ISI INAIL Agricoltura 2019-2020: pubblicato il Bando da 65 Milioni di Euro
AGGIORNAMENTO DEL BANDO ISI INAIL AGRICOLTURA DEL 16/10/2020
L’INAIL ha diramato nuove e importanti comunicazioni riguardo i bandi ISI previsti per quest’anno.
Entro dicembre 2020 la pubblicazione del bando Isi generalista 2020. Entro l’anno anche il click day del bando Isi Agricoltura 2019/2020.
È in corso di predisposizione l’Avviso ISI generalista 2020 per il finanziamento di progetti di investimento delle imprese, con modalità rapide e semplificate, per risorse complessive pari a 200 milioni di euro, come previsto dall’art. 95, co. 6 bis, d.l. 34/2020 (“Decreto Rilancio”), introdotto dalla legge di conversione n. 77 del 17 luglio 2020. Il bando, che sarà destinato a tutte le imprese con esclusione di quelle a cui è rivolto l’avviso Isi Agricoltura, sarà suddiviso in assi di finanziamento per l’erogazione di contributi a fondo perduto finalizzati alla realizzazione di progetti destinati a migliorare i livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. La pubblicazione dell’Avviso pubblico è prevista entro il corrente anno.
Il 6 luglio 2020 è stato, invece, già pubblicato dall’INAIL il primo dei Bandi ISI: Agricoltura, con risorse di bilancio del 2019 e del 2020. Con esso sono stati messi a disposizione 65 milioni di euro in favore delle micro e piccole imprese per l’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature di lavoro caratterizzati da soluzioni innovative (vedi: Beni strumentali) per abbattere in misura significativa le emissioni inquinanti e, in concomitanza, conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali. Entro il 9 novembre saranno pubblicate le regole tecniche per l’inoltro della domanda online e le date dell’apertura dello sportello informatico (cosiddetto “click day”) da svolgersi entro la fine del 2020.
OBIETTIVI
ISI INAIL Agricoltura- Lo scopo è quello di incentivare micro e piccole imprese impiegate nel settore agricolo finalizzata all'acquisto di macchinari e attrezzature da lavoro le cui caratteristiche siano volte a soluzioni innovative per abbattere le emissioni inquinanti. Allo stesso tempo i nuovi macchinari scelti dovranno conseguire la riduzione del livello di rumorosità o del rischio infortunistico o di quello derivante dallo svolgimento di operazioni manuali.
Per questi finanziamenti gli acquisti da realizzare devono soddisfare l’obiettivo del miglioramento del rendimento e della sostenibilità globali dell'azienda agricola in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione, il miglioramento e la riconversione della produzione, il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori.
A CHI E' RIVOLTO?
Sono destinatari dei finanziamenti le microimprese e le piccole imprese, di cui all’Allegato I del Regolamento (UE) n. 702/2014, operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli, come definita dall’art. 2, punto (5) del medesimo Regolamento (UE), come individuati dalla legge n. 208/2015.
QUALI PROGETTI VENGONO AMMESSI?
Sono ammissibili i progetti di acquisto o noleggio con patto di acquisto di trattori agricoli o forestali o di macchine agricoli e forestali. Le imprese possono presentare una sola domanda in una sola Regione o Provincia autonoma e per un solo asse di finanziamento.
Le risorse finanziarie destinate dall’Inail ai progetti sono ripartite per regione/provincia autonoma e su due distinti assi di finanziamento.
Lo stanziamento complessivo pari a 65 milioni di euro é così ripartito:
• 53 milioni di Euro, Asse di finanziamento riservato alla generalità delle imprese agricole;
• 12 milioni di Euro, Asse di finanziamento riservato agli imprenditori giovani agricoltori, organizzati anche in forma societaria.
Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA nella misura del:
• 40% per i soggetti beneficiari dell’Asse dedicato alla generalità delle imprese agricole;
• 50% per i soggetti beneficiari dell’Asse dedicato agli imprenditori giovani agricoltori.
Il finanziamento massimo erogabile è pari a Euro 60.000,00; il finanziamento minimo è pari a Euro 1.000,00.
