impresa femminile

Che cosa è l'impresa femminile?

Impresa femminile: una breve definizione

Nel corso di questi ultimi anni l’imprenditorialità femminile ha acquisito un maggior peso all’interno del dibattito nazionale: sono difatti sempre più evidenti le difficoltà che le donne incontrano durante il loro percorso lavorativo. Proprio queste evidenze hanno portato enti nazionali e sovranazionali ad attivare misure a supporto dell’imprenditorialità femminile.

Prima di passare ad una breve indagine del contesto italiano, è doveroso fare una precisazione definendo cosa sia l' impresa femminile e descrivendone parametri e requisiti.

Le imprese femminili, quindi, sono le PMI che possiedono precise caratteristiche; difatti queste devono essere:

  • società di persone o cooperative composte per almeno il 60% da donne;
  • società di capitali le cui quote di partecipazione e degli organi di amministrazione siano per almeno i due terzi possedute da donne;
  • imprese individuali gestite da donne.

Imprenditorialità femminile e gender gap

Diminuzione dei consumi e blocco delle attività produttive sono solo alcune delle conseguenze prodotte dall’emergenza sanitaria mondiale. Infatti, tra i principali effetti causati dal Covid 19, in ambito lavorativo si è assistito ad un aumento della disparità tra uomini e donne, ossia quello che viene definito gender gap. A supporto di questa tesi, come è emerso dallo studio condotto dall’ Istituto nazionale previdenza sociale (INPS), solo il 39,6% dei nuovi contratti, attivati nel primo semestre 2021, ha riguardato le assunzioni femminili. Più nello specifico:

  • il 60% di tali contratti è regolato da rapporti di lavoro precari;
  • il 49,6% delle assunzioni è di tipologia part-time.

Questi dati risultano essere ancora più importanti se si considera che le donne costituiscono il 42% della forza lavoro e che solo un terzo di queste possiede un contratto a tempo indeterminato.

Alla luce di tali evidenze, si può dunque facilmente comprendere che la disparità tra uomini e donne, in ambito lavorativo, abbia registrato una tendenza crescente. Inoltre questo trend si verifica nonostante le migliori prestazioni delle donne per quanto concerne la loro carriera accademica e formativa.

In aggiunta, a parità di ruoli e responsabilità, secondo quanto evidenziato dal Gender Gap Report 2021 di Job Pricing, lo stipendio lordo annuo delle donne è inferiore dell’11,5% rispetto a quello degli uomini. Un differenziale che oltretutto cresce con l'aumentare del livello di istruzione raggiunto.

Eppure, da ulteriori studi emerge che le startup fondate da donne hanno maggiore probabilità di ricevere finanziamenti e soprattutto che le esse sono più adatte a individuare i bisogni del mercato e a coglierne le opportunità.

MISE: le agevolazioni il Fondo impresa femminile 

Per le ragioni appena descritte, il MISE ha stanziato una serie di agevolazioni ed incentivi per sostenere le imprese femminili del panorama italiano. Infatti, a partire dalla legge di Bilancio del 2021, è stato introdotto un ricco pacchetto di misure: dal fondo per il venture capital a supporto di progetti ad elevata innovazione tecnologica (impresa 4.0) al Fondo impresa femminile.

Inoltre, è già attivo da tempo, sempre presso il MISE, il Comitato Impresa Donna. Questo organo ha il compito di analizzare le linee di indirizzo del Fondo Impresa Femminile, formulare pareri su norme e iniziative a sostegno dell’imprenditoriale rosa. In aggiunta, il Comitato Impresa Donna si occupa anche di stilare una relazione annuale sulla partecipazione delle donne alla vita economica e imprenditoriale su tutto il territorio italiano.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti a sostegno delle imprese femminili contatta Golden Group oppure resta aggiornato sul nostro blog!


fondo impresa femminile

Fondo impresa femminile: in arrivo 200 milioni di euro del PNRR.

Fondo impresa femminile: in arrivo 200 milioni di euro del PNRR.

Fondo impresa femminile: in arrivo 200 milioni di euro del PNRR.

In arrivo altri 200 milioni di fondi del PNRR per gli incentivi Smart&Start Italia e ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso zero, gestiti da Invitalia. L'obiettivo di questo provvedimento è il sostegno alle imprese guidate da donne. Quindi i fondi sono stanziati a favore dell'imprenditoria femminile dal Ministero dello sviluppo economico che ha destinato 100 milioni di euro per ciascuna linea di intervento. Questi nuovi contributi vanno di fatto ad aggiungersi ai 200 milioni di euro già assegnati al Fondo impresa femminile.

Beneficiari.

I contributi del fondo impresa femminile, come si è già accennato, hanno la finalità di sostenere la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese capitanate da donne. Più nello specifico i fondi messi in campo dal PNRR riguarderanno:

  • ON - Oltre Nuove imprese a tasso zero. L’incentivo è dedicato ai giovani e alle donne che vogliono diventare imprenditori. Le agevolazioni sono valide in tutta Italia e prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili.
  • Smart&Start Italia. Il fondo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative. Smart&Start Italia finanzia progetti compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro.

Solo per Smart&Start è utile precisare che potranno accedere ai nuovi fondi le startup innovative in cui la compagine societaria sia composta, per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione, da donne.

Specifiche del contributo.

