Bozza del decreto Piano Transizione 5.0: zone d’ombra e criticità
Il Piano Transizione 5.0 rappresenta un ambizioso tentativo da parte del governo italiano di incentivare le imprese a investire in innovazione e sostenibilità. Questo piano, che si estende dal 2024 al 2025, è stato concepito per promuovere la trasformazione digitale e verde delle aziende italiane. Tuttavia, la bozza del decreto attuativo ha sollevato numerose preoccupazioni e critiche per la sua complessità e alcune zone d’ombra.
In questo articolo, esploreremo le principali criticità individuate da Alessia Bernardi, direttore dell’Ufficio Tecnico di Golden Group, e analizzeremo come queste potrebbero essere risolte per migliorare l’implementazione e l’efficacia del piano.
Perché la bozza del decreto Transizione 5.0 è di difficile interpretazione
Prima di entrare nel dettaglio dell’analisi della bozza del decreto attuativo del Piano Transizione 5.0, bisogna ricordare che questa è stata recentemente presentata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e, sebbene rappresenti un passo avanti fondamentale, non è ancora definitiva. Poiché è stato oggetto di ripetute modifiche (la sua gestazione è iniziata il 2 marzo 2024) e abbraccia numerosi campi di applicazione delle agevolazioni, il testo risulta lungo e articolato.
La complessità del documento e l’ampiezza delle materie trattate rendono la sua interpretazione e applicazione particolarmente ardua per le imprese. Le principali aree di difficoltà includono la definizione dei soggetti abilitati alla certificazione, le ambiguità nelle definizioni di imprese di nuova costituzione e strutture produttive, oltre alle restrizioni su pratiche multiple e limiti di finanziamento.
Le criticità della bozza decreto Transizione 5.0: analisi a cura di Alessia Bernardi
Dopo una lettura approfondita della bozza del decreto, di seguito sono indicate le aree del documento che potrebbero beneficiare di maggiore chiarezza, semplicità e flessibilità per facilitare l’adesione alla misura e la corretta applicazione da parte delle imprese interessate.
Soggetti Abilitati alla Certificazione
Soggetti Abilitati:
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- Criticità: L’ampliamento dell’elenco dei soggetti abilitati alla certificazione è positivo, ma potrebbe creare incertezze sulle competenze necessarie.
- Suggerimento: Definire chiaramente i requisiti di professionalità e indipendenza per i nuovi soggetti abilitati.
Definizioni
Impresa di Nuova Costituzione:
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- Criticità: La definizione potrebbe risultare ambigua poiché include sia nuove imprese che quelle che hanno variato sostanzialmente i prodotti e servizi resi da meno di sei mesi. Questo potrebbe creare confusione nella sua applicazione pratica.
- Suggerimento: Chiarire meglio la distinzione tra nuove imprese e quelle che hanno variato i loro servizi, magari con esempi pratici.
Struttura Produttiva e Processo Interessato:
-
- Criticità: La definizione di struttura produttiva è dettagliata e complessa, il che potrebbe renderne difficile la comprensione e applicazione per alcune imprese.
- Suggerimento: Fornire una versione semplificata della definizione o includere diagrammi che illustrano chiaramente la struttura produttiva e il processo interessato.
Una Sola Pratica alla Volta
Gestione delle Pratiche:
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- Criticità: La limitazione a una sola pratica attiva alla volta potrebbe rallentare l’innovazione e la crescita delle imprese.
- Suggerimento: Valutare la possibilità di consentire più pratiche attive in parallelo, magari con limiti specifici per ciascun tipo di investimento.
Il Plafond Annuale
Limite dei 50 Milioni:
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- Criticità: Il limite annuale di 50 milioni di euro potrebbe non essere adeguato per le imprese con grandi progetti di innovazione.
- Suggerimento: Rivedere il limite annuale o introdurre eccezioni per progetti di particolare rilevanza.
