Investimenti e nuove tecnologie per consolidare la ripresa economica

“La ripresa è ancora da consolidare. Le previsioni di consenso indicano per l’Italia il ritorno ai livelli di reddito precedenti la crisi in un tempo non breve; sono deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia. Si deve, e si può, fare di più”. E’ questo il messaggio lanciato dal Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nelle considerazioni finali dopo aver ricordato che “usciamo lentamente, con esitazione, da un lungo periodo di crisi, non solo finanziaria ed economica”.

“Per una ripresa più rapida e duratura è necessario il rilancio degli investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti” ed è importante anche “un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro”. Così il governatore di Bankitalia Ignazio Visco che chiede poi di rafforzare gli incentivi all’innovazione e sostenere i redditi dei più poveri. Se i margini di bilancio sono oggi limitati, è però “possibile programmare l’attuazione di questi interventi su un orizzonte temporale più ampio”, dice.

L’Italia, sottolinea, ha “le potenzialità” necessarie per colmare il ritardo di crescita accumulato nell’ultimo ventennio. Lo dimostrano i “segnali di vitalità” nelle nuove tecnologie e l’andamento delle esportazioni.  Ma ci sono troppe aziende piccole che stentano a crescere, e rappresentano così un “elemento di debolezza”.

“Nonostante l’elevata frammentarietà che caratterizza il sistema produttivo e ne penalizza la competitività complessiva – prosegue Visco – gli andamenti positivi di molte imprese sui mercati internazionali segnalano che l’Italia ha le potenzialità per colmare il ritardo di crescita dell’ultimo ventennio.
Nelle nostre indagini, non sono poche le aziende che utilizzano nuove tecnologie, anche nei comparti tradizionali. Segnali di vitalità sono visibili su tutto il territorio, riguardano sia la manifattura, con produzioni molto innovative e tecnologicamente avanzate, sia i servizi.
Ne hanno beneficiato le esportazioni che, pur risentendo dell’indebolimento degli scambi internazionali, nel 2015 sono cresciute più della domanda potenziale proveniente dai mercati di sbocco, come avviene quasi sistematicamente dal 2010. Gli esportatori italiani hanno saputo accrescere la propria posizione anche su mercati maturi; l’aumento delle vendite all’estero è stato eccezionalmente favorevole per gli autoveicoli”.

 

 

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