AI sovrana, la crescita europea dipende anche dai capitali
L’AI europea ha bisogno di finanziamenti che accompagnino la crescita. Un recente articolo di Corriere Comunicazioni collega le scelte industriali analizzate dal World Economic Forum al problema dei capitali richiamato dalla Bce.
Il collegamento riguarda due decisioni da valutare insieme: quali capacità sviluppare e come sostenerle economicamente. Un progetto può indicare con precisione la tecnologia da realizzare e lasciare ancora aperta la questione delle risorse necessarie per portarla sul mercato. Per leggere il dibattito sull’autonomia europea, conviene partire da questo rapporto tra progetto e finanziamento, che permette di capire perché la politica industriale incontra quella dei mercati finanziari.
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AI sovrana e scelte industriali
Il World Economic Forum invita a individuare capacità da sviluppare internamente e collaborazioni da costruire con partner esteri. La filiera comprende chip, energia, dati, modelli e applicazioni: replicarla tutta entro i confini nazionali richiede risorse che pochi Paesi possiedono.
Per un’impresa, valutare le infrastrutture per cloud e intelligenza artificiale significa anche chiedersi quale capacità debba restare sotto il proprio controllo. In un ipotetico progetto, mantenere internamente le competenze sul prodotto e acquistare un servizio tecnico esterno possono essere scelte coerenti. Il criterio è motivare ciascuna scelta industriale in rapporto all’obiettivo, senza considerare la proprietà di ogni componente come un risultato in sé.
Immaginiamo un’azienda che voglia sviluppare un’applicazione AI per una specifica esigenza dei suoi clienti. Prima di decidere che cosa costruire, potrebbe individuare le caratteristiche che renderebbero utile il prodotto. Su queste concentrerebbe la valutazione delle competenze da mantenere al proprio interno. Il resto del progetto andrebbe esaminato attraverso un confronto tra alternative realizzabili, considerando anche le collaborazioni possibili.
Anche la collaborazione va descritta con precisione. Quale attività svolgerebbe il partner e quale rimarrebbe a carico dell’azienda? Quali risultati sarebbero attesi da ciascuno? Chiarire la distribuzione delle attività previste permetterebbe di costruire un piano leggibile anche per chi deve valutarne il finanziamento. Dire che un progetto è europeo, da solo, non spiega come sarà realizzato né quali risorse richiederà per raggiungere il mercato.
Perché l’AI sovrana richiede capitali
Secondo la Bce citata da Corriere Comunicazioni, gli Stati Uniti trasformano più facilmente le opportunità dell’AI in investimenti. Fra le possibili spiegazioni figurano mercati finanziari più profondi, capaci di offrire maggiori risorse per gli investimenti, e un accesso più agevole al capitale di rischio. Il problema europeo riguarda quindi anche il finanziamento dell’espansione delle imprese innovative.
Le sfide della crescita delle imprese europee vanno lette anche dal punto di vista di chi sviluppa un prodotto. Un prototipo può rispondere a una domanda tecnica; un piano di crescita deve affrontarne altre. Quali attività occorre finanziare? Per quanto tempo? Con quali risultati attesi? Dare risposte separate aiuterebbe a rendere comprensibile il fabbisogno, senza trattare ricerca e commercializzazione come un unico passaggio.
Tornando all’azienda dell’esempio, una dimostrazione del funzionamento dell’applicazione sarebbe solo uno degli elementi da presentare. Il progetto dovrebbe spiegare anche come si intende passare dalla prova all’utilizzo da parte dei clienti. Si potrebbero distinguere le attività già completate da quelle ancora da finanziare, associando a ciascuna un risultato atteso. Questa lettura per fasi del progetto renderebbe più chiaro che cosa si sta chiedendo a un potenziale finanziatore.
Occorre poi esplicitare le ipotesi ancora da verificare. Per esempio, l’impresa potrebbe separare ciò che ha già dimostrato sul funzionamento del prodotto da ciò che deve ancora verificare sulla domanda dei clienti. Il piano permetterebbe così di discutere quali prove raccogliere prima di aumentare l’impegno economico. Una valutazione trasparente delle incertezze aiuterebbe a dare un contenuto preciso alla richiesta di capitali, senza presentare come acquisiti risultati ancora attesi.
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Il ruolo dell’integrazione finanziaria
Completare l’Unione dei mercati dei capitali potrebbe, nella lettura della Bce, avvicinare risparmio europeo e innovazione, sostenendo le aziende nelle diverse fasi di sviluppo. È una prospettiva di riforma, non l’annuncio di un incentivo richiedibile.
Per chi investe nell’intelligenza artificiale in azienda, il criterio da portare nel dibattito è concreto: valutare una politica anche dalla sua capacità di accompagnare progetti validi oltre la sperimentazione. Per giudicarla, occorre distinguere risorse annunciate e capitali accessibili e osservare quali imprese riescono effettivamente a utilizzarli.
Occorre quindi individuare dove si interrompe il percorso di un progetto promettente. Se la difficoltà riguarda una capacità tecnica ancora mancante, la discussione dovrebbe concentrarsi su quel problema. Se riguarda il finanziamento di attività già definite, occorrerebbe esaminare le condizioni alle quali reperire le risorse. Identificare il passaggio critico permetterebbe di valutare con maggiore precisione quale intervento serve, evitando di attribuire ogni difficoltà alla stessa causa.
Per l’azienda, il dibattito europeo può diventare l’occasione per rileggere il proprio programma di investimento. È utile rendere esplicita la relazione tra risorse e risultati: quale fase si può avviare con i mezzi disponibili e quale dipende ancora da finanziamenti da ottenere. Un piano così costruito consentirebbe di valutare nuove opportunità quando diventano concrete, mantenendo riconoscibili gli obiettivi industriali che quelle risorse dovrebbero sostenere.
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Martina Moretti
Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.
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