Transizione 5.0: come utilizzare il credito d’imposta residuo al 31 dicembre 2025
L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 1 del 12 gennaio 2026, ha fornito chiarimenti importanti sulla fruizione del credito d’imposta Transizione 5.0 residuo al 31 dicembre 2025. Le nuove disposizioni riguardano le modalità di utilizzo del credito non ancora compensato entro tale data, che dovrà essere ripartito in cinque quote annuali di pari importo dal 2026 al 2030.
La disciplina del credito d’imposta Transizione 5.0
Il comma 13 dell’articolo 38 del DL 19/2024 aveva stabilito che il credito d’imposta Transizione 5.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. L’utilizzo era consentito decorsi cinque giorni dalla regolare trasmissione, da parte del GSE all’Agenzia delle Entrate, dell’elenco dei beneficiari, entro la data del 31 dicembre 2025.
La presentazione del modello F24 doveva avvenire unicamente tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, a pena di rifiuto dell’operazione di versamento. Per l’ammontare non ancora utilizzato alla predetta data, la normativa prevede il riporto in avanti e l’utilizzo in cinque quote annuali di pari importo.
Utilizzo del credito residuo: la ripartizione in cinque anni
Il credito d’imposta Transizione 5.0 poteva essere utilizzato anche in un’unica soluzione entro il 31 dicembre 2025. Tuttavia, per l’ammontare non ancora compensato a tale data, è previsto il riporto in avanti secondo una modalità vincolante: la suddivisione in cinque quote annuali di uguale importo.
In particolare, il credito di imposta residuo al 31 dicembre 2025 è automaticamente suddiviso in cinque quote annuali di pari importo riferite agli anni dal 2026 al 2030. Questa ripartizione è già predisposta dall’Agenzia delle Entrate e risulta visibile nel cassetto fiscale di ciascun beneficiario, accessibile dall’area riservata del sito internet dell’Agenzia.
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Come verificare l’importo disponibile nel cassetto fiscale
Le imprese che hanno maturato il credito d’imposta Transizione 5.0 possono verificare l’ammontare residuo e la relativa ripartizione accedendo al proprio cassetto fiscale nell’area riservata del portale dell’Agenzia delle Entrate. In questa sezione vengono indicate le cinque quote annuali disponibili, con l’esatta indicazione dell’importo utilizzabile per ciascun anno dal 2026 al 2030.
Questa trasparenza consente ai contribuenti di pianificare con precisione l’utilizzo del credito nei prossimi anni, evitando errori nella compilazione dei modelli F24 e garantendo la corretta compensazione fiscale.
Modalità operative: codice tributo e anno di riferimento
L’importo annuo del credito d’imposta Transizione 5.0 è utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24 telematico. Per effettuare correttamente la compensazione, è necessario indicare il codice tributo “7072”, istituito con risoluzione n. 63/E del 18 dicembre 2024.
Inoltre, è fondamentale indicare quale anno di riferimento, nonché l’anno dal quale è utilizzabile in compensazione la quota del credito derivante dalla ripartizione. L’anno deve essere inserito nel formato “AAAA”, esattamente come indicato nel cassetto fiscale del contribuente.
Il rispetto di queste indicazioni è essenziale per evitare lo scarto del modello F24 da parte del sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate.
Controlli automatizzati dell’Agenzia delle Entrate
In fase di elaborazione dei modelli F24, l’Agenzia delle Entrate effettua controlli automatizzati per verificare che l’ammontare dei crediti utilizzati in compensazione da ciascun soggetto non ecceda l’importo della quota disponibile per ciascuna annualità. Questo sistema di verifica preventiva garantisce che non vengano utilizzati importi superiori a quelli effettivamente spettanti.
Nel caso in cui il controllo rilevi un’incongruenza, il modello F24 viene automaticamente scartato. Questo meccanismo di controllo impedisce utilizzi impropri del credito e protegge i contribuenti da potenziali errori che potrebbero generare contenziosi con l’amministrazione finanziaria.
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Implicazioni pratiche per le imprese beneficiarie
Le imprese che hanno maturato il credito d’imposta Transizione 5.0 e non lo hanno utilizzato integralmente entro il 31 dicembre 2025 devono ora adeguare la propria pianificazione fiscale alla nuova disciplina della ripartizione quinquennale. È importante verificare periodicamente il cassetto fiscale per controllare l’esatto ammontare disponibile per ciascuna annualità.
Inoltre, è consigliabile prestare massima attenzione nella compilazione del modello F24, assicurandosi di utilizzare il codice tributo corretto e di indicare precisamente l’anno di riferimento. Un errore in queste fasi potrebbe comportare lo scarto del modello e ritardi nella compensazione del credito.
Le imprese possono anche valutare l’opportunità di pianificare strategicamente l’utilizzo del credito negli anni dal 2026 al 2030, considerando le proprie esigenze di liquidità e la previsione del carico fiscale futuro.
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Fonte: Risoluzione AdE n. 1 del 12 gennaio 2026

Martina Moretti
Martina è la copywriter e content writer specializzata nel settore finance che cura il blog di Golden Group.
Il suo percorso nel digital marketing inizia nel 2015, quando si confronta per la prima volta con la scrittura e con i temi del mondo finance. Da allora è verticale sui testi SEO oriented.
Sempre in cerca di sfide, ha scritto per progetti di grandi e piccole dimensioni affrontando le molte declinazioni del mondo del credito e della finanza, tra cui prestiti personali, mutui, risparmio gestito, ETF, trading, fondi di investimento, contributi a fondo perduto, bandi europei.
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