Finanziamenti a fondo perduto 2026: guida a bandi, requisiti e come ottenerli
Tra le forme di finanza agevolata più apprezzate da imprese di piccole e grandi dimensioni, i finanziamenti a fondo perduto sono contributi di grande valore per l’imprenditoria italiana. Con soluzioni destinate alle varie categorie di imprese (principalmente agricole, commerciali e manifatturiere) supportano la nascita di nuove realtà e lo sviluppo di business già esistenti.
I finanziamenti a fondo perduto 2026 rappresentano quindi una leva cruciale per la crescita e l’innovazione delle imprese italiane, offrendo l’opportunità unica di finanziare progetti senza l’obbligo di restituzione del capitale. Ma come funzionano esattamente? Chi li concede e come ottenerli?
Il panorama dei bandi può risultare complesso e frammentato, rendendo difficile orientarsi tra le diverse opportunità e i requisiti specifici. La nostra guida completa nasce proprio con l’obiettivo di fare chiarezza, fornendo tutte le informazioni necessarie per comprendere cosa sono i finanziamenti a fondo perduto, quali bandi sono disponibili, come accedere alle agevolazioni e come massimizzare le possibilità di successo.
Continua a leggere e scopri come ottenere contribuiti per la tua impresa!
Cosa sono i finanziamenti fondo perduto
I finanziamenti a fondo perduto (spesso chiamati anche contributi a fondo perduto) rappresentano uno strumento di finanza agevolata particolarmente vantaggioso per imprese, start-up e professionisti.
A differenza dei tradizionali prestiti o finanziamenti a tasso agevolato, queste agevolazioni non prevedono l’obbligo di restituzione del capitale erogato, né il pagamento di interessi o spese di gestione. In pratica, una volta ottenuto, il denaro può essere utilizzato per finanziare il progetto o l’attività senza la preoccupazione di doverlo restituire in futuro.
Sono quindi definiti finanziamenti a fondo perduto le erogazioni di denaro che non contemplano la restituzione del capitale né degli interessi. Si tratta di erogazioni che possono avvenire sia in favore di persone fisiche sia di imprese, ma nella maggior parte dei casi sono queste ultime a beneficiarne. La concessione a una persona fisica è generalmente legata all’impegno di questa nell’aprire (entro un termine temporale prestabilito) un’attività.
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Differenza tra finanziamenti a fondo perduto e altre forme di finanziamento
È importante distinguere i finanziamenti a fondo perduto da altre forme di agevolazione finanziaria, come i prestiti bancari e i finanziamenti a tasso agevolato. I prestiti bancari richiedono sempre la restituzione del capitale, con l’aggiunta di interessi e spese di gestione. I finanziamenti a tasso agevolato, invece, prevedono la restituzione del capitale, ma a tassi di interesse inferiori rispetto al mercato.
I contributi a fondo perduto si differenziano da entrambi, in quanto non richiedono la restituzione del denaro, rappresentando una forma di supporto economico senza vincoli di rimborso, se non quello di utilizzare le somme per il progetto approvato.
Un altro aspetto peculiare dei contributi a fondo perduto è il fatto che non richiedono alcun requisito reddituale. Non essendo previsto il rimborso del capitale, il soggetto erogatore non si cura di accertare la solidità finanziaria e patrimoniale del beneficiario. Non è quindi necessario disporre di garanzie per ottenere questo genere di risorse.
L’assenza di rimborso e di requisiti patrimoniali rende questi finanziamenti particolarmente interessanti agli occhi delle aziende, tradizionalmente abituate a dover richiedere credito a banche a fronte di ipoteche e altre garanzie. Questi aspetti sono del resto ciò che maggiormente distingue i finanziamenti a fondo perduto (afferenti al mondo della finanza agevolata) dai tradizionali prodotti creditizi.
Il fatto che non siano richieste garanzie non significa però che non vi siano requisiti: per ottenere il denaro è necessario che il richiedente soddisfi le condizioni indicate dal bando di riferimento. A dispetto di quanto accade nel tradizionale circuito finanziario, infatti, i contributi a fondo perduto sono erogati sulla base di specifici bandi, pubblicati dai diversi enti pubblici.
Allo stesso tempo è necessario tenere bene a mente che i contributi a fondo perduto non sono fondi senza vincoli: la restituzione delle somme può essere richiesta nel caso in cui l’azienda non rispetti gli impegni assunti con il bando.
Anche il processo di richiesta segue logiche lontane da quelle dei finanziamenti tradizionali. La domanda va presentata nel rispetto di tempi e modalità indicati dal bando e spesso sono richiesti documenti che gli imprenditori non sono in grado di fornire autonomamente. Da qui, la nascita di servizi di consulenza specializzata, che diventano indispensabili per le aziende che intendono ricorrere in maniera significativa ai contributi.
A cosa servono?
I finanziamenti a fondo perduto 2025-2026 possono essere utilizzati per finanziare una vasta gamma di progetti e attività, a seconda delle specifiche del bando. Alcuni esempi comuni includono:
- Investimenti in beni strumentali: acquisto di macchinari, attrezzature, software e hardware.
- Ricerca e sviluppo: progetti di innovazione, sviluppo di nuovi prodotti o servizi, prototipazione.
- Formazione del personale: corsi di aggiornamento, workshop, certificazioni professionali.
- Internazionalizzazione: partecipazione a fiere, missioni commerciali, apertura di filiali all’estero.
- Riqualificazione e efficientamento: progetti per l’efficientamento energetico, utilizzo di fonti rinnovabili, miglioramento delle strutture aziendali.