Il fondo impresa femminile definisce i dettagli e le condizioni per accedere al sostegno finanziario del PNRR, nonché i termini entro i quali le imprese femminili interessate o le persone fisiche che intendono costituire un’impresa femminile potranno ricevere i contributi.

Quindi con un ammontare complessivo di 400 milioni di euro, si completa il quadro di interventi previsti nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in favore dell'imprenditorialità femminile. Il 40% delle assegnazioni è destinato al finanziamento di progetti da realizzare nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Per quanto riguarda Smart&Start è in corso di pubblicazione una modifica normativa che introduce la possibilità per le start-up innovative beneficiarie di richiedere la conversione di una quota del finanziamento nel caso in cui la medesima start-up innovativa sia destinataria di investimenti nel capitale di rischio attuati da investitori terzi (regolamentati o qualificati) o da soci persone fisiche.

Tempistiche di presentazione della domanda.

A partire dal prossimo 19 maggio potranno essere presentate le domande sia per il Fondo Impresa Femminile (relative a nuove imprese o imprese costituite da meno di 12 mesi) sia per le agevolazioni previste dall'incentivo ON e Smart&Start Italia. Sarà inoltre possibile finanziare anche i progetti già presentati dal 1 febbraio 2020 che rispettino i requisiti indicati dal PNRR.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti dal Fondo Impresa Femminile contatta Golden Group oppure resta aggiornato sul nostro blog!


società benefit

Al via gli incentivi per le società benefit

Al via gli incentivi per le società benefit.

Al via gli incentivi per le società benefit.

A partire dal 19 maggio e fino al 15 giugno 2022 le imprese che si sono costituite o trasformate in società benefit nel corso del 2020 e 2021 potranno richiedere il credito d’imposta messo a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico.

Le società benefit sono attività imprenditoriali che, oltre a perseguire finalità economiche, operano in modo responsabile nei confronti di persone, comunità, territori, attività culturali, e altri portatori di interesse.

Beneficiari.

Possono beneficiare dell’agevolazione le imprese che alla data di presentazione della domanda rispettano alcuni requisiti, tra i quali:

  • essere costituite, regolarmente iscritte e “attive” nel Registro delle imprese;
  • aver sostenuto spese per la costituzione o trasformazione in società benefit, a partire dal 19 luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;
  • non rientrare tra i soggetti nei cui confronti sia stata applicata una sanzione interdittiva.

Specifiche del contributo.

Le risorse stanziate sono pari a 7 milioni di euro e il contributo potrà essere concesso nella misura del 50% dei costi di costituzione o trasformazione. Sono considerati costi ammissibili anche quelli notarili e di iscrizione nel registro delle imprese, nonché le spese inerenti all'assistenza professionale e alla consulenza. Il provvedimento istituisce come importo massimo per ciascun beneficiario 10.000 euro di contributi.

Invece non sono ammesse all’agevolazione le spese relative a imposte e tasse. Per quanto riguarda L’IVA, questa è ammissibile all’agevolazione solo se rappresenta per il beneficiario un costo effettivo non recuperabile.

Tempistiche di presentazione della domanda.

Per usufruire dell’agevolazione, i soggetti devono fare domanda attraverso l’apposita procedura sul sito istituzionale del Ministero dello Sviluppo Economico. Inoltre, ciascun soggetto beneficiario può presentare una sola istanza di accesso.

Le domande potranno essere presentate a decorrere dalle ore 12:00 del 19 maggio 2022 e fino alle ore 12:00 del 15 giugno 2022.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti contatta Golden Group oppure resta aggiornato sul nostro blog!

 


bonus tessile

Bonus tessile, moda e accessori 2022: aggiornato il modello di Comunicazioni

Bonus tessile, moda e accessori 2022: aggiornato il modello di Comunicazioni.

Bonus tessile, moda e accessori 2022: aggiornato il modello di Comunicazioni.

In data 6 maggio 2022 l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il modello e le istruzioni della Comunicazione da presentare per ottenere il bonus tessile, moda e accessori. Il Bonus tessile, moda e accessori 2022, introdotto con il decreto Rilancio, prevede un credito d’imposta a favore delle imprese attive nell’industria tessile e della moda, delle calzature e della pelletteria.

Beneficiari.

La platea delle imprese ammesse a richiedere l’incentivo comprende le imprese operanti nell’industria tessile, della moda, della produzione calzaturiera e della pelletteria. Inoltre possono presentare domande anche le imprese operanti nel settore del commercio dei prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria. Si tratta quindi di specifiche attività identificate dai seguenti codici ATECO 2007: 47.51, 47.71, 47.72.

Specifiche del contenuto.

Il credito di imposta può essere richiesto per le rimanenze di magazzino relative al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2021.

Il credito d’imposta verrà utilizzato esclusivamente in compensazione tramite modello F24 e tra le modifiche apportate alla Comunicazione si segnalano:

  • l’introduzione di appositi campi per indicare l’importo che il beneficiario intende restituire;
  • l’adeguamento, nella dichiarazione sostitutiva, dei nuovi massimali. Infatti, per il settore dell’agricoltura il massimale è di 290.000 euro, 345.000 euro per il settore della pesca e 2.300.000 euro per gli altri settori;
  • l’introduzione di ulteriori codici attività per i quali è riconosciuta l’agevolazione.

