Legge di Bilancio 2021

Legge di Bilancio 2021: le principali novità

Questo articolo si propone di passare in rassegna le misure di incentivazione contenute nella bozza del disegno di legge di Bilancio 2021. Questa è stata varata da pochissimo dal Consiglio dei Ministri, e si appresta ad essere uno strumento importante per dar voce alle esigenze delle imprese italiane.

CREDITI D’IMPOSTA DEL PIANO TRANSIZIONE 4.0

Tra le principali misure previste dall’articolato spicca la proroga e il rafforzamento dei crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0: credito d’imposta per beni strumentali nuovi, R&S&I e formazione 4.0.

Credito d’imposta per beni strumentali nuovi

Particolarmente rilevanti le novità per il credito d’imposta investimenti in beni strumentali.

La Legge di Bilancio 2021 ne riscrive la disciplina.

Il primo aspetto da sottolineare riguarda la decorrenza delle disposizioni: le nuove regole saranno applicabili agli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020.

I bonus riguarderanno tutti gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 ovvero fino a 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Altra modifica di particolare importanza riguarda il periodo di utilizzo in compensazione. La nuova disciplina riduce a 3 le quote annuali di fruizione del credito di imposta, prevedendo altresì per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro la possibilità di utilizzare il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali “generici” in un’unica quota annuale.

Beni materiali Industria 4.0

Secondo la nuova disciplina, per gli investimenti materiali Industria 4.0 (beni ricompresi nell'allegato A annesso alla legge di Bilancio 2017), il credito di imposta è differenziato a seconda del periodo di effettuazione dell’investimento.

In particolare, per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 20212021 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2022), il credito d’imposta spetta in misura pari al:

  • 50% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 30% per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 10% per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni.

Per gli investimenti effettuati nel 2022 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2023), invece, il credito di imposta scende al 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e al 20% per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, mentre rimane al 10% per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Beni immateriali Industria 4.0

Modifiche anche per il credito di imposta beni immateriali 4.0 (beni ricompresi nell'allegato B annesso alla legge di Bilancio 2017, come integrato dalla legge di Bilancio 2018). Ammesse all’agevolazione anche le spese per servizi sostenute in relazione all'utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

In base alla bozza, per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2023), l’aliquota agevolativa è pari al 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Beni materiali e immateriali “generici”

Con riguardo al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali “generici” (non inclusi negli allegati A e B alla legge di Bilancio 2017), tra le principali novità introdotte dalla nuova disciplina l’estensione del bonus ai beni immateriali “generici” (finora non agevolabili).

A differenza dei precedenti crediti d’imposta per i beni materiali e immateriali Industria 4.0, fruibili solo dalle imprese, il bonus è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.

Come per il credito d’imposta per i beni materiali Industria 4.0, l’intensità dell’aiuto dipende dal periodo di effettuazione dell’investimento.

Per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2022), la misura del credito d’imposta è pari al 10% del costo, elevata al 15% per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali sia immateriali, destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile. In ogni caso, il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di costi ammissibili pari a:

  • 2 milioni di euro, per i beni materiali;
  • 1 milione di euro, per i beni immateriali.

Per gli investimenti effettuati nel 2022 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2023), invece, il credito di imposta scende al 6%, sempre nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e a un milione di euro per i beni immateriali.

Credito d’imposta per R&S&I

Rafforzato,  nella Legge di Bilancio 2021, anche il credito d’imposta ricerca e sviluppo e innovazione di cui ai commi da 198 a 209, dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2020, che viene confermato fino alla fine del 2022. È inoltre previsto l’aumento:

  • dal 12% al 20% della misura del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo e dell’ammontare massimo di beneficio spettante da 3 a 4 milioni di euro;
  • 6% al 10% del credito d’imposta per investimenti in innovazione tecnologica e in design e ideazione estetica e dell’ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro;
  • 10% al 15% del credito d’imposta per investimenti in innovazione tecnologica finalizzati alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 e dell’ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro.

Credito di imposta formazione 4.0

Novità anche per il credito di imposta per la formazione 4.0, prorogato fino alla fine del 2022. Si prevede anche l’ampliamento delle tipologie di spese ammissibili, con l’ammissione:

- delle spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;

- dei costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione. Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;

- dei costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;

- delle spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

BONUS EDILIZI

Come anticipato nel Documento programmatico di bilancio inviato alla Commissione Europea, vengono prorogati, nella Legge di Bilancio 2021, i bonus edilizi in scadenza alla fine dell’anno.

