Contributi alle imprese: come cambia il sistema degli incentivi dal 2024

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La legge delega in materia di revisione del sistema degli incentivi alle imprese segna un cambio di passo per i contributi pubblici e le imprese italiane. Il comparto produttivo si prepara ad abbracciare una nuova era per quanto riguarda il sostegno alle attività imprenditoriali.

Con l’entrata in vigore della legge delega, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 15 novembre, il governo ha posto le basi per un rinnovamento profondo delle agevolazioni destinate al tessuto economico nazionale. Cambiamento che era stato già annunciato con il DDL Incentivi, e che prenderà forma nel corso del biennio 2024-2025, dato che l’adozione del decreto deve avvenire entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della legge delega.

Quest’iniziativa, frutto di un’analisi approfondita da parte delle istituzioni, mira a risolvere alcune delle principali criticità che hanno afflitto il sistema della finanza agevolata negli ultimi anni. Troppo spesso, infatti, le sovvenzioni si sono rivelate frammentate, sovrapposte e poco coordinate tra i vari livelli amministrativi. Una situazione che ha finito per disperdere risorse preziose e compromettere l’efficacia delle agevolazioni alle imprese.

Il ruolo dei contributi alle imprese nel sostegno al tessuto produttivo italiano

Nel panorama economico attuale, con le sfide poste dalla globalizzazione e dalle trasformazioni tecnologiche, gli aiuti di Stato rappresentano un pilastro fondamentale per la competitività delle aziende. Si tratta di strumenti cruciali per incoraggiare investimenti strategici, stimolare l’innovazione e fronteggiare eventuali fallimenti di mercato.

L’Italia, pur essendo un Paese manifatturiero di prim’ordine, ha mostrato negli anni una certa debolezza nel dispiegare questo tipo di leve a favore delle proprie imprese. Come evidenziato anche dalla Banca d’Italia, il nostro Paese ha fatto uso degli incentivi per le imprese in misura inferiore rispetto ad altri paesi europei come Germania e Francia.

I dati resi noti dalle istituzioni tracciano un quadro piuttosto chiaro anche in merito all’andamento ciclico degli aiuti di Stato italiani, e agli effetti che la pandemia da Covid 19 ha avuto sul settore della finanza agevolata. Durante il decennio pre-pandemico, dal 2010 al 2019, il valore medio annuo di queste misure ha sfiorato appena lo 0,3% del PIL nazionale, una percentuale esigua se paragonata a quelle di altri big players come la Germania.

È stato l’avvento dell’emergenza Covid a determinare un’inversione di tendenza, con un’impennata della spesa per incentivi quasi quintuplicata nel 2020 rispetto all’anno precedente. Questa risalita, dettata dalla necessità di garantire liquidità alle imprese stremate dalla crisi sanitaria, si è protratta anche nel 2021.

Ciononostante, i sussidi legati allo shock pandemico hanno rivelato un approccio quantitativo piuttosto che qualitativo, essendo principalmente basati su strumenti come le garanzie pubbliche ai prestiti bancari. Un intervento finalizzato più a tamponare l’emorragia di liquidità che a promuovere una vera e propria strategia di rilancio strutturale.

Ed è proprio per porre rimedio a queste lacune che il governo ha deciso di intraprendere un percorso di riforma organica del sistema degli incentivi alle imprese. Un cammino che lo vedrà impegnato, nei prossimi 24 mesi, nell’emanazione di una serie di decreti legislativi attuativi della legge delega.

Gli obiettivi del governo per la revisione delle agevolazioni per le imprese

Poiché lo scopo della legge delega è migliorare l’efficienza degli strumenti di incentivo alle imprese che compongono la finanza agevolata, spesso caratterizzati da una scarsa sistematicità e da una mancanza di coordinamento, gli obiettivi della razionalizzazione in corso sono molteplici. In primo luogo, si mira a ricondurre a un disegno unitario e coerente la pletora di misure oggi esistenti, concentrandone l’offerta e riducendo al minimo le sovrapposizioni tra incentivi analoghi.

Un secondo punto focale riguarda il coordinamento tra i vari livelli amministrativi coinvolti nell’erogazione degli aiuti. Un aspetto, questo, di grande importanza per garantire omogeneità di azione e sfruttare appieno le sinergie tra interventi nazionali e regionali.

L’armonizzazione dei procedimenti amministrativi legati all’erogazione degli incentivi è un altro tassello chiave della riforma. Con l’istituzione di un vero e proprio “codice degli incentivi”, il governo punta a uniformare le pratiche delle diverse amministrazioni pubbliche, dettando linee guida comuni in materia di valutazione, requisiti di ammissibilità e accesso alle misure.

Parallelamente, l’esecutivo intende semplificare al massimo gli iter burocratici a carico delle imprese, incrementando il ricorso agli strumenti digitali e riducendo il carico di adempimenti richiesti. Un cambio di passo cruciale per ampliare la platea delle realtà produttive che possono beneficiare dei contributi pubblici per le imprese.

Non meno importante è la volontà di orientare gli incentivi alle imprese verso aree strategiche di intervento come la transizione ecologica, l’efficientamento energetico, l’innovazione tecnologica e il supporto alle filiere produttive Made in Italy. In quest’ottica, il rafforzamento patrimoniale e la crescita dimensionale delle imprese rappresentano due direttrici prioritarie.

La riforma del sistema degli incentivi alle imprese rappresenta quindi un passo fondamentale per rafforzare la competitività del tessuto produttivo italiano. Razionalizzare, coordinare, semplificare: sono questi gli imperativi che guideranno il governo nella ridefinizione degli aiuti di Stato per rinsaldare il legame tra istituzioni e imprese nell’interesse comune del Paese.


Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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