L’impegno crescente delle imprese nel reporting ESG: dati e implicazioni strategiche

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I criteri ESG (Ambientale, Sociale, Governance) sono sempre più pilastri strategici aziendali, non solo indicatori etici. Molte organizzazioni, dalle multinazionali alle PMI, integrano pratiche sostenibili nel proprio operato. Il reporting ESG ne è espressione chiave, diffondendosi anche senza obblighi normativi.

Una recente indagine Workiva evidenzia come la maggioranza delle imprese prosegua con i piani di sostenibilità e la relativa comunicazione, indipendentemente da mutamenti legislativi. Questo denota una scelta strategica consapevole. Un ESG report dettagliato è infatti cruciale per dialogare con stakeholder esigenti.

In altre parole, la rendicontazione di sostenibilità moderna consolida la credibilità aziendale, impattando su competitività e capacità di attrarre risorse. Implementare una solida rendicontazione ESG è quindi un investimento per un successo duraturo.

L’adozione volontaria della rendicontazione ESG da parte delle aziende

La spinta verso la trasparenza ESG, anche senza obblighi, nasce da una consapevolezza che va oltre la mera conformità. Il sondaggio Workiva rivela che l’85% dei dirigenti continuerà a divulgare le emissioni di gas serra e il 77% manterrà l’approccio alla reportistica sulla sostenibilità.

Questa adesione è evidente anche tra le organizzazioni non soggette alla CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive): il 75% prevede di allinearsi almeno parzialmente. Negli USA, l’81% dei dirigenti intende comunicare le emissioni Scope 1 e 2, a prescindere dalle decisioni SEC. Alla base, vi è il riconoscimento del “significativo valore strategico” dei dati sulla sostenibilità, visti come leva di crescita.

Investitori e valore dell’ESG report: come orienta le decisioni di finanziamento

L’impegno delle imprese verso la trasparenza ESG influenza significativamente gli investitori, diventando un fattore chiave nelle loro valutazioni. Il sondaggio Workiva indica che il 96% degli investitori istituzionali ritiene che l’integrazione dei dati finanziari e di sostenibilità migliori le decisioni d’investimento. Un quadro olistico delle performance aziendali è ormai indicatore di lungimiranza.

Inoltre, il 97% degli investitori è più propenso a finanziare imprese con reportistica garantita, che ne attesti l’affidabilità. Julie Iskow, CEO di Workiva, ha spiegato che la reportistica finanziaria e di sostenibilità è anzitutto un approccio strategico per mitigare i rischi. Serve infatti a rafforzare la fiducia degli investitori. Una rendicontazione ESG curata diventa così uno strumento per attrarre capitali.

Le sfide del report ESG: superare le complessità nella raccolta e verifica dei dati

Nonostante l’impegno, il percorso verso un reporting ESG maturo presenta diversi ostacoli: la gestione di una mole considerevole di informazioni implica complessità operative. L’indagine Workiva mostra che il 29% dei dirigenti non ha piena fiducia nell’accuratezza della propria reportistica ESG, a causa di processi di raccolta dati eterogenei o carenza di sistemi interni robusti.

Inoltre, il 73% dei manager giudica insufficiente la tecnologia disponibile per gestire le nuove normative climatiche. È urgente investire in soluzioni innovative per semplificare la raccolta, l’analisi e la validazione dei dati, garantendone integrità e tracciabilità, fondamentali per ogni ESG report credibile.

I dati del sondaggio Workiva confermano il reporting ESG come elemento cardine per il futuro delle imprese. L’adesione diffusa alla rendicontazione di sostenibilità, spesso volontaria, segnala che le metriche ESG sono viste come una leva strategica. Redigere un ESG report accurato e praticare costantemente attività di reporting sugli aspetti di sostenibilità è un investimento in reputazione e resilienza.

I benefici della rendicontazione ESG includono anche miglioramento del brand, mitigazione dei rischi, ottimizzazione delle performance e, maggiore attrattiva per gli investitori. Per le imprese ambiziose, considerare il reporting ESG un imperativo strategico è la chiave per sbloccare opportunità e costruire una crescita solida e sostenibile.

In questo scenario, comprendere come un solido impegno ESG possa ulteriormente valorizzare la partecipazione a bandi e l’accesso a contributi a fondo perduto diventa essenziale: Golden Group è al fianco delle imprese per identificare queste sinergie e massimizzare le opportunità derivanti dalla finanza agevolata.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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