La dichiarazione sostitutiva contenuta nella versione aggiornata della comunicazione, quindi, non ha più un effetto “sostitutivo” dell’autodichiarazione generale (che dovrà essere comunque presentata utilizzando l’apposito modello recentemente approvato).

Tempistiche di presentazione della domanda.

La comunicazione deve essere presentata dal 10 maggio al 10 giugno 2022, con riferimento al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021. Inoltre deve essere inviata online, sul sito dell'Agenzia delle Entrate, direttamente dal contribuente oppure tramite un soggetto incaricato.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti dal Bonus tessile, moda e accessori contatta Golden Group oppure resta aggiornato sul nostro blog!


fondo investimenti innovativi

MISE: al via il Fondo Investimenti Innovativi 2022 per le imprese agricole

MISE: al via il Fondo Investimenti Innovativi 2022 per le imprese agricole.

MISE: al via il Fondo Investimenti Innovativi 2022 per le imprese agricole.

A partire dal 23 maggio e fino al 23 giugno 2022, le micro, piccole e medie imprese agricole potranno richiedere le agevolazioni del Fondo Investimenti Innovativi relative alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Gli incentivi saranno concessi nella forma di contributo a fondo perduto per l’acquisto e l’installazione di nuovi beni strumentali, materiali e immateriali, che dovranno essere utilizzati esclusivamente nelle sedi o negli stabilimenti delle imprese situate sul territorio nazionale.

Beneficiari.

Il Fondo Investimenti Innovativi si rivolge alle imprese agricole attive nel settore della produzione agricola primaria, della trasformazione di prodotti agricoli e della commercializzazione di prodotti agricoli.

Alla data di presentazione della domanda di agevolazione, le imprese devono:

  • essere di micro, piccola e media dimensione;
  • essere regolarmente costituite e iscritte come attive nel Registro delle imprese – sezione speciale imprese agricole – della Camera di commercio territorialmente competente;
  • avere la sede legale o un’unità locale ubicata sul territorio nazionale;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
  • non essere in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà;
  • non rientrare tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegittimi o incompatibili dalla Commissione europea.

Specifiche del contenuto.

Le agevolazioni messe a disposizione dal Fondi Investimenti Innovativi sono pari 5 milioni di euro e saranno erogate nella forma di contributo a fondo perduto. Tali risorse dovranno essere impiegate per l'acquisto e l'installazione di nuovi beni strumentali, materiali e immateriali. Inoltre dovranno essere utilizzate esclusivamente nelle sedi o negli stabilimenti delle imprese situate sul territorio nazionale.

I contributi a fondo perduto sono infine riconosciuti nel limite di euro 20.000,00 per soggetto beneficiario.

Ai fini dell’ammissibilità, le spese devono:

  • essere sostenute successivamente alla data di presentazione della domanda di agevolazione e in tempo utile ai fini del rispetto del termine di presentazione della richiesta di erogazione;
  • essere relative a beni strumentali utilizzati esclusivamente presso la sede legale o l’unità locale ubicate sul territorio nazionale;
  • essere pagate esclusivamente attraverso conti correnti intestati all’impresa beneficiaria e con modalità che consentano la piena tracciabilità del pagamento.

L’investimento relativo all’acquisizione dei beni deve:

  • essere inerente alla trasformazione di prodotti agricoli o alla commercializzazione di prodotti agricoli;
  • essere avviato successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione;
  • essere ultimato entro 12 mesi dalla data del provvedimento di concessione;
  • essere mantenuto, per almeno 3 anni dalla data di erogazione del saldo del contributo o, se successiva, dalla data di installazione dell’ultimo bene agevolato, nel territorio della regione in cui è ubicata la sede legale o l’unità locale agevolata.

Non sono ammissibili alle agevolazioni le spese:

  • relative a beni usati;
  • sostenute attraverso il sistema della locazione finanziaria;
  • ascrivibili a titoli di spesa il cui importo sia inferiore a euro 500,00 al netto di IVA.

Più nel dettaglio, L’IVA rappresenta una spesa ammissibile solo se realmente ed effettivamente sostenuta dall’impresa beneficiaria e dalla stessa non recuperabile.

Infine, rispetto quando spiegato all'interno del decreto Fondo Investimenti Innovativi, le spese ammissibili per le quali viene richiesto il contributo di cui al presente decreto non possono, in ogni caso, essere di importo inferiore a euro 5.000,00.

Tempistiche di presentazione della domanda. 

Con il decreto Fondo Investimenti Innovativi sono stati stabiliti i termini e le modalità di presentazione delle domande di agevolazione e gli ulteriori elementi utili a disciplinare l’attuazione dell’intervento agevolativo. Le domande potranno essere presentate a partire dal 23 maggio ed entro il 23 giugno 2022.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti dal Fondo Investimenti Innovativi 2022 consulta il sito ufficiale del MISE oppure contatta Golden Group.  resta aggiornato sul nostro blog!

 


pacchetto energia 2022

Lombardia: pacchetto energia 2022 per artigiani, commercianti e impianti sportivi

Lombardia: pacchetto energia per artigiani, commercianti e impianti sportivi.

Lombardia: pacchetto energia per artigiani, commercianti e impianti sportivi.

La Giunta regionale della Lombardia, nella seduta del 26 aprile, ha approvato il Pacchetto Energia 2022.

Il provvedimento prevede 3 diverse misure di sostegno a interventi di efficientamento energetico.

Chi potrà avere accesso alla misura.

