Oltre due terzi delle start-up muore entro il primo anno. I dati dimostrano come il fallimento di un progetto imprenditoriale sia molto alto nei primi anni di vita dell’azienda. A cosa si deve questo fenomeno? I fattori coinvolti sono molteplici e vanno dalla scarsa preparazione alla carenza di fondi. Vediamoli nel dettaglio

Partire da zero senza conoscenze: il primo pericolo per le start-up

Il primo motivo per cui le start-up tendono al fallimento è l’inadeguatezza dei fondatori, intesa come assenza di determinazione, la scarsa conoscenza del settore in cui si muovono o l’insufficiente capacità di leadership. La mancanza di conoscenza del settore da parte degli imprenditori diventa particolarmente problematica quando è necessario prendere impegni ampi e complicati in termini di risorse.

Spesso i fondatori non integrano nella squadra un altro co-fondatore che abbia l’esperienza che a loro mancava ed intraprendono un processo di learning by doing che porta ad errori costosi. Orientarsi verso una soluzione migliore potrebbe non essere fattibile. Soprattutto se richiede grandi quantità di capitale (per cui generalmente servono dei finanziamenti per start up) e/o tempi prolungati per verificare che i nuovi metodi stiano funzionando.

In una situazione del genere, gli imprenditori non si possono permettere grossi errori, ma una mancanza di esperienza del settore in cui si opera rende i passi falsi ancora più probabili.

Le start-up e la gestione dei progetti: mancano analisi e ponderazione

Gli imprenditori di molte start-up, sono come dei velocisti che scattano prima del colpo di pistola: troppo ansiosi di lanciare nel mondo il proprio prodotto, dimenticandosi di indagare i bisogni forti e insoddisfatti dei clienti e i problemi su cui vale la pena lavorare prima di cominciare a progettare.

Hanno spesso un’idea preconcetta dei problemi che cercano di risolvere e restano troppo attaccati sul piano emotivo alla soluzione pensata, invece di rimanere aperti alla possibilità che il processo di validazione dell’idea sul mercato porterà alla luce problemi più urgenti o soluzioni migliori. Queste due condizioni portano la start-up a mancare il bersaglio e a fallire.

Con queste premesse, solo i progetti solidi che non trascurano questi errori vengono sostenuti dalle istituzioni. Come confermato dai dati riportati nella seguente tabella, elaborata dall’Ufficio Tecnico di Golden Group nel corso di un’analisi sulla finanziabilità delle start-up.

start-up

Ogni giorno gli esperti di Golden Group supportano imprenditori che desiderano partecipare a bandi e misure che incentivano l’imprenditoria, scontrandosi con le criticità tipiche delle start-up. Nella maggior parte dei casi, l’impossibilità di ottenere fondi e finanziamenti per start up è dovuta all’inadeguatezza del progetto, che non è in linea con la candidatura al bando. E in alcuni casi risulta persino incoerente con il mercato di riferimento.

Come evitare di fare un buco nell’acqua con la candidatura al bando di interesse? Valutando le possibilità di accedere alle agevolazioni ricorrendo, fin dal principio, al supporto di un professionista della finanza agevolata. Compila il modulo sottostante per una consulenza personalizzata.


Alessia Bernardi

Alessia Bernardi, business designer e consulente nell’ambito della finanza agevolata, è oggi a capo della Direzione Tecnica di Golden Group Spa. Assieme a più di 50 collaboratori, si occupa del reperimento di finanziamenti e contributi volti a favorire lo sviluppo di nuovi progetti di business.
Il suo obiettivo è quello di far comprendere a decision maker e aziende quanto sia fondamentale fare cultura della finanza agevolata come asset strategico e funzione aziendale in grado di incentivare gli investimenti e generare dunque differenziale competitivo.

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