Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0: investire non spendere
PIANO TRANSIZIONE 4.0: IL PRIMO MATTONE PER INVESTIRE
Definito dal Ministro Patuanelli come il "primo mattone" su cui basare il Recovery Found italiano, il nuovo Piamo Nazionale Transizione 4.0 è un investimento capace di muovere 24 miliardi di Euro.
Questa cifra sarà elargita per "investire" non per "spendere", come precisa il ministro che vede diventare ora il piano strutturale.
Usando le sue parole: "È un percorso partito da lontano, nato dal confronto con le categorie produttive. Con il Piano Nazionale Transizione 4.0 si raggiungono due obiettivi fondamentali: stimolare gli investimenti privati con una maggiorazione delle aliquote; dare stabilità alle categorie produttive con un pacchetto di misure ampio e pluriennale. Transizione 4.0 abbraccia gli investimenti in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, Formazione 4.0 di dipendenti e imprenditori, punta su R&S, innovazione, design, ideazione estetica e green economy. Si tratta del cuore del nuovo piano industriale del Paese”.
DURATA DELLE MISURE
I nuovi crediti d’imposta previsti dal MiSE sono previsti per 2 anni.
La decorrenza della misura è anticipata al 16 novembre 2020.
È confermata la possibilità, per i contratti di acquisto dei beni strumentali definiti entro il 31/12/2022, di beneficiare del credito con il solo versamento di un acconto pari ad almeno il 20% dell’importo e consegna dei beni nei 6 mesi successivi (quindi, entro giugno 2023).
MAGGIORE VANTAGGIO FISCALE NELL'ANN0
Il Piano Transizione 4.0 prevede:
Per gli investimenti in beni strumentali “ex super” e in beni immateriali non 4.0 effettuati nel 2021 da soggetti con ricavi o compensi minori di 5 milioni di euro, il credito d’imposta è fruibile in un anno.
È ammessa la compensazione immediata (dall’anno in corso) del credito relativo agli investimenti in beni strumentali.
Per tutti i crediti d’imposta sui beni strumentali materiali, la fruizione dei crediti è ridotta a 3 anni in luogo dei 5 anni previsti a legislazione vigente.
PIANO TRANSIZIONE IN R&S INNOVAZIONE, ECONOMIA VERDE E DESIGN
R&S: incremento dal 12% al 20% e massimale da 3 milioni a 4 milioni di Euro;
Innovazione tecnologica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.
Innovazione green e digitale: incremento dal 10% al 15% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.
Design e ideazione estetica: incremento dal 6% al 10% e massimale da 1,5 milioni a 2 milioni.
Credito Formazione 4.0
Estensione del credito d’imposta alle spese sostenute per la formazione dei dipendenti e degli imprenditori.
È riconosciuto nell’ambito del biennio interessato dalle nuove misure (2021 e 2022).
AUMENTO DEI TETTI E DELLE ALIQUOTE (BENI MATERIALI E IMMATERIALI)
Incremento dal 6% al 10% per tutti del credito beni strumentali materiali (ex super) per il solo anno 2021.
Incremento dal 6% al 15% per investimenti effettuati nel 2021 per implementazione del lavoro agile.
Estensione del credito ai beni immateriali non 4.0 con il 10% per investimenti effettuati nel 2021 e al 6% per investimenti effettuati nel 2022.
MAGGIORAZIONE DEI TETTI E DELLE ALIQUOTE (BENI MATERIALI 4.0)
La maggiorazione dei tetti prevede un incremento per:
- spese inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022
- quelle superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022
- superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022
Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni immateriali 4.0)
Incremento dal 15% al 20%;
Massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro.
