Nuovo Testo unico delle imposte sui redditi: ecco cosa cambia per le imprese

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Approda nell’ordinamento italiano il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con il decreto legislativo n. 117 del 19 giugno 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 luglio 2026. Il provvedimento entra in vigore il 4 luglio 2026, il giorno successivo alla pubblicazione, ma le nuove disposizioni, con i relativi riferimenti, si applicheranno soltanto a decorrere dal 1° gennaio 2027.
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Nuovo Testo unico delle imposte sui redditi: un’operazione di riordino normativo

Nel testo sono confluite le disposizioni in materia di imposte sui redditi precedentemente contenute nel testo unico approvato con DPR n. 917/1986 (il cosiddetto TUIR) e in altri corpi normativi. Il legislatore ha attualizzato il testo dove necessario e introdotto norme di coordinamento per adeguarlo alle modifiche intervenute e armonizzarlo con il resto dell’ordinamento, senza alterarne la portata applicativa.

Il Nuovo Iperammortamento entra nell’articolo 364

Nel Capo IV, articolo 364, confluisce anche la nuova Transizione 5.0 (il cosiddetto Nuovo Iperammortamento), introdotta dai commi 427-436 dell’articolo 1 della legge 199/2025. I contenuti tecnici sono confermati: cambia soltanto il rinvio agli allegati, con l’allegato IV (beni materiali) e l’allegato V (beni immateriali) che diventano rispettivamente allegati E e F del Testo unico.

Dal 1° gennaio 2027, i richiami ai «commi 427-436 legge 199/2025» presenti nella prassi dell’Agenzia delle Entrate, nelle guide GSE e nella documentazione contrattualistica si leggeranno come rinvii all’articolo 364 del Testo unico.

Il regime transitorio per il Nuovo Iperammortamento

Il passaggio richiede attenzione sul piano dei riferimenti normativi. Le comunicazioni preventive e di conferma trasmesse al GSE nel 2026 restano ancorate alla legge 199/2025. Le comunicazioni di completamento trasmesse tra il 2027 e il 15 novembre 2028 operano invece nel quadro dell’articolo 364. Anche perizie e certificazioni sottoscritte nel biennio dovranno coordinare i richiami: fonte originaria per i beni acquisiti fino al 31/12/2026 e articolo 364 per quelli successivi.
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Perché il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi è rilevante per le imprese

Al di là del riordino formale, il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi ridisegna la mappa dei riferimenti che imprese e professionisti utilizzano ogni giorno. Aggiornare per tempo perizie, contratti e procedure interne sarà essenziale per evitare disallineamenti a partire dal 2027.

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Fonte: ntplusfisco.ilsole24ore.com


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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