Legge di bilancio 2026: tutte le novità fiscali per le imprese
La legge di bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 dicembre 2025 e in vigore dal 1° gennaio 2026, introduce numerose disposizioni che ridisegnano il panorama fiscale italiano per imprese e professionisti. Dopo l’approvazione definitiva della Camera dei deputati nella seduta del 30 dicembre, il provvedimento ha ricevuto contestualmente la promulgazione del Presidente della Repubblica, configurandosi come strumento normativo di riferimento per il triennio 2026-2028.
Il testo normativo si caratterizza per un approccio articolato che bilancia esigenze di consolidamento dei conti pubblici con interventi di stimolo agli investimenti produttivi, particolarmente nei settori tecnologici e nelle aree geografiche che necessitano di maggiore sostegno. Le misure spaziano dalla revisione delle aliquote Irpef fino all’introduzione di nuovi meccanismi di agevolazione per specifiche categorie produttive.
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Riduzione dell’aliquota Irpef intermedia
Passando ai principali interventi sul sistema fiscale generale della legge di bilancio 2026, il legislatore ha proceduto con la riduzione della seconda aliquota Irpef dal 35% al 33%, confermando l’orientamento verso una semplificazione della progressività tributaria. Parallelamente, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, viene operata una riduzione di 440 euro sull’ammontare delle detrazioni dall’imposta lorda relative a specifici oneri, con esclusione delle spese sanitarie.
Modifiche alla tassazione delle locazioni brevi
Dal 2026 subisce una restrizione significativa il regime delle locazioni brevi. L’attività imprenditoriale si presume infatti a partire dal terzo immobile e non più dal quinto, determinando conseguenze rilevanti per chi opera nel settore degli affitti turistici. Questa modifica risponde all’esigenza di distinguere con maggiore precisione tra attività occasionale e gestione imprenditoriale strutturata.
Revisione della fiscalità delle criptoattività
Il settore delle criptoattività beneficia di un trattamento differenziato rispetto alle previsioni originarie. Mentre l’aliquota generale dell’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da cripto-asset rimane invariata, vengono esclusi dall’incremento previsto al 33% i token di moneta elettronica denominati in euro conformi al regolamento europeo MiCA. La conversione tra euro e questi specifici token non costituisce realizzo di plusvalenza o minusvalenza, garantendo neutralità fiscale nelle operazioni di passaggio.
Il nuovo iper-ammortamento per investimenti 4.0
L’asse portante delle misure a sostegno degli investimenti produttivi si identifica nell’introduzione di una maggiorazione dell’ammortamento applicabile dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. L’agevolazione riguarda beni materiali e immateriali strumentali nuovi funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma industria 4.0.
Le percentuali di maggiorazione seguono una scala progressiva:
- 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro
- 100% per investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro
- 50% per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro
Un requisito fondamentale concerne l’origine produttiva dei beni, che devono essere fabbricati negli Stati membri dell’Unione europea o in Paesi aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo. La misura include anche investimenti in beni materiali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo.
L’accesso al beneficio richiede la trasmissione telematica, tramite piattaforma sviluppata dal GSE, di apposite comunicazioni e certificazioni concernenti gli investimenti agevolabili. Un decreto interministeriale definirà le modalità attuative della misura.
Rifinanziamento della Nuova Sabatini
Il sostegno alle piccole e medie imprese per l’acquisizione di beni strumentali riceve un incremento significativo con l’autorizzazione di spesa aggiuntiva di 200 milioni di euro per il 2026 e 450 milioni per il 2027. Questo rifinanziamento conferma la centralità dello strumento nel panorama delle agevolazioni nazionali.
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Fondo per il rifinanziamento Industria 4.0
Viene istituito un fondo da ripartire con dotazione di 1,3 miliardi di euro per il 2026, destinato specificamente all’incremento dei limiti di spesa previsti per il credito d’imposta Industria 4.0. Le risorse si riferiscono esclusivamente agli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2025, con utilizzo della compensazione mediante modello F24 nel corso del 2026.
Esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato
La legge di bilancio 2026 introduce poi interessanti incentivi all’occupazione e welfare aziendale. In particolare è stato inserito un incentivo per all’assunzione di personale non dirigenziale a tempo indeterminato nell’anno 2026, rivolto ai datori di lavoro privati. L’agevolazione persegue molteplici finalità: incremento dell’occupazione giovanile stabile, promozione delle pari opportunità per lavoratrici svantaggiate, sostegno allo sviluppo occupazionale nella ZES unica del Mezzogiorno e riduzione dei divari territoriali.
L’incentivo consiste in un esonero parziale dal versamento dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, escluso l’INAIL, per un periodo massimo di 24 mesi. L’agevolazione si applica anche alle trasformazioni di rapporti da tempo determinato a tempo indeterminato. Un decreto attuativo del Ministero del Lavoro definirà le modalità operative.
Agevolazioni per lavoratrici madri
Dal 2026 viene introdotto a regime un esonero contributivo per l’assunzione di lavoratrici madri con almeno tre figli di età minore di 18 anni prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. L’incentivo riguarda contratti subordinati a tempo determinato o indeterminato, anche in somministrazione, nonché le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato.
L’esonero raggiunge il 100% dei contributi previdenziali, nel limite massimo di 8.000 euro annui riparametrato su base mensile, con esclusione dei premi INAIL. La durata varia da 12 a 24 mesi secondo la tipologia contrattuale.
Incentivi alla trasformazione a tempo parziale
Una disposizione innovativa riconosce dal 1° gennaio 2026 un criterio di priorità nella trasformazione del contratto da full a part time per lavoratrici e lavoratori con almeno tre figli conviventi, fino al decimo anno di età del figlio più piccolo. La riduzione dell’orario deve essere almeno del 40%.
Ai datori di lavoro privati che consentono tale trasformazione spetta un esonero del 100% dei contributi previdenziali a loro carico, nel limite massimo di 3.000 euro annui riparametrato su base mensile, per un periodo massimo di 24 mesi dalla data di trasformazione.
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Estensione del credito d’imposta ZES unica
La legge di bilancio 2026 prevede poi agevolazioni territoriali e settoriali specifiche. Il credito d’imposta nella Zona Economica Speciale unica viene esteso al triennio 2026-2028, con inclusione anche delle zone assistite delle regioni Marche e Umbria. I limiti complessivi di spesa risultano fissati in 2.300 milioni di euro per il 2026, 1.000 milioni per il 2027 e 750 milioni per il 2028.
Una disposizione particolare prevede un contributo aggiuntivo pari al 14,6189% dell’ammontare del credito d’imposta richiesto per le imprese che hanno presentato validamente la comunicazione integrativa 2025, a condizione che non abbiano ottenuto il riconoscimento del credito d’imposta Transizione 5.0.
Zone logistiche semplificate
Analogamente alla ZES unica, il credito d’imposta per le imprese delle Zone logistiche semplificate viene prorogato nel triennio 2026-2028, garantendo continuità agli strumenti di sviluppo territoriale nelle aree logisticamente strategiche.
Crediti d’imposta per il settore agricolo e della pesca
Il settore primario beneficia di un’articolazione complessa di interventi agevolativi. Viene istituito uno specifico credito d’imposta pari al 40% degli investimenti effettuati dal 1° gennaio al 28 settembre 2028 in beni materiali e immateriali strumentali nuovi, con limite massimo di 1 milione di euro. La misura opera nei limiti di spesa di 2.100.000 euro per ciascuna annualità del triennio.
Parallelamente, si prevede la rimodulazione del credito d’imposta per investimenti delle imprese del settore situate nella ZES unica, con percentuali rideterminate al 58,7839% per microimprese e PMI nel settore della produzione primaria e forestale, e al 58,6102% per le grandi imprese nel settore della produzione primaria.