IL PIANO TRANSIZIONE: UNO SHOCK PER ABBASSARE LE TASSE
Così l'ha definito il Viceministro Stefano Buffagni: “Transizione 4.0 è un piano shock con cui abbasseremo le tasse alle nostre imprese già dal 2021. Vogliamo incentivare l’acquisto di beni durevoli, garantire il supporto agli investimenti delle nostre imprese. Per questo motivo abbiamo ampliato dal 6% al 10%, passando da un ammortamento da cinque a tre anni, tutte le spese fatte in beni strumentali. Per noi è fondamentale aiutare le nostre piccole imprese, quelle che soffrono maggiormente: quindi per tutte le aziende che hanno un fatturato fino a cinque milioni di euro, il credito d’imposta del 10% sarà utilizzabile immediatamente nell’anno. Ciò significa pagare meno tasse, avere supporto per la propria liquidità e garantire il futuro alla propria azienda”.
LEGGI ANCHE : Piano Transizione 4.0: quadro dei benefici in base Documento Programmatico di Bilancio
CCIAA Marche: Bando Voucher Imprese Digitali 4.0.
IMPRESE DIGITALI 4.0 LA RIVOLUZIONE HA INIZIO
La Camera di Commercio delle Marche ha approvato un bando per imprese digitali (in regime di aiuti "de minimis") per la concessione di contributi a fondo perduto somministrato in forma di Voucher.
Ciò comprende aziende di ogni settore economico con sede nella regione Marche. Lo scopo è quello di promuovere l'utilizzo da parte delle stesse di servizi e/o soluzioni focalizzati sulle nuove competenze e tecnologie digitali, nell’ambito delle attività previste dal Piano Transizione 4.0.
CHI PUO' ACCEDERE AL VOUCHER IMPERESE DIGITALI
Sono destinatarie del Bando le micro, piccole o medie imprese (MPMI) di ogni settore economico con sede nella regione Marche.
Non possono presentare domanda le imprese che siano già risultate beneficiarie dei contributi previsti dal bando della Camera di Commercio “B2B Digital Markets 2020” e le imprese che abbiano già beneficiato dei Voucher Digitali Impresa 4.0 concessi dalla Camera di Commercio delle Marche e dalle Camere di Commercio di Ancona e Fermo negli anni dal 2017 al 2019.
AMMONTARE DEL VOUCHER E CASO IMPRESA
Le risorse stanziate sono complessivamente pari a € 300.000 e saranno destinate a finanziare l’acquisto, da parte delle MPMI, di servizi di consulenza e/o formazione e quello di beni e servizi strumentali (hardware e software) finalizzati alla implementazione di una o più delle tecnologie digitali 4.0 nel proprio business, nell'ottica di un Paese sempre più orientato verso l'Impresa 4.0.
Nel caso di Piccole e Medie Imprese l'agevolazione è concessa nella misura del 50% delle spese totali ritenute ammissibili per la realizzazione del progetto, sino ad un importo massimo di € 3.500 per ciascuna impresa beneficiaria.
Nel caso di Micro Impresa (secondo la definizione contenuta all’allegato I al Regolamento n°651/2014 della Commissione Europea) l’agevolazione è concessa nella misura del 70% delle spese totali ritenute ammissibili, sino ad un importo massimo pari ad € 5.000 per ciascuna impresa beneficiaria.
IMPORTI AMMESSI E FORNITORI
Sono ammessi al Bando per Voucher Imprese Digitali solo quei progetti il cui costo complessivo ammissibile a contributo sia almeno pari ad € 2.500.
Si precisa che le spese per l'acquisto di beni e servizi strumentali non possono superare il limite del 50% del budget complessivo.
Fornitori di servizi e beni: l'impresa può avvalersi esclusivamente di uno o più fornitori tra quelli indicati all'ART.5 del Bando, a seconda della tipologia di intervento che si intende realizzare.
SCADENZE E INOLTRO DOMANDE PER IL VOUCHER
Le domande di ammissione possono essere presentate a partire dalle ore 9.00 del 1 dicembre 2020 e saranno ammesse sino ad esaurimento dei fondi stanziati e comunque non oltre la data del 21 dicembre 2020.
Il progetto e la relativa rendicontazione dovranno concludersi entro e non oltre il 30 aprile 2021.
