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Voucher Innovation Manager: 50 milioni per un nuovo Bando nel 2021

Voucher Innovation Manager: Il Decreto Agosto rifinanzia di 50 milioni di euro per l'anno 2021. Si rilancia così il riconoscimento alle piccole e medie imprese di un contributo a fondo perduto, in forma di voucher, per l’acquisizione di consulenze specialistiche in innovazione e digitalizzazione.

A seguito della relazione tecnica effettuata dal MISE, è riportato che l’incremento di risorse risulta necessario per garantire efficacia a questo tipo di misura.

Si prevede, quindi, il lancio di un nuovo bando nel 2021.

Sulla base dell’esperienza registrata con la prima edizione della misura, la dotazione finanziaria risulta.  Ciò  è, infatti, insufficiente a soddisfare l’ampia adesione allo strumento. Il primo bando (2019) ha visto l’approvazione di 3.512 domande per investimenti in consulenza per l’innovazione. L'importo complessivo concesso è di oltre 92 milioni di euro. Il contributo medio per impresa è risultato pari a oltre 26.000 euro (investimento medio per impresa pari a quasi 57.000 euro).

L’incremento della dotazione per il bando 2021 di 50 milioni di euro potrà comportare il soddisfacimento di quasi 1.900 domande in più rispetto alle circa 950 domande ammissibili con lo stanziamento già disponibile.

La legge di bilancio 2019 (legge n. 145/2018, art. 1, commi 228-231) ha riconosciuto alle micro, piccole e medie imprese un contributo a fondo perduto per l'acquisizione di consulenze specialistiche finalizzate a sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale e i processi di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi.

Voucher Innovation Manager. come funziona

Come detto in precedenza, il contributo è riconosciuto, nella forma di voucher, per l'acquisto di consulenze specialistiche relative all'innovazione digitale delle imprese. Il contributo viene concesso secondo modalità e percentuali diversificate in base alla dimensione dell'impresa:

  • in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 40.000 euro nei confronti delle micro e piccole imprese e
  • in misura pari al 30 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo di 25.000 euro nei confronti delle medie imprese.

Inoltre, se nel progetto presentato si prevede l'introduzione in azienda di tecnologie afferenti al Piano nazionale "Industria 4.0", il contributo per l'acquisto delle consulenze specialistiche è riconosciuto alla rete in misura pari al 50 per cento dei costi sostenuti ed entro il limite massimo complessivo di 80.000 euro.

Per investimenti nell'industria 4.0 si intende: Manifattura additiva, Big Data & Analytics, Intelligenza Artificiale etc.

Iscrizione all'elenco e decreto Mise

Per far sì che il progetto sia approvato le consulenze specialistiche innovative vanno rese da società e manager qualificati iscritti in un apposito elenco.

Questo è istituito con il Decreto del Ministero dello sviluppo economico 7 maggio 2019, il quale ha stabilito anche i criteri, le modalità e gli adempimenti formali per l'erogazione del voucher. Il Decreto direttoriale del MISE 29 luglio 2019 ha fissato le modalità e termini per la presentazione delle domande di iscrizione all'elenco.

Con il successivo Decreto direttoriale del MISE 25 settembre 2019 sono stati stabiliti i termini e le modalità di presentazione, da parte delle PMI e delle reti, delle domande di agevolazione nonché delle relative richieste di erogazione.

Con Decreto direttoriale 20 dicembre 2019 si definisce l'ammontare delle risorse finanziarie disponibili e dell'applicazione delle riserve previste nell'ambito dell'intervento.

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veneto bando

PIANO ORA VENETO:OK A FONDO DI ROTAZIONE ANTICRISI

“60 MILIONI DI EURO A DISPOSIZIONE DELLE IMPRESE DA INVESTIRE SUL RILANCIO”

Via libera definitivo della Giunta Regionale del Veneto alla delibera che prevede il fondo di rotazione “Anticrisi attività produttive”

IN COSA CONSISTE IL FONDO

Stiamo parlando di un fondo da 60 milioni per concessioni di finanziamenti agevolati.  Infatti,Questi sono rivolti alle imprese colpite dalla crisi economica dovuta all’ emergenza epidemiologica da Covid-19.

Usando le parole dell’Assessore regionale allo sviluppo economico che ha proposto l’istituzione del fondo:

“Il fondo anticrisi fa parte del Piano Ora Veneto è una delle tante iniziative di sostegno al sistema produttivo veneto già attuate dalla Regione, messe in campo appositamente per sostenere le imprese negli investimenti. Molti sono interventi di supporto finanziario, caratterizzati da procedure snelle e poca burocrazia, proprio per dare alle nostre imprese colpite della crisi postCovid-19 un sostegno rapido e adeguato alle esigenze sia di liquidità che di investimento”.

All'intervento è riservata una dotazione iniziale di 60 milioni di euro. Di conseguenza, la Giunta regionale potrà di rideterminare tale importo in base sui singoli fondi e dei dati di monitoraggio operativo riguardanti il loro impiego. Il fondo sarà gestito dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo sino al 31 dicembre 2021, salvo la necessità di ulteriori proroghe.

“Il funzionamento del fondo prevede che gli interventi regionali siano cofinanziati da interventi bancari di pari importo - conclude l’assessore regionale -, così da portare la potenzialità dei primi interventi del fondo fino a 120 milioni in termini di finanziamenti a medio termine a tasso agevolato in favore di PMI venete per investimenti in immobilizzazioni tecniche e in circolante, compresi interventi di sostegno alla liquidità aziendale”.

