Imprese Energivore: pubblicate le regole operative per le “Green Conditionalities”

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Pubblicate le regole operative per le imprese energivore che beneficiano delle agevolazioni previste dal DL 131/2023. Queste regole, emanate da ENEA, GSE e ISPRA, definiscono come le imprese devono adempiere alle “Green Conditionalities” per accedere agli incentivi.

Come abbiamo spiegato in questo articolo, le imprese che accedono alle agevolazioni devono già:

  • Essere titolari di una diagnosi energetica conforme all’allegato 2 del D.Lgs. 102/2014, comunicata all’ENEA.
  • Oppure, adottare un sistema di gestione ISO 50001 che includa un audit energetico conforme allo stesso allegato.

Cosa sono le “Green Conditionalities”

In aggiunta ai suddetti requisiti, le imprese energivore che richiedono le agevolazioni devono obbligatoriamente adottare almeno una delle seguenti misure (“Green Conditionalities”):

  1. Attuare le raccomandazioni della diagnosi energetica con tempo di ammortamento degli investimenti inferiore a 3 anni e costo non superiore all’agevolazione percepita.
  2. Ridurre l’impronta di carbonio del consumo di energia elettrica, coprendo almeno il 30% del fabbisogno con fonti non emissive.
  3. Investire almeno il 50% dell’agevolazione in progetti che riducano significativamente le emissioni di gas serra, al di sotto dei parametri di riferimento UE.

Linee guida specifiche per ogni opzione di Green Conditionalities

Per ciascuna “Green Conditionality”, sono state pubblicate linee guida dettagliate:

  • Linee Guida ENEA: per l’attuazione delle raccomandazioni della diagnosi energetica.
  • Regole applicative GSE: per la riduzione dell’impronta di carbonio (autoproduzione, PPA, Garanzie di Origine).
  • Linee Guida operative ISPRA: per gli investimenti in riduzione delle emissioni di gas serra.

Ma cosa prevedono le linee guida nel dettaglio? Per quanto riguarda le linee guida ENEA, le imprese sono tenute a individuare, all’interno della diagnosi energetica già effettuata, quegli interventi migliorativi che presentano un tempo di ritorno dell’investimento inferiore a tre anni. Tra questi, dovranno selezionare quelli il cui costo totale di realizzazione non superi l’ammontare dell’agevolazione ricevuta.

Passando alle regole applicative del GSE, le imprese hanno diverse opzioni per ridurre la propria impronta di carbonio. Possono scegliere di autoprodurre energia elettrica direttamente nel proprio sito o nelle immediate vicinanze, oppure stipulare contratti di acquisto a lungo termine (Power Purchase Agreement, PPA) con produttori che utilizzano fonti rinnovabili. Un’ulteriore alternativa è l’acquisto e l’annullamento di Garanzie di Origine (GO), certificati che attestano la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per gestire queste opzioni, è necessario registrarsi nell’Area Clienti del GSE e sottoscrivere il Portale GO.

Infine, le linee guida ISPRA si rivolgono alle imprese che decidono di investire in progetti di riduzione delle emissioni di gas serra. Queste imprese dovranno, entro due anni dall’aver usufruito dell’agevolazione, inviare a ISPRA, tramite procedura telematica, una dichiarazione e una relazione, entrambe verificate, che dimostrino l’effettiva riduzione delle emissioni ottenuta grazie all’investimento effettuato.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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