Nuovo Codice incentivi: addio ai bonus automatici? Cosa cambia per le imprese

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Il panorama degli incentivi fiscali alle imprese sta per cambiare radicalmente. L’epoca dei bonus automatici, erogati senza particolari controlli preventivi, sembra destinata a concludersi. L’ombra del superbonus, con il suo impatto sui conti pubblici, e l’esigenza di un più rigoroso controllo della spesa pubblica, hanno spinto il governo a rivedere la propria strategia in materia di agevolazioni alle imprese.

La bozza del nuovo Codice degli Incentivi, in attesa di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, introduce importanti novità che prefigurano un sistema più strutturato, trasparente e selettivo nell’erogazione degli aiuti alle aziende. Ma cosa cambierà concretamente per le imprese? E quali saranno le implicazioni di questa svolta verso una gestione più oculata delle risorse pubbliche? Scopriamolo insieme.

Comunicazione preventiva e monitoraggio: un nuovo paradigma per gli incentivi alle imprese

Una delle novità più significative introdotte dalla bozza del Codice degli Incentivi è l’obbligo per le imprese di presentare una comunicazione preventiva per accedere alle agevolazioni. Similmente a quanto già previsto per i crediti d’imposta del piano Transizione 5.0 e per quelli della Zona Economica Speciale del Mezzogiorno.

Anche per gli altri incentivi fiscali quindi le aziende dovranno comunicare preventivamente l’ammontare complessivo delle spese per le quali intendono richiedere il beneficio e la ripartizione annuale della fruizione. Questo meccanismo, ad eccezione degli incentivi che già prevedono un’istruttoria di carattere tecnico-economico, consentirà all’amministrazione finanziaria un monitoraggio più stringente sull’utilizzo delle risorse pubbliche destinate agli incentivi.

Il soggetto gestore dell’incentivo (singolo Ministero o società in-house) avrà inoltre l’onere di trasmettere mensilmente al Ministero dell’Economia i dati comunicati dalle imprese, a meno che il bando dell’incentivo non preveda una diversa cadenza. Questo flusso costante di informazioni permetterà di tenere sotto controllo la spesa e di evitare scostamenti dal bilancio.

Un ulteriore requisito introdotto dalla bozza del Codice degli Incentivi, che potrebbe generare qualche perplessità nel mondo imprenditoriale, riguarda l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per danni da eventi catastrofali. L’articolo 9 del decreto legislativo, infatti, prevede espressamente l’esclusione dagli incentivi per le imprese che non si conformeranno a questa disposizione.

La questione dell’assicurazione obbligatoria è stata oggetto di un acceso dibattito tra governo e associazioni imprenditoriali, in particolare per quanto concerne la data di entrata in vigore dell’obbligo. L’introduzione di questo requisito, seppur giustificabile in un’ottica di gestione del rischio, rappresenta un onere aggiuntivo per le aziende, soprattutto per quelle di minori dimensioni.

Opportunità e criteri di premialità previsti dalla bozza del Codice incentivi

Nonostante le novità introdotte possano apparire restrittive, il Codice degli Incentivi promette anche maggiore stabilità e prevedibilità per le imprese. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, guidato da Adolfo Urso, punta su una programmazione triennale degli incentivi, privilegiando quelli che hanno dimostrato maggiore efficacia nel recente passato.

L’obiettivo è garantire una maggiore certezza del quadro normativo, consentendo alle aziende di pianificare i propri investimenti con maggiore cognizione di causa. A verificare l’efficacia degli incentivi fiscali sarà un sistema di valutazione articolato in tre fasi: ex antein itinere ed ex post. Questo approccio consentirà di monitorare costantemente l’impatto delle agevolazioni e di apportare eventuali correttivi in corso d’opera.

Il Codice degli Incentivi introduce anche un sistema di premialità per le imprese che si distinguono per specifiche caratteristiche. Innanzitutto, viene sancito il principio di una quota minima di risorse destinate alle micro e PMI, pari al 60% del totale, di cui almeno il 25% riservato alle micro e piccole imprese.

Saranno poi previsti punteggi aggiuntivi, riserve di quota o incrementi nell’ammontare delle agevolazioni per le aziende che rispettano la parità di genere, ottengono il rating di legalità, assumono persone con disabilità oltre gli obblighi di legge, valorizzano il lavoro giovanile e femminile e sostengono la natalità.

Questi criteri premiali mirano a incentivare comportamenti virtuosi da parte delle imprese, promuovendo al contempo obiettivi di inclusione sociale e sviluppo sostenibile.

Coordinamento costante tra Stato e Regioni

Un aspetto delicato riguarda la ripartizione delle competenze in materia di incentivi tra Stato e Regioni. La bozza del Codice degli Incentivi specifica che la disciplina si applica anche alle Regioni, “nell’ambito dei rispettivi ordinamenti”. Ma al tempo stesso riafferma l’autonomia regionale nell’individuazione di incentivi destinati a specifici interventi legati alle particolarità territoriali.

Per evitare sovrapposizioni e garantire un coordinamento efficace tra le politiche di incentivazione statali e regionali, è previsto un Tavolo permanente tra amministrazioni centrali e regionali, con cadenza almeno semestrale. Questo organismo avrà il compito di armonizzare gli indirizzi del Programma Triennale degli Incentivi e di promuovere una sinergia tra i diversi livelli di governo.

La bozza del Codice degli Incentivi prefigura quindi un significativo cambio di paradigma nel sistema di agevolazioni alle imprese. L’addio ai bonus automatici e l’introduzione di nuovi requisiti (come la polizza assicurativa obbligatoria) testimoniano la volontà del governo di razionalizzare e rendere più efficiente l’utilizzo delle risorse pubbliche. D’altro canto la programmazione triennale, il sistema di valutazione e i criteri di premialità offrono alle imprese maggiori certezze e opportunità di crescita. Incentivando al contempo comportamenti virtuosi in termini di sostenibilità, inclusione e legalità.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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