I settori di intervento e le disposizioni attuative saranno disponibili all’ atto della pubblicazione del bando. Ciò con particolare riferimento alla modalità di gestione e ai requisiti di accesso relativi agli strumenti finanziari.

LEGGI ANCHE: VENETO: FINANZIAMENTI COSTO ZERO E MODIFICA DEL PSR


CALZATURA

In arrivo aiuti concreti per il distretto pelli-calzature Fermano-Maceratese

20 MILIONI DI EURO PER L'AREA DI CRISI

Nuovo finanziamento in aggiunta ai precedenti 5 milioni stanziati dalla Regione Marche per progetti di investimento e diversificazione produttiva nell'area di crisi complessa del Distretto pelli-calzature Fermano-Maceratese.  Ulteriori 15 Milioni sono stati messi in campo per lanciare nuove iniziative imprenditoriali finalizzate al rafforzamento del tessuto produttivo locale e all’attrazione di nuovi investimenti. Ciò grazie al del Ministero dello Sviluppo Economico che ha messo per dare una spinta al tessuto economico cuore della produzione regionale.

Questo rilancio di 15 milioni operato dal MiSE viene impiegato per:

  • salvaguardia dei livelli occupazionali
  • sostegno dei programmi di investimento
  • sviluppo imprenditoriale nel territorio dei Comuni appartenenti all’area di crisi industriale complessa del “Distretto delle pelli-calzature Fermano-Maceratese”.

QUANDO PRESENTARE DOMANDA

Dal 15 ottobre 2020 fino al 13 gennaio 2021 le imprese appartenenti al distretto “Distretto delle pelli-calzature Fermano-Maceratese” potranno presentare le domande per richiedere le agevolazioni previste per l’area di crisi industriale complessa, che comprende i 42 comuni appartenenti ai Sistemi Locali del Lavoro di:

  • Fermo
  • Montegiorgio
  • Montegranaro
  • Porto Sant’Elpidio
  • Civitanova Marche
  • Tolentino
  • Corridonia.

Usando le parole di Alessia Morani, Sottosegretaria allo Sviluppo economico con delega alle aree di crisi industriale complessa:

“Si tratta di un primo importante intervento a sostegno delle imprese marchigiane del distretto fermano-maceratese, che con le loro produzioni di alta qualità rappresentano delle eccellenze del nostro made in Italy”.  “Insieme alla Regione Marche e alle altre istituzioni coinvolte - aggiunge - abbiamo recentemente sottoscritto l’Accordo di programma, che ha l’obiettivo di favorire investimenti su un territorio che deve tornare ad essere attrattivo attraverso un nuovo modello di sviluppo incentrato su innovazione, ricerca e sostenibilità. Le misure e le risorse messe in campo in questa fase potranno dare un contributo importante sia alla tutela dei lavoratori che al rilancio del sistema imprenditoriale”.

E’ quanto prevede la circolare del Ministero dello Sviluppo economico che disciplina i termini e le modalità dell’avviso come definito nell’Accordo di programma, sottoscritto lo scorso 22 luglio 2020 e in corso di registrazione presso la Corte dei Conti, tra il MiSE, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Marche, la Provincia di Macerata, la Provincia di Fermo, ANPAL e Invitalia.

CARATTERISTICHE DEI PROGRAMMI DI SPESA

Alle agevolazioni sono ammessi programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale, eventualmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione e da progetti per la formazione del personale, a condizione che comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto dell'investimento.

I programmi di spesa non devono essere inferiori a un milione di euro e le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti e dell’eventuale contributo diretto alla spesa. Il finanziamento agevolato concedibile è compreso tra il 30% ed il 50% degli investimenti ammissibili, mentre il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa sono complessivamente di importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile.

LEGGI ANCHE: MARCHE: BANDO DA 2,4 MILIONI EURO INVESTIMENTI TECNOLOGICI E SMART WORKING


bando veneto dpi

PMI Veneto: al via a fondi per acquisto di strumenti di prevenzione e DPI

REGIONE E UNIONCAMERE VENETO LANCIANO IL BANDO

I due enti si sono mossi a sostegno di un bando a favore di piccole e medie imprese (PMI) che hanno dovuto sostenere dei costi per l’acquisizione di dispositivi di protezione individuale (DPI) e strumenti di prevenzione in seguito all’epidemia di Covid-19. Sono coinvolti i settori:

  • Industria
  • Artigianato
  • Commercio
  • Servizi

FONDI MESSI IN CAMPO PER LE PMI

La misura pensata per le PMI venete godrà di una dotazione di euro 3.000.000,00, dei quali

  • euro 2.000.000,00 dalla Regione Veneto
  • euro 1.000.000,00 da Unioncamere, mediante le disponibilità delle cinque Camere di commercio regionali, le quali parteciperanno ognuna per una quota pari ad euro 200.000,00.

La quota di cofinanziamento regionale sarà destinata esclusivamente all’erogazione di contributi a copertura di spese di investimento.

