MEF: richieste per 11,4 miliardi di euro per il Credito d’imposta ZES
Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha reso noti i dati provvisori, elaborati dall’agenzia delle entrate, relativi alle comunicazioni pervenute per usufruire del Credito d’imposta ZES. La misura riguarda gli investimenti che le aziende hanno realizzato a partire dal 1° gennaio 2025 o che prevedono di realizzare entro il prossimo 15 novembre 2025. Le richieste per il credito d’imposta hanno raggiunto la cifra di 11,4 miliardi di euro, superando di gran lunga i 2,2 miliardi di euro stanziati per l’anno in corso.
I primi dati sulle richieste per il Credito d’imposta ZES
Le comunicazioni inviate all’Agenzia delle Entrate sono state in totale 17.951, corrispondenti a un valore di investimenti complessivi pari a 22,46 miliardi di euro. È importante sottolineare come la maggior parte di queste cifre si riferisca a progetti futuri; infatti, solo 552 milioni di crediti sono legati a investimenti già effettuati o fatturati, mentre la quota preponderante di 10,8 miliardi di euro riguarda progetti ancora da realizzare. Questa distinzione è fondamentale per comprendere la natura provvisoria dei dati.
Determinazione dell’aliquota Credito d’imposta ZES
I dati presentati sono da considerarsi provvisori fino alla conclusione della finestra temporale per le comunicazioni integrative. Le aziende avranno tempo dal 18 novembre 2025 al 2 dicembre 2025 per inviare un’ulteriore comunicazione che attesti l’effettiva realizzazione degli investimenti precedentemente comunicati. Soltanto al termine di questa fase, con un quadro definitivo degli investimenti confermati, il ministero potrà determinare la percentuale effettiva dell’aliquota del Credito d’imposta ZES che sarà riconosciuta ai beneficiari.
Le osservazioni del MEF
In risposta a un question time, la sottosegretaria al MEF Albano ha osservato che, nonostante l’ammontare complessivo delle richieste superi notevolmente i fondi disponibili, la situazione potrebbe cambiare. La sottosegretaria ha evidenziato che «una quota rilevante si riferisce a investimenti pianificati e non realizzati e, dunque, l’importo del credito potrebbe ridursi significativamente, come avvenuto in passato per misure analoghe». Si attende quindi un assestamento delle cifre dopo la fase di conferma degli investimenti.
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Fonte: Sole 24 ore

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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