Potranno beneficiare del finanziamento previsto dal Pacchetto Energia 2022 della Regione Lombardia:

  • Micro e piccole imprese del commercio, della ristorazione e dei servizi (9,6 milioni di Euro);
  • Micro e piccole imprese artigiane (22,3 milioni di Euro);
  • Enti Pubblici, in qualità di proprietari e/o gestori di impianti sportivi natatori e del ghiaccio ad uso pubblico.

Specifiche del finanziamento.

Per le micro e piccole imprese del commercio, della ristorazione e dei servizi, saranno elargiti contributi a fondo perduto fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di 30 mila euro. Sono ammissibili investimenti per l’efficientamento energetico di un ammontare minimo pari a 4 mila euro. Tali investimenti sono da presentare assieme alla domanda di concessione del contributo.

Invece per le le micro e piccole imprese artigiane i contributi a fondo perduto sono previsti fino al 50% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di 50 mila euro. Sono ammissibili al contributo a fondo perduto investimenti per l’efficientamento energetico di un ammontare minimo pari a 15.000 euro.

Per gli enti Pubblici, in qualità di proprietari e/o gestori di impianti sportivi natatori e del ghiaccio ad uso pubblico, i contributi a fondo perduto sono concessi fino all'80% della spesa ritenuta ammissibile, nel limite massimo di 350 mila euro. Il contributo può essere complementare ad altre agevolazioni pubbliche per il medesimo intervento.

Tempistiche di presentazione delle domande.

Per quanto riguarda le tempistiche dettate dal Pacchetto Energia 2022, la Regione Lombardia prevede, per le micro e piccole imprese del commercio, della ristorazione e dei servizi, l'apertura dello sportello per la presentazione delle domande è prevista entro giugno 2022. Invece per le le micro e piccole imprese artigiane e le spese ammissibili sono da rendicontare entro il termine massimo del 31/03/2023. Per gli enti Pubblici, in qualità di proprietari e/o gestori di impianti sportivi natatori e del ghiaccio ad uso pubblico, lo sportello aprirà a giugno.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti dal pacchetto energia 2022 contatta Golden Group e resta aggiornato sul nostro blog!


impresa 4.0

Impresa 4.0: tra innovazione e sviluppo.

Impresa 4.0: tra innovazione e sviluppo.

Impresa 4.0: tra innovazione e sviluppo.

Facciamo un po' di chiarezza: "impresa 4.0, è un' espressione usata per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011 in Germania, è da alcuni anni al centro della trasformazione economica in Italia e nel mondo.

È una definizione che investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono acquisire competitività sviluppando prodotti e processi innovativi supportati dall’investimento in:

  • ricerca e sviluppo;
  • digitalizzazione dei processi produttivi;
  • formazione di competenze adeguate.

Come è nata l'impresa 4.0?

È un processo che scaturisce dalla quarta rivoluzione industriale e che dovrà portare alla produzione industriale totalmente automatizzata e interconnessa. Finora le rivoluzioni industriali del mondo occidentale sono state tre: nel 1784 con la nascita della macchina a vapore e di conseguenza con lo sfruttamento della potenza di acqua e vapore per meccanizzare la produzione; nel 1870 con il via alla produzione di massa attraverso l’uso sempre più diffuso dell’elettricità, l’avvento del motore a scoppio e l’aumento dell’utilizzo del petrolio come nuova fonte energetica; nel 1970 con la nascita dell’informatica, dalla quale è scaturita l’era digitale destinata ad incrementare i livelli di automazione avvalendosi di sistemi elettronici e dell’IT (Information Technology). La data d’inizio della quarta rivoluzione industriale non è ancora stabilita, probabilmente perché è tuttora in corso e solo a posteriori sarà possibile indicarne l’atto fondante.

L’impresa 4.0 è composta da macchine completamente interconnesse tra loro, che dialogano le une con le altre ed effettuano autodiagnostica e manutenzione preventiva. In particolare, secondo un rapporto elaborato da GE Digital con la società di ricerca indipendente Vanson Bourne, la manutenzione dei macchinari da parte dei macchinari stessi, grazie all’IoT, supererà per qualità, capacità e velocità quella degli esseri umani entro il 2020.

Impresa 4.0: panorama nazionale e alcuni dati

Secondo l’osservatorio del Politecnico di Milano, Il piano 4.0 “ha rappresentato uno shock positivo per la manifattura italiana. L’Italia della manifattura digitale ha vissuto, a partire dal settembre 2016, un momento di grande euforia. Sempre secondo l’Osservatorio, il mercato dell’Impresa 4.0 in Italia, nel 2019, ha raggiunto un valore di 3,9 miliardi di euro, in crescita del 22% rispetto all’anno precedente. Il settore è quasi triplicato in 4 anni.

Quanto alle diverse possibilità di applicazione, la gran parte (2,3 miliardi di euro, il 60%) è stata dedicata a progetti di connettività e acquisizione dati (Industrial IoT) e poi suddivisa tra Analytics (630 milioni), Cloud Manufacturing (325 milioni), Advanced Automation (190 milioni), Additive Manufacturing (85 milioni) e tecnologie di interfaccia uomo-macchina avanzate (55 milioni).