CHI POTRA' PARTECIPARE

Infatti, potranno partecipare al bando esclusivamente le piccole e medie imprese dei settori industria, artigianato, commercio e servizi che hanno dovuto sostenere dei costi per l’acquisizione di dispositivi di protezione individuale (DPI) e strumenti di prevenzione in seguito all’epidemia.

Unioncamere si impegna soprattutto  ad utilizzare il cofinanziamento regionale esclusivamente per la copertura di spese configurabili come investimenti (quali ad es. dispositivi per la rilevazione della temperatura corporea; attrezzature per la sanificazione e igienizzazione dei locali; etc.).

SPESE DI NATURA CORRENTE

Infine, i fondi camerali saranno rivolti alle imprese delle aree provinciali di competenza di ciascuna camera a copertura delle spese di natura corrente:

  • mascherine filtranti
  • chirurgiche
  • FFP1, FFP2 e FFP3
  • guanti in lattice
  • in vinile e in nitrile
  • dispositivi per protezione oculare

L’entità del contributo, da erogare in regime de minimis, sarà pari all’80% della spesa sostenuta, fino ad un importo massimo di euro 4.000,00.

LEGGI ANCHE: SANIFICAZIONE E DPI: ADEGUAMENTO AMBIENTI DI LAVORO


bando arché

Archè, La Lombardia risponde al Covid-19: in arrivo bando per le Startup

 IL BANDO ARCHÈ

Il bando ARCHÈ 2020 sostiene le nuove realtà imprenditoriali lombarde (sia MPMI che professionisti) – c.d. start up – che necessitano di un sostegno pubblico per definire meglio il proprio modello di business, trovare nuovi mercati e sviluppare esperienze di co-innovazione in grado di rafforzarle, in particolar modo per rispondere agli effetti della crisi innescata dal Covid-19 che le ha costrette a sostenere i costi del lockdown e a subire uno shock di capitale.

CHI PUO' BENEFICIARNE

Possono presentare domanda di partecipazione le Micro, Piccole e Medie imprese e i Liberi Professionisti (anche in forma associata). Sono previste due riserve di dotazione: per le start up innovative e per start up culturali e creative.

Ogni soggetto può presentare una sola domanda.

Dotazione finanziaria

La dotazione finanziaria è pari a 10,4 milioni di euro, di cui 3 milioni di euro quale riserva per le start up innovative e 2,4 milioni di euro quale riserva per le start up culturali e creative.

Caratteristiche dell’agevolazione

L’agevolazione è un contributo a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibilinel limite massimo di 75 mila euroL’investimento minimo ammissibile è pari a 30 mila euro.

L’agevolazione si inquadra nel Regime quadro della disciplina degli aiuti SA.57021 e in particolare nella sezione 3.1. della Comunicazione della Commissione Europea approvata con Comunicazione (2020) 1863 del 19.3.2020 “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” e s.m.i. se concessa entro il termine di validità di suddetto regime, decorso il quale si inquadra nel Regime “de minimis” di cui al regolamento (CE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013.

Caratteristiche dei progetti

Sono ammissibili progetti di rafforzamento (unicamente presso la sede in Lombardia) per la realizzazione degli investimenti (materiali e immateriali) necessari alle fasi di prima operatività, nonché a consolidare ed espandere le attività di impresa/professionale. I progetti devono essere realizzati entro 15 mesi dalla data di pubblicazione sul BURL della D.G.R. del 05/08/2020 n. XI/3494, ossia a decorrere dal 12 agosto 2020.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili tutte le spese ritenute strettamente funzionali alla realizzazione del Progetto:

  1. Affitto per la durata del Progetto di sedi produttive, logistiche, commerciali all’interno del territorio regionale (escluso leasing). Corrispettivi per l’utilizzo di spazi di lavoro esclusivo o condiviso all’interno di strutture di supporto quali incubatori, acceleratori, spazi di coworking, inclusi i servizi accessori, limitatamente a quelli normalmente necessari per l’esercizio dell’oggetto dell’impresa;
  2. Spese per servizi di Advisory con il compito di accompagnare le start up nella fase di consolidamento, nella misura massima del 20% della spesa totale di progetto (se non già dettagliate fra i costi sostenuti per l’utilizzo di spazi di lavoro condiviso di cui al punto 1);
  3. Spese di adeguamento dell’impiantistica generale solo se direttamente correlate all’installazione di beni oggetto dell’investimento; le spese per interventi strutturali all’impianto di aerazione della struttura sono ammissibili solo se finalizzate al miglioramento della sicurezza sanitaria;
  4. Acquisto e leasing di impianti di produzione, macchinari, attrezzature, (ammessi solo contratti di leasing stipulati successivamente alla data di presentazione della domanda); non sono ammessi beni usati;
  5. Acquisto di software, licenze d’uso e servizi software di tipo cloud e saas e simili, brevetti e licenze d’uso sulla proprietà intellettuale, nella misura massima del 60% della spesa totale di progetto;
  6. Spese per le certificazioni di qualità, il deposito dei marchi e la registrazione dei brevetti; 
  7. Strumenti e macchinari per la sanificazione e disinfezione degli ambienti aziendali e sistemi di misura e controllo della temperatura corporea a distanza, anche con sistemi di rilevazione biometrica, nella misura massima del 10% della spesa totale di progetto;
  8. Altri servizi di consulenza esterna specialistica (legale, fiscale) non relativa all’ordinaria amministrazione, nella misura massima del 3% delle spese delle spese di cui ai punti da 1 a 7. Sono escluse le consulenze riguardanti la partecipazione al Bando.
  9. Spese generali riconosciute in maniera forfettaria nella misura massima del 7% delle spese di cui ai punti da 1 a 7.