Anche nel 2021, quindi, sarà possibile fruire:

  • del bonus facciate al 90% per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti;
  • dell’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari, con la doppia aliquota al 65 e al 50%;
  • della detrazione Irpef maggiorata al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia;
  • del bonus mobili;
  • del bonus verde per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi nonché di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO E QUOTAZIONE

La Manovra conferma fino al 31 dicembre 2021 anche il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, istituito dall’articolo 1, commi 98-108, legge di Stabilità 2016, in scadenza il 31 dicembre 2020.

Prorogato al 31 dicembre 2021 inoltre il credito d'imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI di cui ai commi da 89 a 92 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2018 (legge n. 205/2017), disponendo, a tal fine, uno stanziamento di 30 milioni di euro.

NUOVA SABATINI

Nella bozza del ddl compare inoltre la modifica del meccanismo di funzionamento della Nuova Sabatini, rifinanziata con una dote di 370 milioni di euro per l’anno 2021.

Con l’intervento si estende a tutte le domande l’erogazione del contributo in un’unica soluzione, finora prevista, a seguito della modifica apportata dal decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020, articolo 39, comma 1), per i soli finanziamenti di importo non superiore a 200.000 euro.

MISURE PER LA LIQUIDITÀ

Tra le misure a sostegno della liquidità, di rilievo la proroga fino al 30 giugno 2021 della moratoria straordinaria per le PMI prevista dall’articolo 56 del decreto Cura Italia (D.L. 18/2020), già prorogata dal decreto Agosto (D.L. 104/2020). A seguito dalla proroga vengono congelate fino al 30 giugno 2021 linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.

Viene inoltre confermata fino al 30 giugno 2021, ma con alcune novità, Garanzia Italia SACE. Con le modifiche viene ampliato l’ambito di intervento dello strumento per consentire il rilascio di garanzie anche in relazione a finanziamenti destinati in quota parte alla rinegoziazione/consolidamento di finanziamenti esistenti.

Si estende, inoltre, fino al 30 giugno 2021 la disciplina straordinaria del Fondo Garanzia PMI, prevista dell’articolo 13, comma 1, del decreto Liquidità (D.L. 23/2020), prevedendo al contempo una norma transitoria che consente una graduale riconduzione dell’operatività del Fondo alla sua ordinaria vocazione, attraverso la progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle cd. midcap (imprese con un numero di dipendenti non inferiore a 250 e non superiore a 499) sullo strumento “Garanzia Italia” SACE.

FONDO IMPRESE FEMMINILE E CREATIVE

Nella bozza del ddl si prevede anche l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo economico, di due nuovi fondi, entrambi con una dotazione finanziaria pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Un primo fondo è a sostegno dell’imprenditoria femminile e finanzierà:

- interventi per supportare l’avvio dell’attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia;

- programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile;

- programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile.

Il secondo fondo è a favore delle PMI del settore creativo. Settore che comprende, tra le altre, attività relative all’architettura, al design, al teatro, alla moda, al cinema, alla radio, alla televisione, all’artigianato artistico, al software, ai videogiochi, all’editoria, alle arti visive, alla comunicazione e alla pubblicità.

FILIERA DELLA STAMPA

La manovra interviene inoltre su diverse misure di sostegno alla filiera della stampa in scadenza al 31 dicembre 2020.

Un primo incentivo interessato dalle novità è il bonus pubblicità. Nel ddl di bilancio si dispone la proroga per il triennio 2021-2023 del regime speciale introdotto per il 2020. Per gli anni 2021, 2022 e 2023, il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, entro il medesimo tetto di spesa pari a 50 milioni di euro annui.

Viene inoltre confermato - per gli anni 2021, 2022 e 2023 – il tax credit per le edicole, introdotto dalla legge di Bilancio 2019 e da ultimo modificato dall’articolo 98, comma 2, del decreto Cura Italia (D.L. 18/2020).

Proroga triennale anche per il credito d'imposta per i servizi digitali, introdotto (solo per l’anno 2020) dall’articolo 190 del decreto Rilancio (D.L. 34/2020). Il bonus è riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato per un importo pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell'anno precedente per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale. Il tetto di spesa previsto ammonta a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni suddetti.

RIFINANZIAMENTI

Numerose i rifinanziamenti previsti.

