Esodati Transizione 5.0: con il DL ‘carburanti bis’ il credito d’imposta sale dal 35% all’89,77%
Una svolta importante per le 7.417 imprese rimaste escluse dal Piano Transizione 5.0: il DL 3 aprile 2026 n. 42, noto come decreto ‘carburanti bis’ e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 78, modifica l’articolo 8 del DL 27 marzo 2026 n. 38 (DL fiscale) portando il credito d’imposta riconosciuto agli ‘esodati’ dal 35% all’89,77% dell’importo richiesto. Una correzione attesa da migliaia di aziende che, pur avendo presentato comunicazioni preventive nei termini, erano rimaste senza copertura per esaurimento delle risorse stanziate.
Cosa cambia per le imprese esodate: dal 35% all’89,77%
Il nuovo credito d’imposta è ora previsto in misura pari all’89,77% dell’ammontare richiesto con le comunicazioni preventive trasmesse dal 7 al 27 novembre 2025. Il beneficio si applica con riferimento agli investimenti relativi agli allegati A e B alla L. 232/2016 e alle spese di formazione del personale. Rispetto alla prima versione del decreto fiscale, viene meno il riferimento alle spese sostenute per adempiere agli obblighi di certificazione, che trovano ora una disciplina specifica e separata. Per un quadro completo delle misure dedicate alle imprese escluse, è utile consultare l’approfondimento su Transizione 5.0 e i 1,5 miliardi annunciati per gli esodati.
Risorse finanziarie: 1.302,3 milioni di euro per il 2026
Il nuovo credito d’imposta spetta nel limite di spesa di 1.302,3 milioni di euro per l’anno 2026, a valere sulle risorse previste dall’art. 1, comma 770, della Legge di Bilancio. Si tratta di un forte incremento rispetto ai 537 milioni di euro inizialmente stanziati, una scelta che testimonia l’attenzione del legislatore verso le imprese rimaste fuori dalla copertura iniziale.
Tempistiche e modalità di fruizione
Il comma 2 dell’art. 8 del DL fiscale non viene modificato, pertanto restano fermi i passaggi operativi già delineati. In particolare:
- entro il 30 aprile 2026 il GSE comunicherà ai soggetti interessati il credito d’imposta utilizzabile;
- la fruizione avverrà in un’unica quota tramite presentazione del modello F24;
- l’utilizzo è ammesso decorsi 5 giorni dalla comunicazione del credito utilizzabile;
- il termine ultimo per la presentazione dell’F24 è il 31 dicembre 2026.
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Il nuovo contributo ad hoc per autoproduzione e certificazioni
Una delle principali novità introdotte dal DL 42/2026 è il nuovo comma 3-bis all’art. 8 del DL 38/2026, che riconosce alle imprese esodate un contributo ad hoc concesso in proporzione alle spese risultanti dalle comunicazioni preventive sostenute per due specifiche tipologie di intervento:
- investimenti in impianti finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, comprese le spese per i sistemi di accumulo dell’energia prodotta, nel rispetto del principio DNSH (Do No Significant Harm);
- certificazioni relative alla documentazione contabile e quelle necessarie alla dimostrazione della riduzione dei consumi energetici e della conformità al principio DNSH, rilasciate da soggetti abilitati.
Il contributo non può eccedere, per ciascuna istanza, l’ammontare del credito d’imposta richiesto con le comunicazioni preventive per le medesime spese. Per un quadro più ampio sulle misure a sostegno dell’autoproduzione energetica delle imprese, è disponibile la guida agli incentivi MIMIT 2025 per l’autoproduzione di energia rinnovabile.
Limiti di spesa pluriennali e modalità di erogazione
Il contributo ad hoc opera entro precisi limiti di stanziamento pluriennale:
- 57,7 milioni di euro per l’anno 2026;
- 80 milioni di euro per l’anno 2027;
- 60 milioni di euro per l’anno 2028.
All’erogazione del contributo provvede il MIMIT sulla base delle informazioni fornite dal GSE in relazione alle spese effettivamente sostenute, secondo le modalità individuate con apposito decreto ministeriale. Le disposizioni si applicano nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, garantendo così la piena compatibilità del beneficio con il quadro comunitario.
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Copertura complessiva: 4,25 miliardi spesi dallo Stato
Con le modifiche introdotte dal DL 42/2026, la somma complessivamente spesa dallo Stato per il Piano della transizione digitale ed ecologica sale a 4,25 miliardi di euro, a fronte dei 4,40 miliardi che sarebbero stati necessari per una copertura completa al 100% delle richieste. Un risultato che, pur non azzerando completamente il gap, riduce sensibilmente lo scarto tra fabbisogno e risorse, dando una risposta concreta alle imprese che avevano regolarmente avviato i propri progetti di innovazione.
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Fonte: Eutekne

Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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