Piano Transizione 5.0: anteprima della bozza del decreto attuativo

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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha inviato al vaglio del Ministero dell’Economia e delle Finanze una bozza del decreto attuativo del Piano Transizione 5.0. Sebbene il testo non possa ancora essere considerato definitivo, rappresenta un passo fondamentale per l’operatività della norma. Per questo ultimo step sarà comunque necessario attendere la pubblicazione della circolare con le linee guida e un ulteriore decreto che renderà operativa la piattaforma del GSE.

Di seguito analizziamo il testo del decreto attuativo riportando le principali informazioni utili per le imprese.

Definizioni chiave per comprendere il decreto attuativo Piano Transizione 5.0

Le definizioni chiave del decreto attuativo Piano Transizione 5.0 sono le seguenti.

  • Impresa di Nuova Costituzione

L’impresa di nuova costituzione include sia le nuove imprese sia quelle che hanno variato sostanzialmente i prodotti e servizi da meno di sei mesi dalla data di avvio del progetto di innovazione.

  • Struttura Produttiva e Processo Interessato

Il testo stabilisce che i risparmi ottenuti dall’azienda devono essere calcolati con aliquote differenti a seconda che si riferiscano alla “struttura produttiva” o al solo “processo interessato”. La struttura produttiva è definita come sito costituito da una o più unità locali o stabilimenti che producono beni o servizi con autonomia tecnica, funzionale e organizzativa. Il processo produttivo comprende attività correlate o interagenti che trasformano input in prodotti e/o servizi.

Le date fondamentali per il Piano Transizione 5.0

Il Piano Transizione 5.0 è valido dal 01 gennaio 2024 al 31 dicembre 2025. La data di avvio del progetto di innovazione è la data del primo impegno giuridicamente vincolante ad ordinare i beni oggetto di investimento. Gli ordini devono essere effettuati dopo il 01 gennaio 2024 per essere rilevanti. La comunicazione ex post dovrà essere inviata entro il 28 febbraio 2026.

Una pratica alla volta

Potrà essere attiva una sola pratica per ciascuna impresa. Questa è una delle novità più rilevanti che sono state introdotte con il decreto attuativo Piano Transizione 5.0. Se il progetto riguarda più processi, si prenderà come riferimento l’intera struttura produttiva. Una nuova pratica può essere aperta solo dopo la chiusura della precedente.

Plafond annuale per le imprese

Il limite di 50 milioni di euro, che era già stato annunciato, è annuale. Le pratiche che si concluderanno entro il 30 aprile 2025 possono essere considerate chiuse al 31 dicembre 2024 se entro tale data è stato versato un acconto pari almeno al 50% dell’ammontare degli investimenti.

Le esclusioni relative al DNSH

Nonostante il Piano Transizione 5.0 preveda l’applicazione del principio DNSH sono ammesse le attività che non hanno un impatto diretto sui consumi energetici relativi ai flussi di fonte che rientrano nel piano di monitoraggio della CO2 dell’attività d’impresa. Ma anche quelle che comportano delle emissioni di gas serra inferiori alle emissioni verificate l’anno precedente, al netto delle variazioni dei volumi produttivi. Per i rifiuti speciali, sono ammessi i progetti che non comportano un incremento dei rifiuti speciali pericolosi generati per unità di prodotto.

Calcolo del Risparmio energetico per l’accesso alle agevolazioni del Piano Transizione 5.0

Il risparmio energetico ottenuto dalle imprese si calcola confrontando i consumi energetici annuali conseguibili con gli investimenti con i consumi registrati nell’esercizio precedente all’avvio del progetto. Se il progetto riguarda più di un processo produttivo, si considerano i consumi energetici della struttura produttiva.

Per le imprese di nuova costituzione, il risparmio si calcola confrontando i consumi medi annui di almeno tre beni alternativi disponibili sul mercato nei cinque anni precedenti alla data di avvio del progetto di innovazione.

