Bilancio di sostenibilità: il Governo riscrive il calendario degli obblighi
Il panorama normativo sulla sostenibilità aziendale è in piena evoluzione. Con l’approvazione del Decreto Legge n. 95/2025, noto come “Decreto Economia”, l’Italia ha ufficialmente recepito la direttiva europea “stop the clock” (UE 2025/794), modificando in modo significativo il calendario per la redazione del bilancio di sostenibilità.
Questa decisione concede alle imprese nazionali più tempo per adeguarsi ai complessi requisiti previsti dalla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e dai relativi standard europei di rendicontazione (ESRS), aprendo una nuova fase per la reportistica ESG nel nostro Paese e trasformando un obbligo imminente in un’opportunità strategica da cogliere con preparazione.
Rendicontazione ESG: il nuovo calendario per le imprese italiane
Il rinvio degli obblighi non è uniforme, ma segmentato per tipologia di impresa. La nuova calendarizzazione, introdotta in Italia tramite la Legge n. 118 dell’8 agosto 2025, che ha convertito il Decreto Economia, mira a mitigare gli oneri di adeguamento senza alterare la platea dei soggetti coinvolti. È cruciale per ogni azienda comprendere la propria collocazione in questo nuovo schema temporale per pianificare adeguatamente le prossime mosse.
La normativa distingue nettamente tra le grandi realtà di interesse pubblico, già avvezze alla rendicontazione non finanziaria, e le altre categorie di imprese che beneficeranno del posticipo, garantendo una transizione più graduale verso la piena trasparenza.
Grandi imprese di interesse pubblico: l’obbligo resta confermato
Per le grandi imprese che costituiscono enti di interesse pubblico e che contano un numero medio di dipendenti superiore a 500 durante l’esercizio, il calendario rimane inalterato. Questi soggetti, che includono anche le imprese madri di grandi gruppi con le medesime caratteristiche dimensionali su base consolidata, sono tenuti a redigere il bilancio di sostenibilità a partire dall’anno di esercizio 2024, con la prima pubblicazione prevista per il 2025. Per questa categoria, l’obbligo di rendicontazione è già una realtà operativa, e il nuovo decreto non introduce alcuna proroga, confermando la tabella di marcia originale.
Altre grandi imprese: rinvio di due anni
La novità più rilevante riguarda le “altre grandi imprese” e le società capogruppo di grandi gruppi non precedentemente soggette agli obblighi della dichiarazione non finanziaria. Per queste entità, l’obbligo di rendicontazione di sostenibilità subisce uno slittamento di due anni. La prima rendicontazione dovrà essere redatta sull’esercizio finanziario che inizia il 1° gennaio 2027, con la conseguente pubblicazione del report nel corso del 2028.
Rientrano in questa categoria i soggetti che, per due esercizi consecutivi, superano almeno due dei tre seguenti limiti dimensionali: un totale dello stato patrimoniale di 25 milioni di euro, ricavi netti delle vendite e delle prestazioni pari a 50 milioni di euro, e un numero medio di 250 dipendenti occupati durante l’esercizio.
Le PMI quotate: il posticipo al 2028
Anche le piccole e medie imprese (PMI) con valori mobiliari ammessi alla negoziazione in mercati regolamentati italiani o dell’Unione Europea vedranno l’avvio della rendicontazione posticipato. Sono escluse da questo obbligo le microimprese. Per le PMI quotate, il primo esercizio da rendicontare sarà quello con inizio il 1° gennaio 2028, con la prima pubblicazione che avverrà nel 2029.
I criteri specifici per rientrare in questa categoria prevedono, per due esercizi consecutivi, il rispetto di almeno due dei seguenti parametri: un totale dell’attivo dello stato patrimoniale compreso tra 450.000 e 50.000.000 di euro, ricavi netti tra 900.000 e 500.000.000 di euro, e un numero medio di dipendenti tra 11 e 250.
Le novità normative oltre lo slittamento delle scadenze
Il quadro legislativo in trasformazione non si limita al solo rinvio delle scadenze. Parallelamente, sono in corso importanti processi di revisione e chiarimento che influenzeranno la pratica della rendicontazione di sostenibilità. Questi sviluppi riguardano la semplificazione degli standard di reporting, la definizione giuridica di “gruppo” e le tempistiche di un’altra direttiva fondamentale, quella sulla due diligence (CSDDD). Comprendere questi elementi è essenziale per avere una visione d’insieme completa e per prepararsi in modo efficace alle future normative.