LEGGI ANCHE; Voucher Innovation Manager: 50 milioni per un nuovo Bando nel 2021
Art. 59 DL Agosto: Contributi a fondo perduto per attività nei centri storici
ART. 59 DL AGOSTO, LE NOVITA'
Ai sensi dell'Art. 59 DL Agosto, a partire dal 18 novembre 2020 e fino al 14 gennaio 2021, gli esercenti dei centri storici dei grandi centri urbani colpiti dal calo dei turisti stranieri causato dell’emergenza Covid 19 possono presentare domanda per il contributo a fondo perduto previsto dal decreto Agosto. Le domande possono essere inviate, come per l’art. 25 del DL Rilancio, tramite l’apposito servizio web del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Con provvedimento del 12 novembre 2020, l’Agenzia ha approvato il modello di istanza, con le relative istruzioni di compilazione. Il pagamento del contributo sarà effettuato con accredito sul conto corrente del beneficiario riportato nell’istanza.
Tutto pronto per il contributo a fondo perduto per i centri storici. Con il provvedimento n. 352471 del 12 novembre 2020 l’Agenzia delle Entrate ha, infatti, definito il contenuto informativo, le modalità e i termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici, di cui all’Art. 59 DL Agosto n. 104/2020 (decreto Agosto).
CHI SONO I SOGGETTI BENEFICIARI
L’art. 59, comma 1, del decreto Agosto ha previsto l’erogazione di un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei centri storici (zone A o equivalenti) dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana ad alta presenza di turisti stranieri.
Si tratta in particolare dei 29 comuni indicati nelle istruzioni allegate al nuovo modello per la compilazione dell’istanza: Venezia, Verbania, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Como, Verona, Milano, Urbino, Bologna, La Spezia, Ravenna, Bolzano, Bergamo, Lucca, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Napoli, Cagliari, Catania, Genova, Palermo, Torino, Bari.
Come previsto dall' Art. 59 DL Agosto, questi comuni hanno registrato prima dell’emergenza sanitaria presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:
- per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;
- per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.
Il contributo spetta solo se l’impresa ha il domicilio fiscale o la sede operativa nel centro storico delle città appena indicate e solo se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020, degli esercizi richiamati, realizzati nei centri storici dei prescritti comuni, sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2019. Il contributo spetta anche in assenza di quest’ultima condizione per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019 nei centri storici sempre dei comuni individuati.
QUALI SONO I DATI DEL SOGGETTO RICHIEDENTE
Nell’istanza per il riconoscimento del contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici deve essere indicato in primo luogo il codice fiscale del soggetto, persona fisica o persona non fisica, che richiede il contributo e va specificato se si è erede che prosegue l’attività del de cuius (con indicazione del codice fiscale del codice fiscale del de cuius).
Inoltre, deve essere indicato se i ricavi o compensi dell’anno 2019 sono inferiori o uguali a 400.000 euro, sono superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro oppure sono superiori a 1 milione di euro.
Nell’istanza deve essere anche indicato se il soggetto richiedente ha iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019.
Deve essere riportato l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito ai mesi di giugno 2020 e giugno 2019, degli esercizi che svolgono attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico nei centri storici (zone A o equivalenti) dei comuni soprarichiamati.
Tra i dati, è necessario riportare anche il codice IBAN su cui dovrà essere accreditato il contributo, che deve essere intestato al soggetto richiedente il contributo.
COME PRESENTARE L’ISTANZA
A partire dal 18 novembre 2020 fino al 14 gennaio 2021 è possibile richiedere il bonus inviando la richiesta esclusivamente tramite l’apposito servizio web nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle Entrate. L’invio può essere effettuato direttamente dal richiedente o anche dagli intermediari delegati alla consultazione del Cassetto fiscale o al servizio di consultazione delle fatture elettroniche nel portale “Fatture e corrispettivi”.