Le spese ammesse per gli investimenti in rinnovabili

Sono ammesse dal decreto attuativo Piano Transizione 5.0 le spese in investimenti in rinnovabili sostenute per:

  • gruppi di generazione dell’energia elettrica;
  • servizi ausiliari;
  • trasformatori;
  • impianti per lo stoccaggio dell’energia.

I beni devono essere allacciati alla rete dei produttori di energia entro un anno dalla data di completamento del progetto di innovazione.

Gli incentivi per la formazione

Il decreto attuativo Piano Transizione 5.0 prevede delle agevolazioni per gli investimenti in formazione. Le attività ammesse includono formazione su aspetti legati alla transizione green e digitale. I progetti formativi devono avere una durata non inferiore a 12 ore e includere almeno un modulo formativo su specifiche materie.

Quanto alle spese, sono ammesse quelle relative ai formatori, costi di esercizio, costi dei servizi di consulenza, e spese di personale partecipante alla formazione.

Comunicazione ex ante valida anche per gli investimenti 4.0

Con la bozza del decreto attuativo Piano Transizione 5.0 si arriva finalmente ad un chiarimento sul tema cruciale della comunicazione ex ante. Introdotta Piano Transizione 5.0, questa è stata un punto interrogativo per mesi.

La bozza presentata dal MIMIT al Ministero dell’Economia e delle Finanze chiarisce finalmente che se un’azienda non completa il percorso per fruire del credito d’imposta del Piano Transizione 5.0, può passare al Piano Transizione 4.0 senza dover ripetere la comunicazione di avvio degli investimenti.

Ampliato l’elenco dei soggetti abilitati alla certificazione

Il decreto attuativo amplia le categorie di soggetti abilitati a rilasciare certificazioni. Includendo, oltre agli  Esperti in Gestione dell’Energia (EGE) certificati e alle Energy Service Company (ESCo) certificate, organismi di valutazione della conformità e ingegneri iscritti nelle sezioni A dell’albo professionale. Per questi ultimi è richiesto il possesso dei seguenti diplomi di laurea.

  • L07 Lauree in Ingegneria Civile e Ambientale;
  • L09 Lauree in Ingegneria Industriale;
  • LM20 Lauree Magistrali in Ingegneria Aerospaziale e Astronautica;
  • LM22 Lauree Magistrali in Ingegneria Chimica;
  • LM23 Lauree Magistrali in Ingegneria Civile;
  • LM25 Lauree Magistrali in Ingegneria dell’Automazione;
  • LM28 Lauree Magistrali in Ingegneria Elettrica;
  • LM29 Lauree Magistrali in Ingegneria Elettronica;
  • LM30 Lauree Magistrali in Ingegneria Energetica e Nucleare;
  • LM33 Lauree Magistrali in Ingegneria Meccanica;
  • LM34 Lauree Magistrali in Ingegneria Navale.

Quanto agli organismi di valutazione della conformità, è necessario che siano accreditati ai sensi di almeno uno dei seguenti standard:

  • UNI CEI EN ISO/IEC 17029;
  • UNI EN ISO 14065;
  • UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1, specificatamente per lo standard UNI CEI EN ISO 50001:2018;
  • UNI CEI EN ISO/IEC 17024, specificatamente per lo standard UNI CEI 11339;
  • UNI CEI EN ISO/IEC 17065, specificatamente per lo standard UNI CEI 11352.

Controlli a partire dalla comunicazione ex ante

Il decreto attuativo Piano Transizione 5.0 conferma che i controlli in capo al GSE si attiveranno fin dalla prima comunicazione inviata dall’azienda. In altre parole, il GSE effettuerà controlli documentali e in loco a partire dalla trasmissione della comunicazione preventiva. I controlli quindi non scatteranno soltanto a procedura ultimata.

Periodo di osservazione

Il decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 stabilisce che le aziende non possono alienare i beni prima del 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di completamento del progetto di innovazione. Questo è detto periodo di osservazione e vale anche per i  minori consumi energetici, che devono essere mantenuti per cinque anni. Se l’impresa non rispetta il periodo di osservazione, è tenuta a restituire l’incentivo.

Vuoi maggiori informazioni sul decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 e come accedere alle agevolazioni? Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata con i nostri esperti.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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