- Digitalizzazione: implementazione di nuove tecnologie, e-commerce, sistemi gestionali e CRM.
Perché richiedere finanziamenti a fondo perduto 2025-2026?
Le imprese, le start-up e i professionisti possono trarre numerosi benefici dai finanziamenti a fondo perduto. Questi contributi non solo offrono un supporto economico cruciale, ma aprono anche la strada a nuove opportunità di sviluppo e crescita. Ecco alcune delle ragioni più importanti per cui potresti considerare di richiedere un finanziamento a fondo perduto:
- Finanziare investimenti strategici: i fondi possono essere utilizzati per acquisire attrezzature, macchinari o immobili necessari per l’attività, senza intaccare il budget aziendale.
- Sostenere la ricerca e l’innovazione: i finanziamenti possono essere impiegati per progetti di ricerca e sviluppo, permettendo all’azienda di rimanere competitiva e all’avanguardia.
- Promuovere l’internazionalizzazione: i contributi possono coprire i costi di partecipazione a fiere internazionali, missioni commerciali e l’apertura di nuove sedi all’estero.
- Sviluppare le competenze del personale: i fondi possono essere utilizzati per la formazione del personale, con l’obiettivo di migliorare le competenze e la produttività.
- Migliorare l’efficienza operativa: i finanziamenti possono essere impiegati per migliorare i processi produttivi e l’organizzazione aziendale.
- Avviare nuovi progetti: i fondi possono essere usati per dare il via a nuove idee imprenditoriali e progetti innovativi.
Vantaggi concreti dei finanziamenti a fondo perduto
Oltre alle ragioni strategiche, ci sono vantaggi pratici che rendono i finanziamenti a fondo perduto particolarmente attraenti. I principali includono:
- Nessun obbligo di restituzione: a differenza dei prestiti, non è necessario rimborsare il capitale ricevuto, né gli interessi.
- Supporto economico senza debito: i finanziamenti a fondo perduto forniscono liquidità senza gravare sull’indebitamento dell’azienda.
- Maggiore flessibilità finanziaria: l’azienda può destinare i fondi in modo strategico, senza le restrizioni di un prestito tradizionale.
- Opportunità di crescita: i finanziamenti a fondo perduto consentono alle imprese di crescere senza appesantire il bilancio con debiti e pagamenti di interessi.
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Tipologie di bandi a fondo perduto
I finanziamenti a fondo perduto sono concessi a fronte di bandi a fondo perduto e le loro caratteristiche sono subordinate al bando di riferimento. A tal proposito è possibile distinguere i contributi sulla base di alcuni aspetti discriminanti.
Il primo di questi aspetti è il soggetto destinatario delle agevolazioni. I contributi di questo genere possono essere destinati a:
- soggetti che desiderano creare nuove imprese;
- imprese già esistenti, che mirano a puntare su settori specifici come l’innovazione tecnologica, la sostenibilità o la ricerca.
Di frequente vengono pubblicati anche bandi destinati a imprese afferenti a categorie svantaggiate. In questo caso si tratta di misure specifiche, che possono riguardare aree del Paese interessate da condizioni particolari, ad esempio zone colpite da catastrofi naturali. Ma ci sono anche bandi ad hoc per il Sud Italia, che presenta ancora diverse criticità sotto l’aspetto della solidità imprenditoriale.
Allo stesso modo è frequente vedere bandi a fondo perduto che incentivano la nascita di progetti guidati da parte di donne e giovani, tipicamente identificati come soggetti che trovano maggiore difficoltà nell’accesso al mondo del lavoro.
A fronte di cambiamenti del mercato, enti nazionali e comunitari tendono a pubblicare anche bandi destinati a supportare settori che presentano criticità di vario genere. Anche in questo caso quindi non è possibile tracciare un quadro preciso, perché a seconda del periodo e della convergenza di macro eventi si possono trovare finanziamenti a fondo perduto per imprese del settore manifatturiero, contributi fondo perduto agricoltura, fondi per aziende del settore commerciale, eccetera.
Classificazione dei bandi a fondo perduto per settore di attività
Per orientarsi più facilmente nella vasta offerta di bandi a fondo perduto 2025-2026, è possibile classificarli sulla base del settore economico a cui si rivolgono. Sebbene l’elenco completo sarebbe molto più ampio, i settori interessati più di frequente sono:
- Agricoltura: bandi per il settore agricolo, l’innovazione in agricoltura e le filiere agroalimentari.
- Manifattura: bandi per le imprese manifatturiere e industriali.
- Commercio: bandi per il settore commerciale, negozi e attività di servizi.
- Turismo: bandi per il settore turistico, strutture ricettive e attività legate al turismo.
- Innovazione: bandi per progetti di ricerca, sviluppo tecnologico e digitalizzazione.
- Sostenibilità: bandi per l’efficientamento energetico, le energie rinnovabili e l’economia circolare.
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Classificazione dei bandi a fondo perduto per tipologia di beneficiario
I bandi a fondo perduto 2025-2026 si possono classificare anche in base al tipo di beneficiario a cui si rivolgono. Ecco alcuni esempi:
- Imprese: piccole, medie e grandi imprese di diversi settori.
- Start-up innovative: aziende di nuova costituzione con un elevato potenziale innovativo.
- Donne imprenditrici: bandi specifici per le imprese a prevalente partecipazione femminile.
- Giovani: bandi per i giovani imprenditori e professionisti.
- Imprese in aree svantaggiate: bandi per le zone colpite da calamità naturali o con particolari criticità economiche e sociali.