Infine, risulta marcato il divario tra piccole e grandi aziende, in particolare su alcuni temi specifici come l’utilizzo di tecnologie innovative. Infatti, la maggior parte delle grandi aziende (il 70%) ha un piano di sviluppo definito e ha introdotto all’interno dell’impresa tecnologie innovative e di industria 4.0, sfruttando anche i benefici fiscali previsti in tema di innovazione e rispetto dell’ecosistema. Le piccole e medie realtà, invece, hanno incontrato ostacoli lungo il percorso di adozione di tecnologie digitali e di accesso agli incentivi e si mostrano deboli in tema di cultura aziendale, governance del cambiamento e strategia dello sviluppo.

Di base permane una difficoltà culturale molto forte. Da molte ricerche e dai dati Istat emerge infatti la difficoltà (culturale) di due imprese su tre nell’adottare una architettura produttiva adeguata alla prospettiva dell’economia globalizzata. Al netto di oggettive cause Paese (come la scarsità di investimenti pubblici, la lentezza della giustizia, o la fiscalità) e di incertezze caratteristiche (come quelle legate agli alti insuccessi dei passaggi generazionali o del difficile accesso al credito), un aspetto rilevante per questo cambio di paradigma è la difficoltà nel cambio di modello organizzativo.

Per ulteriori dettagli sul contatta Golden Group e resta aggiornato sulla sezione dedicata del nostro blog!


classificazione ateco

Classificazione ATECO 2007: gli aggiornamenti

Classificazione ATECO 2007: gli aggiornamenti.

Classificazione ATECO 2007: gli aggiornamenti.

Come è noto l’ISTAT classifica tutte le attività d’impresa con finalità statistiche e amministrative mediante i codici ATECO.  Grazie a questa classificazione le imprese possono essere individuate per settore dell'attività economica e beneficiare di contributi, agevolazioni, o per partecipare a gare d’appalto.

Dal 1° Aprile 2022 è operativa la nuova classificazione ATECO 2007 delle attività economiche – denominata “ATECO 2007 - aggiornamento 2022”.

L’ISTAT ha pubblicato una tabella di conversione che consente, a fronte di un codice classificato con ATECO 2007, di individuare il corrispondente e nuovo codice riclassificato nel 2022.

La nuova classificazione ha generato situazioni diverse:

  • In alcuni casi è stata modificata soltanto la declaratoria del codice ATECO 2007 (in questa ipotesi le imprese non devono comunicare nulla al Registro delle Imprese e all’Agenzia delle Entrate);
  • In altre ipotesi sono stati aggiunti nuovi codici ATECO nei quali le imprese devono essere riclassificate. Le imprese coinvolte devono comunicare l'aggiornamento del codice alla Camera di Commercio e all'Agenzia delle Entrate;
  • Infine in alcuni casi l'aggiunta dei nuovi codici ATECO è stata accompagnata anche dalla contemporanea riclassificazione delle imprese in un codice ATECO di minor dettaglio.

Dall’1 Aprile 2022, le imprese con codice ATECO tra quelli indicati nelle tabelle disponibili online, dovranno:

  1. Verificare gratuitamente i dati essenziali della propria impresa (attività svolta e codici ATECO) collegandosi a www.registroimprese.it (cliccare su NOME IMPRESA e PROVINCIA e scegliere la propria occorrenza).
  2. Per accedere ai dati completi della propria impresa (per vedere cioè la visura camerale), è possibile accedere gratuitamente al proprio cassetto digitale e verificare la descrizione attività e i codici ATECO presenti in visura;
  3. Verificare cosa è cambiato nei codici ATECO al seguente link;

Se dalla verifica di cui ai punti 1) e 2) risulta che devono essere aggiornati i codici ATECO relativi all’attività svolta, sarà necessario compilare la pratica Comunica destinata al Registro Imprese e contestualmente all’Agenzia delle Entrate seguendo le istruzioni riportate in SARI.

Per ulteriori dettagli contatta Golden Group e resta aggiornato sul nostro blog!


voucher digitale

Voucher Digitale avanzato I4.0 Lombardia 2022: via alle domande dal 10 maggio

Voucher Digitale avanzato I4.0 Lombardia 2022: via alle domande dal 10 maggio.

Voucher Digitale avanzato I4.0 Lombardia 2022: via alle domande dal 10 maggio.

A partire dal maggio di quest'anno, 4 milioni di euro di contributi verranno stanziati per le imprese lombarde che intendono integrare tecnologie digitali 4.0 nel loro business. Difatti il Sistema Camerale Lombardo propone due misure per sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) della Regione Lombardia.

I beneficiari.

Possono candidarsi le MPMI lombarde che rispettano i seguenti requisiti:

  •  Sede operativa presso il Registro imprese delle Camere di commercio della Regione Lombardia;
  • Non aver già avuto accesso ad un contributo per il bando "Voucher digitale I4.0 Lombardia" dell'anno precedente;
  • Non essere in stato di fallimento, liquidazione, amministrazione controllata e di concordato preventivo;
  • Non avere in organico persone con all'attivo cause di divieto, decadenza, sospensione previste dalle leggi antimafia;
  • Essere in pari con il pagamento del diritto camerale annuale e dei contributi previdenziali/assistenziali nei confronti dei propri lavoratori;
  • Non avere forniture in essere con la Camera di commercio.

Specifiche del bando.

Nell’ambito delle iniziative previste dall’Accordo per lo sviluppo economico e la competitività del sistema lombardo, prendono il via due nuovi bandi finanziati e promossi dalle Camere di Commercio lombarde e la Regione Lombardia - gestiti da Unioncamere Lombardia.

