Il dimezzamento delle aliquote, previsto nel piano Transizione 4.0 2023, ha sollevato molte polemiche e criticità. Per questo motivo è stata avviata un’ interlocuzione da parte del Governo con l’Unione Europea per rimettere in gioco una parte delle risorse del PNRR.

Specifiche del contributo

Terminata una prima fase, il piano Transizione 4.0 nel 2023 entra in una nuova finestra che prevede il finanziamento solo ed esclusivamente dal bilancio statale, ed è questa la ragione del taglio così importante ai finanziamenti previsti.

Infatti l’obiettivo dell’interlocuzione è di ottenere dalla Commissione la possibilità di differire al 2023 la parte dei fondi del PNRR non sfruttata nel corso del 2021-2022 (si parla di poco meno di 4 miliardi di euro) così da evitare un ridimensionamento dei vantaggi fiscali per le aziende che vogliono investire in beni strumentali, beni strumentali 4.0, formazione 4.0 e, più in generale, in innovazione di business.

Qualora l’interlocuzione dovesse andare a buon fine, il frutto di questa trattativa potrebbe portare il Piano Transizione 4.0 a un ripristino delle aliquote del 2022 anche per il 2023 e al rifinanziamento del credito d’imposta per la Formazione 4.0.

In attesa degli eventuali provvedimenti previsti per inizio 2023 questo è il quadro riassuntivo con le previsioni relative al Piano Transizione 4.0 (soggette a possibili modifiche):

Transizione 4.0 2022 Transizione 4.0 2023 (A OGGI) Transizione 4.0 2023 (COME POTREBBE ESSERE)
Beni materiali 4.0
  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni
  • 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 5% per investimenti da 10 a 20 milioni
  • 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
  • 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
  • 10% per investimenti da 10 a 20 milioni
Beni immateriali 4.0
  • 50%
  • 20%
  • 50%
Beni materiali e software non 4.0
  • 6%
  • 0%
  • 0%
Formazione 4.0
  • 70% per le piccole imprese
  • 50% per le medie imprese
  • 30% per le grandi imprese

(a condizione di rivolgersi a determinati soggetti erogatori – NB Aliquote mai entrate in vigore per mancanza di disposizioni attuative)

  • 0%
  • 70% per le piccole imprese
  • 50% per le medie imprese
  • 30% per le grandi imprese
Ricerca, sviluppo, innovazione e design
  • 20% per attività di ricerca e sviluppo
  • 10% per attività di innovazione, design e ideazione estetica
  • 15% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0
  • 10% per attività di ricerca e sviluppo
  • 5% per attività di innovazione, design e ideazione estetica
  • 10% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0
  • 20% per attività di ricerca e sviluppo
  • 10% per attività di innovazione, design e ideazione estetica
  • 15% per attività di innovazione con finalità orientate a un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0

Bisogna dunque aspettare i risultati che deriveranno dal processo di interlocuzione già avviato per capire quali e quanti finanziamenti saranno previsti nel 2023 per quanto concerne il Piano Transizione 4.0.