Finanziamento a fondo perduto con graduatoria o valutazione a sportello: cosa cambia
Un’altra distinzione cruciale quando si parla di bandi è quella relativa al processo di valutazione della domanda. Questa può avvenire:
- tramite graduatoria;
- attraverso una valutazione a sportello.
Nel primo caso, le risorse stanziate vengono erogate solo in favore dei progetti che, in base ai criteri della graduatoria, risultano migliori. Nel secondo, le risorse sono erogate a chi ne fa domanda (dimostrando di avere tutti i requisiti richiesti) fino a esaurimento delle risorse disponibili.
È chiaro quindi che a seconda del tipo di bando il fattore tempo assume un valore diverso. I bandi con graduatoria permettono alle imprese di aggiudicarsi i fondi stanziati indipendentemente dalla data in cui viene presentata la richiesta, purché all’interno della finestra temporale prefissata.
Nei bandi fondo perduto che prevedono una valutazione a sportello invece la tempestività con cui si presenta la domanda fa la differenza tra ottenere o meno il contributo. Un aspetto da non sottovalutare quando si è alla ricerca di contributi per il proprio business.
Come ottenere un finanziamento a fondo perduto 2025-2026
Ma come ottenere finanziamenti a fondo perduto? I contributi a fondo perduto sono erogati da enti comunitari e nazionali. Tra questi i principali sono i diversi fondi dell’UE, l’agenzia nazionale Invitalia e le amministrazioni regionali.
Il primo passo per ottenere un finanziamento a fondo perduto quindi è consultare i vari siti di enti che erogano contributi di questo genere. Una volta identificato il bando di interesse, è necessario seguire questo iter:
- accertare il possesso di tutti i requisiti indicati dal bando;
- verificare tempi e procedure per la richiesta del contributo;
- reperire la documentazione richiesta dal bando;
- compilare la domanda di contributo;
- inviare la richiesta all’ente di riferimento secondo le modalità e i tempi indicati dallo stesso.
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Requisiti e criteri di ammissibilità
L’accesso ai finanziamenti a fondo perduto è subordinato al rispetto di requisiti specifici, che variano in base alla natura del bando e alle finalità del finanziamento. Tuttavia, è possibile individuare alcuni criteri generali di ammissibilità:
- Solidità finanziaria e patrimoniale dell’impresa;
- Forma giuridica dell’impresa (ditta individuale, società di persone, società di capitali, ecc.);
- Sede legale e/o operativa dell’azienda (nel territorio nazionale o in specifiche aree geografiche);
- Dimensione dell’impresa (facendo distinzione tra micro, piccola, media o grande impresa);
- Settore di attività, in accordo ai settori economici ammissibili al bando;
- Anzianità di costituzione dell’impresa;
- Innovatività e potenziale di mercato del progetto proposto;
- Impatto occupazionale e sociale dell’iniziativa;
- Sostenibilità ambientale e allineamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile;
- Capacità tecnica e gestionale del team proponente;
- Regolarità contributiva e fiscale (verificata tramite DURC);
- Non aver ricevuto altri aiuti pubblici riferibili alle stesse spese ammissibili dal bando.
Per massimizzare le probabilità di successo della candidatura, è fondamentale una valutazione accurata dei propri requisiti in relazione alle specifiche del bando di interesse.
Processo di richiesta e documentazione necessaria per un finanziamento a fondo perduto 2025-2026
Il processo di richiesta di un finanziamento a fondo perduto si articola in diverse fasi, alcune coinvolgono direttamente il richiedente, mentre gli step finali (dalla presentazione in poi) sono responsabilità dell’ente che ha pubblicato il bando (o di un altro ente incaricato per la valutazione dei progetti).
Per fare un quadro generale possiamo dire che il processo di richiesta di un finanziamento a fondo perduto si sviluppa come segue:
- Analisi preliminare del bando e verifica di ammissibilità;
- Elaborazione del progetto e del business plan;
- Predisposizione della documentazione richiesta;
- Presentazione della domanda secondo le modalità previste;
- Valutazione da parte dell’ente erogatore;
- Eventuale fase di negoziazione e integrazione documentale;
- Approvazione e stipula del contratto di finanziamento.
La documentazione necessaria tipicamente include:
- Business plan dettagliato;
- Bilanci e documenti contabili;
- Curricula del team di progetto;
- Dichiarazioni di conformità normativa e fiscale.
Nel caso di bandi a fondo perduto legati alla sostenibilità ambientali sono spesso richieste anche certificazioni ambientali come la B Lab e la certificazione Forest Stewardship Council (FSC).
La precisione e la completezza della documentazione presentata sono cruciali per il successo della richiesta. Ma poiché la documentazione da presentare è a carattere tecnico è consigliabile attivarsi per la richiesta del contributo a fondo perduto con un certo anticipo rispetto alla scadenza dei termini di presentazione. Anche ricorrendo a servizi di consulenza specializzata.
Criteri di valutazione dei progetti e delle domande
Spesso i bandi a fondo perduto prevedono specifici criteri per la valutazione dei progetti e delle domande presentate. Questi criteri mirano a selezionare i progetti più validi e promettenti. Ecco i più comuni:
- Fattibilità tecnica del progetto: valutazione della capacità dell’impresa di realizzare concretamente il progetto proposto, tenendo conto delle competenze, delle risorse e dei tempi previsti.
- Potenziale innovativo: valutazione del grado di innovazione del progetto rispetto alle tecnologie, ai processi o ai prodotti esistenti.
- Impatto sul mercato: valutazione del potenziale di successo del progetto nel mercato di riferimento, considerando la concorrenza, la domanda e i possibili scenari di sviluppo.