COME FARE DOMANDA

La domanda di partecipazione va presentata esclusivamente su Bandi on line dalle ore 12:00 dell’11 settembre 2020 fino alle ore 18:00 del 18 settembre 2020.

La procedura è valutativa con graduatoria finale.

L’erogazione è a saldo in un’unica soluzione in esito all’istruttoria della rendicontazione delle spese sostenute.

Sportello aperto dalle ore 12:00 dell’11 settembre 2020 fino alle ore 18:00 del 18 settembre 2020

leggi anche: COMUNE DI MILANO: FONDI PER STARTUP


innovazione aziendale

Marche: Contributi a sostegno dell’innovazione aziendale verso un modello di economia circolare

Con il presente Bando la Regione Marche intende sostenere l'innovazione aziendale delle imprese del territorio che realizzino progetti di sviluppo in grado di rimodellare le catene di valore aziendale secondo le logiche di miglioramento ambientale e di economia circolare. Quelle logiche basate cioè sulla reimmissione in circolo di materiali, beni, energia per favorire la crescita economica e sociale della collettività attraverso un uso più efficiente e sostenibile delle risorse ed il rispetto dell’ambiente.

L’intervento intende incentivare i progetti realizzati da partenariati di imprese,in grado di promuovere innovazioni di prodotto e processo di un alto livello tecnologico nell’ottica dell’economia circolare e rigenerativa, in uno dei seguenti ambiti tematici:

  • riutilizzo e riciclo di materiali compositi e/o altri materiali plastici;
  • eco-design e nuovi modelli di business applicati ai settori dell’arredo, del made in Italy e del packaging;
  • trattamento e valorizzazione di scarti organici e inorganici, anche attraverso approcci di digitalizzazione e simbiosi industriale.

I progetti di innovazione aziendale potranno prevedere forme di collaborazione effettiva tra le imprese e gli organismi di ricerca e diffusione della conoscenza e/o gli enti pubblici, e/o gli enti non commerciali (associazioni, fondazioni ecc).

Beneficiari

I beneficiari sono i partenariati composti da almeno 3 PMI, costituiti sotto forma di contratti di rete o di associazioni o raggruppamenti di imprese.

Tipo di sovvenzione all'innovazione aziendale

Il contributo in conto capitale è concesso fino ad un massimo del 50% delle spese ritenute ammissibili, per progetti di importo compreso tra un minimo di Euro 400.000 ed un massimo di Euro 1.000.000.

Tempistica

Le domande possono essere presentate dal 9 Gennaio al 9 Marzo 2020.

 

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Brevetti Marchi Disegni

Nazionale: Brevetti+, Marchi+3, Disegni+4

Con una dotazione complessiva pari a 50 Milioni di Euro, il MISE ha pubblicato 3 Bandi rispettivamente per la valorizzazione di Brevetti Marchi Disegni e per il trasferimento tecnologico delle attività di ricerca e sviluppo.

Brevetti +

L’agevolazione è finalizzata all’acquisto di servizi specialistici funzionali alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

Sono beneficiarie le Micro, Piccole e Medie imprese, comprese le start up innovative, che siano titolari o licenziatari di un brevetto per invenzione industriale concesso in Italia successivamente a Gennaio 2017, oppure che siano in possesso di titolarità di una domanda di brevetto europeo/internazionale depositata successivamente all'01 Gennaio 2016.

L'incentivo è pari all'80% delle spese ammissibili, nel limite massimo di 140.000 Euro.

Marchi+3

Riapre lo sportello del Bando Marchi+3, a supporto delle MPMI per l’estensione all’estero dei propri marchi. Possono presentare domanda anche le imprese non beneficiarie di contributi che abbiano presentato domanda di agevolazione a Marzo 2019.

Il contributo è concesso nella forma di contributo in conto capitale fino ad un massimo di 8.000 Euro per l'acquisizione dei seguenti servizi specialistici:

  • registrazione di marchi dell’Unione Europea presso EUIPO - Ufficio dell’UE per la Proprietà intellettuale;
  • registrazione di marchi internazionali presso OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale.

Sono ammissibili esclusiivamente Marchi registrati a partire da Gennaio 2016.

Disegni +4

Tale incentivo prevede supporta la valorizzazione di un disegno/modello singolo o di uno o più disegni/modelli appartenenti al medesimo deposito multiplo che sia registrato e di cui l’impresa richiedente l’agevolazione sia titolare o in possesso di un accordo di licenza con un soggetto, anche estero, che ne detiene la titolarità.

Il contributo è erogato nel limite dell'80% delle spese sostenute dalle MPMI per l'acquisizione di servizi specialistici a supporto della produzione o della commercializzazione dei disegni.

Sono ammissibili esclusivamente i Disegni la cui registrazione sia stata effettuata antecedentemente alla data di presentazione della domanda a partire dal 2018.

Tempistica

Le richieste di agevolazione potranno essere inviate a partire dalle seguenti date:

  • Brevetti+: 30 Gennaio 2020;
  • Marchi +3: 30 Marzo 2020;
  • Disegni +4: 30 Marzo 2020.

