Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026: 120 milioni per le imprese manifatturiere
Prende il via la seconda edizione 2026 della misura gestita da Invitalia che punta a sostenere lo sviluppo e il potenziamento del tessuto produttivo locale. La dotazione complessiva ammonta a 120 milioni di euro e si rivolge alle imprese manifatturiere che operano, o che intendono insediarsi, in specifici ambiti territoriali. L’obiettivo è rafforzare la base industriale delle aree interessate, contrastando i fenomeni di declino produttivo attraverso un sostegno diretto agli investimenti.
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Beneficiari e ambiti territoriali
Possono accedere all’agevolazione le imprese manifatturiere classificate nella sezione C della classificazione ATECO 2025. Il requisito riguarda sia chi possiede già un’unità produttiva sia chi intende insediarne una nuova in uno dei sei ambiti territoriali previsti dall’avviso. Si tratta di un intervento mirato, in linea con le politiche dedicate agli incentivi per le aree di crisi industriale, che destina le risorse dove il rilancio del comparto manifatturiero è più necessario. Gli ambiti ammessi sono i seguenti:
- cinque ambiti riferiti al Consorzio Industriale del Lazio;
- un ambito riferito al Consorzio per lo sviluppo industriale del Piceno (Piceno Consind).
Agevolazione e importi concessi
Il sostegno è erogato sotto forma di contributo in conto impianti, concesso in regime de minimis. L’agevolazione può coprire fino al 100% delle spese ammesse, entro un limite massimo di 300.000 euro per ogni impresa beneficiaria. Si tratta di una copertura particolarmente vantaggiosa, che permette anche alle realtà di dimensioni contenute di programmare investimenti significativi senza un eccessivo impegno di risorse proprie. La misura si inserisce nel più ampio panorama dei bandi gestiti da Invitalia, l’agenzia incaricata della valutazione e dell’erogazione dei contributi.
Spese ammissibili al Fondo deindustrializzazione 2026
Sono finanziabili gli investimenti per la riqualificazione, il potenziamento e l’insediamento di unità produttive. Le spese ammesse devono essere sostenute nel periodo compreso tra l’8 maggio 2024 e il 31 dicembre 2028 e riguardano in particolare:
- opere murarie e impiantistiche strettamente collegate all’investimento;
- acquisto e installazione di macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica;
- investimenti in beni immateriali e in tecnologie innovative.
L’ampiezza delle voci ammesse consente di coprire l’intero ciclo dell’investimento, dalle opere strutturali fino alla dotazione tecnologica più avanzata.
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Come fare domanda per il Fondo deindustrializzazione 2026
Le domande per il Fondo deindustrializzazione 2026 vanno presentate esclusivamente in via telematica, secondo un calendario articolato in due fasi. A partire dal 31 luglio 2026 si aprono le registrazioni sulla piattaforma: un passaggio necessario per predisporre l’accesso, che però non conferisce alcuna priorità. La fase formale prende il via invece dal 31 agosto 2026 alle ore 12:00 e si chiude il 30 ottobre 2026 alle ore 12:00, finestra entro la quale è possibile l’invio effettivo delle domande.
L’istruttoria sarà avviata alla chiusura dello sportello, nel rispetto dell’ordine cronologico di presentazione. È quindi consigliabile preparare per tempo la documentazione, così da essere pronti fin dall’apertura dello sportello dedicato a questa edizione del Fondo di contrasto alla deindustrializzazione 2026.
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Fonte: politichecoesione.governo.it

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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