Espressione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Digital Transition Fund è il fondo che supporta le imprese italiane nella transizione verso un’economia digitale. Con una dotazione finanziaria di 300 milioni di euro, è gestito da CDP Venture Capital SGR Spa e prevede la concessione di aiuti attraverso investimenti di capitale di rischio (venture capital), che avvengono sia in maniera diretta che indiretta.

Scopo del fondo per la digital transition è stimolare la transizione digitale nell’economia italiana, con riferimento alle diverse filiere. Ciò avviene attraverso investimenti che hanno come beneficiarie imprese ad alto potenziale di crescita e che realizzano progetti innovativi. Le risorse utilizzate per queste iniziative provengono sia dagli stanziamenti per il PNRR sia dall’attivazione di capitali privati.

Le logiche che guidano l’operatività del Digital Transition Fund sono quindi le stesse adottate dal Green Transition Fund, sebbene con riferimento a settori diversi.

Beneficiari dei finanziamenti startup e PMI per la transizione digitale

Ma chi può ottenere i fondi per finanziamento PNRR erogati dal Digital Transition Fund? Il fondo opera per la crescita e lo sviluppo di un ecosistema di innovazione a livello digitale, rivolgendosi ad imprese di piccole e medie dimensioni. In particolare, i prestiti per start up e PMI sono rivolti alle imprese che rientrano nelle seguenti categorie.

  • Start-up ad alto potenziale di sviluppo, con particolare riferimento alle imprese delle filiere della transizione digitale e a quelle che realizzano progetti innovativi.
  • Start-up e PMI costituite per effetto di una scissione societaria, di una cessione di azienda o di un ramo di azienda da parte di un’impresa di grandi dimensioni o di un’impresa a media capitalizzazione. Nonché start-up e PMI costituite per effetto di un investimento da parte di una grande impresa o di un’impresa a media capitalizzazione con l’intento di sviluppare un venture building. A condizione però che questo spin-off si sia verificato a partire dal 1° febbraio 2020 (sono esclusi i progetti avviati prima di tale data).
  • Imprese holding che hanno sede legale al di fuori del territorio italiano e controllano una delle imprese di cui ai precedenti punti. È necessario che il business e gli eventuali programmi di sviluppo siano comunque svolti in Italia.

In ogni caso, l’investimento da parte del Digital Transition Fund è subordinato ad una valutazione dell’impresa che presenta richiesta di finanziamento. Per ottenere contributi in forma di capitale di rischio, questa deve essere conforme agli orientamenti tecnici sull’applicazione del Principio DNSH. L’impresa deve anche risultare ad alto potenziale di crescita.

Non è invece indispensabile che l’impresa si configuri come start-up innovativa o PMI innovativa. Se risponde a tutti i criteri di valutazione del fondo e soddisfa le richieste degli organi di governance della SGR, il capitale di rischio può essere comunque concesso.

Caratteristiche del contributo per la digital transition

Il contributo del Digital Transition Fund è concesso in forma di sottoscrizione di fondi di venture capital. Sebbene siano considerate possibili aziende target tutti quelle che operano nei vari ambiti della transizione digitale, i principali settori di riferimento sono quelli di:

  • intelligenza artificiale;
  • cloud;
  • assistenza sanitaria;
  • industria 4.0;
  • cybersicurezza;
  • fintech;
  • blockchain.

Non sono previsti contributi a fondo perduto, perché la concessione di fondi per la digital transition prevede due sole formule:

  • Investimenti diretti, che sono erogati tramite strumenti di equity e quasi-equity e per i quali CDP Venture Capital si riserva la facoltà di subordinare l’investimento al riconoscimento di taluni diritti specifici. Ad esempio può essere richiesto il riconoscimento di diritti informativi o di governance.
  • Investimenti indiretti, che sono erogati con la modalità fondo di fondi e prevedono la sottoscrizione di strumenti di fondi target di terzi. Tali fondi sono anche gestiti da operatori terzi autorizzati dall’ente di riferimento.

L’ente gestore del fondo specifica che gli investimenti di capitale di rischio diretti e indiretti possono tradursi esclusivamente in equity, quasi equity, debito e quasi debito.

Come richiedere i contributi

A dispetto di quanto accade con i comuni bandi, le risorse stanziate dal PNRR erogate in forma di venture capital sono concesse tramite inviti agli investimenti diretti e indiretti. A fronte della pubblicazione di un invito da parte degli enti preposti, l’azienda interessata deve presentare la propria candidatura, corredata di tutta la documentazione di supporto.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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