Credito d’imposta R&S: cosa cambia nel 2017 con il Piano Industria 4.0

Credito d’imposta R&S, arrivano importanti modifiche con il Piano Industria 4.0 e che dovrebbero entrare nella legge di Bilancio 2017.
La misura dell’agevolazione non dovrebbe essere più differenziata (25% o 50%) in relazione alle tipologie di spese, ma dovrebbe diventare unica, pari al 50%. Dovrebbe, inoltre, passare da 5 a 20 milioni di euro il limite massimo annuale di agevolazione riconosciuto per ciascun beneficiario.
Confermato l’approccio incrementale che consente di usufruire del credito d’imposta solo se la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo rappresenti un incremento rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Aliquota unica e aumento di quattro volte del tetto massimo annuale di agevolazione riconosciuto per impresa.

Sono queste le novità per il credito d’imposta per ricerca e sviluppo prospettate dal Piano Industria 4.0 e che dovrebbero entrare nella legge di Bilancio 2017.

 

Resta l’approccio incrementale: per il calcolo del bonus spettante rilevano solamente gli aumenti di spesa rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Aliquota unica al 50%

Secondo quanto indicato nel Piano Industria 4.0, l’aliquota del credito di imposta dal 2017 sarà pari al 50% per tutte le tipologie di spese e non più differenziata come nell’attuale formulazione.

In particolare, secondo la disciplina vigente, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

– 50% della spesa incrementale relativa al personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo e alla ricerca extra muros;

– 25% della spesa incrementale delle quote di ammortamento degli strumenti e attrezzature nonché di quella relativa a competenze tecniche.

Credito massimo annuale quadruplicato

Altra modifica annunciata riguarda il bonus massimo annuale che potrà essere fruito da ciascun beneficiario.

Secondo l’attuale formulazione, il credito d’imposta compete fino ad un importo massimo annuale di 5 milioni di euro. Con le modifiche che dovrebbero arrivare con la legge di Bilancio 2017, invece, il tetto massimo dovrebbe essere elevato fino a 20 milioni di euro.

Approccio incrementale

Come anticipato dal Ministro Calenda durante la presentazione del Piano Industria 4.0, non cambierà invece il metodo di calcolo del credito di imposta.

Resta pertanto l’approccio “incrementale”, in base al quale il bonus è riconosciuto sulle spese in R&S sostenute in eccedenza rispetto alla media dei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 5/E/2016, per i soggetti che non hanno un triennio di riferimento, in quanto in attività da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in attività di ricerca e sviluppo da considerare per il calcolo della spesa incrementale complessiva è calcolata sul minor periodo a decorrere dalla costituzione.

Per i soggetti che intraprendono l’attività durante il periodo di vigenza della misura agevolativa (che, secondo l’attuale formulazione, va dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2019) il credito di imposta deve essere calcolato avendo riguardo al valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo di imposta per il quale intendono fruire dell’agevolazione.

Spesa minima in attività di ricerca e sviluppo

Inoltre, sembra confermato anche l’ammontare minimo di investimenti in attività di ricerca e sviluppo al fine di poter accedere al credito di imposta. Secondo la normativa vigente, il credito di imposta è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno ad 30.000 euro.

Quali i benefici per le imprese?

Le modifiche annunciate intendono rafforzare e rilanciare il credito d’ imposta, al fini di aumentare la spesa privata aggiuntiva per la ricerca e sviluppo di 11,3 miliardi nel periodo 2017-2020.

Ma con il nuovo assetto del credito di imposta quali saranno i benefici per le imprese? Proviamo a vedere con degli esempi.

Credito di imposta secondo l’attuale disciplina

Esempio 1
Supponiamo che un’impresa, nel 2016 in relazione ad attività di ricerca e sviluppo sostenga investimenti agevolabili pari ad euro 100.000, di cui:

– 40.000 euro per personale altamente qualificato e per ricerca extra-muros;

– 60.000 euro per attrezzature di laboratorio e per competenze tecniche.

Gli investimenti rilevanti effettuati nei periodi di imposta precedenti (2012, 2013 e 2014) sono stati pari a:

– nel 2012: euro 50.000, di cui euro 30.000 relativi al primo gruppo di spese ed euro 20.000 relativi al secondo gruppo di spese;

– nel 2013: euro 55.000, di cui euro 35.000 relativi al primo gruppo di spese ed euro 20.000 relativi al secondo gruppo di spese;

– nel 2014 per euro 60.000, di cui euro 34.000 relativi al primo gruppo di spese ed euro 26.000 relativi al secondo gruppo di spese.

La media degli investimenti pregressi risulta complessivamente pari ad euro 55.000 [(50.000+55.000+60.000)/3].

Di conseguenza, la “spesa incrementale complessiva”, pari alla differenza tra gli investimenti realizzati nel periodo di imposta 2016 (euro 100.000) e la suddetta media di riferimento (euro 55.000), risulta essere di euro 45.000 (100.000-55.000).

Per stabilire l’importo del credito di imposta spettante è necessario determinare separatamente per ciascun gruppo di spese “la spesa incrementale agevolabile”.

Tale valore risulta essere pari a:

– euro 33.000 [(30.000+35.000+34.000)/3] per il primo gruppo di spese;

– euro 22.000 [(20.000+20.000+26.000)/3] per il secondo gruppo di spese.

Di conseguenza, “la spesa incrementale agevolabile” relativa al primo gruppo di spese risulta essere di euro 7.000 (40.000-33.000) e la “la spesa incrementale agevolabile” relativa al secondo gruppo di spese risulta essere di euro 38.000 (60.000-22.000).

Tenuto conto che per entrambi i gruppi di spese vi è un incremento, a ciascun incremento viene applicata l’aliquota agevolativa stabilita per il gruppo corrispondente.

Di conseguenza, il credito di imposta maturato ammonta complessivamente a euro 13.000 (7.000×50%=3.500 + 38.000×25%=9.500).

Credito d’imposta dal 2017

Esempio 2
Supponiamo che la situazione dell’esempio 1 si verifichi nel 2017. In seguito alle modifiche annunciate, essendo la misura del credito di imposta unica, per il calcolo del bonus spettante sarà sufficiente l’importo degli investimenti in ricerca e sviluppo sostenuti nel 2017 (pari a euro 100.000) e la media degli investimenti rilevanti effettuati nei periodi di imposta 2012, 2013 e 2014, pari a euro 55.000 [(50.000+55.000+60.000)/3].

Di conseguenza, la “spesa incrementale complessiva”, pari alla differenza tra gli investimenti realizzati nel periodo di imposta 2017 (euro 100.000) e la suddetta media di riferimento (euro 55.000), risulta essere di euro 45.000 (100.000-55.000).

Il credito di imposta, con un’aliquota del 50%, ammonterà complessivamente a euro 22.500 (45.000×50%).

 

 

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