Fattori ESG: le implicazioni contabili per le imprese e gli effetti sui bilanci

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Nel panorama imprenditoriale contemporaneo, l’attenzione si sta sempre più spostando verso la sostenibilità ambientale, sociale e di governance. I fattori ESG sono infatti diventati fondamentali per le imprese, non solo per il loro impatto sociale ed ambientale, ma anche per le loro implicazioni finanziarie.

Un recente studio condotto da Banca d’Italia ha analizzato le ripercussioni contabili derivanti dai fattori ESG, con particolare attenzione ai rischi climatici. Lo studio ha esaminato un campione di banche italiane, valutando le loro informative pubbliche sui rischi climatici e le prime applicazioni dei principi contabili internazionali (IAS-IFRS) in relazione ai fattori ESG.

Perché i fattori ESG hanno implicazioni contabili per le imprese

La crescente rilevanza dei fattori ESG ha portato a un’evoluzione nella normativa contabile internazionale. Sebbene gli IAS-IFRS non contengano specifiche disposizioni sui fattori ESG, è emerso che le loro implicazioni contabili devono essere attentamente considerate, soprattutto quando il loro impatto è significativo.

In particolare, il documento “Effects of climate-related matters on financial statementspubblicato dall’IFRS Foundation nel 2020 ha sottolineato l’importanza di considerare i rischi climatici nelle valutazioni delle attività e passività riportate in bilancio.

L’industria finanziaria ha espresso preoccupazioni in merito alle modalità di riflessione dei rischi climatici nell’IFRS 9, chiedendo all’International Accounting Standards Board (IASB) di fornire chiarimenti sulla classificazione delle attività finanziarie e sulla valutazione delle perdite attese. L’IASB ha quindi avviato un progetto dedicato ai “Climate-related Risks in the Financial Statements” con l’obiettivo di migliorare l’informativa di bilancio in relazione ai rischi climatici e di integrare le sinergie con le informazioni non finanziarie previste dai principi emanati dall’International Sustainability Standard Board (ISSB).

Inoltre, l’European Financial Reporting Advisory (EFRAG) ha costituito un Advisory Panel con l’obiettivo di migliorare l’interrelazione tra il reporting finanziario e non finanziario, evitando incongruenze e duplicazioni.

Come i fattori ESG incidono sulla gestione e valutazione finanziaria dell’impresa

Un aspetto centrale delle implicazioni contabili dei fattori ESG riguarda la classificazione e la valutazione degli strumenti finanziari. L’utilizzo di clausole contrattuali che legano il pagamento dei flussi di cassa a obiettivi di sostenibilità ambientale sta diventando sempre più frequente.

Di fronte a questa nuova realtà, l’industria ha sollecitato l’IASB a fornire indicazioni specifiche su come valutare queste clausole contrattuali connesse ai fattori ESG per l’applicazione del test “Solely Payment of Principal and Interest” (SPPI) previsto dall’IFRS 9. Il mancato superamento di questo test comporta la valutazione dell’intero strumento al fair value con contropartita conto economico (Fair Value Through Profit and Loss – FVTPL).

Ma i rischi climatici possono influenzare l’esposizione degli intermediari al rischio di credito, con possibili riflessi negativi sulla capacità dei debitori di adempiere alle obbligazioni assunte. Questo può avvenire a causa di eventi come incendi, inondazioni (rischio fisico) o gli impatti derivanti dalla transizione verso un’economia low-carbon (rischio di transizione).

A loro volta il rischio fisico e il rischio di transizione possono influenzare:

  • la stima della Probability of Default (PD);
  • la stima della Loss Given Default (LGD);
  • il rischio di concentrazione;
  • l’incorporazione delle forward-looking information (FLI).

Le prime evidenze degli impatti contabili dei rischi climatici nei bilanci delle imprese

Alcune banche italiane, soprattutto quelle che l’analisi di Banca d’Italia identifica come “significative”, hanno iniziato da tempo a incorporare gli impatti dei rischi climatici nei modelli di calcolo delle perdite attese.

I bilanci al 31 dicembre 2022 dimostrano che, in questa fase iniziale, le iniziative si sono concentrate principalmente sulla fattorizzazione del rischio di transizione. Ma anche sulla valutazione del SICR attraverso approcci collettivi nei settori con maggiore rischiosità, ricorrendo a overlay/model adjustment. Mentre l’incorporazione del rischio fisico è ancora in fase di approfondimento per la maggior parte degli intermediari.

Del resto l’integrazione dei fattori ESG nella contabilità aziendale è un processo in evoluzione, con implicazioni significative per le imprese che sono anche chiamate a rendicontare le proprie attività. Complice l’obbligo di redigere il bilancio di sostenibilità, che si sta progressivamente estendendo nel corso degli anni e che per l’esercizio 2025 riguarderà 11.700 imprese UE.

La crescente attenzione verso la sostenibilità e i rischi climatici sta evidentemente portando a un ripensamento delle prassi contabili e a un’evoluzione dei modelli di business. E le imprese che non si adeguano a queste nuove realtà potrebbero trovarsi svantaggiate in un mercato sempre più competitivo e sensibile ai criteri ESG.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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