.000 euro per le imprese attive nei settori della pesca e dell’acquacoltura e gli 800.000 euro per le imprese attive in tutti gli altri settori ammissibili;
  • l’obbligo rispetto al quale è concesso il vantaggio a livello di contributi previdenziali deve essere sorto entro il 31 dicembre 2020.

DURANTA DELLA MISURA

Per quanto riguarda la durata della decontribuzione sud bisogna distinguere in due tipologie di intervento:

  • il primo, opera nell’immediato ovvero nel trimestre ottobre-dicembre 2020
  • il secondo, di prospettiva, è previsto per il periodo 2021-2029. L’obiettivo a medio-lungo termine è di favorire la riduzione dei divari territoriali.

L’operatività del secondo intervento, non legato al contenimento del covid-19 è delegato all’emanazione di un Dpcm, da adottarsi entro il 30 novembre 2020, avente lo scopo di individuare le modalità e il riferimento ad indicatori oggettivi di svantaggio socio-economico.

CHI PUO’ ACCEDERE AL CONTRIBUTO?

tutti i datori di lavoro con dipendenti impiegati nelle regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia

Sono esclusi, invece, i datori di lavoro del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico.

Queste sedi di lavoro agevolate sono riferibili alle regioni che, nel 2018, presentavano un prodotto interno lordo pro capite:

  • inferiore al 75% della media EU27;
  • compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale.

IMPORTI 

La norma INPS in trattazione non prevede un limite individuale di importo all’esonero. Pertanto, lo sgravio trova applicazione sul 30% della contribuzione datoriale senza individuazione di un tetto massimo mensile.

Quanto rilasciato dall’INPS  è da annettersi al “Quadro Temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (Comunicazione CE 19 marzo 2020 C (2020) 1863).

 

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LAZIO: IN ARRIVO IL BANDO BONUS KM0

La Regione Lazio decide di scendere in campo per sostenere il settore Ho.re.ca, che sta facendo i conti con le pesanti conseguenze della pandemia. 10 milioni di euro sono pronti per il settore ristorazione, volti a favorire l’acquisto di prodotti agroalimentari del territorio, e quindi ad incentivare il cosiddetto “KM 0

Il Presidente della Regione LazioNicola Zingaretti, e gli Assessori all’Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Ambiente e Risorse Naturali, Enrica Onorati, e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-Up e Innovazione, Paolo Orneli, hanno presentato questa mattina, presso l’Auditorium del WeGil, il bando BONUS LAZIO KM0 che destina 10 milioni di euro al settore Ho.Re.Ca (ovvero della ristorazione) per l’acquisto di prodotti agroalimentari KM0 del Lazio.

Sarà concesso, infatti, un contributo a fondo perduto ai soggetti della ristorazione, sotto forma di voucher, pari al 30% della spesa effettuata per l’acquisto di prodotti DO (Denominazione di Origine), IG (Indicazione Geografica) e PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali) del territorio laziale con l’obiettivo di promuovere misure di aiuto che consentano la ripresa delle attività sul territorio.

L’importo del contributo sarà ricevuto a fronte di una fattura già quietanzata per l’acquisto dei prodotti KM0 indicati dal bando. Il contributo varia da un minimo di 500 euro – a fronte di una spesa ammissibile di almeno 1.667 euro – e un massimo di 5.000 euro – per una spesa ammissibile pari ad almeno 16.667 euro.

Chi può accedere al bando bonus KM0

Potranno partecipare al bando, per cui saranno garantite procedure semplificate e tempestive, gli operatori della ristorazione che esercitano attività primaria o secondaria nel Lazio iscritta ai seguenti codici ATECO:

· ristorazione con somministrazione (cod. 56.10.11);

· attività di ristorazione connesse alle aziende agricole (cod. 56.10.12);

· ristorazione su treni e navi (cod. 56.10.50);

· catering per eventi, banqueting (cod. 56.21.00).