Incentivi per le imprese: le linee di intervento nel DEF (documento di economia e finanza)

Credito d’imposta alla ricerca e sviluppo senza limitazioni, potenziamento del Fondo di garanzia per le PMI con ulteriori 500 milioni di euro, un fondo da 200 milioni di euro favorirà lo spostamento degli impianti industriali pesanti dai centri abitati. Sono queste alcune delle misure in tema di incentivi alle imprese che vengono rilanciate dal Piano nazionale delle riforme contenuto nel Documento di economia e finanza 2014.
Altri 200 milioni di euro consentiranno di rifinanziare il regime agevolato per le reti di impresa e sarà rifinanziato anche l’Aiuto crescita economica (Ace). Saranno inoltre introdotti particolari incentivi per il comparto agroalimentare. Il piano fornisce anche dei tempi di attuazione per ciascuna misura, principalmente previsti entro la fine del 2014.

Potenziamento dei bonus fiscali
Il Piano prevede il potenziamento ed estensione del credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca & Sviluppo, superando l’attuale impostazione incrementale. L’attuale bonus ricerca, approvato ma ancora non operativo, è previsto nella misura pari al 50% degli incrementi annuali di spesa nel settore ricerca e sviluppo, registrati in ciascuno dei periodi di imposta a decorrere dall’operatività dell’agevolazione e fino al 2016.
Il proposito del Piano è quello di agevolare l’intera spesa in ricerca & sviluppo, senza quindi vincolare il contributo all’incremento della spesa rispetto all’esercizio precedente. È previsto anche il potenziamento del credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato.

Cinquecento milioni per il fondo di garanzia
In tema di incentivi alle imprese, il Piano si focalizza sull’immediato rilancio degli investimenti e su un intervento che migliori le condizioni di accesso al credito. Infatti, il credit crunch è visto come un ostacolo per le imprese italiane nel cammino della ripresa.
Il PNR propone misure di sostegno al ciclo degli investimenti industriali attraverso il potenziamento e l’ampliamento dello strumento della garanzia pubblica e degli ambiti di intervento del Fondo centrale di garanzia.
Ci si vuole concentrare sul rilancio degli investimenti delle imprese, con particolare riguardo a quelli in ricerca, sviluppo e innovazione, potenziando le misure di facilitazione al rinnovo degli impianti produttivi come la nuova Sabatini.
Una delle misure di rilievo è il rafforzamento di 500 milioni del Fondo centrale di garanzia per il credito alle piccole e medie imprese rendendo pienamente operative le misure di facilitazione all’accesso alla garanzia pubblica già intraprese.

Un piano di azione per il settore turistico
Il PNR richiama la necessità di adottare tempestivamente il Piano strategico nazionale del turismo. Questo Piano dovrà introdurre specifici strumenti finanziari per incentivare gli imprenditori ad ammodernare le strutture, attraverso crediti d’imposta e ammortamenti brevi di durata massima di tre anni.
Lo scopo è quello di definire misure di stimolo alla crescita dimensionale delle imprese turistiche, anche tramite benefici fiscali e contributivi triennali alle imprese che si aggregano in varie forme, tra cui la rete d’impresa.
Viene ribadita la necessità di concedere incentivi a investimenti greenfield e brownfield di sviluppo turistico che creino posti di lavoro, oltre che di incentivare gli investimenti per lo sviluppo di poli turistici selezionati, soprattutto nel Mezzogiorno.
Una particolare attenzione sarà rivolta ad incentivare le attività turistiche a basso impatto ambientale, quali il cicloturismo e il trekking, capaci di generare forti flussi economici con limitati investimenti pubblici, e a defiscalizzare il mecenatismo culturale.

Fondi per l’agroalimentare
Entro la fine del 2014 saranno introdotte misure per promuovere la competitività del comparto agroalimentare mediante incentivi fiscali per gli investimenti nelle piccole e medie imprese condotte da under 40 e finanziamenti per l’innovazione tecnologica, lo sviluppo dell’agricoltura sociale e dei prodotti a filiera corta.

Fonte: Italia Oggi

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