- Impatto occupazionale: valutazione dell’effetto del progetto sulla creazione di posti di lavoro, con particolare attenzione alla qualità e alla stabilità dei contratti proposti.
- Sostenibilità ambientale: valutazione dell’impatto del progetto sull’ambiente, con riferimento alla riduzione delle emissioni, all’efficienza energetica e all’utilizzo di risorse rinnovabili.
- Allineamento con gli obiettivi del bando: valutazione della coerenza del progetto con le finalità e le priorità del bando di riferimento (es. sviluppo locale, inclusione sociale, transizione digitale).
- Qualità del business plan: valutazione della completezza, accuratezza e coerenza del business plan presentato.
Punteggi e criteri di priorità
Nei bandi a fondo perduto 2025-2026 con processo di valutazione a graduatoria, l’assegnazione dei finanziamenti avviene in base a un punteggio attribuito a ciascun progetto secondo dei criteri di valutazione. Alcuni bandi possono prevedere criteri di priorità per favorire specifici tipi di progetti o imprese, assegnando ad esempio punteggi aggiuntivi a fronte di:
- Progetti presentati giovani e donne imprenditrici;
- Progetti che promuovono l’efficienza energetica e le energie rinnovabili;
- Innovazione tecnologica e l’utilizzo di tecnologie innovative all’interno del progetto;
- Progetti realizzati in aree svantaggiate o colpite da calamità naturali;
- Settori strategici per lo sviluppo economico.
Comprendere i criteri di priorità è fondamentale perché permette di focalizzare il proprio progetto sugli aspetti che possono par guadagnare un punteggio più alto.
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Bandi e opportunità di finanziamento a fondo perduto 2025-2026: chi li concede
I bandi che erogano contributi a fondo perduto possono essere erogati da ogni tipo di amministrazione: Camere di Commercio, Comuni, Regioni, Ministeri, UE. Non esiste infatti una regola che circoscriva questo tipo di supporto alle imprese ad uno o ad un altro ente.
Generalmente però questi bandi sono caratterizzati da specifiche finalità e target di beneficiari. Nascono infatti per supportare le imprese, i territori e gli aspiranti imprenditori soggetti a maggiori difficoltà o con una particolare valenza strategica rispetto alle politiche nazionali e comunitarie.
Bandi Nazionali per contributi a fondo perduto 2025-2026
Il panorama nazionale offre una vasta gamma di opportunità di finanziamento a fondo perduto, gestite da diverse istituzioni e ministeri. Tra i principali bandi nazionali si annoverano:
- Nuova Sabatini 2026, per investimenti in beni strumentali;
- Bando ISI INAIL 2025-2026, per progetti di miglioramento della sicurezza sul lavoro;
- Smart&Start Italia 2026 per startup innovative;
- Resto al Sud 2.0 2025-2026, per l’avvio di attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno.
- Contratti di sviluppo 2026, per gli investimenti di grandi dimensioni;
- Conto Termico 3.0, per l’efficienza energetica degli edifici;
- Cultura Cresce, per le imprese culturali e creative del Mezzogiorno.
Di seguito vediamo nel dettaglio le condizioni di questi bandi.
Nuova Sabatini
La Nuova Sabatini sostiene gli investimenti in beni strumentali con la concessione di finanziamenti agevolati da parte di banche e finanziarie convenzionate e un contributo in conto impianti a fondo perduto da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Sono agevolati gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali. Il contributo del Ministero è maggiorato per le PMI impegnate in processi di capitalizzazione.
Si tratta di una misura strutturale a sportello, costantemente rifinanziata e non di un bando con una scadenza annuale. Le domande possono essere presentate in qualsiasi momento, fino a esaurimento fondi.
Per gli investimenti in beni Industria 4.0 e per gli interventi ad alto contenuto tecnologico, la Nuova Sabatini è spesso valutata in combinazione con l’Iperammortamento, agevolazione fiscale che permette una maggiorazione del costo deducibile per i beni strumentali interconnessi.
Bando ISI INAIL
Il Bando ISI INAIL è una delle più importanti opportunità ricorrenti per le imprese che investono in sicurezza. Si tratta di un’agevolazione annuale, pubblicata solitamente nel corso dell’anno, che incentiva gli investimenti per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
È rivolto alle imprese e degli enti del terzo settore e prevede la concessione di finanziamenti a fondo perduto. Grazie al Bando ISI INAIL sono incentivati gli investimenti per la realizzazione di progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, e per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative da parte di imprese operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli.
Al momento il Bando ISI INAIL 2026 non è stato ancora pubblicato, l’uscita del bando è attesa nelle prossime settimane. Mentre la finestra per la compilazione e registrazione delle domande è aperta fino alle ore 18:00 del 28 maggio 2026. Nuovi aggiornamenti del calendario sono attesi entro il 28 maggio.
Smart&Start Italia
Smart&Start Italia è l’incentivo, gestito da Invitalia, che sostiene la nascita e lo sviluppo di startup innovative su tutto il territorio nazionale. Non è un bando a scadenza, ma una misura a sportello, sempre aperta fino ad esaurimento delle risorse stanziate.
L’agevolazione principale è un finanziamento a tasso zero senza garanzie fino al 90% delle spese ammissibili. Oltre a questo, la misura offre vantaggi cruciali:
- Contributo per il Sud e Aree Sismiche: Per le startup con sede nel Mezzogiorno o nel cratere sismico del Centro Italia, il finanziamento viene restituito solo in misura parziale, con un abbuono del 30% che di fatto si trasforma in un fondo perduto.