Durante il periodo in cui è possibile la presentazione dell’istanza, in caso di errore, è possibile presentare tramite lo stesso servizio web una nuova istanza, che sostituisce tutte quelle precedentemente inviate per le quali non è stato già eseguito il mandato di pagamento del contributo.
È possibile presentare una rinuncia all’istanza precedentemente trasmessa, da intendersi come rinuncia totale al contributo. Occorre evidenziare che, ai sensi dell'Art. 59 DL Agosto, la rinuncia può essere trasmessa anche oltre il termine per la trasmissione dell’istanza.
Dopo la presentazione dell’istanza è rilasciata una prima ricevuta che ne attesta la presa in carico, ai fini della successiva elaborazione, ovvero lo scarto a seguito dei controlli formali dei dati in essa contenuti. Successivamente, è rilasciata una seconda ricevuta che attesta l’accoglimento dell’istanza ai fini del pagamento ovvero lo scarto dell’istanza, in tale ultimo caso con indicazione dei motivi del rigetto. Nel caso in cui l’istanza sia stata accolta ai fini del pagamento non è possibile, stando al Art. 59 DL Agosto, trasmettere ulteriori istanze, mentre è consentita la presentazione di una rinuncia.
EROGAZIONE DEL CONTRIBUTO
Il pagamento del contributo sarà effettuato con accredito sul conto corrente del beneficiario riportato nell’istanza. Il contributo spetta ai soggetti che hanno iniziato l’attività in data antecedente il 1° luglio 2020.
L’Agenzia delle Entrate, per evitare storni e anomalie nella fase di pagamento del contributo, verifica che il conto sul quale erogare il bonifico, identificato dal relativo codice IBAN, sia intestato o cointestato al codice fiscale del soggetto richiedente, come stabilito dall'Art. 59 DL Agosto
I CONTROLLI PREVISTI DALL'ART. 59 DL AGOSTO
Prima di effettuare l’accredito, l’Agenzia delle Entrate esegue una serie di controlli, come stabilito dall'Art. 59 DL Agosto, sui dati presenti nell’istanza e i dati presenti in Anagrafe Tributaria al fine di individuare anomalie e incoerenze che determinano lo scarto dell’istanza.
Successivamente all’erogazione del contributo, l’Agenzia delle Entrate procede al controllo dei dati dichiarati ed effettua ulteriori controlli anche in relazione ai dati fiscali delle fatture elettroniche e dei corrispettivi telematici, ai dati delle comunicazioni delle liquidazioni periodica IVA nonché ai dati delle dichiarazioni IVA.
Laddove dai controlli emerge che il contributo sia in tutto o in parte non spettante, l’Agenzia delle Entrate deve procede alle attività di recupero e, inoltre, in caso di indebita percezione del contributo a danno dello Stato, si applicano le disposizioni dell’art. 316-ter c.p., laddove ne ricorrano i presupposti.
Il soggetto che ha percepito il contributo in tutto o in parte non spettante, anche a seguito della rinuncia può regolarizzare la propria posizione, restituendo spontaneamente quanto ricevuto e relativi interessi.
QUAL È L’AMMONTARE DEL CONTRIBUTO PER L'ART. 59 DL AGOSTO
L’ammontare del contributo per Art. 59 DL Agosto è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2019:
- 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400.000 euro;
- 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono compresi tra 400.000 e 1 milione di euro;
- 5% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 1 milione di euro.
In ogni caso viene garantito un contributo minimo per un importo non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. La normativa prevede che l'ammontare del contributo non può essere superiore a 150.000 euro.
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Mise: al via il bando per il Polo industriale Porto Torres
PORTO TORRES, IL MISE E LE NUOVE IDEE IMPRENDITORIALI PER IL POLO INDUSTRIALE
Il bando Mise, che prevede la selezione di iniziative imprenditoriali per i territori del “Polo Industriale di Porto Torres”, ha inizio.
Obiettivo del bando Mise è quello del rilancio delle attività industriali e dell'occupazione in questi territori della Sardegna, come previsto dalla legge n. 181/1989.
