Bonus carburanti agricoli: aperte le domande per gli acquisti di giugno–ottobre 2026
| Stato | Aperto |
| Ente | AGEA, per la gestione delle domande e l’erogazione del contributo. |
| Cosa finanzia | Acquisti di carburante dal 1° giugno al 15 ottobre 2026 per l’attività agricola. |
| Chi può accedere | Imprese agricole in Italia in possesso dei requisiti dell’articolo 8-ter del DL 27 marzo 2026, n. 38. |
| Quanto | 20% dei costi ammissibili, fino a 45 centesimi per litro. Limite complessivo di 50.000 euro per impresa per gli aiuti della sezione 2.1, incluso il credito marzo–maggio. Importi riducibili se le richieste superano i 60 milioni disponibili. |
| Entro quando | Domande dal 28 ottobre al 20 novembre 2026, in via telematica sul portale SIAN. |
Le imprese agricole possono presentare domanda per il bonus carburanti agricoli introdotto dal DL 23 ottobre 2026, n. 193. Lo sportello AGEA è aperto dal 28 ottobre 2026: il sostegno riguarda i maggiori costi del carburante sostenuti nel periodo estivo e fino a metà ottobre.
La misura copre il periodo successivo a quello del credito d’imposta gasolio agricolo per marzo–maggio. Il nuovo aiuto viene erogato sul conto corrente dell’impresa; i due benefici concorrono al medesimo limite complessivo previsto dal quadro degli aiuti di Stato.
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A chi spetta il bonus carburanti agricoli
Possono accedere le imprese agricole in possesso dei requisiti richiamati dall’articolo 8-ter del DL 27 marzo 2026, n. 38. Il contributo è destinato a sostenere la liquidità e la continuità operativa delle imprese interessate dall’aumento dei costi del carburante.
Spese ammesse e importo
Il sostegno assume la forma di un contributo a fondo perduto calcolato sul 20% dei costi ammissibili per il carburante acquistato dal 1° giugno al 15 ottobre 2026. Il contributo non può superare 45 centesimi di euro per ciascun litro.
Il calcolo considera la spesa al netto dell’IVA per gasolio e benzina. La percentuale e il limite per litro operano insieme: non sono due agevolazioni da sommare.
La dotazione è di 60 milioni di euro per il 2026. Se le richieste ammissibili superano le risorse disponibili, AGEA ridetermina gli importi per rispettare lo stanziamento. L’importo calcolato in base alla spesa non è quindi garantito integralmente.
Limite per impresa e cumulo
Gli aiuti sono concessi nell’ambito del regime SA.123714 (2026/N), notificato dal MASAF alla Commissione europea e riferito alla sezione 2.1 del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente.
Il totale nominale degli aiuti concessi a ciascuna impresa ai sensi di questa sezione non può superare 50.000 euro. Nel limite rientra anche il credito già ottenuto per gli acquisti di carburante di marzo–maggio: il nuovo contributo si aggiunge a quell’importo soltanto entro la soglia complessiva.
Il tetto di 50.000 euro non rappresenta dunque un ulteriore importo interamente disponibile per ogni richiedente. La quota utilizzabile dipende dagli altri aiuti già concessi alla stessa impresa nell’ambito della sezione 2.1.
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Come presentare la domanda
Le domande si presentano dal 28 ottobre al 20 novembre 2026 sul portale SIAN, esclusivamente in via telematica. L’invio può essere effettuato direttamente dall’impresa oppure tramite il CAA mandatario.
Pagamento e trattamento fiscale
AGEA eroga il contributo mediante accredito diretto sul conto corrente bancario o postale abbinato al fascicolo aziendale del beneficiario.
Il contributo non concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini delle imposte sui redditi né al valore della produzione ai fini IRAP.
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Fonti: AGEA, istruzioni operative n. 91 del 27 ottobre 2026.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Credito d’imposta autotrasporto: disponibile il codice tributo per la compensazione
Il credito d’imposta autotrasporto per gli acquisti di gasolio effettuati da marzo ad agosto 2026 può essere utilizzato in compensazione con il codice tributo 7082, istituito dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 40 del 26 ottobre 2026. Il termine per utilizzare il credito è il 31 dicembre 2026.
La fruizione avviene sulla base dell’elenco dei beneficiari trasmesso dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) all’Agenzia delle Entrate. Ciascuna impresa deve verificare nel proprio cassetto fiscale l’ammontare effettivamente utilizzabile: l’annuncio dell’avvio delle erogazioni non significa che il credito sia già disponibile per tutti.