A sostegno dell’internazionalizzazione, vengono destinati, nella Legge di Bilancio 2021, circa 1,4 miliardi fino al 2023 a favore dei finanziamenti Simest a valere sul fondo 394/1981, confermando, fino al 30 giugno 2021, l’esenzione della presentazione della garanzia per le imprese che accedono ai finanziamenti.

Ai contratti di sviluppo nel settore turistico, per i quali viene diminuito (limitatamente ai programmi di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne del Paese o che prevedono il recupero di immobili in disuso) da 20 a 7,5 milioni il valore minimo di spese ammissibili, vengono invece destinati di 100 milioni euro per l’anno 2021 e 30 milioni per l’anno 2022.

Ulteriori 4 miliardi sono assegnati al nuovo Fondo ristori per le chiusure.

Per le aree di crisi industriale, incluse quelle complesse, vengono stanziati 150 milioni per l’anno 2021, 110 milioni di euro per l’anno 2022 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026.

SINTESI DELLE PRINCIPALI MISURE

Proroga e rafforzamento dei crediti di d’imposta per gli investimenti in beni (materiali ed immateriali) strumentali nuovi del Piano Transizione 4.0.
Conferma per tutto il 2021 dei bonus edilizi in scadenza nel 2020. Bonus facciate, ecobonus, detrazione maggiorata Irpef al 50% per gli interventi volti al recupero edilizio, bonus mobili, bonus verde
Proroga fino al 31 giugno 2021:

-       della moratoria straordinaria PMI

-       disciplina derogataria del Fondo garanzia PMI

-       della Garanzia Sace

Istituzione di:

-       un Fondo a sostegno dell’impresa femminile, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022

-       un Fondo PMI creative, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022

Proroga fino al 31 dicembre 2021:

-       del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno

-       del credito d'imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI

Novità per la Nuova Sabatini: il contributo sarà erogato in un’unica soluzione indipendentemente dall’importo del finanziamento
Proroga per il triennio 2021-2023:

-       bonus pubblicità: per gli anni 2021, 2022 e 2023, il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, entro il medesimo tetto di spesa pari a 50 milioni di euro annui

-       tax credit per le edicole

-       credito d'imposta per i servizi digitali

Rifinanziamento di 1,4 miliardi fino al 2023 per Fondo Rotativo 394/1981, gestito dalla Simest, che concede finanziamenti agevolati per lo sviluppo internazionale delle imprese.

Confermata inoltre, fino al 30 giugno 2021, l’esenzione della presentazione della garanzia per le imprese che accedono ai finanziamenti

 

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Xylella

ISI INAIL Agricoltura 2019-2020: pubblicato il Bando da 65 Milioni di Euro

AGGIORNAMENTO DEL BANDO ISI INAIL AGRICOLTURA DEL 16/10/2020

L’INAIL ha diramato nuove e importanti comunicazioni riguardo i bandi ISI previsti per quest’anno.

Entro dicembre 2020 la pubblicazione del bando Isi generalista 2020. Entro l’anno anche il click day del bando Isi Agricoltura 2019/2020.

È in corso di predisposizione l’Avviso ISI generalista 2020 per il finanziamento di progetti di investimento delle imprese, con modalità rapide e semplificate, per risorse complessive pari a 200 milioni di euro, come previsto dall’art. 95, co. 6 bis, d.l. 34/2020 (“Decreto Rilancio”), introdotto dalla legge di conversione n. 77 del 17 luglio 2020. Il bando, che sarà destinato a tutte le imprese con esclusione di quelle a cui è rivolto l’avviso Isi Agricoltura, sarà suddiviso in assi di finanziamento per l’erogazione di contributi a fondo perduto finalizzati alla realizzazione di progetti destinati a migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La pubblicazione dell’Avviso pubblico è prevista entro il corrente anno.

Il 6 luglio 2020 è stato, invece, già pubblicato dall’INAIL il primo dei Bandi ISI: Agricoltura, con risorse di bilancio del 2019 e del 2020. Con esso sono stati messi a disposizione 65 milioni di euro in favore delle micro e piccole imprese per l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative (vedi: Beni strumentali) per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Entro il 9 novembre saranno pubblicate le regole tecniche per l’inoltro della domanda online e le date dell’apertura dello sportello informatico (cosiddetto “click day”) da svolgersi entro la fine del 2020.

