nuova sabatini

Nuova Sabatini: erogazione contributi residui per le richieste ante 1 gennaio 2021

Nuova Sabatini: erogazione contributi residui per le richieste ante 1 gennaio 2021.

Le PMI che hanno fatto domanda prima del 1 gennaio 2021 riceveranno le quote residue a certe condizioni.

Dal 30 giugno 2021 sono state introdotte novità del DL n 99.

Il Decreto legge n 99 pubblicato in GU n 155 del 30 giugno 2021 con l'art 5 rubricato "Semplificazione e rifinanziamento della misura Nuova Sabatini" va a prevedere nuovi fondi per l'agevolazione volta all'acquisto di beni strumentali.

In particolare, con l'obiettivo di accelerare i processi di erogazione dei contributi agli investimenti produttivi delle micro, piccole e medie imprese, il Ministero dello sviluppo economico, facendo riferimento alle domande di agevolazione presentate in data antecedente al 1° gennaio 2021 per le quali sia stata già erogata in favore delle imprese beneficiarie almeno la prima quota di contributo, procede, secondo criteri cronologici, nei limiti delle risorse autorizzate dal comma 2 dello stesso articolo:

  • ad erogare le successive quote di contributo spettanti in un'unica soluzione,anche se non espressamente richieste dalle imprese beneficiarie, previo positivo esito delle verifiche amministrative propedeutiche al pagamento.

Per queste necessità e con lo scopo di assicurare continuità alle misure di sostegno agli investimenti produttivi delle PMI, l'autorizzazione di spesa di cui al comma 8 del medesimo art. 2 viene integrata di 425 milioni di euro per l'anno 2021.

Il ministro Giancarlo Giorgetti, il quale ha fortemente voluto questa norma, ha affermato: “Sono soddisfatto per l’approvazione di questa misura, auspicata giustamente dal mondo delle imprese e sostenuta da me con grande convinzione”.

Precisiamo che l’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, ha modificato la disciplina relativa alla misura agevolativa “Nuova Sabatini” prevedendo che il Ministero effettui l’erogazione del contributo in un’unica soluzione per tutte le domande presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a partire dal 1° gennaio 2021 (data di entrata in vigore della citata legge 30 dicembre 2020, n. 178), nel rispetto dei limiti dell’effettiva disponibilità di cassa.

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Fondi UE

Fondi UE 2021 e PNRR. l’Ecofin approva.

PNRR, l’Ecofin ha approvato l'utilizzo dei fondi UE.

Risale ad un mese e mezzo fa la riunione del 13 luglio 2021, nella quale l’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e finanziari dell'UE, ha approvato il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia.

Oltre a quello italiano, è partito il via libera anche per i piani di Portogallo, Spagna, Grecia, Danimarca, Lussemburgo, Slovacchia, Lettonia, Germania, Austria, Belgio e Francia.

La decisione adottata ha permesso l'esborso del prefinanziamento del 13% dell'importo totale del Piano, nello specifico, per l'Italia di 25 miliardi.

Ulteriori esborsi faranno seguito ad una positiva valutazione dell'attuazione del Piano.

Questa la dichiarazione del commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni a Bruxelles, “il percorso di Next Generation EU è tutt'altro che concluso perché durerà fino al 2026 e ogni anno ci sarà un esame della Commissione per verificare il rispetto degli obiettivi del piano nazionale: i bonifici di Bruxelles arriveranno solo se si raggiungono gli obiettivi nei tempi previsti dal calendario: quel che è certo è che l'apporto dei fondi europei per l'Italia è un'occasione per cambiare il futuro della nostra economia e dobbiamo farlo con ritmi e impegno davvero straordinari”.

Fondi UE disponibili.

Il Piano di ripresa e resilienza (PNRR) italiano va a prevdere investimenti pari a 191,5 miliardi di euro, finanziati attraverso il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza, lo strumento chiave del Next Generation EU, di cui 68,9 miliardi in sovvenzioni e 122,6 miliardi in prestiti,

A queste risorse, si sommano circa 13 miliardi di euro del programma REACT-EU e 30,6 miliardi stanziati attraverso il Fondo complementare istituito con il D.L. n. 59 del 6 maggio 2021 (convertito, con modificazioni, dalla legge 1° luglio 2021, n. 101, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale 6 luglio 2021, n. 160).