- Servizi di Tutoraggio: Le startup più giovani possono beneficiare di servizi di tutoraggio tecnico-gestionale del valore di 15.000 € (al Sud) e 7.500 € (resto d’Italia).
- Conversione in Fondo Perduto: Se la startup riceve investimenti da privati, può richiedere la conversione di una parte del finanziamento in contributo a fondo perduto.
- Fondi PNRR per Startup Femminili: Una quota di 10 milioni di euro è riservata esclusivamente alle startup innovative femminili.
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Resto al Sud 2.0 2025-2026
La misura Resto al Sud ha chiuso definitivamente lo sportello ed è stata sostituita dalla nuova misura Resto al Sud 2.0, pienamente operativa dal 15 ottobre 2025. Questa agevolazione, gestita da Invitalia, si rivolge esclusivamente ai giovani tra i 18 e i 35 anni non compiuti, che siano inoccupati, disoccupati o “working poor”, residenti nelle regioni del Mezzogiorno.
L’agevolazione è composta al 100% da contributi a fondo perduto, eliminando il finanziamento da rimborsare, ed è strutturata in due parti:
- Un voucher di avvio fino a 40.000 euro (o 50.000 con maggiorazioni per investimenti green/digital).
- Un contributo a fondo perduto per programmi di investimento più strutturati (fino al 75% per investimenti fino a 120.000 euro).
Il programma include anche un percorso di tutoring obbligatorio per supportare i beneficiari.
Contratti di sviluppo
Il Contratto di Sviluppo è il principale strumento agevolativo dedicato al sostegno di programmi di investimento di grandi dimensioni, con soglie minime di 20 milioni di euro (ridotte a 7,5 milioni per alcuni settori come il turismo o l’agroindustria). consente di finanziare una vasta gamma di iniziative, offrendo agevolazioni finanziarie mirate che possono includere contributi a fondo perduto in conto impianti, contributi a fondo perduto alla spesa, finanziamenti agevolati e contributi in conto interessi.
A differenze di altre misure presenti in questo elenco, non è un bando unico, ma uno strumento quadro che opera tramite sportelli tematici (es. Sostenibilità, Semiconduttori) che hanno finestre di apertura e chiusura specifiche. È quindi fondamentale verificare sul sito di Invitalia quale sportello sia attivo e pertinente al proprio settore prima di avviare qualsiasi procedura.
Conto Termico 3.0
Il Conto Termico 3.0 è il meccanismo incentivante statale dedicato al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili. È disciplinato dal decreto MASE del 7 agosto 2025, ed è operativo per le domande presentate al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) a partire dal 25 dicembre 2025. Il contributo del Conto Termico 3.0 viene erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario, in un’unica soluzione per importi fino a 15.000 euro.
L’incentivo copre fino al 65% delle spese ammissibili, con percentuali che possono salire fino al 100% per alcuni edifici pubblici. Sono finanziabili interventi di isolamento termico, sostituzione di infissi, installazione di pompe di calore, sistemi ibridi e bivalenti, generatori a biomassa, solare termico e impianti fotovoltaici se abbinati alla sostituzione dell’impianto termico.
Cultura Cresce
Il bando Cultura Cresce è il nuovo incentivo dedicato alle imprese culturali e creative del Mezzogiorno, promosso dal Ministero della Cultura e gestito da Invitalia. È rivolto a micro, piccole e medie imprese del settore con sede operativa in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
L’agevolazione si articola su tre capi distinti, in base alla tipologia di beneficiario:
- Capo A – imprese culturali e creative consolidate (operative da oltre 5 anni);
- Capo B – nuove imprese culturali e creative (operative da non oltre 5 anni o in fase di costituzione, anche persone fisiche che intendano avviare un’attività);
- Capo C – imprese sociali ed enti del Terzo settore (operativi da almeno 2 anni).
L’incentivo è composto da un mix di contributi a fondo perduto e finanziamento a tasso zero della durata di 10 anni:
- per i Capi A e B: 30% a fondo perduto + 50% di finanziamento a tasso zero (fino all’80% delle spese ammissibili);
- per il Capo C: 40% a fondo perduto + 40% di finanziamento a tasso zero (fino all’80% delle spese ammissibili).
Gli importi massimi di investimento agevolabili sono di 2,5 milioni di euro per i Capi A e B e di 500.000 euro per il Capo C. Al sostegno economico si aggiungono servizi di tutoring forniti da Invitalia.
Bandi regionali a fondo perduto
Ai bandi nazionali si aggiungono numerose iniziative di finanziamento a fondo perduto sviluppate a livello regionale, spesso allineate con le strategie di sviluppo territoriale.
I bandi regionali sono gestiti dalle singole Regioni e mirano a sostenere lo sviluppo locale. Questi bandi possono variare notevolmente da regione a regione e spesso si concentrano su specifici settori o aree territoriali. Tra i principali fondi regionali troviamo:
- POR (Programmi operativi regionali): programmi finanziati dai fondi FESR e FSE a livello regionale.
- PSR (Programmi di sviluppo rurale): programmi per sostenere lo sviluppo del settore agricolo e rurale.
Bandi Europei a fondo perduto 2025-2026
Parallelamente l’Unione Europea offre programmi di finanziamento di ampio respiro, come:
- Horizon Europe: per progetti di ricerca e innovazione;
- EIC Accelerator: per startup e PMI ad alto contenuto innovativo, con grant fino a 2,5 milioni di euro abbinati a investimenti in equity;
- Single Market Programme (pilastro COSME): per la competitività e l’internazionalizzazione delle PMI;
- Digital Europe Programme: per progetti su calcolo ad alte prestazioni, cybersicurezza e intelligenza artificiale;
- LIFE: per iniziative ambientali e climatiche;
- Creative Europe: per i settori culturali e audiovisivi.