 

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resto al sud

Invitalia: Resto al Sud

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto che estende i finanziamenti di "Resto al Sud" agli under 46 e ai liberi professionisti.

La misura promuove la costituzione di nuove imprese nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, da parte di giovani imprenditori. La misura è altresì concessa per la costituzione di nuove imprese nei territori colpiti da eventi sismici nelle regioni Umbria, Lazio e Marche.

L'agevolazione Resto al Sud finanzia le spese relative all'acquisto di beni e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

  • opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione;
  • macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie dell'informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell'impresa;
  • spese relative al capitale circolante inerente allo svolgimento dell'attività d'impresa.

I finanziamenti non possono essere utilizzati per spese relative alla progettazione, alle consulenze e all'erogazione dei compensi ai dipendenti delle imprese.

Beneficiari di Resto al Sud

Con il recepimento delle nuove direttive ministeriali, la misura è rivolta ai soggetti di età compresa tra i 18 ed i 45 anni, compresi i liberi professionisti iscritti in ordini o collegi professionali nonché gli esercenti le professioni non organizzate in ordini o collegi, che siano già costituiti al momento della presentazione dell'istanza o che si costituiscano entro 60 giorni dalla data di comunicazione del positivo esito dell'istruttoria, nelle seguenti forme giuridiche:

  1. impresa individuale;
  2. società, ivi incluse le società cooperative.

La costituzione nelle suddette forme non è obbligatoria per le attività libero-professionali svolte in forma individuale, per le quali è richiesta unicamente la partita IVA, nonché laddove prevista, l’iscrizione agli ordini professionali.

Tipo di sovvenzione per Resto al Sud

Il contributo consiste in un finanziamento nel limite massimo di Euro 50.000 così articolato:

  • 35% come contributo a fondo perduto erogato da Invitalia;
  • 65% sotto forma di finanziamento bancario.

Tempistica

Le novità circa l’estensione dell’agevolazione Resto al Sud ai liberi professionisti e ai soggetti under 46 saranno operative a partire dall’8 Dicembre 2019.

 

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veicoli ecologici

Acquisto veicoli ecologici: incentivi per le imprese delle Marche

Acquisto veicoli ecologici: con un bando della Regione Marche verranno erogati incentivi alle imprese per  l’adeguamento del parco veicoli al fine di ridurre l’inquinamento atmosferico.

Verranno finanziate le seguenti attività:

-  Sostituzione di autoveicoli commerciali diesel da trasporto merci e di autoveicoli immatricolati prima del 1998 come “promiscui” diesel;
- Adeguamento di veicoli commerciali diesel da trasporto merci.

Interventi di sostituzione

- Acquisto in proprietà, leasing o in locazione lunga, di veicoli nuovi di fabbrica da trasporto merci:
- N1: elettrico, ibrido, a metano, gpl, benzina (Euro 6);
- N2: nuovo di fabbrica a metano Euro 6;
- N3: Euro 6, munito anche del dispositivo per la riduzione delle emissioni NOX (per motori diesel o dual-fuel).

Interventi di adeguamento

- Rimotorizzazione dei veicoli commerciali leggeri da trasporto merci N1 diesel, benzina, metano, gpl, tutti Euro 6;
- Rimotorizzazione dei veicoli commerciali da trasporto merci N3 diesel con tecnologia dual-fuel, esclusi Euro 0 ed Euro 1;
- Installazione filtro antiparticolato su veicoli commerciali da trsporto merci N1, N2, N3.

Beneficiari del contributo acquisto veicoli ecologici

Le imprese beneficiarie del presente bando sono:

- Imprese commerciali in genere;
- Imprese operanti nei settori di interesse economico generale;
- Imprese agricole;
- Imprese della pesca e dell’acquacoltura;
- Imprese che esercitano più attività.

Tipo di sovvenzione

Le micro e le piccole imprese hanno diritto alla priorità nella concessione dei contributi per l'acquisto di veicoli ecologici fino al 50% dell’importo disponibile.

Entità del contributo per interventi di sostituzione veicoli è riassumibile come segue:

Tipo di sostituzione Tutti i beneficiari per i quali si applica il de minimis Solo beneficiari per i quali si applica il regolamento generale di esenzione
Acquisto veicoli ecologici o leasing di veicoli N1, N2 o N3 con veicolo N1 nuovo Euro 5.000,00 Micro e piccole imprese Il 55% con un massimo di Euro 5.000,00
Medie imprese Il 45% con un massimo di Euro 5.000,00
Acquisto veicoli ecologici o leasing di veicoli N1, N2 o N3 con veicolo N2 nuovo Euro 9.000,00 Micro e piccole imprese Il 55% con un massimo di Euro 9.000,00
Medie imprese Il 45% con un massimo di Euro 9.000,00
Acquisto veicoli ecologici o leasing di veicoli N1, N2 o N3 con veicolo N3 nuovo Euro 12.000,00

Tempistica 

Bando in attesa di apertura.

 

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bonus formazione

Legge Bilancio 2019: come cambia il Credito d'Imposta Formazione 4.0

Anche nel 2019 le imprese che investono nella formazione 4.0 dei dipendenti potranno accedere al credito d'imposta, ma con soglie e aliquote diverse in base alla dimensione dell'azienda. Tuttavia restano esclusi dall'incentivo i liberi professionisti.

Introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, il credito d’imposta per la formazione 4.0 è destinato alle aziende che investono in attività formative incentrate sulle conoscenze tecnologiche previste dal Piano nazionale Industria 4.0, ribattezzato Piano nazionale Impresa 4.0.

Obiettivo dell'incentivo è incoraggiare la partecipazione del personale delle imprese a corsi di formazione sulle tematiche connesse alla digitalizzazione dei processi produttivi. Come previsto dal decreto attuativo del 4 maggio 2018, il credito d’imposta spetta in misura pari al 40% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta agevolabile e nel limite massimo di 300mila euro per ciascun beneficiario.

Si tratta di una misura che piace molto alle aziende italiane, come testimonia l'edizione 2017-2018 dell'Osservatorio Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano. In base al report, infatti, il 60% delle imprese intervistate ha deciso di usufruire del credito d'imposta per la formazione 4.0 o ci sta pensando.

Le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019

Rispetto all'anno 2018, le soglie e le aliquote dell'incentivo vengono differenziate in relazione alla dimensione dell'impresa beneficiaria:

  • per le micro e piccole imprese: il credito d'imposta viene attribuito nella misura del 50% delle spese ammissibili, nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • per le medie imprese: il credito d'imposta spetta in misura pari al 40% nel limite massimo annuale di 300.000 euro;
  • per le grandi imprese: il credito d'imposta è attribuito nel limite massimo annuale di 200.000 euro e nella misura del 30%.

Esclusi i liberi professionisti, ma…

In un comunicato congiunto, l'Associazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (ADC) e l'Associazione nazionale commercialisti (ANC) fanno presente che la Legge di Bilancio 2019, esclude - come la precedente - i liberi professionisti tra i beneficiari del Credito d'Imposta per la Formazione 4.0.

"La professione del commercialista non può oggi esimersi dall’utilizzo delle smart technologies, soprattutto in considerazione delle richieste dei nuovi mercati che impongono procedure snelle ed efficienti e la piena collaborazione inter e intraprofessionale, anche in modalità remota", si legge nella nota.

L'ADC aveva già denunciato le contraddizioni della manovra che, da un lato, incentiva i professionisti a investire nelle nuove tecnologie utilizzate negli studi professionali e dall’altra esclude la possibilità per loro di scaricare il costo della relativa formazione.

Con riferimento al contesto europeo e nazionale, le due associazioni sottolineano come stiano sfumando "i confini geografici tra luoghi di lavoro e collaboratori e viene considerata impresa qualsiasi attività che produca reddito; in Italia invece prevale ancora l’idea che sia unicamente l’impresa tradizionalmente intesa a poter essere considerata degna di ricevere finanziamenti sulla tecnologia e si trascurano i professionisti, tra cui i commercialisti, che contribuiscono al PIL e alla creazione di posti di lavoro".

L'ADC e l'ANC chiedono, quindi, al Governo di riconoscere anche ai dipendenti e collaboratori degli studi professionali la possibilità di detrarre i costi relativi alla formazione sulle tecnologie 4.0.


iperammortamento

IPERAMMORTAMENTO 2019: DAL 50% AL 170% PER L’INDUSTRIA 4.0

Viene confermato dalla nuova legge di stabilità, ovvero dalla Legge di Bilancio 2019, l'Iperammortamento riservato all'Industria 4.0 con aliquote a scaglioni che vanno dal 170% al 50%. L'agevolazione riguarda le imprese che operano nei settori della meccatronica, robotica, big data, sviluppo software, sviluppa materiali intelligenti, stampa 3D, nanotecnologie e internet delle cose (internetof things).

La misura è in linea con altre due importanti azioni previste dalla Legge di Bilancio 2019: la proroga della Nuova Sabatini e la misura che sostiene lo sviluppo dell'Innovation Manager in azienda.

L'iperammortamento è uno strumento che può realmente aiutare la tua azienda. Come?

Si tratta di un’agevolazione che consiste in una maggiorazione del del costo fiscale ammortizzabile di specifici beni ad alto contenuto tecnologico, in modo da diminuire la base imponibile dell'impresa con conseguente beneficio d'imposta.

Il meccanismo prevede di poter considerare questo costo maggiorato di una certa percentuale rispetto alla spesa sostenuta, in modo tale da poter ottenere una maggiore deducibilità. Attualmente si parla di tre diverse aliquote per l'iperammortamento 2019:

  • iperammortamento al 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • iperammortamento al 100% per gli investimenti fino a 10 milioni di euro;
  • iperammortamento al 50% per gli investimenti fino a 20 milioni di euro.

Il meccanismo sarà quindi a scalare e l’extra-deduzione contabile prevista sarà maggiore per gli investimenti di importo più contenuto.

Di seguito la lista completa dei beni incentivati dall'iperammortamento per il 2019: macchine, attrezzature e software.

Beni soggetti all'iperammortamento

Beni strumentali

Si tratta di beni il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti.