Stando alle parole della sottosegretaria Alessandra Todde: “Questo è un segnale concreto di impegno verso il territorio sardo portato avanti grazie al lavoro sinergico del MiSE con tutte le parti coinvolte. Oggi, diamo il via ad un percorso chiaro ed efficace per lo sviluppo della Sardegna”
22 MILIONI COMPLESSIVI STANZIATI DAL MISE PER PORTO TORRES
L'intervento agevolato gode di una dotazione pari a 22 milioni di euro, dei quali 20 a valere sulle risorse del Fondo per la Crescita Sostenibile, e 2 milioni di euro a valere sulla Programmazione Unitaria della Regione Sardegna 2014-2020, a titolo di cofinanziamento regionale, secondo quanto definito nell’Accordo di Programma sottoscritto il 10 agosto 2020.
L'accordo coinvolge diversi attori come:
- Mise
- Ministero delle infrastrutture e dei trasporti
- Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
- Regione Sardegna
- Provincia e Comune di Sassari
- Comune di Porto Torres
- Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna
- ANPAL
- Invitalia
Le domande di agevolazione potranno essere presentate a Invitalia a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020 e fino alle ore 12.00 del 15 marzo 2021.
CHI PUÒ ACCEDERE AL FONDO PER PORTO TORRES E QUALI SPESE FINANZIA
Sono ammissibili alle agevolazioni le imprese costituite in forma di società di capitali, le società cooperative e le società consortili, sono altresì ammesse le reti di imprese mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete.
Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative che:
- prevedano la realizzazione di programmi di investimento produttivo e/o programmi di investimento per la tutela ambientale possibilmente completati da progetti per l’innovazione dell’organizzazione e/o alla formazione del personale, con spese ammissibili non inferiori a 1 milione di euro; nel caso di programma d’investimento presentato nella forma del contratto di rete, i
- comportino un incremento degli addetti dell’unità produttiva oggetto del programma di investimento.
Le agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa e/o alla formazione e del finanziamento agevolato, alle condizioni ed entro i limiti delle intensità massime di aiuto previste dal regolamento (UE) n. 651/2014 (“Regolamento GBER”). Il finanziamento agevolato concedibile è compreso tra il 30% ed il 50% degli investimenti ammissibili. Il contributo in conto impianti e l’eventuale contributo diretto alla spesa sono complessivamente di importo non inferiore al 3% della spesa ammissibile. Il loro importo complessivo massimo è determinato, in relazione all’ammontare del finanziamento agevolato, nei limiti delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER.
Vedi alla voce: Beni strumentali
Legge di Bilancio 2021: le principali novità
Questo articolo si propone di passare in rassegna le misure di incentivazione contenute nella bozza del disegno di legge di Bilancio 2021. Questa è stata varata da pochissimo dal Consiglio dei Ministri, e si appresta ad essere uno strumento importante per dar voce alle esigenze delle imprese italiane.
CREDITI D’IMPOSTA DEL PIANO TRANSIZIONE 4.0
Tra le principali misure previste dall’articolato spicca la proroga e il rafforzamento dei crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0: credito d’imposta per beni strumentali nuovi, R&S&I e formazione 4.0.
Credito d’imposta per beni strumentali nuovi
Particolarmente rilevanti le novità per il credito d’imposta investimenti in beni strumentali.
La Legge di Bilancio 2021 ne riscrive la disciplina.
Il primo aspetto da sottolineare riguarda la decorrenza delle disposizioni: le nuove regole saranno applicabili agli investimenti effettuati a partire dal 16 novembre 2020.
I bonus riguarderanno tutti gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 ovvero fino a 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.
Altra modifica di particolare importanza riguarda il periodo di utilizzo in compensazione. La nuova disciplina riduce a 3 le quote annuali di fruizione del credito di imposta, prevedendo altresì per i soggetti con un volume di ricavi o compensi inferiori a 5 milioni di euro la possibilità di utilizzare il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali materiali ed immateriali “generici” in un’unica quota annuale.