OBIETTIVI

ISI INAIL Agricoltura- Lo scopo è quello di incentivare micro e piccole imprese impiegate nel settore agricolo finalizzata all'acquisto di macchinari e attrezzature da lavoro le cui caratteristiche siano volte a soluzioni innovative per abbattere le emissioni inquinanti. Allo stesso tempo i nuovi macchinari scelti dovranno conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.

Per questi finanziamenti gli acquisti da realizzare devono soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell'azienda agricola in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione, il miglioramento e la riconversione della produzione, il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.

A CHI E' RIVOLTO?

Sono destinatari dei finanziamenti le microimprese e le piccole imprese, di cui all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, come definita dall’art. 2, punto (5) del medesimo Regolamento (UE), come individuati dalla legge n. 208/2015.

QUALI PROGETTI VENGONO AMMESSI?

Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali. Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.

Le risorse finanziarie destinate dall’Inail ai progetti sono ripartite per regione/provincia autonoma e su due distinti assi di finanziamento.
Lo stanziamento complessivo pari a 65 milioni di euro é così ripartito:

53 milioni di Euro, Asse di finanziamento riservato alla generalità delle imprese agricole;
12 milioni di Euro, Asse di finanziamento riservato agli imprenditori giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.
Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA nella misura del:
40% per i soggetti beneficiari dell’Asse dedicato alla generalità delle imprese agricole;
50% per i soggetti beneficiari dell’Asse dedicato agli imprenditori giovani agricoltori.

Il finanziamento massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a Euro 1.000,00.

QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA

  • 15 luglio 2020: Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda
  • 24 settembre 2020: Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda
  • Dal 25 settembre 2020: Download codici identificativi
  • Entro 7 giorni dalla chiusura della procedura informatica: regole tecniche per l'inoltro della domanda online
    e date dell'apertura dello sportello informatico
  • Entro 14 giorni dall'apertura dello sportello informatico: pubblicazione elenchi cronologici provvisori

La domanda deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura telematica e con upload/caricamento della

documentazione come specificato negli Avvisi regionali/provinciali.

LEGGI ANCHE: VENETO: FINANZIAMENTI COSTO ZERO E MODIFICA DEL PSR


nuove competenze

FONDO NUOVE COMPETENZE: 730 MILIONI DI EURO PER IL RILANCIO DELLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO

ACCEDERE AL FONDO

Pubblicato l’avviso per accedere agli interventi del Fondo istituito presso Anpal. E’ difatti online la procedura attraverso cui  i datori di lavoro potranno fare domanda per accedere agli interventi del Fondo nuove competenze.

Il contributo erogato dall’istituto comprende il costo del personale, contributi previdenziali e assistenziali annessi, relativo alle ore di frequenza dei percorsi formativi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi stipulati.

La misura si rivolge quindi ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020, accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione. La riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere finalizzata ad appositi percorsi di formazione e sviluppo delle competenze del lavoratore.

FINALITA’ DELLA MISURA

Il Fondo è ideato per innalzare il livello del capitale umano e per rispondere sia alle aziende nel riallineare le competenze del proprio personale ai nuovi fabbisogni sia a sostenere i lavoratori nell’accrescere e

rinnovare le proprie competenze.

Istituito presso Anpal dal decreto legge “Rilancio” (art. 88 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, modificato dall’art. 4 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104) il fondo è attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 22 ottobre 2020 pubblicato il 04 Novembre 2020.

DOTAZIONE DEL FONDO

La dotazione del Fondo Nuove Competenze è costituita al momento da 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per il lavoro, cofinanziato dal Fondo sociale europeo. Potrà essere incrementato con ulteriori risorse dei Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo e, per le specifiche finalità, del Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.

 

DESTINATARI

Al Fondo Nuove Competenze, istituito presso l’ANPAL (Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro), potranno attingere tutti i datori di lavoro del settore privato che abbiano stipulato, con le associazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative in ambito nazionale, ovvero con le loro rappresentanze sindacali operative in azienda (RSA o RSU), accordi collettivi aziendali o territoriali di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, stabilendo altresì che parte dell’orario di lavoro sia finalizzato alla realizzazione di appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore.

Per tale scopo, l’accordo collettivo dovrà individuare i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o servizi in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa, e del relativo adeguamento necessario per qualificare e/o riqualificare il lavoratore in relazione ai fabbisogni individuati, di norma, anche al fine del conseguimento di una qualificazione di livello EQF 3 o 4.

Inoltre, l’accordo collettivo potrà prevedere lo sviluppo di competenze finalizzate ad incrementare l’occupabilità del lavoratore, anche al fine di promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà lavorative coerenti con il sistema regionale di individuazione, validazione e certificazione delle competenze regionali.

