Credito d’imposta per investimenti 4.0 delle imprese agricole: decreto attuativo in arrivo

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Il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali 4.0 delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura è previsto dalla legge di bilancio 2026, ma attende ancora il decreto attuativo. La misura riconosce un’aliquota del 40% sugli investimenti fino a 1 milione di euro, effettuati dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028. Le modalità operative non sono ancora definite dal provvedimento ministeriale.

La disciplina definitiva aggiorna il quadro illustrato nel precedente articolo sulla proposta di credito per l’agricoltura, pubblicato quando la legge di bilancio era ancora in bozza. Alcune date e risorse indicate in quell’articolo non corrispondono al testo approvato e non vanno riprese per la misura attuale.
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Chi può ottenere il credito d’imposta agricolo

L’articolo 1, comma 454, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, individua come potenziali beneficiarie le imprese attive nella produzione primaria di prodotti agricoli e nei settori della pesca e dell’acquacoltura. Il testo di legge delimita quindi la platea sulla base dell’attività svolta. I criteri applicativi e la documentazione da presentare saranno precisati nel decreto attuativo.

Il credito riguarda investimenti in beni materiali e immateriali strumentali nuovi compresi, rispettivamente, negli allegati IV e V alla legge di bilancio 2026. La nostra guida ai beni strumentali spiega le caratteristiche generali di questi beni; l’ammissibilità al credito specifico dovrà essere valutata secondo la legge e le disposizioni attuative ancora attese.

Aliquota e periodo degli investimenti

La legge stabilisce un credito pari al 40% per investimenti fino a 1 milione di euro. Il periodo agevolabile va dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028. Il limite di spesa complessivo previsto dal comma 457 è di 2,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028: si tratta di risorse annuali per la misura, non del massimale individuale dell’investimento.

La percentuale e il periodo sono già contenuti nella legge. Le procedure di concessione, le verifiche e le modalità di accesso dipendono invece dal decreto attuativo. Per questo non è ancora corretto indicare una piattaforma di domanda, un termine di presentazione o un elenco definitivo dei documenti richiesti alle imprese.

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A che punto è il decreto

Nella comunicazione tecnica del 25 settembre 2026 viene richiamata una risposta a interrogazione parlamentare resa il 23 settembre in Commissione Agricoltura alla Camera. Secondo quanto riferito dal sottosegretario al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, il testo del decreto è in una fase avanzata di concertazione con il Ministero dell’economia e delle finanze e con il Ministero delle imprese e del made in Italy.

La stessa comunicazione riferisce che lo schema individua nel Gestore dei servizi energetici il soggetto gestore della misura. Si tratta di un’indicazione sul contenuto del provvedimento in preparazione: prima della pubblicazione del decreto non costituisce una procedura già utilizzabile. Il decreto dovrà chiarire soprattutto come verranno assegnati i crediti nel rispetto dello stanziamento disponibile.

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Fonti: legge 30 dicembre 2025, n. 199, articolo 1, commi 454-459.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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