Complessivamente si tratta di 3.875.000 euro messi a disposizione dalle Camere lombarde e dalla DG Agricoltura di Regione Lombardia a sostegno delle Micro, Piccole e Medie lombarde (MPMI). L'obiettivo è quello di abbattere i costi di digitalizzazione su progetti specifici.

I bandi prevedono l'erogazione di voucher differenziati a seconda dello stato di avanzamento tecnologico:

  • Voucher digitale base: per contributi a fondo perduto a parziale copertura delle spese sostenute (quindi al netto di IVA). Questa tipologia di fondo sarà applicabile per progetti di introduzione in azienda di tecnologie digitali 4.0 e focalizzate alla diffusione della digitalizzazione su larga scala. Quindi si tratta di fondi destinati a progetti con un livello di complessità contenuto e importi di spesa medio-bassi;
  • Voucher digitale avanzato: per contributi a fondo perduto a parziale copertura delle spese sostenute (al netto di IVA) per progetti di adozione in azienda di tecnologie digitali 4.0, così come i voucher base. Quello che però li differenzia è la caratteristiche che questi possono essere richiesti per progetti con un livello di complessità più evoluto e che comportano livelli di spesa medio-alti. Inoltre il voucher digitale avanzato è dedicato a tematiche come l'ecosostenibilità, il risparmio energetico e la sicurezza sul lavoro.

Altra specifica importante riguarda la quota di finanziamento rispetto alle spese ammissibili. Infatti i due nuovi bandi erogano il 50% delle spese ammissibili fino a 8.000 euro (voucher base) e 25.000 euro (voucher avanzato) per progetti digitali.

Tempistiche di presentazione della domanda.

La presentazione delle domande può avvenire esclusivamente in modalità telematica con firma digitale. Le domande potranno essere presentate dall'11 maggio 2022 per il Bando "Base" e dal 17 maggio 2022 per il Bando "avanzato". Più nello specifico:

  • per i Voucher Digitali BASE dalle ore 10.00 dell’11 maggio fino alle ore 12.00 del 24 giugno 2022;
  • per i Voucher Digitali AVANZATI dalle ore 11.00 del 17 maggio fino alle ore 17.00 del 4 luglio 2022

Per ulteriori dettagli sul Voucher digitale I4.0 contatta Golden Group e resta aggiornato sul nostro blog!


decreto aiuti 2022

Al via il Decreto Aiuti 2022: previste misure per 14 miliardi per imprese e famiglie

Al via il Decreto Aiuti 2022: previste misure per 14 miliardi per imprese e famiglie.

Al via il Decreto Aiuti 2022: previste misure per 14 miliardi per imprese e famiglie.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina.

Si tratta di un importante provvedimento e per il quale sono stati stanziati 14 miliardi di euro.

Le misure previste riguarderanno molteplici ambiti: dalla proroga del taglio delle accise sui carburanti all’allungamento dei termini per accedere al Superbonus per le villette; dagli aiuti alle imprese più colpite dalla guerra in Ucraina a misure per adeguare i costi degli appalti pubblici.

Beneficiari.

Le misure previste dal Decreto Aiuti 2022 riguardano molteplici ambiti e ne possono beneficiare diversi soggetti. Volendo sintetizzarne i principali sono:

  • Energia, con misure per ridurne il costo, semplificare l'iter di realizzazione di nuovi impianti e potenziare la produzione energetica nazionale;
  • Imprese, con misure per assicurare liquidità alle imprese colpite dalla crisi ucraina, fronteggiare il rincaro delle materie prime e dei materiali da costruzione, assicurare produttività e attrazione degli investimenti;
  • Lavoro, politiche sociali e servizi ai cittadini, con misure per lavoratori e pensionati contro l’inflazione, nonché per il personale, il trasporto pubblico locale, le locazioni e i servizi digitali;
  • Enti territoriali, con misure per sostenere Regioni, province e comuni e potenziare gli investimenti;
  • Accoglienza e supporto economico, con misure sia a beneficio delle persone in fuga e accolte in Italia, sia in favore del Governo ucraino.

Specifiche del contributo.

Il Decreto Aiuti 2022 ha quindi l'obiettivo di contrastare, su più livelli, gli effetti della crisi politica e militare in Ucraina.

Nello specifico, il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti per sostenere l’economia e far fronte ai rincari energetici.

Il primo provvedimento ha prolungato il taglio delle accise su benzina e gasolio fino all’8 luglio, azzerando quelle sul metano e portando l’Iva al 5%.

Il secondo, con un valore pari a 14 miliardi di euro, prevede tra le altre cose un bonus da 200 euro una tantum per i redditi sotto i 35mila euro e sussidi per le imprese, innalzando la tassazione sugli extraprofitti da gas e petrolio al 25%.

Cosa sapere in merito.

Scopriamo nello specifico i primi due ambiti sottoposti ad agevolazioni fiscali previsti Decreto Aiuti 2022.

Primo ambito del Decreto Aiuti 2022.

Il primo ambito è quello dell'energia per il quale si assiste all'estensione del Bonus Sociale Energia Elettrica e Gas anche per il terzo trimestre 2022. Si prevede infatti il rafforzamento dei crediti d'imposta relativi alle spese sostenute dalle aziende, nel corso del primo trimestre 2022, per quanto riguarda energia elettrica e gas.