TEMPI E PRESENTAZIONI: DATA DEL 31 DICEMBRE 2020 DA TENERE A MENTE

E’ la data entro cui dovrà esser siglato l’accordo con i datori di lavoro e dovrà prevedere:

a. i progetti formativi;

b. il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento;

c. il numero di ore (massimo 250 ore per lavoratore) dell’orario di lavoro da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze;

d. la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto stesso, qualora sia la stessa impresa ad erogazione la formazione.

Le attività di sviluppo delle competenze si dovranno concludere entro 90 giorni dalla data di approvazione della domanda da parte di ANPAL. Il termine è elevato a 120 giorni nei casi di domanda cumulativa effettuata dal fondo interprofessionale.

Una volta sottoscritto l’accordo collettivo, il datore di lavoro, per accedere al contributo statale, riferito alla quota di retribuzione e contribuzione oraria oggetto di rimodulazione d’orario, dovrà presentare domanda all’ANPAL, allegando l’accordo stesso e il progetto per lo sviluppo delle competenze.

In caso di gruppo societario, al fine di semplificare la procedura, sarà possibile presentare un’unica domanda, da parte della capogruppo, anche per conto delle società controllate al 100%.

NUOVE COMPETENZE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO DA PRESENTARE

Il progetto per lo sviluppo delle competenze dovrà contenere l’individuazione:

  • degli obiettivi di apprendimento in termini di competenze;
  •  dei soggetti destinatari;
  •  del soggetto erogatore;
  •  degli oneri;
  •  della modalità di svolgimento del percorso di apprendimento;
  • della relativa durata, che può anche protrarsi oltre il 31 dicembre 2020 a condizione che il percorso di apprendimento abbia avuto inizio entro la medesima data.
  • Contenuto del progetto

In particolare, il progetto dovrà dare evidenza:

  •  delle modalità di valorizzazione del patrimonio di competenze possedute dal lavoratore;
  •  delle modalità di personalizzazione dei percorsi di apprendimento, sulla base della valutazione in ingresso;
  •  dei soggetti incaricati della messa in trasparenza e attestazione, in conformità con le disposizioni definite nel decreto legislativo n. 13/2013.

 

FONDO INTERPROFESSIONALE PARTECIPI A NUOVE COMPETENZE

I Fondi Paritetici Interprofessionali potranno partecipare al Fondo Nuove Competenze. Ciò attraverso il finanziamento di azioni di formazione su conto formazione. Inoltre ciò sarà possibile anche attraverso la pubblicazione di avvisi per la concessione di finanziamenti per la realizzazione di attività formative su conto sistema che facciano specifico riferimento alle finalità prescritte dal legislatore.

Nel caso in cui le imprese accedano al Fondo Nuovo Competenze per il tramite di avvisi su conto sistema, il fondo interprofessionale potrà presentare istanza cumulativa di accesso al Fondo, in nome e per conto delle imprese aderenti, il cui personale è destinatario delle attività formative. Detta domanda dovrà essere corredata dall’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro.

Le modalità di partecipazione dei Fondi Interprofessionali si possono applicare al Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori.

 

LEGGI ANCHE: Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0 : investire non spendere


Ristori Bis

DECRETO RISTORI BIS: CONTRIBUTI PER CENTRI COMMERCIALI E SETTORI COLPITI DALLE NUOVE RESTRIZIONI

Decreto Ristori bis: ci siamo. Insieme al nuovo dpcm sui lockdown settoriali il Consiglio dei ministri è pronto a varare un secondo decreto Ristori da 2 miliardi rivolto alle categorie escluse dall’elenco dei codici Ateco allegato al primo decreto, ai centri commerciali e ai settori che colpiti dalle nuove restrizioni. Per le zone rosse pronte anche le sospensioni di adempimenti fiscali.

Dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri tra giovedì e venerdì il decreto Ristori bis, il provvedimento che estende i contributi a fondo perduto alle attività chiuse in seguito al nuovo dpcm, in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre 2020, che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene ogni Regione.

Un decreto gemello al dl 137-2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 ottobre, che dovrebbe avere una portata di due miliardi.

 

COSA PREVEDE IL DECRETO RISTORI BIS

Il decreto Ristori bis si muove su due binari paralleli: ampliare la platea dei beneficiari esclusi dal primo decreto Ristori ed estendere i contributi alle attività che subiranno gli effetti delle nuove limitazioni nazionali e locali.

