Internazionalizzazione


Cos’è l’internazionalizzazione di un’impresa

Internazionalizzazione è il processo di adattamento di una impresa, un prodotto, un marchio, concepito per un mercato o un ambiente definito, ad altri mercati o ambienti internazionali. Ha generalmente due obiettivi primari:
· ridurre i costi ricorrendo a fornitori esteri
· aumentare i ricavi ampliando il mercato geografico di riferimento

Come capire se l’azienda è pronta per esportare

Prima di intraprendere un percorso di internazionalizzazione, l’azienda deve effettuare un’analisi interna per capire quando prendere la decisione di internazionalizzarsi e per individuare la natura delle spinte che la stanno portando verso questa decisione. Competenze, Motivazioni, Ambiente aziendale sono i tre vettori che costituiscono ogni spinta all’internazionalizzazione. Se la spinta è interna-negativa, si sta solo usando l’internazionalizzazione come uno strumento per bypassare i propri problemi interni. In questo caso, è bene avviare il processo di internazionalizzazione solo a seguito della risoluzione degli aspetti negativi interni.
Aspetto importante è che questo processo inizi attraverso una strategia d’ingresso e non sia invece il frutto di un impeto.

Il processo di internazionalizzazione in dettaglio

Due sono le fasi che caratterizzano la scelta ragionata di studio di nuovi mercati esteri. Nella prima fase si verifica se vi sono opportunità di mercato in nuove aree geografiche e se l’impresa possiede le capacità produttive, finanziarie ed organizzative per vendere all’estero. Nella seconda fase si definiscono le strategie commerciali e di business, si prendono contatti con gli operatori locali e, soprattutto, si studia il mercato di riferimento.

Le 4 fasi del processo per internazionalizzare la propria azienda

Solitamente il processo di internazionalizzazione avviene per stadi che hanno come obiettivo quello di far raggiungere progressivamente all’azienda la piena internazionalizzazione nei mercati target. In particolare, si individuano 4 diverse fasi/stadi:

EXPORT INDIRETTO (bassa internazionalizzazione)

consiste nel ricorso ad intermediari di altre organizzazioni nel vendere i propri prodotti nei mercati esteri. La vendita all’estero avviene mediante contatti ed accordi, di esclusiva e non, con importatori e distributori locali – trading company – grandi compratori. I costi ed i rischi sono limitati, la gestione del processo è semplice.

EXPORT DIRETTO (medio-bassa internazionalizzazione)

l’impresa vende all’estero senza servirsi di intermediari, spingendosi maggiormente sul mercato internazionale, avviando contatti diretti con la clientela mediante una propria rete di vendita (agenti/rappresentanti/export manager) che operano direttamente in loco. Più impegnativa della precedente, fornisce però un maggior controllo ed una stabilizzazione della penetrazione commerciale nel mercato estero.

FILIALE COMMERCIALE (medio-alta internazionalizzazione)

permette un controllo diretto della rete distributiva e della fase di post-vendita. La produzione rimane nel mercato di origine, ma l’azienda investe direttamente nel mercato estero per essere più vicina alla propria clientela e per stipulare alleanze ancora più forti con la distribuzione locale.

PRODUZIONE ALL’ESTERO (alta internazionalizzazione)

l’azienda diventa globale e trasferisce parte della propria produzione all’estero, sfruttando quindi i vantaggi competitivi derivanti da una presenza diretta nel mercato estero anche da un punto di vista produttivo e non solo commerciale.

Quali misure di internazionalizzazione vengono finanziate

Considerata l’aleatorietà del risultato, si può far ricorso a bandi pubblici (comunitari, nazionali, regionali e locali) che con diverse gradazioni sostengono l’intero ciclo di internazionalizzazione.

La maggior parte dei bandi ad oggi camerali o regionali, si sono focalizzati sulla partecipazione a fiere estere o mostre o all’inserimento sui mercati europei. Esisteva uno strumento specifico per l’internazionalizzazione extra ue. Oggi questo vincolo è caduto e Simest diventa lo strumento interessante per l’internazionalizzazione con il finanziamento a tasso quasi 0, il contributo a fondo perduto e l’assenza di garanzie.