Esclusioni Relative al DNSH
Esclusioni e Eccezioni:
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- Criticità: Le eccezioni previste per le esclusioni relative al DNSH potrebbero non essere sufficientemente chiare, portando a interpretazioni divergenti.
- Suggerimento: Fornire esempi pratici e casi di studio per chiarire le eccezioni.
Il Calcolo del Risparmio
Scenario Controfattuale:
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- Criticità: Il calcolo del risparmio basato su uno scenario controfattuale potrebbe risultare complesso e soggetto a manipolazioni.
- Suggerimento: Stabilire linee guida più dettagliate e standardizzate per la determinazione degli scenari controfattuali.
Le Rinnovabili
Dimensionamento degli Impianti:
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- Criticità: Il limite del 5% del fabbisogno energetico per il dimensionamento degli impianti potrebbe non essere adeguato per tutte le imprese.
- Suggerimento: Valutare l’adeguatezza del limite del 5% e considerare l’introduzione di soglie differenziate per tipologie di imprese o settori.
La Formazione
Elenco delle Attività Ammesse:
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- Criticità: L’elenco delle attività di formazione ammesse è dettagliato ma potrebbe risultare limitativo per alcune imprese.
- Suggerimento: Ampliare l’elenco delle attività ammesse o prevedere una procedura di approvazione per attività di formazione non elencate.
Comunicazione Ex Ante Valida Anche per Transizione 4.0
Obblighi di Comunicazione:
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- Criticità: La validità della comunicazione ex ante anche per il piano Transizione 4.0 potrebbe creare confusione riguardo agli obblighi specifici di ciascun piano.
- Suggerimento: Fornire chiarimenti specifici su come gli obblighi di comunicazione ex ante si applicano ai diversi piani di transizione.
Comunicazione Ex Post:
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- Criticità: La scadenza del 28 febbraio 2026 per l’invio della comunicazione ex post potrebbe non essere sufficientemente evidenziata, aumentando il rischio di dimenticanze.
- Suggerimento: Evidenziare maggiormente questa scadenza e considerare l’invio di promemoria automatici alle imprese.
Controlli già dalla Comunicazione Ex Ante
Piano di Controlli:
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- Criticità: I controlli previsti già dalla comunicazione ex ante potrebbero risultare onerosi e disincentivare le imprese.
- Suggerimento: Semplificare e chiarire il processo di controllo per ridurre l’onere sulle imprese.
Il Periodo di Osservazione
Durata del Periodo di Osservazione:
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- Criticità: La necessità di mantenere i minori consumi per cinque anni potrebbe risultare troppo restrittiva.
- Suggerimento: Considerare una riduzione della durata del periodo di osservazione o introdurre flessibilità per le imprese in rapida evoluzione.
Le criticità individuate da Alessia Bernardi nella bozza del decreto attuativo del Piano Transizione 5.0 sono molteplici e richiedono interventi mirati per migliorare la comprensibilità e l’applicabilità del documento. Intervenire su questi fronti servirebbe a garantire che il piano possa effettivamente stimolare l’innovazione e la sostenibilità delle imprese italiane.
Attraverso un approccio più chiaro e flessibile, infatti, il Piano Transizione 5.0 può diventare un potente strumento di crescita e sviluppo, contribuendo a un futuro più verde e tecnologicamente avanzato per il Paese.
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Alessia Bernardi
Alessia Bernardi, business designer e consulente nell’ambito della finanza agevolata, è oggi a capo della Direzione Tecnica di Golden Group Spa. Assieme a più di 50 collaboratori, si occupa del reperimento di finanziamenti e contributi volti a favorire lo sviluppo di nuovi progetti di business.
Il suo obiettivo è quello di far comprendere a decision maker e aziende quanto sia fondamentale fare cultura della finanza agevolata come asset strategico e funzione aziendale in grado di incentivare gli investimenti e generare dunque differenziale competitivo.
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