Dunque, la somma totale degli investimenti previsti è di 222,1 miliardi di euro.

All'interno del Piano si articola un pacchetto di riforme importanti: tra cui la riforma fiscale, della giustizia tributaria, della pubblica amministrazione e delle politiche attive del lavoro.

Struttura del Recovery plan.

Il Piano raggruppa i progetti di investimento e di riforma in 16 componenti, riunite a loro volta in 6 Missioni:

  1. Digitalizzazioneinnovazionecompetitivitàcultura e turismo”, che ha l’obiettivo di promuovere la trasformazione digitale del Paese, sostenere l’innovazione del sistema produttivo, e investire in due settori chiave per l’Italia, turismo e cultura. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 49,2 miliardi (40,7 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 8,5 miliardi dal Fondo complementare);
  2. Rivoluzione Verde e Transizione Ecologica”, diretta a migliorare la sostenibilità e la resilienza del sistema economico e assicurare una transizione ambientale equa e inclusiva. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 68,6 miliardi (59,3 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 9,3 dal Fondo complementare);
  3. Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile”, volta a realizzare un sistema infrastrutturale di mobilità moderno, digitalizzato e sostenibile dal punto di vista ambientale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,4 miliardi (25,1 miliardi dal Dispositivo dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 6,3 dal Fondo complementare);
  4. "Istruzione e ricerca", che ha come obiettivo il rafforzamento del sistema educativo, delle competenze digitali e tecnico-scientifiche, della ricerca e del trasferimento tecnologico. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 31,9 miliardi di euro (di cui 30,9 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 1 miliardo dal Fondo complementare);
  5. Inclusione e Coesione”, diretta a facilitare la partecipazione al mercato del lavoro, anche attraverso la formazione, rafforzare le politiche attive del lavoro e favorire l’inclusione sociale. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 22,4 miliardi (di cui 19,8 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,6 miliardi dal Fondo complementare);
  6. "Salute", finalizzata a rafforzare la prevenzione e i servizi sanitari sul territorio, modernizzare e digitalizzare il sistema sanitario e garantire equità di accesso alle cure. Le risorse complessivamente destinate alla missione ammontano a 18,5 miliardi (di cui 15,6 miliardi dal Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza e 2,9 miliardi dal Fondo complementare).

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fondo

MISE: Fondo da 400 milioni per imprese in difficoltà temporanea

MISE: Fondo da 400 milioni per imprese in difficoltà temporanea

Il Ministero dello sviluppo economico ha istituito un Fondo da 400 milioni di euro per sostenere le grandi imprese che, a causa dell'emergenza Covid, stanno fronteggiando una situazione di temporanea difficoltà.

Questo è quanto previsto da decreto attuativo del ministro Giancarlo Giorgetti, firmato di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Si tratta dell’art.37 del decreto Sostegni, che ha la finalità di sostenere le attività delle imprese che operano sul territorio nazionale e che si trovano anche in amministrazione straordinaria.

Obiettivi del fondo.

Condizioni eccezionali richiedono risposte speciali: è quello che ho sostenuto fin dal primo giorno al Mise rispetto alle conseguenze disastrose subite dal mondo dell’impresa a causa della pandemia”, afferma il ministro Giorgetti. “Per indole, natura e formazione non credo nelle misure assistenziali fine a sé stesse ma ritengo che in un momento come questo, che ormai dura da un anno e mezzo, nessuno può essere lasciato solo. Il fondo speciale previsto dal decreto sostegni, il famoso articolo 37 che ho fortemente voluto, vuole proprio essere un ponte per tutte quelle imprese che si trovano in momentanea difficoltà ma che sono in grado di camminare sulle loro gambe nei momenti di normalità. Nel rispetto delle regole in vigore, la possibilità di prestiti agevolati - conclude il ministro - è una risposta concreta e immediata che abbiamo voluto dare al mondo dell’industria che ce l’ha chiesto con determinazione”.

Questa norma permette, infatti, al Mise di intervenire, tramite il Fondo che Invitalia gestisce, mettendo a disposizione delle imprese finanziamenti agevolati che saranno rimborsabili in 5 anni.