Beni materiali Industria 4.0
Secondo la nuova disciplina, per gli investimenti materiali Industria 4.0 (beni ricompresi nell'allegato A annesso alla legge di Bilancio 2017), il credito di imposta è differenziato a seconda del periodo di effettuazione dell’investimento.
In particolare, per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 20212021 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2022), il credito d’imposta spetta in misura pari al:
- 50% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
- 30% per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
- 10% per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni.
Per gli investimenti effettuati nel 2022 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2023), invece, il credito di imposta scende al 40% per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro e al 20% per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro, mentre rimane al 10% per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
Beni immateriali Industria 4.0
Modifiche anche per il credito di imposta beni immateriali 4.0 (beni ricompresi nell'allegato B annesso alla legge di Bilancio 2017, come integrato dalla legge di Bilancio 2018). Ammesse all’agevolazione anche le spese per servizi sostenute in relazione all'utilizzo dei beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.
In base alla bozza, per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2023), l’aliquota agevolativa è pari al 20% del costo, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.
Beni materiali e immateriali “generici”
Con riguardo al credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali “generici” (non inclusi negli allegati A e B alla legge di Bilancio 2017), tra le principali novità introdotte dalla nuova disciplina l’estensione del bonus ai beni immateriali “generici” (finora non agevolabili).
A differenza dei precedenti crediti d’imposta per i beni materiali e immateriali Industria 4.0, fruibili solo dalle imprese, il bonus è riconosciuto anche agli esercenti arti e professioni.
Come per il credito d’imposta per i beni materiali Industria 4.0, l’intensità dell’aiuto dipende dal periodo di effettuazione dell’investimento.
Per gli investimenti effettuati a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2022), la misura del credito d’imposta è pari al 10% del costo, elevata al 15% per gli investimenti in beni strumentali, sia materiali sia immateriali, destinati all’organizzazione di forme di lavoro agile. In ogni caso, il beneficio è riconosciuto nel limite massimo di costi ammissibili pari a:
- 2 milioni di euro, per i beni materiali;
- 1 milione di euro, per i beni immateriali.
Per gli investimenti effettuati nel 2022 (con possibile estensione fino al 30 giugno 2023), invece, il credito di imposta scende al 6%, sempre nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro per i beni materiali e a un milione di euro per i beni immateriali.
Credito d’imposta per R&S&I
Rafforzato, nella Legge di Bilancio 2021, anche il credito d’imposta ricerca e sviluppo e innovazione di cui ai commi da 198 a 209, dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2020, che viene confermato fino alla fine del 2022. È inoltre previsto l’aumento:
- dal 12% al 20% della misura del credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo e dell’ammontare massimo di beneficio spettante da 3 a 4 milioni di euro;
- 6% al 10% del credito d’imposta per investimenti in innovazione tecnologica e in design e ideazione estetica e dell’ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro;
- 10% al 15% del credito d’imposta per investimenti in innovazione tecnologica finalizzati alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 e dell’ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro.
Credito di imposta formazione 4.0
Novità anche per il credito di imposta per la formazione 4.0, prorogato fino alla fine del 2022. Si prevede anche l’ampliamento delle tipologie di spese ammissibili, con l’ammissione:
- delle spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
- dei costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota da riferire al loro uso esclusivo per il progetto di formazione. Sono escluse le spese di alloggio, ad eccezione delle spese di alloggio minime necessarie per i partecipanti che sono lavoratori con disabilità;
- dei costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione;
- delle spese di personale relative ai partecipanti alla formazione e le spese generali indirette (spese amministrative, locazione, spese generali) per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.
BONUS EDILIZI
Come anticipato nel Documento programmatico di bilancio inviato alla Commissione Europea, vengono prorogati, nella Legge di Bilancio 2021, i bonus edilizi in scadenza alla fine dell’anno.