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Come si utilizza il credito riconosciuto
La risoluzione dell’Agenzia precisa che la compensazione avviene esclusivamente tramite modello F24, presentato attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Il ricorso a modalità diverse comporta il rifiuto dell’operazione.
Il codice 7082 va indicato nella sezione “Erario”, nella colonna “importi a credito compensati”. Nel campo “anno di riferimento” si riporta l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”, indicato nel cassetto fiscale. In caso di restituzione dell’agevolazione, lo stesso codice si espone nella colonna “importi a debito versati”.
L’Agenzia verifica che il contribuente sia presente nell’elenco dei beneficiari trasmesso dal MIT e che l’importo utilizzato non superi quello riconosciuto, tenendo conto anche di successive variazioni o revoche. In caso contrario, il modello F24 viene scartato.
Le anticipazioni sulle risorse per il settore
Qualche giorno fa è arrivato inoltre l’annuncio di 480 milioni di euro destinati al credito d’imposta per gli acquisti fino ad agosto, per i quali le domande sono state presentate fino al 20 settembre 2026. L’annuncio sulle risorse va distinto dall’importo riconosciuto a ciascun beneficiario.
Per gli acquisti di settembre e ottobre, sono previste risorse da inserire in un nuovo decreto e un utilizzo del credito nel 2027, indicando come ancora da definire risorse definitive, modalità di accesso e tempistiche. Queste anticipazioni non costituiscono un calendario di apertura delle domande.
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Fonti: FiscoOggi

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Regione Lazio: in arrivo il Voucher Internazionalizzazione PMI 2027
La Regione Lazio ha annunciato il Voucher Internazionalizzazione PMI 2027, con una dotazione di 15 milioni di euro per sostenere le piccole e medie imprese nella partecipazione a fiere internazionali. Il contributo previsto è di 15.240 euro per ciascuna fiera, fino a 45.720 euro per impresa. L’avviso è di prossima pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regionale.
Dopo il Voucher Internazionalizzazione PMI 2026, la nuova edizione sostiene la partecipazione alle fiere internazionali che devono iniziare e concludersi nel 2027. Ogni impresa può presentare un solo progetto, in forma singola, per partecipare a un massimo di tre fiere internazionali business to business (B2B).
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Chi può accedere al Voucher Internazionalizzazione PMI 2027
La misura è destinata alle PMI iscritte al Registro delle imprese italiano, con una sede operativa attiva nel Lazio. La partecipazione alle fiere deve promuovere l’attività svolta nelle sedi operative regionali e non riguardare attività escluse dall’avviso. Restano necessari i requisiti generali di ammissibilità.
Fiere e modalità di partecipazione
Sono ammesse le fiere internazionali tra imprese che si svolgono all’estero oppure in Italia, fuori dal Lazio. Per gli eventi italiani è richiesta la qualifica di internazionale nel calendario fieristico nazionale relativo al 2027, vigente all’ultima data utile per presentare domanda.
Ogni beneficiaria deve partecipare con un proprio spazio espositivo fisico, sulla base di un contratto diretto con l’organizzatore. Per le fiere all’estero è possibile rivolgersi ad agenzie locali specializzate. Sono escluse la partecipazione tramite intermediari italiani e quella in spazi collettivi, anche quando una parte dello spazio è riservata all’impresa.
Importo del contributo
Il voucher è un contributo a fondo perduto concesso in regime di de minimis. L’importo di 15.240 euro per singola fiera comprende:
- 12.700 euro come somma forfettaria per la partecipazione;
- 2.540 euro per i costi diretti del personale, calcolati applicando un tasso forfettario del 20% alla somma di 12.700 euro
Per un progetto con tre fiere, il contributo massimo complessivo previsto è quindi di 45.720 euro. Il sistema forfettario non richiede la rendicontazione analitica delle singole spese; resta obbligatorio documentare l’effettiva partecipazione agli eventi finanziati.
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Come saranno valutate le domande
La selezione avverrà attraverso una graduatoria basata sui punteggi dichiarati, in alternativa al click day. La scheda sintetica prevede i seguenti criteri:
- rapporto tra fatturato estero e fatturato totale: fino a 40 punti, con il massimo in corrispondenza del 20% e punteggi inferiori per valori più alti o più bassi;
- numero di addetti dell’impresa: fino a 20 punti, con il massimo per 10 addetti e punteggi inferiori per valori più alti o più bassi;
- contributi nelle precedenti edizioni: fino a 15 punti, con il massimo per chi non ha ottenuto contributi nelle tre edizioni precedenti;
- articolazione del progetto fieristico: fino a 10 punti, premiando la partecipazione a più fiere e prevedendo una premialità per gli eventi all’estero;
- certificazione di parità di genere: 5 punti;
- qualifica di impresa giovanile: 5 punti;
- certificazioni di sostenibilità ambientale: 5 punti per il possesso di almeno una certificazione.