QUANDO PRESENTARE LA DOMANDA
- 15 luglio 2020: Apertura della procedura informatica per la compilazione della domanda
- 24 settembre 2020: Chiusura della procedura informatica per la compilazione della domanda
- Dal 25 settembre 2020: Download codici identificativi
- Entro 7 giorni dalla chiusura della procedura informatica: regole tecniche per l'inoltro della domanda online
e date dell'apertura dello sportello informatico - Entro 14 giorni dall'apertura dello sportello informatico: pubblicazione elenchi cronologici provvisori
La domanda deve essere presentata in modalità telematica e successivamente confermata attraverso l’apposita procedura telematica e con upload/caricamento della
documentazione come specificato negli Avvisi regionali/provinciali.
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FONDO NUOVE COMPETENZE: 730 MILIONI DI EURO PER IL RILANCIO DELLE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO
ACCEDERE AL FONDO
Pubblicato l’avviso per accedere agli interventi del Fondo istituito presso Anpal. E’ difatti online la procedura attraverso cui i datori di lavoro potranno fare domanda per accedere agli interventi del Fondo nuove competenze.
Il contributo erogato dall’istituto comprende il costo del personale, contributi previdenziali e assistenziali annessi, relativo alle ore di frequenza dei percorsi formativi di sviluppo delle competenze stabiliti dagli accordi collettivi stipulati.
La misura si rivolge quindi ai datori di lavoro privati che stipulino, entro il 31 dicembre 2020, accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro dei propri lavoratori, per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa o per favorire percorsi di ricollocazione. La riduzione dell’orario di lavoro dovrà essere finalizzata ad appositi percorsi di formazione e sviluppo delle competenze del lavoratore.
FINALITA’ DELLA MISURA
Il Fondo è ideato per innalzare il livello del capitale umano e per rispondere sia alle aziende nel riallineare le competenze del proprio personale ai nuovi fabbisogni sia a sostenere i lavoratori nell’accrescere e
rinnovare le proprie competenze.
Istituito presso Anpal dal decreto legge “Rilancio” (art. 88 del decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, modificato dall’art. 4 del decreto legge 14 agosto 2020, n. 104) il fondo è attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 22 ottobre 2020 pubblicato il 04 Novembre 2020.
DOTAZIONE DEL FONDO
La dotazione del Fondo Nuove Competenze è costituita al momento da 730 milioni di euro, di cui 230 milioni a valere sul Programma operativo nazionale Sistemi di politiche attive per il lavoro, cofinanziato dal Fondo sociale europeo. Potrà essere incrementato con ulteriori risorse dei Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo e, per le specifiche finalità, del Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.
DESTINATARI
Al Fondo Nuove Competenze, istituito presso l’ANPAL (Agenzia Nazionale delle Politiche Attive del Lavoro), potranno attingere tutti i datori di lavoro del settore privato che abbiano stipulato, con le associazioni sindacali dei lavoratori comparativamente più rappresentative in ambito nazionale, ovvero con le loro rappresentanze sindacali operative in azienda (RSA o RSU), accordi collettivi aziendali o territoriali di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, stabilendo altresì che parte dell’orario di lavoro sia finalizzato alla realizzazione di appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore.
Per tale scopo, l’accordo collettivo dovrà individuare i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o servizi in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa, e del relativo adeguamento necessario per qualificare e/o riqualificare il lavoratore in relazione ai fabbisogni individuati, di norma, anche al fine del conseguimento di una qualificazione di livello EQF 3 o 4.
Inoltre, l’accordo collettivo potrà prevedere lo sviluppo di competenze finalizzate ad incrementare l’occupabilità del lavoratore, anche al fine di promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà lavorative coerenti con il sistema regionale di individuazione, validazione e certificazione delle competenze regionali.
TEMPI E PRESENTAZIONI: DATA DEL 31 DICEMBRE 2020 DA TENERE A MENTE
E’ la data entro cui dovrà esser siglato l’accordo con i datori di lavoro e dovrà prevedere:
a. i progetti formativi;
b. il numero dei lavoratori coinvolti nell’intervento;
c. il numero di ore (massimo 250 ore per lavoratore) dell’orario di lavoro da destinare a percorsi per lo sviluppo delle competenze;
d. la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa per lo svolgimento del progetto stesso, qualora sia la stessa impresa ad erogazione la formazione.