Per le loro peculiarità, la partecipazione a bandi regionali ed europei richiede una profonda conoscenza delle dinamiche territoriali e delle priorità di policy comunitarie. Prima di presentare domanda è quindi sempre consigliato interpellare un professionista del settore, altrimenti il rischio di veder rigettare la richiesta è molto alto.
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Contributi a fondo perduto 2025-2026: principali settori e attività finanziabili
Come già accennato, i contributi a fondo perduto sono destinati principalmente a imprese che operano in settori strategici e/o territori svantaggiati. In particolare, negli ultimi mesi il focus è principalmente su innovazione, ricerca, sostenibilità ambientale e modelli di economia circolare. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i settori più interessanti in questo senso.
Contributi a fondo perduto 2025-2026 per innovazione e ricerca
Il settore dell’innovazione e della ricerca gode di particolare attenzione nell’ambito dei finanziamenti a fondo perduto. Le attività finanziabili in questo ambito includono:
- Sviluppo di nuovi prodotti e servizi;
- Implementazione di processi produttivi innovativi;
- Progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale;
- Collaborazioni tra imprese e centri di ricerca.
L’accesso a questi finanziamenti è generalmente subordinato ad una chiara dimostrazione del potenziale innovativo e dell’impatto sul mercato dei progetti proposti.
Bandi a fondo perduto 2025-2026 per l’internazionalizzazione
Ormai da alcuni anni anche l’internazionalizzazione rappresenta una leva strategica per la crescita delle imprese italiane. Molti bandi a fondo perduto offrono opportunità di finanziamento per sostenere le aziende che intendono espandere il proprio business sui mercati esteri. Generalmente le spese considerate ammissibili sono:
- Partecipazione a fiere internazionali;
- Missioni commerciali all’estero;
- Apertura di filiali e uffici all’estero;
- Studi di fattibilità per l’esportazione;
- Consulenza per l’internazionalizzazione.
Finanziamenti a fondo perduto 2025-2026 per la formazione e l’acquisizione di competenze
Nel 2026 la formazione continua del personale è diventata un pilastro per la competitività delle imprese. Per questo molti bandi con contributi a fondo perduto offrono agevolazioni per sostenere la formazione e l’acquisizione di nuove competenze da parte dei dipendenti. Questi finanziamenti possono coprire diverse tipologie di attività:
- Corsi di aggiornamento professionale;
- Workshop e seminari;
- Certificazioni professionali;
- Formazione continua obbligatoria;
- Formazione per l’innovazione.
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Bandi a fondo perduto 2025-2026 per sviluppo sostenibile e green economy
In linea con gli obiettivi globali di sostenibilità, sempre più bandi sono orientati al finanziamento di progetti nel campo della green economy:
- Efficientamento energetico degli edifici industriali;
- Sviluppo di tecnologie per le energie rinnovabili;
- Implementazione di modelli di economia circolare;
- Progetti di mobilità sostenibile.
Per accedere a questi finanziamenti le imprese devono presentare progetti con una forte componente di innovazione tecnologica, unita a un impatto ambientale positivo e misurabile.
Bandi a fondo perduto 2025-2026 per l’Intelligenza Artificiale (AI)
L’Intelligenza Artificiale è un settore strategico in piena accelerazione, considerato fondamentale per la competitività di startup e PMI. Per questo, sono stati attivati numerosi bandi a livello nazionale ed europeo per sostenere lo sviluppo di progetti innovativi, con finanziamenti che possono coprire fino al 100% delle spese. Le attività finanziabili includono:
- Sviluppo di soluzioni basate su IA generativa e predittiva.
- Integrazione di sistemi AI per l’ottimizzazione delle risorse energetiche e la transizione verde (Green Deal).
- Creazione di applicazioni sanitarie basate su AI per screening, diagnosi e cure personalizzate.
- Sviluppo di soluzioni innovative in ambito Cloud, Edge computing e Internet of Things (IoT).
- Utilizzo di infrastrutture di supercalcolo (HPC) per lo sviluppo di modelli di IA complessi.
Per accedere a questi fondi è spesso richiesto di dimostrare l’impatto strategico del progetto e, nel caso di bandi europei, la partecipazione a consorzi internazionali.
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FAQ: cosa sapere sui finanziamenti a fondo perduto 2025-2026
Cos’è un finanziamento a fondo perduto?
Il finanziamento a fondo perduto (noto anche come contributo a fondo perduto) è un prestito che non prevede rimborso da parte del beneficiario. In altre parole, il denaro è concesso senza vincoli di restituzione: non è necessario rimborsare il capitale, non sono applicati interessi né spese di altro tipo.
Cosa significa contributo a fondo perduto?
L’espressione “contributo a fondo perduto” indica un’erogazione di denaro pubblico che il beneficiario non è tenuto a restituire. Si parla di “fondo perduto” perché, dal punto di vista dell’ente erogatore, una volta concesso il contributo non rientra nelle casse pubbliche né come capitale né come interessi. Per l’impresa che lo riceve si traduce in liquidità netta, vincolata solo all’effettiva realizzazione del progetto presentato e al rispetto degli obblighi indicati nel bando di riferimento (mantenimento dei livelli occupazionali, conservazione dei beni acquistati, rendicontazione delle spese).
Quali sono i contributi europei a fondo perduto 2026?
