Credito d’imposta Transizione 5.0: le novità portate dalla conversione in Legge del DL 39/2024

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Il 28 maggio 2024 c’è stata la conversione in legge del DL 39/2024, noto anche come DL Agevolazioni fiscali. Questa conversione introduce importanti cambiamenti nell’ambito del piano Transizione 5.0, istituito dall’articolo 38 del DL 19/2024.

La legge di conversione, tramite il comma 3-bis dell’articolo 6, non solo chiarisce alcuni aspetti fondamentali ma amplia anche le opportunità di agevolazioni per le imprese che investono in innovazione e riduzione dei consumi energetici. Vediamo di cosa si tratta.

A chi spetta il credito d’imposta Transizione 5.0 e in che percentuale

La misura del credito d’imposta Transizione 5.0 è destinata a tutte le imprese residenti nel territorio italiano e alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti, purché effettuino investimenti in strutture produttive situate in Italia. Gli investimenti devono essere finalizzati a progetti di innovazione che garantiscano una riduzione dei consumi energetici.

Le percentuali di agevolazione variano in base all’importo degli investimenti:

  • 35% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro,
  • 15% per investimenti fino a 10 milioni di euro,
  • 5% per investimenti fino a 50 milioni di euro.

Queste percentuali possono essere incrementate se gli investimenti determinano una riduzione dei consumi energetici superiore a determinati limiti.

Per approfondire il tema si può fare riferimento alle nostre FAQ sulla Transizione 5.0.

Le novità più importanti con la conversione del DL

Con la conversione in legge del DL 39/2024, sono state introdotte diverse modifiche significative al credito d’imposta. Innanzitutto, è stato specificato che gli investimenti agevolabili devono essere effettuati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025. Questa precisazione elimina eventuali ambiguità interpretative sulla decorrenza del beneficio fiscale.

Un’altra novità riguarda l’obbligo di comunicazione periodica per le imprese beneficiarie. Le aziende devono dimostrare l’effettuazione degli ordini accettati dal venditore e il pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo di acquisizione entro 30 giorni dalla prenotazione del credito d’imposta. In mancanza di tale comunicazione, le imprese rischiano la decadenza dal beneficio.

Le comunicazioni a carico delle imprese per l’accesso al credito d’imposta

Le imprese che desiderano beneficiare del credito d’imposta Transizione 5.0 devono seguire una serie di procedure comunicative rigorose. Innanzitutto, devono presentare telematicamente al GSE una certificazione tecnica ex ante che descriva il progetto di investimento e il costo associato. Successivamente, devono inviare comunicazioni periodiche che documentino l’avanzamento dell’investimento.

Tra queste comunicazioni, una delle più cruciali è quella che conferma l’effettuazione degli ordini e il pagamento del sopracitato acconto del 20% entro 30 giorni dalla prenotazione del credito. Questa misura è stata introdotta per garantire che gli investimenti dichiarati siano effettivamente in corso e che le imprese stiano rispettando i tempi previsti per l’esecuzione dei progetti.

Allo stesso tempo il GSE ha un ruolo centrale nel controllo e nella verifica dei crediti d’imposta concessi. Con la nuova normativa, il Gestore deve trasmettere mensilmente al MIMIT l’elenco delle imprese che hanno validamente comunicato l’intenzione di usufruire dell’agevolazione e l’importo del credito prenotato.

Il GSE è anche incaricato di effettuare comunicazioni all’Agenzia delle Entrate qualora rilevi la fruizione, anche parziale, del credito d’imposta senza i presupposti necessari. Questo controllo è essenziale per garantire che i fondi pubblici vengano utilizzati in modo corretto e che le agevolazioni siano concesse solo alle imprese che rispettano pienamente i criteri stabiliti dalla legge.

Le anticipazioni del MIMIT sul Piano Transizione 5.0

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha annunciato che entro giugno sarà emanato il decreto attuativo del Piano Transizione 5.0. Questo decreto porterà con sé alcune novità, in particolare per quanto riguarda le imprese altamente energivore e i soggetti abilitati a rilasciare le certificazioni necessarie per accedere alle agevolazioni.

Un aspetto chiave del nuovo decreto sarà l’applicazione del principio DNSH (Do No Significant Harm), che vieta il finanziamento di investimenti che possano arrecare danni significativi all’ambiente. Questo è strettamente legato al sistema di scambio di quote di emissione europeo (ETS), il quale prevede che le imprese energivore siano incluse tra i potenziali beneficiari della misura, a patto che i loro progetti contribuiscano alla riduzione dei consumi energetici.

Raffaele Spallone, dirigente del MIMIT, ha confermato che il decreto attuativo sarà vagliato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e dalla Commissione Europea prima della sua pubblicazione. Sottolineando l’importanza di includere le imprese energivore nel piano, poiché queste hanno un impatto significativo sui consumi energetici e sulle emissioni dell’industria italiana.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito che i decreti attuativi e la circolare operativa saranno pronti per giugno, permettendo alle imprese di programmare i loro investimenti per la seconda metà dell’anno. La circolare operativa sarà un documento dettagliato che fornirà esempi pratici e linee guida chiare sia per le imprese che per i certificatori, includendo anche un riordino delle agevolazioni legate a Transizione 4.0.

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Martina Moretti

Martina è la content writer specializzata nel settore della finanza che cura il blog di Golden Group. Scrive dal 2015 di credito e finanza e si occupa oggi in particolare di finanza agevolata: contributi a fondo perduto, bandi europei e agevolazioni per le imprese, che traduce in contenuti chiari e affidabili per imprese e professionisti.

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