In questa macro-categoria sono comprese:

  • macchine utensili per asportazione;
  • macchine utensili operanti con laser e altri processi a flusso di energia (ad esempio plasma, waterjet, fascio di elettroni), elettroerosione, processi elettrochimici;
  • macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali o delle materie prime;
  • macchine utensili per la deformazione plastica dei metalli e altri materiali;
  • macchine utensili per l’assemblaggio, la giunzione e la saldatura;
  • macchine per il confezionamento e l’imballaggio;
  • macchine utensili di de-produzione e riconfezionamento per recuperare materiali e funzioni da scarti industriali e prodotti di ritorno a fine vita (ad esempio macchine per il disassemblaggio, la separazione, la frantumazione, il recupero chimico);
  • robot, robot collaborativi e sistemi multi-robot;
  • macchine utensili e sistemi per il conferimento o la modifica delle caratteristiche superficiali dei prodotti e/o la funzionalizzazione delle superfici;
  • macchine per la manifattura additiva utilizzate in ambito industriale;
  • macchine, anche motrici e operatrici, strumenti e dispositivi per il carico/scarico, movimentazione, pesatura e/o il sorting automatico dei pezzi, dispositivi di sollevamento e manipolazione automatizzati, AGV e sistemi di convogliamento e movimentazione flessibili, e/o dotati di riconoscimento pezzi (ad esempio RFID, visori e sistemi di visione e meccatronici);
  • magazzini automatizzati interconnessi ai sistemi gestionali di fabbrica.

Per distinguere le macchine aventi diritto all’iperammortamento da quelle che invece avevano diritto solo al superammortamento (non prorogato) vengono poste alcune condizioni, alcune tassative, altre “opzionali”:

  • controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  • interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;
  • integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  • interfaccia tra uomo e macchina (HMI, ndr) semplici e intuitive;
  • rispondenza ai più recenti standard in termini di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre, tutte le macchine sopra citate devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle “assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici”:

  • sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • monitoraggio in continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico);
  • dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti.

Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità

Fanno parte di questa categoria le seguenti merceologie:

  • sistemi di misura a coordinate e no (a contatto, non a contatto, multi-sensore o basati su tomografia computerizzata tridimensionale) e relativa strumentazione per la verifica dei requisiti micro e macro geometrici di prodotto per qualunque livello di scala dimensionale (dalla larga scala alla scala micro-metrica o nano-metrica), al fine di assicurare e tracciare la qualità del prodotto e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;
  • altri sistemi di monitoraggio in-process per assicurare e tracciare la qualità del prodotto e/o del processo produttivo e che consentono di qualificare i processi di produzione in maniera documentabile e connessa al sistema informativo di fabbrica;
  • sistemi per l’ispezione e la caratterizzazione dei materiali (ad esempio macchine di prova materiali, macchine per il collaudo dei prodotti realizzati, sistemi per prove/collaudi non distruttivi, tomografia) in grado di verificare le caratteristiche dei materiali in ingresso o in uscita al processo (e che vanno a costituire il prodotto risultante a livello macro - caratteristiche meccaniche - o micro  - porosità, inclusioni, ecc. -) e di generare opportuni report di collaudo da inserire nel sistema informativo aziendale;
  • dispositivi intelligenti per il test delle polveri metalliche e sistemi di monitoraggio in continuo che consentono di qualificare i processi di produzione mediante tecnologie additive;
  • sistemi intelligenti e connessi di marcatura e tracciabilità dei lotti produttivi e/o dei singoli prodotti (ad esempio RFID – Radio Frequency Identification);
  • sistemi di monitoraggio e controllo delle condizioni di lavoro delle macchine (ad esempio forze, coppia e potenza di lavorazione; usura tridimensionale degli utensili a bordo macchina; stato di componenti o sotto-insiemi delle macchine) e dei sistemi di produzione interfacciati con i sistemi informativi di fabbrica e/o con soluzioni cloud;
  • strumenti e dispositivi per l’etichettatura, l’identificazione o la marcatura automatica dei prodotti, con collegamento con il codice e la matricola del prodotto stesso in modo da consentire ai manutentori di monitorare la costanza delle prestazioni dei prodotti nel tempo e di agire sul processo di progettazione dei futuri prodotti in maniera sinergica, consentendo il richiamo di prodotti difettosi o dannosi;
  • componenti, sistemi e soluzioni intelligenti per la gestione, l’utilizzo efficiente e il monitoraggio dei consumi energetici e idrici e per la riduzione delle emissioni;
  • filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o fermare le attività’ di macchine e impianti.

Interazione uomo macchina e miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro

Fanno parte di questa categoria le seguenti merceologie:

  • banchi e postazioni di lavoro dotati di soluzioni ergonomiche in grado di adattarli in maniera automatizzata alle caratteristiche fisiche degli operatori (ad esempio caratteristiche biometriche, età, presenza di disabilità);
  • sistemi per il sollevamento/traslazione di parti pesanti o oggetti esposti ad alte temperature in grado di agevolare in maniera intelligente/robotizzata/interattiva il compito dell’operatore;
  • dispositivi wearable, apparecchiature di comunicazione tra operatore/operatori e sistema produttivo, dispositivi di realtà aumentata e virtual reality;
  • interfacce uomo-macchina (HMI) intelligenti che coadiuvano l’operatore a fini di sicurezza ed efficienza delle operazioni di lavorazione, manutenzione, logistica.

Beni immateriali

Oltre alla proroga dell’iperammortamento, la legge di Bilancio prevede l’estensione dell’ambito temporale di applicazione anche del superammortamento per i beni immateriali funzionali alla trasformazione tecnologica secondo il modello Industria 4.0, ricompresi nell’Allegato B della legge di Bilancio 2017, integrato dalla legge di Bilancio 2018.