Anche nel 2021, quindi, sarà possibile fruire:
- del bonus facciate al 90% per gli interventi finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti;
- dell’ecobonus per gli interventi di riqualificazione energetica delle singole unità immobiliari, con la doppia aliquota al 65 e al 50%;
- della detrazione Irpef maggiorata al 50% per gli interventi di ristrutturazione edilizia;
- del bonus mobili;
- del bonus verde per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione di pozzi nonché di realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.
INVESTIMENTI NEL MEZZOGIORNO E QUOTAZIONE
La Manovra conferma fino al 31 dicembre 2021 anche il credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, istituito dall’articolo 1, commi 98-108, legge di Stabilità 2016, in scadenza il 31 dicembre 2020.
Prorogato al 31 dicembre 2021 inoltre il credito d'imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI di cui ai commi da 89 a 92 dell'articolo 1 della legge di Bilancio 2018 (legge n. 205/2017), disponendo, a tal fine, uno stanziamento di 30 milioni di euro.
NUOVA SABATINI
Nella bozza del ddl compare inoltre la modifica del meccanismo di funzionamento della Nuova Sabatini, rifinanziata con una dote di 370 milioni di euro per l’anno 2021.
Con l’intervento si estende a tutte le domande l’erogazione del contributo in un’unica soluzione, finora prevista, a seguito della modifica apportata dal decreto Semplificazioni (D.L. 76/2020, articolo 39, comma 1), per i soli finanziamenti di importo non superiore a 200.000 euro.
MISURE PER LA LIQUIDITÀ
Tra le misure a sostegno della liquidità, di rilievo la proroga fino al 30 giugno 2021 della moratoria straordinaria per le PMI prevista dall’articolo 56 del decreto Cura Italia (D.L. 18/2020), già prorogata dal decreto Agosto (D.L. 104/2020). A seguito dalla proroga vengono congelate fino al 30 giugno 2021 linee di credito in conto corrente, finanziamenti per anticipi su titoli di credito, scadenze di prestiti a breve e rate di prestiti e canoni in scadenza.
Viene inoltre confermata fino al 30 giugno 2021, ma con alcune novità, Garanzia Italia SACE. Con le modifiche viene ampliato l’ambito di intervento dello strumento per consentire il rilascio di garanzie anche in relazione a finanziamenti destinati in quota parte alla rinegoziazione/consolidamento di finanziamenti esistenti.
Si estende, inoltre, fino al 30 giugno 2021 la disciplina straordinaria del Fondo Garanzia PMI, prevista dell’articolo 13, comma 1, del decreto Liquidità (D.L. 23/2020), prevedendo al contempo una norma transitoria che consente una graduale riconduzione dell’operatività del Fondo alla sua ordinaria vocazione, attraverso la progressiva migrazione delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle cd. midcap (imprese con un numero di dipendenti non inferiore a 250 e non superiore a 499) sullo strumento “Garanzia Italia” SACE.
FONDO IMPRESE FEMMINILE E CREATIVE
Nella bozza del ddl si prevede anche l’istituzione, presso il Ministero dello Sviluppo economico, di due nuovi fondi, entrambi con una dotazione finanziaria pari a 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.
Un primo fondo è a sostegno dell’imprenditoria femminile e finanzierà:
- interventi per supportare l’avvio dell’attività, gli investimenti e il rafforzamento della struttura finanziaria e patrimoniale delle imprese femminili, con specifica attenzione ai settori dell’alta tecnologia;
- programmi ed iniziative per la diffusione di cultura imprenditoriale tra la popolazione femminile;
- programmi di formazione e orientamento verso materie e professioni in cui la presenza femminile.
Il secondo fondo è a favore delle PMI del settore creativo. Settore che comprende, tra le altre, attività relative all’architettura, al design, al teatro, alla moda, al cinema, alla radio, alla televisione, all’artigianato artistico, al software, ai videogiochi, all’editoria, alle arti visive, alla comunicazione e alla pubblicità.