Le attività di sviluppo delle competenze si dovranno concludere entro 90 giorni dalla data di approvazione della domanda da parte di ANPAL. Il termine è elevato a 120 giorni nei casi di domanda cumulativa effettuata dal fondo interprofessionale.
Una volta sottoscritto l’accordo collettivo, il datore di lavoro, per accedere al contributo statale, riferito alla quota di retribuzione e contribuzione oraria oggetto di rimodulazione d’orario, dovrà presentare domanda all’ANPAL, allegando l’accordo stesso e il progetto per lo sviluppo delle competenze.
In caso di gruppo societario, al fine di semplificare la procedura, sarà possibile presentare un’unica domanda, da parte della capogruppo, anche per conto delle società controllate al 100%.
NUOVE COMPETENZE CARATTERISTICHE DEL PROGETTO DA PRESENTARE
Il progetto per lo sviluppo delle competenze dovrà contenere l’individuazione:
- degli obiettivi di apprendimento in termini di competenze;
- dei soggetti destinatari;
- del soggetto erogatore;
- degli oneri;
- della modalità di svolgimento del percorso di apprendimento;
- della relativa durata, che può anche protrarsi oltre il 31 dicembre 2020 a condizione che il percorso di apprendimento abbia avuto inizio entro la medesima data.
- Contenuto del progetto
In particolare, il progetto dovrà dare evidenza:
- delle modalità di valorizzazione del patrimonio di competenze possedute dal lavoratore;
- delle modalità di personalizzazione dei percorsi di apprendimento, sulla base della valutazione in ingresso;
- dei soggetti incaricati della messa in trasparenza e attestazione, in conformità con le disposizioni definite nel decreto legislativo n. 13/2013.
FONDO INTERPROFESSIONALE PARTECIPI A NUOVE COMPETENZE
I Fondi Paritetici Interprofessionali potranno partecipare al Fondo Nuove Competenze. Ciò attraverso il finanziamento di azioni di formazione su conto formazione. Inoltre ciò sarà possibile anche attraverso la pubblicazione di avvisi per la concessione di finanziamenti per la realizzazione di attività formative su conto sistema che facciano specifico riferimento alle finalità prescritte dal legislatore.
Nel caso in cui le imprese accedano al Fondo Nuovo Competenze per il tramite di avvisi su conto sistema, il fondo interprofessionale potrà presentare istanza cumulativa di accesso al Fondo, in nome e per conto delle imprese aderenti, il cui personale è destinatario delle attività formative. Detta domanda dovrà essere corredata dall’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro.
Le modalità di partecipazione dei Fondi Interprofessionali si possono applicare al Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori.
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DECRETO RISTORI BIS: CONTRIBUTI PER CENTRI COMMERCIALI E SETTORI COLPITI DALLE NUOVE RESTRIZIONI
Decreto Ristori bis: ci siamo. Insieme al nuovo dpcm sui lockdown settoriali il Consiglio dei ministri è pronto a varare un secondo decreto Ristori da 2 miliardi rivolto alle categorie escluse dall’elenco dei codici Ateco allegato al primo decreto, ai centri commerciali e ai settori che colpiti dalle nuove restrizioni. Per le zone rosse pronte anche le sospensioni di adempimenti fiscali.
Dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri tra giovedì e venerdì il decreto Ristori bis, il provvedimento che estende i contributi a fondo perduto alle attività chiuse in seguito al nuovo dpcm, in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre 2020, che istituisce un regime di chiusure differenziate a seconda della fascia di rischio contagio alla quale appartiene ogni Regione.
Un decreto gemello al dl 137-2020 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 ottobre, che dovrebbe avere una portata di due miliardi.
COSA PREVEDE IL DECRETO RISTORI BIS
Il decreto Ristori bis si muove su due binari paralleli: ampliare la platea dei beneficiari esclusi dal primo decreto Ristori ed estendere i contributi alle attività che subiranno gli effetti delle nuove limitazioni nazionali e locali.