Inoltre sarà previsto un credito d’imposta per gli autotrasportatori con l'obiettivo di far fronte all’eccezionale incremento del costo del carburante. L'agevolazione sarà del 28% rispetto alle spese sostenute nel primo trimestre 2022 per l'acquisto del gasolio.

In aggiunta, con il Decreto Aiuti 2022, si individuano ulteriori aree idonee ai fini dell’installazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e vengono ulteriormente semplificati i procedimenti relativi alla realizzazione degli impianti.

Sono previste anche misure per incrementare temporaneamente la produzione da fonti fossili.

Secondo ambito del Decreto Aiuti 2022.

Il secondo ambito del Decreto Aiuti 2022 riguarda, più in generale, le imprese. Si prevede un fondo per il sostegno di quelle aziende danneggiate dalla crisi ucraina.

Sono stati quindi stanziati 200 milioni di euro per il 2022, sotto forma di contributi a fondo perduto. Con il decreto del Ministero dello sviluppo economico ne saranno definite poi le modalità attuative e i requisiti.

Anche in questo caso, ossia quello delle imprese, si è delineato un rafforzamento del credito d'imposta per quanto riguarda gli investimenti in beni immateriali 4.0. e quelli in formazione 4.0.

Per concludere, con il Decreto Aiuti 2022 sono previste misure, pensate per il settore edilizia, utili a fronteggiare l’aumento dei prezzi materiali da costruzione; così come il Rifinanziamento del Fondo IPCEI – Progetti di Comune Interesse Europeo.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti dal Decreto Aiuti 2022 contatta Golden Group e resta aggiornato sul nostro blog!

 


bandi europei

Bandi europei: tutto quello che c'è da sapere

Bandi europei: tutto quello che c'è da sapere.

Bandi europei: tutto quello che c'è da sapere.

I bandi europei sono lo strumento attraverso il quale l’Unione Europea invita le organizzazioni pubbliche e private a presentare candidature per concorrere all’aggiudicazione di fondi a sostegno del proprio progetto. I bandi europei si collocano all' interno di diversi programmi di finanziamento tematici.

Le tipologie di fondi europei

Esistono due tipi di fondo europeo:

  • Fondi indiretti, chiamati anche fondi strutturali e di investimento (SIE). Questi sono i più utilizzati dalle imprese e nascono per diminuire le disparità a livello economico e sociale tra gli Stati Membri. Tali strumenti finanziari sono creati dalla Commissione Europea ma vengono gestiti a livello nazionale o regionale. In questo caso sono i singoli Ministeri, Agenzie Nazionali o Regioni a decidere come investire i fondi che arrivano dall’Union Europea.
  • Fondi diretti, centralizzati ossia emanati e gestiti soprattutto dalla Commissione Europea. Essi sono erogati sotto forma di sovvenzioni (dette grants), ossia contributi economici destinati a specifici progetti collegati alle politiche dell’UE. Tali fonti di finanziamento vengono assegnate alle imprese meritevoli che hanno risposto alla cosiddetta call for proposal, più comunemente chiamati bandi.

I requisiti dei bandi europei 2022 da fondi diretti e indiretti 

I bandi europei relativi ai fondi diretti hanno dei requisiti molto particolari e precisi da rispettare. Il più importante riguarda la natura del progetto. Infatti per poter richiedere i fondi è necessaria quasi sempre la creazione di un partenariato transnazionale. Ciò significa che il progetto che si presenta deve prevedere la partecipazione di aziende o enti con sede in almeno due/tre Stati Membri dell’Unione Europea. Inoltre, i fondi diretti non finanziano quasi mai il 100% delle spese ammissibili. È necessario avere un capitale da investire per sostenere in toto il progetto.

I fondi europei indiretti invece premiano soprattutto innovazioni di frontiera che abbiamo una sostenibilità economica e impatti rilevanti sulle traiettorie di crescita. I fondi indiretti hanno l'obiettivo di limitare le disparità economiche, sociali e ambientali tra le varie regioni europee sostenendo la politica regionale.

Attualmente, le imprese possono partecipare a diversi bandi legati ai fondi diretti europei: I più indicati per una PMI sono:

  • Horizon Europe;
  • Cosme;
  • Life;
  • Connecting Europe Facility (CEF);
  • Europa Digitale;
  • EaSI;
  • Agrip;
  • Erasmus+;
  • Creative Europe.

Tra questi i più indicati per le PMI sono diversi. Il primo è sicuramente Horizon Europe, ossia il proseguo di Horizon 2020. Si tratta lo strumento dedicato alla ricerca scientifica e all'innovazione per il periodo 2021-2027. Horizon Europe ha un budget complessivo di 95,5 miliardi. L’obiettivo è quello di facilitare la collaborazione e rafforzare l’impatto che la ricerca e l’innovazione hanno sullo sviluppo, il sostegno e l’implementazione delle politiche europee.

Invece Cosme è il programma europeo per la competitività delle imprese e delle piccole e medie imprese. Gli obiettivi del programma si focalizzano sul rafforzare la competitività e la sostenibilità delle PMI promuovendo una cultura imprenditoriale.

Life è il programma dell’Unione europea per la protezione dell’ambiente e della biodiversità. LIFE coinvolge una vasta gamma di beneficiari come aziende pubbliche e private, autorità e istituzioni pubbliche, a patto che siano impegnate rispetto alle tematiche che riguardano il programma Life.