I principali contributi europei a fondo perduto attivi nel 2026 sono erogati attraverso i programmi a gestione diretta dell’Unione Europea. Tra i più rilevanti per le imprese italiane figurano Horizon Europe (ricerca e innovazione), EIC Accelerator (startup e PMI deep-tech, con grant fino a 2,5 milioni di euro), Digital Europe Programme (calcolo ad alte prestazioni, cybersicurezza, IA), LIFE (ambiente e clima) e Creative Europe (settori culturali e audiovisivi).
A questi si affiancano i fondi strutturali a gestione condivisa (FESR e FSE+), erogati a livello regionale tramite i POR. Per una mappa operativa di tutti i fondi europei e PNRR a fondo perduto disponibili nel 2026, è possibile consultare la guida dedicata di Golden Group Fondi europei a fondo perduto e PNRR 2026.
Chi può richiedere un prestito a fondo perduto?
I finanziamenti a fondo perduto sono rivolti a persone fisiche e giuridiche. Nella maggior parte dei casi, sono destinati a imprese già avviate e soggetti che desiderano aprire un’attività. A seconda dell’ente di competenza, del progetto a cui fanno riferimento e delle condizioni socio-economiche del momento, possiamo inoltre individuare:
- bandi per imprese femminili e/o composte principalmente da giovani;
- bandi per imprese in difficoltà, individuate per settore o area geografica (come nel caso degli incentivi destinati al Sud Italia).
A chi chiedere un finanziamento a fondo perduto nel 2026?
I bandi per la concessione di contributi a fondo perduto sono erogati da enti pubblici di respiro comunitario, nazionale e locale. È quindi possibile reperire finanziamenti a fondo perduto da:
- Enti Europei;
- Ministeri italiani;
- Invitalia;
- Regioni;
- Comuni;
- Camere di Commercio.
Cosa succede se la domanda viene respinta?
Poiché ogni programma di supporto alle imprese prevede fondi limitati, è possibile che la richiesta presentata dall’azienda sia respinta per indisponibilità delle risorse. A questo scenario si aggiunge quello in cui il richiedente non possiede tutti i requisiti effettivamente necessari per ottenere il contributo richiesto.
In entrambi i casi, il rifiuto della domanda di finanziamento a fondo perduto non determina costi per il richiedente, né lo penalizza per l’accesso ad eventuali altri bandi.
Come rimanere aggiornati sui nuovi bandi a fondo perduto 2026?
Per rimanere aggiornati sulle nuove opportunità di bandi a fondo perduto 2026 è consigliabile consultare blog dedicati alla finanza agevolata (come quello di Golden Group) e portali istituzionali come i siti dei principali ministeri e la piattaforma Incentivi.gov.it.
Qual è la differenza tra un prestito e un finanziamento a fondo perduto?
Il prestito prevede il rimborso del denaro ottenuto, mentre questo non è contemplato dal finanziamento a fondo perduto. Questo secondo prodotto infatti non rientra nella categoria dei comuni finanziamenti, ma è un aiuto economico concesso senza obbligo di restituzione.
Inoltre, il finanziamento a fondo perduto non prevede costi per il beneficiario, mentre il prestito comporta interessi e spese di gestione.
Quali requisiti ci sono per ottenere un contributo a fondo perduto 2026?
La concessione dei contributi a fondo perduto passa dalla soddisfazione dei requisiti indicati dal bando di riferimento. Non esistono regole fisse, poiché le caratteristiche dei beneficiari designati dipendono dal programma di finanziamento specifico.
Di regola non sono richieste garanzie reali né patrimoniali, ma il beneficiario potrebbe dover rispettare alcuni obblighi. Ad esempio l’impresa che riceve il finanziamento a fondo perduto potrebbe dover mantenere i livelli occupazionali o impegnarsi ad affrontare uno specifico investimento.
Quali sono i documenti da presentare?
Proprio come per i requisiti, i documenti da presentare nella domanda di finanziamento a fondo perduto variano in funzione delle richieste del bando. Solitamente sono richiesti:
- la documentazione legale dell’impresa;
- un business plan dettagliato;
- una descrizione del progetto per cui si richiede il finanziamento a fondo perduto.
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Come si presenta la domanda per un prestito a fondo perduto 2026?
Nel 2026 la presentazione delle domande per i contributi a fondo perduto avviene generalmente online tramite le piattaforme dedicate dell’ente erogatore o via PEC. In ogni caso, le modalità di presentazione della richiesta sono indicate nel bando di riferimento e sono le uniche accettate. Non sono perciò considerate domande inoltrate all’amministrazione di competenza tramite canali di comunicazione diversi da quelli indicati nel bando.
Come viene valutata la domanda di contributo a fondo perduto?
I criteri per la valutazione delle domande e la formazione dell’eventuale graduatoria variano in funzione di quanto stabilito dal progetto di riferimento. Non esiste quindi una regola univoca o un parametro oggettivo sempre applicato.
L’unica costante è il principio di aderenza alle finalità del bando: più il progetto risponde agli obiettivi della misura, più è alto il punteggio assegnato. Generalmente concorrono ad un buon posizionamento in graduatoria anche la fattibilità tecnica del progetto, la completezza e la qualità della documentazione presentata.
Esistono fondi europei a fondo perduto per piccole imprese?
Sì. Le piccole e medie imprese italiane possono accedere a fondi europei a fondo perduto attraverso diversi canali. Il più mirato è l’EIC Accelerator, dedicato alle PMI con tecnologie ad alto potenziale: combina sovvenzione e investimento in equity. A livello di competitività e accesso ai mercati esteri, il pilastro COSME del Single Market Programme finanzia attività di internazionalizzazione, partecipazione a fiere, sviluppo di reti e cluster.