Per il 2026, sono agevolabili gli investimenti dal 1° gennaio al 15 novembre. Gli operatori devono comunicare all’Agenzia delle entrate l’ammontare delle spese ammissibili in due finestre temporali: dal 31 marzo al 30 maggio per le spese sostenute e previste, e dal 20 novembre al 2 dicembre per le spese effettivamente sostenute.
Incremento dell’aliquota Irap per banche e assicurazioni
Per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025 e per i due successivi, le aliquote Irap vengono incrementate di due punti percentuali per banche e società finanziarie (dal 4,65% al 6,65%) e per le imprese di assicurazione (dal 5,9% al 7,9%). È prevista una detrazione compensativa fino a 90.000 euro per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2026 e per il successivo.
Revisione dell’imposta straordinaria sui margini bancari
Viene modificata la disciplina dell’imposta straordinaria sui margini di interesse delle banche, introducendo una presunzione legale secondo cui, dal 2028, in caso di distribuzione di utili o riserve si presume prioritariamente distribuita la riserva accantonata in luogo del pagamento dell’imposta. È prevista la possibilità di applicare un’imposta sostitutiva agevolata per l’affrancamento della riserva esistente al 31 dicembre 2025 (aliquota 27,5%) e al 31 dicembre 2026 (aliquota 33%).
Limitazioni alla deducibilità degli interessi passivi
Per gli intermediari finanziari viene introdotta una limitazione temporanea alla deduzione degli interessi passivi secondo una scala progressiva dal 96% al 99%, rispettivamente per i periodi d’imposta dal 2026 al 2029, con ripresa della deduzione integrale dal 2030.
Definizione agevolata dei carichi affidati alla riscossione
Viene prevista una definizione agevolata per i debiti affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, derivanti da imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali o dall’omesso versamento di contributi previdenziali INPS. L’estinzione avviene versando capitale e spese per procedure esecutive e notifica, senza corrispondere interessi, sanzioni e aggio.
Il versamento può essere effettuato in unica soluzione entro il 31 luglio 2026 o rateizzato fino a 54 rate bimestrali con interessi al 3% annuo. La domanda di accesso va presentata entro il 30 aprile 2026.
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Definizione agevolata per tributi regionali e locali
È attribuita a regioni ed enti locali la facoltà di prevedere direttamente tipologie di definizione agevolata per i propri tributi, con esclusione di Irap, compartecipazioni e addizionali a tributi erariali, nell’ambito della propria autonomia gestionale.
Affrancamento straordinario delle riserve in sospensione
Vengono riaperti i termini per l’affrancamento delle riserve in sospensione d’imposta esistenti nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2024, mediante versamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 10%.
Proroga del credito d’imposta per design e ideazione estetica
Per il periodo d’imposta successivo al 31 dicembre 2025 viene prorogato il credito d’imposta per attività di design e ideazione estetica, nella misura del 10% della base di calcolo, con limite massimo annuale di 2 milioni di euro e limite complessivo di spesa di 60 milioni per il 2026.
Imposta sostitutiva per infermieri del settore privato
Con la nuova legge di bilancio, dal 2026 viene esteso agli infermieri dipendenti dalle strutture sanitarie private accreditate il regime di imposta sostitutiva del 5% sui compensi per lavoro straordinario, già previsto per i dipendenti del Servizio sanitario nazionale.
Plastic tax e sugar tax
L’entrata in vigore della plastic tax e della sugar tax viene posticipata al 1° gennaio 2027, rinviando rispettivamente di sei mesi e un anno le scadenze precedentemente stabilite.
Esenzioni per aree colpite da eventi sismici
Vengono prorogate le esenzioni Irpef, Ires, Imu e Tasi per fabbricati ubicati nei comuni del Centro Italia interessati dagli eventi sismici del 2016-2017, fino alla definitiva ricostruzione e comunque non oltre il 2025 per le imposte sui redditi e il 31 dicembre 2026 per Imu e Tasi.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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