Il CEF è  invece lo strumento finanziario dell’Ue diretto a migliorare le reti europee nei settori dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni.

Per quanto riguarda invece la digitalizzazione e la ripresa economica, La commissione Europea ha creato il programma Europa digitale, che ha una durata di 7 anni e un budget di 7,5 miliardi di euro. Sono altresì previsti cinque ambiti strategici tra i quali: intelligenza artificiale; digital skills e cybersecurity.

ll programma per l’occupazione e l’innovazione sociale EaSI è invece il fondo destinato a promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità. EaSI riunisce, da gennaio 2014, tre programmi precedenti: PROGRESS, EURES, Microfinanziamenti ed imprenditoria sociale.

Per ulteriori dettagli sui bandi e le relative scadenze consulta il sito dell' Unione Europea oppure resta aggiornato attraverso la sezione dedicata sul nostro blog!


DL Energia 2022

DL Energia 2022: in arrivo il credito di imposta per investimenti pubblicitari

DL Energia 2022: in arrivo il credito di imposta per investimenti pubblicitari.

DL Energia 2022: in arrivo il credito di imposta per investimenti pubblicitari.

La conversione in legge del DL Energia 2022 ha l'obiettivo di ripristinare, a partire dall'1 Gennaio 2023, il regime ordinario per il credito di imposta relativo agli investimenti pubblicitari.

Ciò significherà che il credito di imposta sarà pari al 75% del valore incrementale degli investimenti compiuti in campagne pubblicitarie. L'agevolazione fiscale riguarderà però soltanto il capitale impiegato sulla stampa quotidiana e periodica, afferente anche a canali online. Saranno invece esclusi gli investimenti fatti sulle emittenti radio-televisive, che siano queste analogiche oppure digitali.

Beneficiari del finanziamento.

Grazie alla conversione in legge del DL Energia 2022, le imprese, i lavoratori autonomi ed gli enti commerciali potranno richiedere l'accesso al credito d'imposta a patto che vengano rispettati i seguenti requisiti:

  • L'aumento degli investimenti pubblicitari non superiore all’1% rispetto al precedente anno;
  • Il decremento degli investimenti agevolabili.

Non sarà invece possibile presentare domanda per quelle imprese, lavoratori autonomi ed enti commerciali neo costituiti. Questo perché non sono in possesso del dato storico necessario al confronto tra le spese pubblicitarie sostenute l'anno corrente rispetto al precedente. Difatti, come chiarito nel primo punto, il ritorno al regime ordinario prevede anche che torni attivo l'incremento minimo dell'1% degli investimenti pubblicitari come requisito di accesso all'agevolazione.

Specifiche del contributo.

Cosa implica il passaggio, per effetto del DL Energia 2022, dal regime straordinario, applicato nel triennio 2020-2022, al regime ordinario ?

Nel 2020, 2021 e 2022 il credito di imposta per investimenti pubblicitari è stato regolamentato attraverso un regime straordinario, difatti il beneficio è stato riconosciuto per il 50% del valore degli investimenti pubblicitari. Senza quindi la necessità di dover dimostrare di aver sostenuto investimenti pubblicitari sugli stessi mezzi di informazione rispetto all’anno precedente.

A partire invece dal 1° gennaio 2023, per effetto del DL Energia 2022, sarà ripristinato il regime ordinario che, oltre al confronto tra l' anno corrente e quello precedente, introduce il limite massimo annuale di spesa di 30 milioni di euro per gli investimenti in pubblicità.

Per fare maggiore chiarezza, di seguito sono riportati due esempi a dimostrazione di come cambiano, a partire dal 2023, le modalità di calcolo e l’importo del credito di imposta con il ritorno del regime ordinario.

Se nel 2022 un’impresa effettua investimenti pubblicitari sulla stampa per 45.000 euro. In base al regime straordinario in vigore nel 2022, il credito di imposta è pari al 50% dell’intero volume di investimenti. Questo sta a significare che l’impresa nel periodo 1° marzo 2022-8 aprile 2022 ha richiesto un credito di imposta pari 22.500 (45.000 x 50%).

Mentre nel 2023 con il ripristino del regime ordinario, per la stessa impresa che presenta investimenti pubblicitari sulla stampa per 55.000 euro, il credito di imposta sarà pari al 75% della spesa incrementale. Pertanto, la spesa incrementale sarà pari a 10.000 euro (55.000-45.000) e conseguentemente il credito di imposta richiedibile ammonterà a 7.500 euro (10.000 x 75%).

Tempistiche di presentazione delle domande.

Secondo quando previsto dal DL Energia 2022, per gli investimenti effettuati e/o da effettuare nel 2022, la finestra temporale utile alla prenotazione del beneficio è stata aperta dal 1° marzo all’8 aprile 2022.

Le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti commerciali richiedenti, che hanno inviato tale comunicazione, dovranno presentare poi la “dichiarazione sostitutiva”. Si tratta infatti del documento utile ad attestare l'effettiva realizzazione, in tutto o in parte, dell'investimento realizzato nel corso dell'anno 2022. La dichiarazione sostitutiva potrà quindi essere presentata dal 1° al 31 gennaio 2023, secondo i termini attualmente previsti dalla normativa vigente.

Per ulteriori dettagli e per beneficiare dei finanziamenti previsti dal DL Energia 2022 contatta Golden Group e resta aggiornato sul nostro blog!