Legge di Bilancio 2021

Bozza di Legge di Bilancio 2021: Assunzione di donne disoccupate - esonero contributivo totale per i datori di lavoro

Esonero contributivo totale della contribuzione a proprio carico per i datori di lavoro che assumeranno donne prive di un lavoro regolarmente retribuito nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2022. E’ quanto prevede il disegno di legge di Bilancio 2021, all’esame del Parlamento, sulla falsariga di quanto già disposto dalla legge Fornero. L’operatività dello sgravio contributivo, che non potrà superare il limite massimo di importo annuo pari a 6.000 euro, è subordinata al “via libera” della Commissione Europea.

L’art. 5 del disegno di legge di Bilancio 2021, attualmente all’esame del Parlamento, prevede una particolare agevolazione in favore dei datori di lavoro che assumeranno personale femminile nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 ed il 31 dicembre 2022.

MISURA E CONTRIBUZIONE OGGETTO DI SGRAVIO

Riprendendo “in toto” la previsione contenuta nei commi da 9 a 11 dell’art. 4 della legge Fornero (legge n. 92/2012), la Legge di Bilancio 2021 affermerebbe che la percentuale di sgravio è riconosciuta, in via sperimentale, nella misura del 100% nel limite massimo di importo annuo pari a 6.000 euro.

Tale somma si riferisce alla contribuzione a carico dei datori di lavoro, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e dovrebbe escludere, come per altri benefici:

  1. premi ed i contributi INAIL;
  2. Il contributo, ove dovuto, al Fondo per l’erogazione ai lavoratori del settore privato dei trattamenti di fine rapporto ex art. 2120 c.c.;
  3. Il contributo, ove dovuto, ai fondi bilaterali, al FIS ed ai Fondi delle Province Autonome di Trento e Bolzano, previsti dal D.L.vo n. 148/2015;
  4. Il contributo dello 0,30% in favore dei Fondi interprofessionali per la Formazione continua ex art. 118 della legge n. 388/2000;
  5. Il contributo, ove dovuto, al Fondo di solidarietà del settore del trasporto aereo e dei servizi aeroportuali;
  6. Le contribuzioni non previdenziali concepite per apportare elementi di solidarietà alle gestioni previdenziali di riferimento (circolare n. 40/2018).

RAPPORTI DI LAVORO INCENTIVATI NELLA LEGGE DI BILANCIO 2021

Per ben comprendere la portata della novità portata nella Legge di Bilancio 2021 che si intende introdurre, è necessario rifarsi alle disposizioni appena richiamate ed ai chiarimenti amministrativi, a suo tempo, emanati: in particolar modo, la circolare INPS n. 111/2013 e quella del Ministero del Lavoro n. 34/2013, nonché il messaggio dell’Istituto n. 12212/2013.

Le assunzioni, in mancanza di una indicazione specifica del Legislatore, potranno essere a tempo indeterminato, determinato e con modalità di tempo parziale, ma anche dopo l’instaurazione del vincolo associativo seguito da un rapporto di lavoro subordinato nelle cooperative di produzione e lavoro, secondo la previsione dell’art. 1, comma 3, del D.L.vo n. 142/2001.

Il beneficio viene, altresì, riconosciuto anche in caso di assunzione a scopo di somministrazione.

DURATA

L’agevolazione sarà per un massimo di 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato che si protrarrà fino a 18 mesi nel caso in cui il rapporto venga trasformato a tempo indeterminato, mentre nell’ipotesi in cui lo stesso sia, sin dall’inizio, a tempo indeterminato l’incentivo viene previsto per i complessivi 18 mesi. Ovviamente, in caso di assunzione a tempo parziale, le agevolazioni sono in proporzione.

CONDIZIONI E INCREMENTO OCCUPAZIONALE NETTO

Lo sgravio contributivo verrà riconosciuto, oltre che nel rispetto delle condizioni generali previste dall’ordinamento che, come per tutte le agevolazioni, sono quelle richiamate dall’art. 1, comma 1175, della legge n. 296/2006 e dall’art. 31 del D.L.vo n. 150/2015, anche a fronte di un incremento netto del numero dei lavoratori dipendenti dal datore di lavoro, rispetto alla media dei 12 mesi antecedenti, come sottolinea il comma 2 dell’art. 5 del disegno di legge. La norma è di chiara origine comunitaria (art. 2, paragrafo 32, del Regolamento n. 651/2014). Il calcolo dell’incremento va effettuato mensilmente avendo quale parametro di riferimento il numero dei lavoratori equivalenti al tempo pieno: l’incremento va fatto tenendo presente anche il concetto di “impresa unica” (ossia, imprese collegate secondo casistiche diverse) al quale si riferisce l’art. 2, paragrafo 2, del Regolamento n. 1408/2013, richiamato anche dall’art. 31, comma 1, lettera f), del D.L.vo n. 150/2015. Tale concetto è, espressamente, richiamato dal comma 2 dell’art. 5, laddove si afferma che l’incremento va considerato al netto delle diminuzioni del numero dei dipendenti verificatesi in società controllate o collegate ai sensi dell’art. 2359 c.c. o facenti capo, anche per interposta persona, allo stesso proprietario.

