Decreto Transizione 5.0: nuove aliquote fino al 45% per le imprese che investono in maniera sostenibile
È in arrivo nelle prossime settimane il decreto Transizione 5.0, la disposizione che stabilirà le regole per l’applicazione del nuovo piano di Transizione 5.0 e della versione aggiornata del PNRR, rivista alla luce delle modifiche approvate dalla Commissione Europea con uno stanziamento di nuove risorse dal programma RePowerEU.
Anche se i dettagli saranno ufficializzati solo al momento dell’effettiva pubblicazione del decreto Transizione 5.0, le principali caratteristiche delle misure approvate da Bruxelles sono già note. E le novità certo non mancano: il nuovo piano di incentivi è una svolta per le imprese che si impegnano in investimenti sostenibili, offrendo opportunità uniche per promuovere sia la digitalizzazione che l’efficienza energetica.
Il decreto introduce infatti un sistema di agevolazioni per il biennio 2024-2025 che mira a ridurre il consumo di energia da parte delle imprese, focalizzato su tre macro aree di intervento:
- l’acquisto di beni strumentali 4.0;
- l’acquisto di beni per autoproduzione di energia e autoconsumo da fonti rinnovabili;
- le spese per la formazione del personale nelle competenze per la transizione verde.
Le modifiche apportate rispetto al precedente testo del PNRR dimostrano un rinnovato impulso verso la sostenibilità e l’innovazione tecnologica. Con l’obiettivo di realizzare un salto qualitativo nella gestione delle risorse e nell’efficienza energetica delle aziende italiane. Merito di un focus sull’efficienza energetica e sull’autoproduzione di energia rinnovabile, per favorire una crescita economica sostenibile e una maggiore competitività a livello internazionale.
Cosa aspettarsi dal decreto di Transizione 5.0 e le aliquote annunciate da Il Sole 24 Ore
Secondo quanto riportato da fonti ufficiali, le nuove aliquote previste dal decreto Transizione 5.0 avranno un impatto importante nei bilanci delle imprese italiane. Ma sui dettagli c’è ancora massimo riserbo dalle alte cariche dello Stato e dell’UE.
Gli unici dettagli confermati riguardano il numero delle aliquote, che dovranno essere almeno tre, di entità crescente in base al risparmio energetico raggiunto. Risparmio che in ogni caso dovrà essere di almeno il 3% dei consumi totali o pari ad almeno il 5% dei consumi relativi al cosiddetto processo target.
Ciononostante sono trapelate alcune indiscrezioni che vanno ben oltre questo livello di informazione. Dopo le dichiarazioni del Ministro Adolfo Urso di cui abbiamo parlato in questo articolo, Il Sole 24 Ore ha pubblicato quelle che sarebbero le 9 nuove aliquote del decreto Transizione 5.0.
Queste nuove informazioni, che sono da considerare come indiscrezioni, prevedono la classificazione delle aliquote sulla base di tre classi di efficienza, a seconda dell’obiettivo raggiunto con l’investimento per cui si richiede l’agevolazione.
In particolare le nuove aliquote per il piano di Transizione 5.0 sarebbero le seguenti:
- Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro: classe I aliquota del 35%, classe II aliquota del 40%, classe III aliquota del 45%.
- Per investimenti da 2,5 a 10 milioni di euro: classe I aliquota del 15%, classe II aliquota del 20%, classe III aliquota del 25%.
- Per investimenti da 10 a 50 milioni di euro: classe I aliquota del 5%, classe II aliquota del 10%, classe III aliquota del 15%.
Le altre novità del piano di Transizione 5.0
Osservando i dati emerge chiaramente che queste condizioni sono pensate per premiare in modo più significativo le piccole e medie imprese. Stimolando così investimenti mirati all’innovazione e alla sostenibilità in quelle che sono le imprese più diffuse nel nostro settore produttivo. Anche se è importante ricordare che il piano di Transizione 5.0 non sostituisce il precedente piano 4.0 ma si somma ad esso.
In altre parole, il reale beneficio apportato dalla nuova misura andrebbe considerato al netto delle aliquote già presenti per gli investimenti sostenibili, per i quali attualmente sono previste aliquote del 20%. Le imprese che investono in beni tecnologicamente avanzati per la digitalizzazione, ma che non raggiungono gli obiettivi di efficienza energetica previsti dal 5.0, continueranno a beneficiare degli incentivi del piano Transizione 4.0, sebbene con aliquote meno generose rispetto al nuovo piano.
In ogni caso il decreto Transizione 5.0 porterà con sé diverse novità, cambiando notevolmente le regole a cui le imprese italiane si sono abituate in questi anni di Transizione 4.0. Uno dei principali cambiamenti riguarda il processo di certificazione.
Ogni progetto di innovazione per cui sono richiesti i contributi 5.0 deve essere validato attraverso una certificazione sia ex ante che ex post, per garantire la conformità agli standard di riduzione del consumo energetico previsti. Questo processo di verifica, richiesto anche dalla Commissione Europea, assicura che gli investimenti siano realizzati in linea con gli obiettivi di efficienza energetica e innovazione tecnologica stabiliti dal piano.
Infine sono previsti investimenti significativi per le spese di formazione legate ai progetti innovativi, con un massimale di 300.000 euro per azienda. Un altro aspetto che dimostra come il decreto Transizione 5.0 apra nuove strade per le imprese italiane, incoraggiando investimenti sostenibili e innovativi.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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