Contributi aziende esportatrici SIMEST: dal 25 maggio 2026 le domande con le nuove condizioni

Tempo di lettura: 4 minuti

Sono in arrivo nuovi contributi aziende esportatrici attraverso il rafforzamento dello strumento “Transizione ecologica o digitale” gestito da SIMEST. A seguito del DL 3 aprile 2026 n. 42 (cosiddetto Decreto “Carburanti bis”), è stata attivata la misura “Energia per la competitività internazionale”, con uno stanziamento complessivo di 800 milioni di euro destinato alle imprese italiane che hanno subito un impatto negativo a causa del rincaro dei costi energetici o di una diminuzione del fatturato in relazione al conflitto nell’area del Golfo Persico.
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La cornice normativa: il DL Carburanti bis

Il DL 3 aprile 2026 n. 42 interviene per mitigare le ricadute economiche della crisi nel Golfo Persico sul sistema produttivo nazionale. Il provvedimento estende la misura, originariamente dedicata alle sole imprese energivore, a tutte le aziende esportatrici e alla loro filiera, ampliando in modo significativo la platea dei potenziali beneficiari nel quadro dello strumento “Transizione ecologica o digitale” del Fondo 394/81.

La logica del decreto è quella di sostenere la competitività internazionale delle imprese italiane in un contesto reso più difficile dall’aumento dei costi dell’energia e dalla volatilità della domanda sui mercati esteri, in linea con altri strumenti regionali di sostegno all’export, come il bando internazionalizzazione Emilia-Romagna 2026-2027 rivolto alle PMI.

Cosa prevede la misura SIMEST per aziende esportatrici

Lo strumento esistente offre finanziamenti agevolati a condizioni particolarmente vantaggiose per le imprese italiane esportatrici. In particolare:

  • finanziamenti fino a 5 milioni di euro per impresa richiedente
  • tasso minimo dello 0,3%
  • quota fino al 90% del finanziamento destinato al rafforzamento patrimoniale

Le condizioni potenziate dal decreto

Le nuove disposizioni rafforzano in modo sensibile le condizioni di accesso alla misura, rendendo lo strumento ancora più attrattivo per le aziende che operano sui mercati internazionali. Tra le novità principali:

  • contributo a fondo perduto al 20% del finanziamento, con possibilità di aumento fino al 30% per le PMI
  • estensione della durata dei finanziamenti da 6 a 8 anni
  • aumento della quota erogabile in via anticipata dal 25% al 50%, per garantire maggiore liquidità
  • innalzamento del limite per incrementi di capitale o finanziamenti soci, da 800.000 euro a 1,5 milioni di euro

Le ulteriori agevolazioni saranno approvate dal Comitato Agevolazioni, l’organo interministeriale che amministra il Fondo 394/81.
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Beneficiari: chi può accedere ai contributi aziende esportatrici SIMEST

Possono presentare domanda le aziende italiane esportatrici e l’intera filiera che abbiano subito un impatto negativo riconducibile alla crisi nel Golfo Persico. Nello specifico, devono dimostrare:

  • un rincaro dei costi energetici sostenuto dall’impresa
  • oppure una diminuzione del fatturato o dei flussi di cassa in relazione al conflitto nell’area del Golfo Persico

L’apertura della platea anche alle PMI della filiera dell’export rappresenta una novità rilevante, in continuità con altre iniziative volte a sostenere la digitalizzazione e l’apertura ai mercati esteri, come il bando CONneSSi 2026 per l’internazionalizzazione digitale.

Quando e come presentare la domanda

SIMEST ha pubblicato l’aggiornamento della circolare relativa allo strumento “Transizione ecologica o digitale”, attivando ufficialmente la misura “Energia per la competitività internazionale”. L’accesso ai contributi aziende esportatrici sarà operativo a partire da una data precisa.

  • apertura del Portale SIMEST: dalle ore 09:00 del 25 maggio 2026
  • modalità: compilazione e presentazione telematica delle richieste di finanziamento
  • dotazione finanziaria complessiva: 800 milioni di euro

Le imprese interessate dovranno predisporre per tempo la documentazione necessaria, verificare i requisiti di accesso e definire un piano di investimenti coerente con le finalità della misura, così da farsi trovare pronte all’apertura del portale.

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Fonte: www.simest.it

FAQ

Quali soglie di fatturato indica l’UT per l’accesso a SIMEST Transizione Digitale o Ecologica tramite export diretto o filiera?

La Circolare SIMEST 4/394/2023 fornisce chiarimenti in merito. Per l‘export diretto indica un fatturato da esportazione pari ad almeno il 10% del fatturato totale dell’ultimo bilancio depositato, ridotto al 3% per imprese energivore o con percorsi certificati di efficientamento energetico. Per la filiera di esportazione, l’impresa deve avere realizzato almeno il 10% del proprio fatturato totale, voce A1 del conto economico, tramite comprovate forniture a una o più imprese clienti italiane esportatrici; ciascuna deve avere export diretto pari ad almeno il 3% del proprio fatturato totale. Queste indicazioni fanno riferimento all’ultimo bilancio.

Una holding senza fatturato proprio può usare il fatturato consolidato del gruppo per SIMEST Transizione Digitale o Ecologica?

No. Nel SIMEST chiarisce che devono essere considerati esclusivamente i dati economico-finanziari e il fatturato della singola società richiedente. Non possono essere utilizzati i dati e il fatturato consolidati del gruppo. La partecipazione della holding interessata, nel caso descritto, è quindi esclusa.

SIMEST ammette investimenti effettuati da società straniere collegate indirettamente alla richiedente attraverso la stessa holding?

No, non è possibile ottenere contributi per investimenti destinati a una società straniera del gruppo, collegata indirettamente tramite la medesima holding. Il riscontro richiede il controllo diretto, non quello tramite holding, questa fattispecie non è quindi ammissibile.

Se una caparra per l’immobile viene versata prima del CUP, la misura SIMEST esclude l’intero costo?

No. È escluso soltanto l’acconto, purché l’acquisto dell’immobile avvenga nel periodo di realizzazione.

Per I bandi SIMEST Transizione digitale o ecologica può partecipare un’impresa che approva i bilanci ma non li deposita, pur essendo obbligata?

No. Nella l’impresa soggetta all’obbligo di deposito deve rispettarlo. Alla data della domanda devono risultare depositati presso il Registro delle Imprese almeno due bilanci relativi a due esercizi completi precedenti, approvati o per i quali siano scaduti i termini di deposito. La scelta di non depositarli e pagare la multa, non sostituisce il requisito. La documentazione alternativa presentabile nella domanda riguarda soltanto le imprese senza obbligo di deposito.

Quali condizioni devono rispettare le consulenze per SIMEST Transizione digitale o ecologica per essere ammesse?

Le consulenze devono essere prestate da consulenti esterni terzi a condizioni di mercato.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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