Ci si muoverà quindi sia sul piano nazionale, prevedendo aiuti per i centri commerciali costretti a chiudere nel fine settimana, che su quello locale, individuando indennizzi oltre che per settore anche per territorio.

 

VERSO UN FONDO RISTORI

La difficoltà principale sta nell’adeguare gli aiuti del Decreto Ristori bis alle evoluzioni delle misure restrittive, che potrebbero cambiare di settimana in settimana tramite ordinanza del Ministero della Salute. Il dpcm firmato nella notte tra il 3 il 4 novembre da Conte, infatti, oltre a prevedere limitazioni su tutto il territorio nazionale, suddivide il Paese in tre aree (rossa, arancione, verde) a seconda dello scenario di rischio.

Per questo il decreto dovrebbe costituire un fondo Ristori, con la dotazione massima definita ex ante, da cui poi il ministro dell’Economia potrebbe attingere con apposito decreto, che garantirà indennizzi dei settori coinvolti dalle chiusure modulate a livello regionale.

In tutti i casi i titolari di attività chiuse riceveranno entro la metà di dicembre un indennizzo doppio rispetto a quello del decreto Rilancio se il loro fatturato è sotto i 5 milioni, altrimenti seguiranno il parametro del 10% della perdita di aprile.

Il Decreto Ristori bis potrebbe includere anche le filiere. Il ragionamento sarebbe quindi esteso a quelle attività che subiscono danni indiretti dallo stop agli esercizi commerciali. “La platea si potrebbe ulteriormente allargare”, spiega il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, “abbracciando per esempio i grossisti che lavorano soprattutto con le forniture agli esercenti più colpiti come ristoranti e bar”.

Un ampliamento che richiederebbe risorse ulteriori e che dovrebbe quindi essere collegato alla Legge di bilancio 2021, all’interno del capitolo già previsto per l’edizione 2021 del fondo Ristori, che nelle ipotesi iniziali doveva contare su un plafond di 4 miliardi, destinato probabilmente ad ampliarsi.


BonuSicilia

BonuSicilia: restart del piano di contributi a fondo per le microimprese

BONUSICILIA A SOSTEGNO DEL SISTEMA PRODUTTIVO

Il BonuSicilia riparte ed entra in azione con contributo a fondo perduto dedicato a microimprese dei settori:

  • artigianato
  • commercio
  • industria
  • servizi e alberghiero

Tutte le imprese devono aver già completato l’istanza sulla piattaforma SiciliaPEI

  • avere almeno uno dei codici Ateco previsti dall’Avviso;
  • essere classificate come microimprese (cioè meno di 10 dipendenti e fatturato annuo e/o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro);
  • avere sede legale e/o operativa in Sicilia (alla data del 31 dicembre 2019);
  • avere avuto l’attività economica sospesa durante il lockdown o, per le aziende alberghiere, non avere esercitato l’attività economica e/o avere registrato una diminuzione di fatturato del 25% nel periodo marzo-aprile 2020;
  • essere attive al 31 dicembre 2019 e continuare a esserlo al momento della presentazione dell’istanza.

AMMONTARE DEL BONUSICILIA

Stiamo parlando di una misura da 125 milioni di euro distribuiti  fino a un massimo di 3500 euro per azienda.

Lo sportello per la compilazione e trasmissione delle istanze resterà aperto dalle ore 12 del 9 novembre fino alle 11.59 del 16 novembre 2020.

Ecco alcune precisazioni:

  • non è un “click day” (non sarà attribuito alcun criterio di priorità all’ordine cronologico di ricezione delle istanze);
  • il contributo, uguale per tutti, sarà calcolato dividendo l’intera dotazione finanziaria per il numero di istanze utilmente presentate entro i termini;
  • il contributo sarà versato direttamente sul conto corrente indicato nell’istanza, senza ulteriori richieste;
  • le microimprese devono autocertificare di essere in regola con i contributi INPS, INAIL e Cassa edile;
  • le microimprese devono indicare correttamente l’IBAN per ricevere BonuSicilia in tempi rapidi.

PER CHI HA GIA’ FIRMATO L’ISTANZA ENTRO IL  4 OTTOBRE

  • Compilare e inviare solo il nuovo modulo previsto.

Per attivare nuove domande sarà necessario:

  • Attivare l’identità digitale SpiD;
  • Compilare e inviare la nuova istanza completa

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