Efficienza energetica


L’efficienza energetica si persegue ogni qualvolta ci sia un miglioramento delle prestazioni energetiche di apparecchi e impianti. L’efficienza energetica è quindi strettamente correlata al risparmio energetico. Questo può essere perseguito per via tecnologica o per via non tecnologica. Con la prima si consegue risparmio ricorrendo ad apparecchiature o impianti di miglior efficienza energetica, mentre alla seconda modalità afferiscono strumenti impositivi (risparmio ottenuto aumentando le tariffe e contingentando l’uso dell’energia), la riduzione degli sprechi, la modifica del comportamento degli utenti finali. Il concetto di efficienza energetica si è affermato dall’inizio del 21° sec., con la sua inclusione all’interno dei provvedimenti europei sulla sostenibilità ambientale e la competitività. Le principali norme comunitarie emanate sono riportate in tabella. Una politica tesa all’incremento dell’efficienza energetica mira ad allargare il mercato per i prodotti portatori di tecnologie a elevata efficienza stimolando e incrementando la domanda e la convenienza per i produttori a innovare la produzione orientandola verso soluzioni sempre più efficienti anche in termini energetici, in tal modo ‘accelerando’ le traiettorie tecnologiche e anticipandone gli effetti di risparmio. L’International energy agency (IEA) stima che misure di efficienza energetica possano moltiplicare per 2,5 il valore dell’energia risparmiata, riducendo anche le emissioni climalteranti e l’inquinamento, migliorando
l’assetto macroeconomico, la salute e il benessere delle popolazioni, la sicurezza negli approvvigionamenti energetici, la stabilizzazione delle tariffe e alleviando la fuel poverty. In Italia, la prima legge sul risparmio energetico è stata la l. 30 apr. 1976 nr. 373 che ha incontrato difficoltà attuative. A questa è seguito il primo Piano energetico nazionale (PEN) approvato nel 1981 dal Parlamento ed emanata la l. 29 maggio 1982 nr. 308, primo atto normativo di incentivazione di interventi di risparmio energetico nei settori dell’edilizia, dell’agricoltura e dell’industria tramite finanziamenti in conto capitale e in conto interessi. Nonostante problemi dovuti alle scarse misure di accompagnamento e all’incertezza sulla disponibilità dei fondi agevolati, la l. 308 agevolò la realizzazione dei progetti al limite della convenienza economica. Dopo l’incidente di Chernobyl fu varato nel 1988 un nuovo PEN, che individuava nel risparmio energetico la principale misura strategica. La l. 9 genn. 1991 nr. 10, di attuazione del PEN, prevedeva un nuovo piano di incentivi per misure realizzate nei comparti di edilizia, industria e agricoltura. Questa legge, richiedeva il massimo contenimento dei consumi energetici. Il relativo decreto di attuazione, d.p.r. 26 ag. 1993 nr. 412, nel limitare il fabbisogno di energia, richiedeva un aumento di efficienza del servizio di riscaldamento degli ambienti. Il d. legisl. 19 ag. 2005 nr. 192 (recepimento della direttiva 2002/91/CE) ha poi avviato definitivamente il processo di certificazione energetica negli edifici di nuova costruzione. Inoltre, la l. 27 dic. 2006 nr. 296 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, legge finanziaria 2007), ha disposto detrazioni fiscali del 55% dalle spese sostenute per interventi di e. e. in edilizia. Le successive leggi finanziarie/di stabilità hanno confermato la politica delle detrazioni fino al 30 giugno 2016 aumentando la percentuale di detrazione fino al 65%.
Il d. lgs. del 30 maggio 2008 nr. 115, recepimento della direttiva 2006/32/CE, ha previsto inoltre che il ministero dello Sviluppo economico, di concerto con altri ministeri ed enti, elabori un Piano d’azione per l’efficienza energetica e che siano stabiliti degli obiettivi nazionali su questo tema che sia istituita un’Agenzia nazionale che abbia come funzione anche il monitoraggio dei progetti realizzati, l’informazione e la redazione di un Rapporto annuale per l’efficienza energetica (RAEE). Il d.m. del 28 dic. 2012 ha istituito il Conto termico, che incentiva interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Nel 2013, con decreto interministeriale dei ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare è stato approvato un nuovo strumento di programmazione e indirizzo nel settore energetico: la Strategia energetica nazionale (SEN). Al fine di perseguire obiettivi di competitività, sostenibilità ambientale e sicurezza e indipendenza di approvvigionamento, la SEN individua nell’efficienza energetica la prima azione prioritaria, tramite cui conseguire un risparmio di 20 Mtep/anno di energia al 2020. Ad oggi, l’effetto delle politiche nazionali è ancora molto esiguo. Questo è valutabile attraverso l’Indice di penetrazione delle politiche di efficienza energetica (IPPEE), che considera gli effetti di strumenti normativi,
incentivanti e volontari. Per bassi valori dell’indice le politiche hanno avuto scarsa penetrazione, viceversa accade per valori dell’indice tendenti all’unità.

Un concetto fortemente legato all’efficienza energetica e alla riduzione degli sprechi è l’Economia Circolare. L’Economia circolare può essere sintetizzata come un «nuovo approccio alla produzione e al consumo dei beni che si differenzia in misura sostanziale dall’attuale concezione lineare dell’economia in quanto tenta di offrire le medesime soluzioni alle esigenze del consumatore, ma per ottenere questo risultato si inserisce in un’ottica di pianificazione sostenibile

A differenza del sistema definito lineare, che parte dalla materia e arriva al rifiuto, un’economia in cui i prodotti di oggi sono le risorse di domani, in cui il valore dei materiali viene il più possibile mantenuto o recuperato, in cui c’è una minimizzazione degli scarti e degli impatti sull’ambiente, può essere definita “circolare”.