L'obiettivo è quello di garantire continuità delle proprie attività alle imprese con un numero pari o superiore a 250 dipendenti, con un fatturato superiore ai 50 milioni di euro o un bilancio superiore ai 43 milioni. Il finanziamento agevolato sarà concesso in seguito alla presentazione di un piano di rilancio dell’impresa, anche al fine di tutelare l'occupazione.

Per la misura è prevista l’autorizzazione della Commissione Ue nel rispetto delle norme su aiuti di Stato.

Il fondo, istituito con il decreto Sostegni (Dl 41/2021, articolo 37) e rifinanziato dal Dl 73/2021, vale 400 milioni.

Chi potrà beneficiare del fondo?

Potranno beneficiare del fondo le imprese con sede operativa o legale in Italia che, al momento della domanda, siano in difficoltà temporanea a causa all’emergenza sanitaria Covid-19, ma per le quali sussistano prospettive di ripresa. Sono ammesse, tra queste, anche le imprese in amministrazione straordinaria. Escluse alcune categorie, tra cui quelle del settore bancario o finanziario.

Caratteristiche del fondo.

Il fondo concederà prestiti agevolati, legati a piani di rilancio, che dovranno essere presentati insieme alla domanda. Al loro interno dovranno essere dettagliate le azioni programmate «per sostenere la ripresa o la continuità dell’attività». Le imprese, ogni anno, dovranno sviluppare un rapporto sullo stato di attuazione del piano. La mancata attuazione potrebbe provocare la revoca dei fondi.

I finanziamenti avranno durata massima di cinque anni e dovranno essere concessi entro la fine del 2021. Il loro importo non dovrà essere superiore, alternativamente, al 25% del fatturato 2019 o al doppio della spesa salariale annua del 2019. Ogni impresa non potrà comunque incassare più di 30 milioni di euro. Un limite che si applica anche quando più imprese facciano capo allo stesso gruppo.

Ad un anno dall'erogazione, il prestito dovrà essere restituito, con rate semestrali in base ad un piano di ammortamento. Il fondo concederà prestiti solo fino al massimo della sua capienza.

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Simest

SIMEST ed Internazionalizzazione delle imprese: verso la riapertura del fondo 394.

SIMEST, Fondo 394 per l'internazionalizzazione delle imprese.

Sembra prossima la riapertura del Fondo 394-81 per l'internazionalizzazione delle imprese, gestito da SIMEST.

Il 13 luglio, l'Ecofin ha approvato il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, grazie al quale vengono stanziati 2 miliardi di euro per il Fondo 394.

Dopo la chiusura anticipata lo scorso giugno, il Ministero degli Affari Esteri si è messo al lavoro per permettere alle imprese di tornare a fare domanda di contributo e si è impegnato ad offrire un ulteriore contributo per irrobustire questo strumento nell'ambito del Patto per l'Export.

Pertanto, è stata realizzata una piattaforma con lo scopo di orientare l’export italiano in coerenza con la transizione verde e digitale.

Lo scenario di riferimento ha visto protagonista l’economia italiana che è stata colpita dalla pandemia da Covid-19 più di altri Paesi europei. Infatti, nel 2020, il prodotto interno lordo si è ridotto dell’8,9 per cento, a fronte di un calo nell’Unione Europea del 6,2. La crisi, dunque, ha peggiorato la situazione del Paese, già fragile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.

La risposta dell'UE è stata il Next Generation EU (NGEU), un programma di ampia portata ed importanti ambizioni.

Il Piano ha previsto investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale delle imprese, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale.

Cos'è il il Next Generation EU?

Per l’Italia il NGEU è uno strumento fondamentale per continuare lungo un percorso di crescita economica sostenibile e duraturo. Il principio di base è quello di rimuovere ciò che ha ostacolato la crescita italiana negli ultimi decenni. L’Italia sarà la prima beneficiaria dei due principali strumenti del NGEU: il Dispositivo per la Ripresa e Resilienza (RRF) e il Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa (REACT-EU). L'RRF garantisce risorse per 191,5 miliardi di euro, impiegabili nel periodo 2021- 2026, tra cui 68,9 miliardi saranno sovvenzioni a fondo perduto.