Le condizioni relative a parità di genere, impresa giovanile e sostenibilità ambientale devono essere possedute alla data della domanda. L’invio delle domande è previsto tramite GeCoWEB Plus; le date di apertura e chiusura non sono ancora indicate nella documentazione disponibile.
Erogazione e documenti
Il contributo sarà erogato a saldo in un’unica soluzione. La richiesta deve essere presentata entro 30 giorni dalla conclusione dell’ultima fiera approvata. Se la fiera termina prima della concessione dell’agevolazione, il termine decorre dalla data di concessione.
La richiesta viene prodotta da GeCoWEB Plus dopo il caricamento della documentazione prevista:
- dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante la partecipazione alle fiere approvate e l’assenza di altri finanziamenti pubblici;
- contratto dello spazio espositivo con l’organizzatore o, per le fiere estere, con l’agenzia locale specializzata, accompagnato in quest’ultimo caso dal profilo dell’agenzia;
- relazione descrittiva della partecipazione alle fiere;
- documentazione fotografica o video dello spazio espositivo e del materiale promozionale distribuito.
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Fonte: Regione Lazio – Lazio Innova

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
AI e lavoro, riprogettare i processi per ottenere risultati
Una persona può completare un compito più rapidamente senza che l’azienda lavori meglio. È il problema al centro dell’analisi di Cinzia Ciacia (sociologa e docente presso l'Università di Roma Tor Vergata) recentemente pubblicata su Agenda Digitale: per ottenere risultati organizzativi dall’AI servono processi e responsabilità ripensati.
Per capire se l’investimento ha senso, conviene partire dal lavoro che si vuole migliorare. Un obiettivo chiaro, come ridurre il tempo necessario a rispondere correttamente a un cliente, consente di discutere attività precise. Una formula generica come introdurre l’AI lascia invece aperto il risultato atteso. Definire il problema aziendale quindi permette di valutare lo strumento rispetto a un’esigenza riconoscibile anche da chi non possiede competenze tecniche specialistiche.
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AI e lavoro oltre il numero di utilizzatori
Secondo i dati Istat riportati nell’articolo, nel 2025, fra le imprese con almeno 10 addetti che utilizzavano l’AI, il 33,4% dichiarava di non avere uno specifico obiettivo aziendale. La diffusione dell’AI nelle imprese va quindi distinta dai risultati ottenuti. Si immagini un ufficio che produce più velocemente le risposte ai clienti, mentre l’approvazione resta affidata a una persona già sovraccarica. Il tempo risparmiato nella stesura potrebbe diventare tempo di attesa nella fase successiva. Per valutare quel progetto, andrebbe misurato l’intero percorso della richiesta, dall’arrivo alla risposta verificata, anziché fermarsi ai minuti necessari per scrivere una bozza.
Nell’esempio, una prima verifica potrebbe ricostruire il percorso di alcune richieste: chi le riceve, quali informazioni cerca e a chi consegna la risposta per l’approvazione. Questo permetterebbe di individuare il punto sul quale intervenire. Se l’attesa dipendesse da informazioni mancanti, accelerare la scrittura lascerebbe irrisolta quella difficoltà. La scelta dell’attività da automatizzare dovrebbe quindi seguire l’esame del lavoro effettivo, coinvolgendo le persone che ne conoscono i passaggi.
La prova potrebbe riguardare inizialmente un tipo di richiesta ben definito. È utile inoltre confrontare casi simili e concordare che cosa significa una risposta corretta, prima di valutarne la velocità. Il gruppo di lavoro avrebbe così un criterio condiviso di qualità. Seguendo questo approccio una bozza rapida ma incompleta e una risposta pronta per essere inviata non verrebbero considerate lo stesso risultato soltanto perché entrambe contengono del testo.
AI e lavoro con responsabilità definite
La questione diventa più evidente con gli agenti, ai quali si possono delegare sequenze di attività. L’analisi sottolinea la necessità di stabilire chi decide e chi verifica, quali margini di autonomia siano ammessi e quando debba intervenire una persona.
Nell’adozione dell’AI nelle PMI, una prova utile potrebbe riguardare proprio un’eccezione. Se il sistema incontra una richiesta incompleta, deve fermarsi, chiedere informazioni o procedere? Formulare questa domanda prima dell’avvio costringe a rendere esplicita la procedura. Consente inoltre di discutere un caso comprensibile a chi svolge il lavoro, invece di affidarsi a una promessa generica di automazione.