Verso una semplificazione degli standard ESRS
Un elemento chiave del nuovo contesto normativo è il processo di revisione e alleggerimento degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS). L’Efrag (European Financial Reporting Advisory Group) ha pubblicato delle bozze semplificate degli standard, i cosiddetti “exposure drafts”, con l’obiettivo di ridurre la quantità di informazioni richieste e di facilitare il processo di raccolta dei dati ESG.
Questa iniziativa mira a diminuire gli oneri amministrativi per le imprese, rendendo la rendicontazione più accessibile ed efficiente. Fino al 29 settembre è aperta una consultazione pubblica che permette a imprese, professionisti e altri stakeholder di fornire il proprio contributo alla definizione delle regole finali.
La definizione di “gruppo” e le implicazioni per il consolidato
La Legge 118/2025 ha introdotto un importante chiarimento giuridico, recependo la definizione di “gruppo” contenuta nella Direttiva contabile UE (2013/34). Secondo questa definizione, un gruppo è costituito da un’impresa capogruppo e da tutte le imprese da essa controllate.
Il controllo si manifesta quando la capogruppo esercita un’influenza dominante, ad esempio detenendo la maggioranza dei diritti di voto, avendo il potere di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori o in virtù di specifici accordi contrattuali. Questa definizione è cruciale per determinare correttamente il perimetro di consolidamento per il bilancio e per la rendicontazione di sostenibilità, attribuendo responsabilità normative in modo inequivocabile.
L’impatto sulla direttiva CSDDD
Il pacchetto Omnibus della Commissione Europea ha influito anche sulla Direttiva sulla Due Diligence di Sostenibilità delle Imprese (CSDDD). Anche per questa normativa, che impone obblighi di diligence lungo la catena del valore in materia di diritti umani e ambiente, sono state previste nuove scadenze.
Le imprese con più di 3.000 dipendenti e oltre 900 milioni di euro di fatturato dovranno adeguarsi a partire dal 26 luglio 2028. Per le altre imprese soggette alla direttiva, l’applicazione scatterà invece dal 26 luglio 2029, concedendo anche in questo caso un margine temporale più ampio per implementare i processi necessari a mappare e mitigare i rischi lungo la propria catena di fornitura.
Un’opportunità strategica per le imprese
Il rinvio di due anni degli obblighi di rendicontazione non deve essere interpretato come una semplice pausa, ma come un’occasione preziosa. Questo tempo supplementare rappresenta una finestra strategica che le aziende possono e devono sfruttare per prepararsi in modo strutturato ed efficace. Invece di attendere l’avvicinarsi delle nuove scadenze, le imprese più lungimiranti utilizzeranno questo periodo per rafforzare i processi interni di raccolta e gestione dei dati ambientali, sociali e di governance (ESG), investire in strumenti digitali dedicati e formare il personale sulle nuove competenze richieste.
Prepararsi in anticipo permette di trasformare un adempimento normativo in un vantaggio competitivo. Integrare fin da ora la sostenibilità nella strategia aziendale significa migliorare la trasparenza verso investitori, istituti di credito e clienti, posizionandosi sul mercato come realtà affidabili e orientate al futuro. Un’impresa che affronta la transizione ESG in modo proattivo non solo sarà pronta a rispettare gli obblighi futuri, ma costruirà anche una solida reputazione, attirando talenti e consolidando la fiducia degli stakeholder, elementi fondamentali per prosperare in un’economia sempre più attenta ai valori sostenibili.
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Martina Moretti
Martina è la copywriter e content writer specializzata nel settore finance che cura il blog di Golden Group.
Il suo percorso nel digital marketing inizia nel 2015, quando si confronta per la prima volta con la scrittura e con i temi del mondo finance. Da allora è verticale sui testi SEO oriented.
Sempre in cerca di sfide, ha scritto per progetti di grandi e piccole dimensioni affrontando le molte declinazioni del mondo del credito e della finanza, tra cui prestiti personali, mutui, risparmio gestito, ETF, trading, fondi di investimento, contributi a fondo perduto, bandi europei.
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