FILIERA DELLA STAMPA
La manovra interviene inoltre su diverse misure di sostegno alla filiera della stampa in scadenza al 31 dicembre 2020.
Un primo incentivo interessato dalle novità è il bonus pubblicità. Nel ddl di bilancio si dispone la proroga per il triennio 2021-2023 del regime speciale introdotto per il 2020. Per gli anni 2021, 2022 e 2023, il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, entro il medesimo tetto di spesa pari a 50 milioni di euro annui.
Viene inoltre confermato - per gli anni 2021, 2022 e 2023 – il tax credit per le edicole, introdotto dalla legge di Bilancio 2019 e da ultimo modificato dall’articolo 98, comma 2, del decreto Cura Italia (D.L. 18/2020).
Proroga triennale anche per il credito d'imposta per i servizi digitali, introdotto (solo per l’anno 2020) dall’articolo 190 del decreto Rilancio (D.L. 34/2020). Il bonus è riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e di periodici che occupano almeno un dipendente a tempo indeterminato per un importo pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nell'anno precedente per l’acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale. Il tetto di spesa previsto ammonta a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni suddetti.
RIFINANZIAMENTI
Numerose i rifinanziamenti previsti.
A sostegno dell’internazionalizzazione, vengono destinati, nella Legge di Bilancio 2021, circa 1,4 miliardi fino al 2023 a favore dei finanziamenti Simest a valere sul fondo 394/1981, confermando, fino al 30 giugno 2021, l’esenzione della presentazione della garanzia per le imprese che accedono ai finanziamenti.
Ai contratti di sviluppo nel settore turistico, per i quali viene diminuito (limitatamente ai programmi di sviluppo di attività turistiche da realizzare nelle aree interne del Paese o che prevedono il recupero di immobili in disuso) da 20 a 7,5 milioni il valore minimo di spese ammissibili, vengono invece destinati di 100 milioni euro per l’anno 2021 e 30 milioni per l’anno 2022.
Ulteriori 4 miliardi sono assegnati al nuovo Fondo ristori per le chiusure.
Per le aree di crisi industriale, incluse quelle complesse, vengono stanziati 150 milioni per l’anno 2021, 110 milioni di euro per l’anno 2022 e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026.
SINTESI DELLE PRINCIPALI MISURE
| Proroga e rafforzamento dei crediti di d’imposta per gli investimenti in beni (materiali ed immateriali) strumentali nuovi del Piano Transizione 4.0. |
| Conferma per tutto il 2021 dei bonus edilizi in scadenza nel 2020. Bonus facciate, ecobonus, detrazione maggiorata Irpef al 50% per gli interventi volti al recupero edilizio, bonus mobili, bonus verde |
| Proroga fino al 31 giugno 2021:
- della moratoria straordinaria PMI - disciplina derogataria del Fondo garanzia PMI - della Garanzia Sace |
| Istituzione di:
- un Fondo a sostegno dell’impresa femminile, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 - un Fondo PMI creative, con una dotazione di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 |
| Proroga fino al 31 dicembre 2021:
- del credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno - del credito d'imposta per le spese di consulenza relative alla quotazione delle PMI |
| Novità per la Nuova Sabatini: il contributo sarà erogato in un’unica soluzione indipendentemente dall’importo del finanziamento |
| Proroga per il triennio 2021-2023:
- bonus pubblicità: per gli anni 2021, 2022 e 2023, il credito d’imposta sarà riconosciuto nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati sui giornali quotidiani e periodici, anche online, entro il medesimo tetto di spesa pari a 50 milioni di euro annui - tax credit per le edicole - credito d'imposta per i servizi digitali |
| Rifinanziamento di 1,4 miliardi fino al 2023 per Fondo Rotativo 394/1981, gestito dalla Simest, che concede finanziamenti agevolati per lo sviluppo internazionale delle imprese.
Confermata inoltre, fino al 30 giugno 2021, l’esenzione della presentazione della garanzia per le imprese che accedono ai finanziamenti |
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