Il NGEU intende promuovere una robusta ripresa dell’economia europea all’insegna della transizione ecologica, della digitalizzazione, della competitività, della formazione e dell’inclusione sociale, territoriale e di genere.

Secondo il regolamento RRF, queste sono le sei grandi aree di intervento (pilastri) sui quali i PNRR si dovranno focalizzare:

  • Transizione verde;
  • Trasformazione digitale;
  • Crescita intelligente, sostenibile e inclusiva;
  • Coesione sociale e territoriale;
  • Salute e resilienza economica, sociale e istituzionale;
  • Politiche per le nuove generazioni, l’infanzia e i giovani.

Il Piano va a soddisfare i parametri fissati dai regolamenti europei sulle quote di progetti “verdi” e digitali. Il 40% circa delle risorse territorializzabili del Piano sono destinate al Mezzogiorno, a testimoniare la particolare attenzione al tema del riequilibrio territoriale. Il Piano pone particolare attenzione al sostegno all’istruzione, alla formazione e all’occupazione dei giovani. Inoltre, contribuisce a tutti i sette progetti di punta della Strategia annuale sulla crescita sostenibile dell’UE (European flagship).

Le decisioni adottate, il 13 luglio, in sede di Consiglio Ecofin sono un importante passo avanti nella ripresa economica europea, in quanto consentono agli Stati membri di concludere le prime convenzioni di finanziamento e sbloccare i versamenti dei prefinanziamenti, avviando così le riforme e gli investimenti necessari per la ripresa, il rafforzamento e la trasformazione delle nostre economie.

Che cos’è il Fondo SIMEST per l'internazionalizzazione.

Il 394-81 è un Fondo multimisura, da anni in vigore, che concede finanziamenti agevolati alle imprese italiane che mirano a progetti di internazionalizzazione, grazie a sette distinte linee intervento a supporto della partecipazione a fiere internazionali, mostre e missioni di sistema (anche in Italia):

  • inserimento commerciale in nuovi mercati esteri;
  • inserimento in azienda di figure come i Temporary Export Manager (TEM), i digital manager e gli innovation manager;
  • sviluppo dell’e-commerce;
  • realizzazione di studi di fattibilità collegati a investimenti esteri;
  • programmi di assistenza tecnica;
  • patrimonializzazione delle imprese.

Un ampio set di strumenti che copre praticamente tutti i principali aspetti che possono interessare un’impresa durante il percorso di internazionalizzazione.

Cosa prevede il Piano nazionale di ripresa e resilienza per l’internazionalizzazione

Il Piano stanzia 1,2 miliardi di euro per il Fondo 394. Il Ministero si è messo subito all'opera per consentire alle imprese di tornare a fare domanda di contributo, dopo la chiusura anticipata dello strumento lo scorso 4 giugno. Con il comunicato dello scorso 23 giugno 2021 il Ministero degli esteri (MAECI) ha rilasciato l'ok di Bruxelles al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) dell’Italia, lanciando un segnale di ottimismo su una prossima riapertura del Fondo 394-81 gestito da SIMEST.

Infatti, nella nota gli Esteri comunicano alle imprese di presentare le proprie proposte già all’indomani della formale approvazione del PNRR italiano, avvenuta da parte dell’Ecofin il 13 luglio. Le nuove risorse provenienti dal Recovery potrebbero soddisfare circa 4mila imprese.

“Un’attenzione speciale" verrà posta "sia alle progettualità che perverranno da aziende del Meridione, sia a quelle che avranno come protagonisti l’imprenditorialità femminile e quella giovanile”.

Questo strumento - spiega il documento inviato alla Commissione europea - ha l'obiettivo di aiutare le imprese a colmare i deficit interni per affrontare i mercati internazionali, potendo contare su ben 9 linee di finanziamento ad hoc.

“Rispetto alle risorse complessive richieste di 1.200 milioni”, si legge infatti nel documento, “400 milioni di euro saranno utilizzati per l'erogazione delle sovvenzioni (cofinanziamento a fondo perduto), avvalendosi della flessibilità offerta - fino al 31 dicembre 2021 - dal Temporary Framework sugli aiuti di Stato, mentre risorse pari a 800 milioni di euro rafforzeranno la componente del Fondo 394/81 destinata al finanziamento di operazioni a tassi agevolati."

