Aziende ESG in Italia: da che parte va il mercato? I dati di Sole 24 Ore e Bicocca
Alla Cop28, che si è tenuta a Dubai nelle scorse settimane, è stato trattato con attenzione il tema della sostenibilità e dei cambiamenti climatici. E se è vero che i dati ci dicono quanto lavoro resta ancora da fare, le prospettive sono piuttosto buone. A condizione chiaramente che tutte le aziende ESG e gli Stati si impegnino per raggiungere gli obiettivi fissati dagli Accordi di Parigi del 2015, con investimenti coerenti con i target fissati.
A fare il punto è Plus24-Sole 24 Ore con l’Osservatorio ESG, realizzato in collaborazione con l’Università Bicocca. I dati, presentati durante l’evento, analizzano lo stato di sviluppo della sostenibilità nelle sulle imprese quotate in Piazza Affari.
Aziende ESG: l’Osservatorio ESG di Sole 24 Ore e Università Bicocca
Applicando tre indicatori di base di prestazione, lo studio del Sole 24 Ore ha evidenziato i vari livelli di performance di oltre 136 società. Entrando nel dettaglio lo studio, che ormai giugne alla settima edizione, si è focalizzato su:
- ESG Awakeness Index;
- Sustainability Monitoring Index;
- Sustainability Governance Index.
Sono questi quindi i tre indicatori che hanno portato all’analisi delle aziende ESG. Ma a cosa corrispondono esattamente? L’ ESG Awakeness Index è l’indice di consapevolezza ESG e rappresenta il valore dei fattori ESG nelle policy adottate dall’azienda. Maggiore è il valore attribuito, più è alto l’impegno formale riconosciuto dal CdA rispetto agli aspetti specifici della sostenibilità.
Il Sustainability Monitoring Index invece è l’indice di controllo della sostenibilità. Rappresenta la capacità dell’impresa nel monitoraggio degli obiettivi di sostenibilità dichiarati. Mentre il Sustainability Governance Index è l’indice di governance della sostenibilità. Indica la capacità dell’impresa di governare la sostenibilità, ricorrendo alle varie strutture organizzative dedicate e a quelle non dedicate ma coinvolte direttamente nella progettazione delle strategie aziendali.
Tutte le 136 società coinvolte nell’Osservatorio sono state quindi esaminate per la loro capacità di controllare, monitorare e gestire gli interventi di sostenibilità. L’obiettivo, chiaramene è quello di valutare non solo i progressi fatti dalle varie imprese, ma anche la loro capacità di mantenere nel tempo gli impegni presi in termini di sostenibilità.
Solo 7 imprese hanno ottenuto il punteggio “ottimo”, a dimostrazione che il lavoro da fare è ancora molto in Italia. E che l’attenzione di manager e imprenditori dovrebbe essere concentrata non solo sulle singole azioni di sostenibilità, ma sulla pianificazione pluriennale degli interventi.
Cosa ci dicono i dati ESG aziende in Italia
I risultati dell’Osservatorio ESG decisivi per fornire un quadro dettagliato di come si stanno muovendo le aziende italiane sul versante sostenibilità. E i dati che ci arrivano sono senza dubbio incoraggianti, anche se il lavoro da fare è ancora molto. Anche alla luce del fatto che con le nuove normative e gli obblighi imposti dall’UE (alcuni non ancora in vigore in Italia) le banche e gli enti di credito dovranno valutare la sostenibilità delle aziende prima di accordare un finanziamento. L’impegno ESG diventerà quindi sempre più importante per fare business, indipendente dal settore di appartenenza.
Ma quali sono i settori più orientati alla sostenibilità? Osservando con attenzione il report emerge che quelli più virtuosi in questo senso sono l’industria, il settore della tecnologia e quello del consumer cyclicals. In generale però cresce l’attenzione verso le policy ambientali: se nel 2022 solo il 91% del campione adottava policy di questo tipo, oggi la quota si è alzata al 96%. E il 61% delle imprese considerate dallo studio tiene conto di target, obiettivi e scadenze ambientali.
Inoltre, osservando nell’insieme le imprese italiane, è evidente che la maggior parte delle imprese che operano con strategie di riduzione dei gas serra si concentra sulla gestione dei rifiuti e su un maggior utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Mentre solo una quota ridotta delle imprese italiane opera con progetti di economia circolare e mette a punto strategie che contemplano progetti di mobilità sostenibile e un controllo della rete di trasporto e distribuzione dei propri prodotti.
Quanto agli aspetti di sostenibilità sociale, nel 2023 l’80% delle imprese oggetto dell’Osservatorio ESG è risultato impegnato a garantire le pari opportunità. La quota di aziende ESG che si impegna a rispettare i diritti umani invece si attesta al 96%. In fatto di governance il 95% delle imprese oggetto dell’Osservatorio 2023 utilizza un codice etico o di condotta. L’89% invece è attivo nel contrasto al conflitto di interessi.
La finanza agevolata rappresenta un supporto alle imprese che intendono investire in sostenibilità. E poiché gli obblighi in fatto di sostenibilità impongono un crescente impegno verso i temi ESG, sfruttare le misure di finanziamento pubblico e gli incentivi destinati alle imprese permette di cogliere importanti occasioni e aumentare la competitività.

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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