Ci si muoverà quindi sia sul piano nazionale, prevedendo aiuti per i centri commerciali costretti a chiudere nel fine settimana, che su quello locale, individuando indennizzi oltre che per settore anche per territorio.
VERSO UN FONDO RISTORI
La difficoltà principale sta nell’adeguare gli aiuti del Decreto Ristori bis alle evoluzioni delle misure restrittive, che potrebbero cambiare di settimana in settimana tramite ordinanza del Ministero della Salute. Il dpcm firmato nella notte tra il 3 il 4 novembre da Conte, infatti, oltre a prevedere limitazioni su tutto il territorio nazionale, suddivide il Paese in tre aree (rossa, arancione, verde) a seconda dello scenario di rischio.
Per questo il decreto dovrebbe costituire un fondo Ristori, con la dotazione massima definita ex ante, da cui poi il ministro dell’Economia potrebbe attingere con apposito decreto, che garantirà indennizzi dei settori coinvolti dalle chiusure modulate a livello regionale.
In tutti i casi i titolari di attività chiuse riceveranno entro la metà di dicembre un indennizzo doppio rispetto a quello del decreto Rilancio se il loro fatturato è sotto i 5 milioni, altrimenti seguiranno il parametro del 10% della perdita di aprile.
Il Decreto Ristori bis potrebbe includere anche le filiere. Il ragionamento sarebbe quindi esteso a quelle attività che subiscono danni indiretti dallo stop agli esercizi commerciali. “La platea si potrebbe ulteriormente allargare”, spiega il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa, “abbracciando per esempio i grossisti che lavorano soprattutto con le forniture agli esercenti più colpiti come ristoranti e bar”.
Un ampliamento che richiederebbe risorse ulteriori e che dovrebbe quindi essere collegato alla Legge di bilancio 2021, all’interno del capitolo già previsto per l’edizione 2021 del fondo Ristori, che nelle ipotesi iniziali doveva contare su un plafond di 4 miliardi, destinato probabilmente ad ampliarsi.
BonuSicilia: restart del piano di contributi a fondo per le microimprese
BONUSICILIA A SOSTEGNO DEL SISTEMA PRODUTTIVO
Il BonuSicilia riparte ed entra in azione con contributo a fondo perduto dedicato a microimprese dei settori:
- artigianato
- commercio
- industria
- servizi e alberghiero
Tutte le imprese devono aver già completato l’istanza sulla piattaforma SiciliaPEI:
- avere almeno uno dei codici Ateco previsti dall’Avviso;
- essere classificate come microimprese (cioè meno di 10 dipendenti e fatturato annuo e/o totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro);
- avere sede legale e/o operativa in Sicilia (alla data del 31 dicembre 2019);
- avere avuto l’attività economica sospesa durante il lockdown o, per le aziende alberghiere, non avere esercitato l’attività economica e/o avere registrato una diminuzione di fatturato del 25% nel periodo marzo-aprile 2020;
- essere attive al 31 dicembre 2019 e continuare a esserlo al momento della presentazione dell’istanza.
AMMONTARE DEL BONUSICILIA
Stiamo parlando di una misura da 125 milioni di euro distribuiti fino a un massimo di 3500 euro per azienda.
Lo sportello per la compilazione e trasmissione delle istanze resterà aperto dalle ore 12 del 9 novembre fino alle 11.59 del 16 novembre 2020.
Ecco alcune precisazioni:
- non è un “click day” (non sarà attribuito alcun criterio di priorità all’ordine cronologico di ricezione delle istanze);
- il contributo, uguale per tutti, sarà calcolato dividendo l’intera dotazione finanziaria per il numero di istanze utilmente presentate entro i termini;
- il contributo sarà versato direttamente sul conto corrente indicato nell’istanza, senza ulteriori richieste;
- le microimprese devono autocertificare di essere in regola con i contributi INPS, INAIL e Cassa edile;
- le microimprese devono indicare correttamente l’IBAN per ricevere BonuSicilia in tempi rapidi.
PER CHI HA GIA’ FIRMATO L’ISTANZA ENTRO IL 4 OTTOBRE
- Compilare e inviare solo il nuovo modulo previsto.