Sul fronte sostenibilità e digitalizzazione, le PMI possono partecipare ai bandi di LIFE e Digital Europe Programme. A queste opportunità si sommano i bandi a fondo perduto erogati dalle Regioni con risorse FESR e FSE+, generalmente più accessibili alle micro e piccole imprese che ai grandi gruppi.
Posso ottenere un contributo a fondo perduto per l’efficienza energetica?
Sì. Lo strumento principale è il Conto Termico 3.0. La misura copre fino al 65% delle spese ammissibili (fino al 100% per alcuni edifici della Pubblica Amministrazione) per interventi di isolamento termico, sostituzione di infissi, installazione di pompe di calore, eccetera. Il contributo è erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario. A questa misura si affiancano i bandi regionali e i programmi europei (in particolare LIFE) dedicati alla transizione energetica.
Quali sono le scadenze dei bandi a fondo perduto 2026?
Le scadenze variano a seconda del bando. Al momento della pubblicazione viene specificata la data entro la quale sono accettate le domande di finanziamento. Ma in alcun casi i bandi per la concessione di finanziamenti a fondo perduto stabiliscono solo la data di apertura, poiché la finestra di presentazione delle domande viene automaticamente chiusa con l’esaurimento dei fondi. Quando si analizza un bando è quindi fondamentale controllare le date di chiusura.
Cosa succede se il beneficiario non rispetta gli impegni assunti?
Spesso i bandi a fondo perduto prevedono che il beneficiario utilizzi le somme erogate per effettuare investimenti, attivare progetti, eccetera. Nel caso in cui questi obblighi non siano rispettati, potrebbe essere richiesta la restituzione degli importi erogati. Situazioni di questo genere possono portare anche all’applicazione di sanzioni.
Cosa succede se il progetto fallisce?
I contributi a fondo perduto sono erogati a fronte della presentazione di business plan dettagliati affinché vengano effettivamente corrisposti ad aziende in grado di realizzare il progetto previsto. Può però accadere che il progetto fallisca.
In questo caso, non vi è obbligo per l’azienda o la persona fisica beneficiaria di restituire il denaro. Ma potrebbero essere applicate delle limitazioni qualora lo stesso soggetto desideri partecipare a programmi di finanziamento futuri. In altre parole, chi fa fallire un progetto per cui ha ottenuto finanziamenti a fondo perduto potrebbe essere escluso dagli altri bandi di finanza agevolata.
Come viene erogato il contributo?
L’erogazione dei finanziamenti a fondo perduto avviene con accredito diretto sul conto corrente bancario. In alcuni casi, il contributo è corrisposto in forma di voucher.
A quanto ammonta l’importo massimo erogabile?
Non esiste una regola fissa. L’importo massimo erogabile tramite un bando a fondo perduto dipende dalle direttive del progetto di riferimento e da quanto stabilito all’interno del bando stesso. In linea di massima, l’importo che la singola azienda può richiedere va da qualche migliaio di euro a diversi milioni.
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Cosa succede dopo l’erogazione del finanziamento?
Una volta ricevuta la somma, il beneficiario del finanziamento a fondo perduto deve utilizzarla per gli scopi previsti dal bando. Alcuni progetti di finanziamento richiedono la presentazione di report periodici utili a dimostrare l’effettivo impiego delle somme e l’avanzamento del progetto.
I contributi a fondo perduto 2026 sono cumulabili con altre agevolazioni o finanziamenti?
La cumulabilità delle agevolazioni pubbliche dipende dalle caratteristiche dei singoli bandi e progetti. È perciò necessario verificare nel dettaglio caso per caso. Quanto alla presenza di finanziamenti afferenti al tradizionale circuito bancario, non vi sono ostacoli particolari, a meno che non vi sia una specifica indicazione nel bando di riferimento.
Quanto tempo serve per ottenere un finanziamento a fondo perduto?
L’iter di richiesta di un contributo a fondo perduto impegna l’impresa per un lasso di tempo piuttosto lungo. Dall’individuazione del bando alla presentazione della domanda trascorrono solitamente diverse settimane, durante le quali si valutano le effettive possibilità dell’impresa di ottenere il contributo, si reperiscono i documenti necessari e si procede con l’inoltro dell’istanza.
I tempi di gestione dell’iter da parte dell’ente erogatore variano da alcune settimane a diversi mesi, a seconda del tipo di contributo e dell’entità del progetto. Non è quindi possibile fissare uno standard preciso in termini di tempistiche.
In ogni caso, per ridurre al minimo i tempi è sempre consigliabile ricorrere al supporto di professionisti della finanza agevolata. Solo potendo contare su un team di professionisti del settore si ha la certezza di reperire tutta la documentazione necessaria e inoltrare la richiesta completa all’interno della finestra temporale.
Non perdere l’occasione di ottenere un finanziamento a fondo perduto per la tua azienda: compila subito il modulo sottostante per richiedere una consulenza personalizzata con i nostri esperti di finanza agevolata. La nostra professionalità al servizio della tua impresa!

Martina Moretti
Martina è la copywriter e content writer specializzata nel settore finance che cura il blog di Golden Group.
Il suo percorso nel digital marketing inizia nel 2015, quando si confronta per la prima volta con la scrittura e con i temi del mondo finance. Da allora è verticale sui testi SEO oriented.
Sempre in cerca di sfide, ha scritto per progetti di grandi e piccole dimensioni affrontando le molte declinazioni del mondo del credito e della finanza, tra cui prestiti personali, mutui, risparmio gestito, ETF, trading, fondi di investimento, contributi a fondo perduto, bandi europei.
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