Per lo stesso caso, occorre stabilire chi riceve la richiesta sospesa e quali informazioni gli servono per decidere. L’indicazione dovrebbe essere abbastanza precisa da permettere a una persona di intervenire senza ricominciare l’intera analisi. Definire il passaggio dal sistema alla persona aiuterebbe a verificare se l’automazione è davvero inserita nel processo o se lascia al personale il compito di ricostruire ogni volta quanto è accaduto.
Durante la sperimentazione, è utile annotare le eccezioni incontrate e discuterle con chi approva le risposte. Se ricorresse spesso la stessa difficoltà, il gruppo potrebbe valutare se modificare la procedura o restringere le attività affidate al sistema. Il confronto sui casi concreti darebbe così una base alla decisione. Estendere l’utilizzo dell’AI avrebbe senso dopo aver chiarito come gestire i problemi emersi nella prova iniziale.
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Che cosa misurare nel progetto
La dottoressa Ciacia richiama anche i rischi di sovraccarico e perdita di competenze. La formazione deve aiutare le persone a comprendere il lavoro modificato dall’AI e a valutare ciò che il sistema produce, oltre a insegnare l’uso dello strumento.
Per valutare un investimento nell’intelligenza artificiale nei processi aziendali, è utile confrontare il lavoro concluso prima e dopo la sperimentazione, includendo le correzioni e il tempo di chi controlla. Se il vantaggio scompare aggiungendo queste attività, il progetto richiede una revisione. Questa misura del risultato complessivo permette di decidere se estendere l’impiego dell’AI o correggerne l’organizzazione.
Il confronto va esteso a chi usa e verifica lo strumento. Nell’ufficio dell’esempio, si potrebbe chiedere quali correzioni sono frequenti e quali risposte richiedono più attenzione. Queste informazioni aiuterebbero a scegliere gli argomenti della formazione. Una formazione legata al lavoro potrebbe partire proprio da una risposta da correggere, chiedendo alle persone di spiegare che cosa manca e perché quel contenuto non è ancora pronto per il cliente.
Al termine della prova, occorre decidere sulla base dei risultati osservati. Se il beneficio riguardasse solo alcune richieste, si potrebbe mantenere l’AI in quell’ambito e proseguire la verifica sugli altri. Se emergesse un problema nella fase di approvazione, sarebbe lì che andrebbe valutato il cambiamento. Estendere solo gli impieghi verificati consentirebbe di motivare l’investimento attraverso il lavoro migliorato, dando anche al personale una spiegazione chiara delle scelte compiute.
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Fonte: Agenda Digitale

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
Iperammortamento 2026, aperte le comunicazioni di completamento
Dalle ore 12:00 del 15 ottobre 2026 è possibile inviare al Gestore dei servizi energetici (GSE) le comunicazioni di completamento degli investimenti per il nuovo Iperammortamento 2026. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha attivato questa fase della procedura con il decreto direttoriale del 14 ottobre 2026, nell’ambito del Nuovo Piano Transizione 5.0.
Nel percorso delle comunicazioni per l’Iperammortamento, possono ora procedere le imprese che hanno già ricevuto esito positivo della conferma e concluso gli investimenti. La nuova comunicazione serve ad attestare il completamento e a trasmettere la documentazione prevista.
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Chi può comunicare il completamento per l’Iperammortamento 2026
L’invio riguarda le imprese per le quali la precedente comunicazione di conferma dell’investimento ha avuto esito positivo. La comunicazione di completamento deve essere presentata una volta conclusi gli investimenti: l’apertura della funzionalità sul portale non sostituisce questo requisito.
Termine e modalità di invio
La scadenza per la trasmissione è fissata al 15 novembre 2028. Le imprese devono inviare la comunicazione dopo la conclusione degli investimenti e, in ogni caso, entro questo termine.
La presentazione avviene esclusivamente attraverso il portale GSE, nella sezione Area Clienti, accessibile tramite SPID. Per la compilazione occorre utilizzare i modelli e le istruzioni messi a disposizione nella sezione dedicata alla misura.
Documentazione richiesta
La comunicazione deve riportare i dati delle spese agevolabili e le attestazioni richieste. In particolare, devono essere indicati:
- gli estremi delle fatture relative ai costi agevolabili;
- le attestazioni sul possesso della perizia tecnica asseverata;
- le attestazioni sul possesso della certificazione contabile richiesta;
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Vincoli su beni e importi
La comunicazione di completamento deve rispettare quanto indicato nella precedente comunicazione di conferma. Non può riguardare beni diversi né riportare importi superiori a quelli già confermati.
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Fonte: MIMIT

Martina Moretti
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