Contributi pubblici alle imprese: al via la stretta sui controlli

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È in fase di pubblicazione in Gazzetta ufficiale il DPCM che attua le disposizioni della legge di bilancio 2025, introducendo un nuovo sistema di monitoraggio e controllo per i contributi statali di entità significativa concessi alle imprese. La normativa mira a garantire che i fondi pubblici siano utilizzati correttamente, imponendo obblighi di rendicontazione ad hoc a carico degli organi di controllo aziendali.

Cosa prevede la nuova normativa sui contributi pubblici

Il decreto definisce come “di entità significativa” i contributi che soddisfano precise caratteristiche. Devono essere erogati da amministrazioni centrali dello Stato per la realizzazione di progetti di interesse pubblico. Inoltre, il loro importo deve essere superiore a un milione di euro annuo oppure, se inferiore, pari ad almeno il 50% delle entrate o del valore della produzione del soggetto beneficiario.

Ai fini del calcolo, rileveranno anche i contributi ricevuti cumulativamente nel corso dello stesso anno. Sono esclusi dall’ambito di applicazione i crediti d’imposta, i contributi di natura corrispettiva e quelli destinati a società quotate o a enti del terzo settore. Le nuove regole si applicheranno ai fondi percepiti a partire dal 1° gennaio 2025, ma le imprese avranno la facoltà di rinunciare al contributo per sottrarsi ai nuovi obblighi.

Nuovi obblighi di rendicontazione e controllo

La principale novità riguarda l’introduzione di una specifica attività di verifica da parte degli organi di controllo interni delle imprese beneficiarie, come collegi sindacali o revisori legali. Questi ultimi dovranno accertare che i contributi pubblici ricevuti siano stati impiegati nel rispetto delle finalità dichiarate e per la realizzazione dei progetti previsti.

I beneficiari avranno l’obbligo di mettere l’organo di controllo nelle condizioni di trasmettere al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di erogazione, una relazione annuale di verifica. Questo documento, da redigere anche in assenza di irregolarità, dovrà elencare i contributi ricevuti, i soggetti erogatori, gli importi e le eventuali criticità riscontrate. Se un’impresa non dispone di un organo di controllo, sarà obbligata a istituirne uno, anche in forma monocratica.

Sanzioni e prossimi passi

Il mancato invio della relazione nei termini previsti o la constatazione di un utilizzo improprio dei fondi potrà comportare l’esclusione dell’impresa da successive erogazioni o dal rinnovo dello stesso contributo per l’annualità seguente. La relazione di verifica sarà parte integrante della documentazione di bilancio, affiancando e non sostituendo la tradizionale relazione dei revisori.

In attesa della pubblicazione ufficiale del DPCM, sarà il Ministero dell’Economia a stabilire con un successivo provvedimento le modalità telematiche per la trasmissione delle relazioni e le altre disposizioni operative per la gestione dei contributi pubblici.

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Fonte: www.eutekne.it


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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