Per attivare nuove domande sarà necessario:
- Attivare l’identità digitale SpiD;
- Compilare e inviare la nuova istanza completa
Piano Transizione 4.0: quadro dei benefici in base Documento Programmatico di Bilancio
RAFFORZAMENTO DI PIANO TRANSIZIONE 4.0
Il piano Transizione viene prorogato e rafforzato. Quello che emerge dal Documento Programmatico di Bilancio è il quadro di un aumento deciso delle aliquote agevolative e dei massimali di spesa.
Si evince altresì una riduzione del periodo di compensazione in F24 ed essere introdotta l’opzione della cessione dei crediti d’imposta.
Il Piano Transizione 4.0 verrà esteso al 2021 e rimodulato. Come enunciato dal DPB, inviato alla Commissione Europea.
CREDITO D’IMPOSTA
Rafforzamento del credito d’imposta beni materiali 4.0 e innalzamento dei massimali di spesa.
Secondo la disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2020, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:
– 40% del costo, per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 20% per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro.
Secondo le prime notizie sul Piano Transizione , nel 2021 dovrebbero essere rimodulate le soglie di spesa. Rispetto alla disciplina si raddoppierebbe la spesa massima ammissibile. Dovrebbero essere previsti tre aliquote corrispondenti a tre tetti di spesa:
- I limite di spesa: investimenti fino a 4 milioni (in luogo degli attuali 2,5 milioni di euro). Il beneficio rimarrebbe al livello attuale del 40% del costo;
- II limite di spesa: investimenti tra 4 e 10 milioni (in luogo dell’attuale soglia tra 2,5 e 10 milioni di euro). Anche in tal caso, la misura del credito d’imposta sarebbe confermato al 20% del costo;
- III limite di spesa (nuovo rispetto alla disciplina vigente): investimenti tra 10 e 20 milioni. Il credito di imposta dovrebbe essere pari al 10% del costo.
CREDITO D’IMPOSTA BENI IMMATERIALI 4.0
Vi sarà una reimpostazione anche nel credito d’imposta dei beni materiali.
Stando alla legge di Bilancio 2021 il beneficio dovrebbe aumentare al 20% così come il tetto massimo di spesa che dovrebbe essere fissato a 1 milione.
CREDITO D’IMPOSTA BENI MATERIALI “GENERICI”
Non da meno è interessato il credito d’imposta per investimenti in beni materiali strumentali generici, non Industria 4.0, di cui al comma 188 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2020.
Il beneficio fino al 31 dicembre 2020 si attesta al 6% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro.
Stando al Piano Transizione, nel 2021 invece dovrebbe aumentare al 10% per le imprese con ricavi fino a 5 milioni di euro e potrebbe essere esteso ai beni immateriali “generici” (attualmente esclusi).
PIANO TRANSIZIONE 4.0: LE NOVITA’ POSSIBILI
Per tutti e tre i crediti d’imposta potrebbero cambiare anche le modalità di utilizzo.
Secondo la disciplina vigente, i bonus sono utilizzabili esclusivamente in compensazione, in 5 quote annuali di pari importo per beni materiali 4.0 e “generici”, che si riducono a 3 per gli investimenti immateriali 4.0. L’utilizzo potrà partire a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni ovvero a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni per gli investimenti materiali ed immateriali 4.0.
In base alle prime ipotesi, nel 2021 potrebbe ridursi il periodo di compensazione e potrebbe essere introdotta l’opzione della cessione del credito.
FORMAZIONE 4.0 NEL PIANO TRANSIZIONE
La legge di Bilancio 2021 dovrebbe rinnovare anche il credito d’imposta per la formazione 4.0.
Secondo l’attuale disciplina dettata dai commi 210-207 della legge di Bilancio 2020, ai fini del calcolo del beneficio rileva il costo aziendale del personale dipendente impegnato nelle attività di formazione 4.0 sia come “discente” che come “docente” o “tutor”, limitatamente alle ore o alle giornate di formazione. Per il personale dipendente “docente” o “tutor” è previsto dal Piano Transizione un limite massimo di spesa ammissibile pari al 30% della retribuzione complessiva annua spettante al dipendente.