"Contributi e finanziamenti agevolati contribuiranno entrambi al finanziamento degli stessi progetti di investimento, operando in sinergia all'interno della relativa linea di intervento del Fondo."

A differenza di altri interventi previsti dal Piano, la linea sull’internazionalizzazione potrà essere subito operativa, poichè il Fondo è già esistente e ha lo scopo di trasferire le risorse. Pertanto, entro il terzo trimestre 2021 si prevede l’adozione di due provvedimenti di rifinanziamento:

  • Un primo, per un importo di 400 milioni di euro, per la componente a contributo del Fondo 394/81;
  • Un secondo per un importo di 800 milioni di euro, per il finanziamento di iniziative di internazionalizzazione delle PMI tramite prestiti agevolati.

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Bonus Sanificazione: comunicazione delle spese dal 4 ottobre

Bonus Sanificazione: comunicazione delle spese dal 4 ottobre.

Credito d'imposta sanificazione: per l'accesso, è necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre al 4 novembre 2021. L’Agenzia delle Entrate, tramite il provvedimento n. 191910, ha definito i criteri e le modalità di applicazione e fruizione del credito d’imposta per la sanificazione.

L’art. 32 del DL 73/2021 riconosce un credito d’imposta pari al 30% delle spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi che garantiscano la salute dei lavoratori e degli utenti. Sono comprese anche le spese sostenute per la somministrazione dei tamponi per COVID-19.

Il limite massimo è di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Chi può beneficiare del Bonus Sanificazione?

In sede di conversione in legge del DL “Sostegni-bis”, nel testo approvato dalla Camera, è stato specificato che possono beneficiare dell’agevolazione le strutture ricettive extra-alberghiere a carattere non imprenditoriale con codice identificativo regionale ovvero, in mancanza, identificate mediante autocertificazione in merito allo svolgimento dell’attività ricettiva di bed and breakfast.

Come accedere al Bonus Sanificazione?

Per accedere al Bonus Sanificazione è necessario presentare apposita comunicazione delle spese ammissibili dal 4 ottobre ed entro il 4 novembre 2021.

In tale periodo è inoltre possibile inviare una nuova comunicazione sostitutiva di quella precedentemente trasmessa o la rinuncia integrale al credito d’imposta comunicato in precedenza.

Il contribuente o tramite un intermediario abilitato deve inviare la comunicazione, redatta sulla base del modello approvato,  esclusivamente tramite modalità telematiche, mediante i canali dell’Agenzia delle Entrate o tramite il servizio web disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Entro 5 giorni dalla presentazione della comunicazione sarà rilasciata una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni. Il soggetto che ha presentato la comunicazione troverà la ricevuta nella sua area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Come richiedere il Bonus Sanificazione?

Nel modello di comunicazione devono essere indicate le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi che garantiscano la salute dei lavoratori, comprese le spese per la somministrazione dei tamponi per COVID-19.

Il credito d’imposta “teorico”, da indicare nel modello di comunicazione, è pari al 30% delle spese complessivamente comunicate, con un limite massimo per il credito d’imposta di 60.000 euro.

Per garantire il rispetto del limite complessivo di spesa, pari a 200 milioni di euro per il 2021, dopo aver ricevuto le comunicazioni delle spese ammissibili con l’indicazione del credito teorico, l’Agenzia delle Entrate andrà a determinare la quota percentuale dei crediti effettivamente fruibili.

Questo calcolo rapporterà il limite complessivo di spesa all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti.

Nel caso in cui l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesto sia inferiore al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100%.

Il credito d’imposta potrà quindi essere utilizzato, in relazione alle spese effettivamente sostenute e fino all’importo massimo fruibile, in compensazione nel modello F24 ai sensi dell’art. 17 del DLgs. 241/97 a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento che definisce l’ammontare massimo del credito fruibile. Non si applicano i limiti alle compensazioni pro tempore vigenti di cui all’art. 34 della L. 388/2000 e art. 1 comma 53 della L. 244/2007).
Il credito può essere utilizzato anche nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese.

La possibilità di cedere il credito d’imposta non è prevista.

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