In particolare, tale maggiorazione spetta, nella misura del 40%, alle imprese che usufruiscono dell’iperammortamento con riferimento gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2019 ovvero fino al 31 dicembre 2020, a condizione che entro il 31 dicembre 2019 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Con una norma di carattere interpretativo, viene precisato che sono ammissibili al superammortamento anche i costi sostenuti a titolo di canone per l'accesso, mediante soluzioni di cloud computing, ai beni immateriali di cui all'Allegato B della legge di Bilancio 2017, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo di imposta di vigenza della disciplina agevolativa.


bonus formazione

Bonus formazione 4.0: proroga per il 2019

Il bonus formazione 4.0 è valido anche per il 2019. Cambiano però la misura del beneficio e l’importo massimo fruibile da ciascuna impresa.

I beneficiari del bonus formazione

Per favorire le piccole imprese, il credito di imposta relativo alle spese di formazione del personale dipendente sulle nuove tecnologie previste dal Piano nazionale Impresa 4.0 sarà modulato in misura decrescente secondo la dimensione dell’azienda.

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Nuova veste per il bonus formazione 4.0 con un sostegno più deciso alle imprese di minori dimensioni.

Una disposizione al disegno di legge di Bilancio 2019, infatti, nel prorogare il beneficio anche per il 2019, “aggiusta” la misura dell’agevolazione, che non sarà più unica, uguale per tutte le imprese come nella formulazione attuale, ma sarà differenziata in funzione della dimensione dell’impresa: al crescere della dimensione diminuirà il bonus spettante.

Per l’attuazione della misura è autorizzata la spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2020.

Nuova articolazione della misura bonus formazione

Una prima novità apportata con l’emendamento approvato dalla Commissione Bilancio della Camera alla disciplina del credito di imposta, introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 (articolo 1, commi da 46 a 56), riguarda la misura dell’agevolazione. Per le spese sostenute dal periodo di imposta successivo al 31 dicembre 2018 (quindi, dal 1° gennaio 2019 per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare) l’intensità dell’aiuto sarà pari al:

  • 50% delle spese ammissibili, per le piccole imprese;
  • 40% delle spese ammissibili, per le medie imprese;
  • 30% delle spese ammissibili, per le grandi imprese.

L’attuale versione dell’agevolazione, che resterà in vigore per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 prevede, invece, che il credito d’imposta sia riconosciuto nella misura del 40% per tutte le imprese.

Importo massimo annuale

Un’altra modifica riguarda l’importo massimo che ciascuna impresa potrà ottenere per la formazione aziendale.

In base a quanto disposto dall’emendamento, nel 2019, il credito d’imposta resta confermato (come previsto dall’impianto normativo in vigore fino al 31 dicembre 2018) fino a 300.000 euro solo per le piccole e medie imprese, mentre per le grandi imprese il bonus spetterà nel limite massimo annuale di 200.000 euro.

Attività formative agevolabili

Nessun’altra modifica alla disciplina del credito di imposta è prevista dall’emendamento, che ai fini dell’attuazione del beneficio nel 2019 richiama le disposizioni del decreto interministeriale 4 maggio 2018.

Ai sensi di tale provvedimento, possono fruire dell’agevolazione tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Sono ammessi anche gli enti non commerciali a condizione che svolgano attività commerciali rilevanti ai fini del reddito d’impresa: il beneficio però si applica per intero anche se i dipendenti partecipanti alle attività di formazione (ammissibili) siano occupati solo promiscuamente in dette attività commerciali.

Ai fini della spettanza dell’agevolazione, non è richiesto che l’impresa sia beneficiaria di super/iper ammortamento. Sono escluse solo le imprese in difficoltà.

Il beneficio è applicabile alle attività di formazione finalizzate all’acquisizione e al consolidamento di competenze e conoscenze nelle seguenti tecnologie:

- big data e analisi dei dati;
- cloud e fog computing;
- cyber security;
- simulazione e sistemi cyber-fisici;
- prototipazione rapida;
- sistemi di visualizzazione, realtà virtuale (Rv) e realtà aumentata (Ra);
- robotica avanzata e collaborativa;
- interfaccia uomo macchina;
- manifattura additiva (o stampa tridimensionale);
- internet delle cose e delle macchine;
- integrazione digitale dei processi aziendali.

Come precisato dal Ministero dello Sviluppo Economico nella circolare n. 412088 del 3 dicembre 2018, sono ammissibili anche le attività organizzate e svolte, in tutto o in parte, in modalità “e-learning”, cioè attraverso corsi e lezioni “on line”.

Le attività di formazione possono essere erogate anche da soggetti esterni all’impresa, purché gli stessi siano accreditati per lo svolgimento di tali attività presso la regione o la provincia autonoma in cui l’impresa ha la sede legale o la sede operativa.

Le attività di formazione possono altresì essere commissionate a università, pubbliche o private, o a strutture a esse collegate, nonché a soggetti accreditati presso i fondi interprofessionali e a soggetti in possesso della certificazione di qualità in base alla disciplina europea.

Lo svolgimento delle attività formative nelle “tecnologie 4.0” deve essere espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali, depositati, nel rispetto dell’articolo 14 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 151, presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.

 

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