PMI innovative: procedura semplificata per accesso a Fondo di garanzia

Pmi innovativo è operativo  il decreto che semplifica l’accesso al Fondo di garanzia.
Sostanziale ampliamento, in favore delle PMI innovative, della possibilità di accesso al Fondo di garanzia attraverso la procedura “semplificata”. È quanto prevede il decreto interministeriale del 23 marzo 2016, emanato dal Ministero dello Sviluppo economico di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze e appena approdato in Gazzetta ufficiale.

PMI innovative
Introdotta dal decreto-legge n. 3-2015, meglio noto come Investment Compact, la categoria di PMI innovativa comprende le imprese di dimensioni ridotte che possiedono i requisiti:
– residenza in Italia o in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo, purché abbiano una sede produttiva o una filiale in Italia;
– certificazione dell’ultimo bilancio e dell’eventuale bilancio consolidato redatto da un revisore contabile o da una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili;
– assenza di possesso di azioni quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione;
– assenza di iscrizione al registro speciale previsto da decreto-legge n. 179-2012;
e almeno due requisiti tra:
– volume di spesa in ricerca e sviluppo, escluse le spese per l’acquisto di beni immobili, in misura uguale o superiore al 3% della maggiore entità fra costo e valore totale della produzione della PMI innovativa;
– impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore a un quinto della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca presso un’università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all’estero, ovvero, in percentuale uguale o superiore a un terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di laurea magistrale;
titolarità, anche quali depositarie o licenziatarie, di almeno un brevetto o un software registrato e direttamente afferente all’oggetto sociale e all’attività di impresa.

Queste imprese potranno quindi beneficiare della riduzione degli oneri per l’avvio di impresa, accedere a forme alternative di remunerazione come stock option e work for equity e raccogliere capitali mediante crowdfunding.
Gli incentivi fiscali previsti per le società e per le persone fisiche che investono in startup innovative, inoltre, sono estesi anche a chi investe in PMI innovative.

Procedura semplificata per l’accesso al Fondo di garanzia
Il Fondo di garanzia per le PMI intende assicurare una parziale assicurazione ai crediti concessi dagli istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese.
Il decreto interministeriale 23 marzo 2016 semplifica l’accesso al Fondo di garanzia per le PMI innovative, che potranno dunque accedervi senza che il gestore del Fondo effettui la valutazione del merito creditizio dell’impresa.
Finora hanno potuto accedere alla procedura semplificata solo le operazioni finanziarie che, oltre a rispettare una serie di requisiti minori, non sono assistite da garanzie reali o fideiussioni bancarie o assicurative e che siano concesse a imprese rientranti nella “fascia 1” di valutazione sulla base dei modelli di cui al decreto interministeriale del 27 dicembre 2013.

II decreto interministeriale del 23 marzo 2016 prevede, in relazione alle operazioni finanziarie riferite a PMI innovative, che l’accesso al Fondo tramite la procedura semplificata possa avvenire, fermi restando gli altri requisiti previsti dalle disposizioni operative, anche nel caso in cui l’impresa rientri nella “fascia 2” di valutazione.

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