Sono esclusi dal computo della media i dipendenti che non sono più al lavoro per:

  • Dimissioni volontarie: oggi, sono soltanto quelle rese con la procedura richiamata dall’art. 26 del D.L.vo n. 151/2015 e con i chiarimenti amministrativi del Ministero del Lavoro;
  • Invalidità;
  • Pensionamento per raggiunti limiti di età: qui, alla luce delle novità introdotte anche di recente, andrà chiarito se rientrino nelle esclusioni i dipendenti che sono andati in pensione anticipatamente (ad esempio, con “quota 100”) o i lavoratore che hanno risolto il rapporto con la c.d. APE aziendale, che sotto l’aspetto normativo è un “prestito”: in questi ultimi casi, tuttavia, la questione può trovare una soluzione attraverso le dimissioni volontarie (ma non la risoluzione consensuale o il licenziamento);
  • Riduzione volontaria dell’orario di lavoro;
  • Licenziamento per giusta causa.

In passato, con l’interpello n. 34 del 17 dicembre 2014, il Ministero del Lavoro ebbe a chiarire che se il requisito occupazionale non è dimostrabile per tutti i mesi di godimento ed il datore lo ha, comunque, usufruito, esso non può essere riconosciuto ed andranno, di conseguenza, recuperate tutte le quote già godute dal datore di lavoro.

REQUISITI DELLE LAVORATRICI

Ma quali sono i requisiti dei quali, a norma dei richiami effettuati dall’art. 5 alle precedenti disposizioni contenute nella legge n. 92/2012, debbono essere in possesso le donne, ai sensi della nuova Legge di Bilancio 2021?

Esse debbono essere prive di un lavoro regolarmente retribuito:

  • Da almeno 6 mesi, se residenti in Regioni ammissibili al finanziamento nell’ambito dei Fondi strutturali o, in alternativa, essere assunte per una professione o in un settore economico caratterizzato da una forte disparità occupazionale di genere. Tale ultimo requisito viene determinato, annualmente, con un D.M. del Ministro del Lavoro. Per il 2021 i settori sono stati individuati con D.M. n. 234 del 16 ottobre 2020;
  • Da almeno 24 mesi, ovunque residenti.

 

APPROVAZIONE DELLA COMMISSIONE UE

L’ultimo comma dell’art. 5 del disegno di legge di Bilancio 2021 subordina lo sgravio al “via libera” della Commissione Europea: esso potrà essere concesso nei limiti ed alle condizioni fissati con il “Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato, adottato il 1° marzo 2020 e la cui efficacia termina il 30 giugno 2021 che autorizza gli Stati membri ad usufruire di ogni flessibilità per affrontare gli effetti della crisi pandemica.

In base a quanto riportato nella sezione 3.1 del “Quadro” perché l’aiuto sia compatibile la Commissione richiede:

  • Che l’importo complessivo non sia superiore a 800.000 euro per ogni impresa;
  • Che l’aiuto sia concesso entro e non oltre il 30 giugno 2021 e sulla base di un regime con budget previsionale;
  • Che l’aiuto della Legge di Bilancio 2021 non riguardi imprese che erano già in difficoltà alla data del 31 dicembre 2019.

 

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Competence center

Competence Center Bolognese Bi-Rex: nuovo bando da 1,1 milioni per progetti di innovazione

Il Competence Center Bolognese ha pubblicato un nuovo bando che mette a disposizione ulteriori risorse – stavolta ben 1,1 milioni di euro – per le imprese italiane che intendano sviluppare progetti innovativi focalizzati su sei aree tematicheBig Data per il manufacturing; ICT per macchine e linee di produzione; Sistemi avanzati per la gestione dei processi di produzione; Security e Blockchain;  Additive & Advanced Manufacturing; Sostenibilità e responsabilità sociale.

A lanciarlo è Bi-Rex, il Competence Center con sede presso la fondazione Golinelli a Bologna.

Dopo i primi due bandi che hanno già premiato 24 idee progettuali che coinvolgono 65 imprese (di cui la metà PMI) e 10 università/centri di ricerca, il Centro di Competenza bolognese compie dunque un ulteriore passo concreto a sostegno delle imprese e del sistema produttivo italiano, in ottica Industria 4.0.

“Il lancio di questa terza call – dice Stefano Cattorini, General Director Bi-Rex – giunge a coronamento di un percorso importante: i bandi emessi ad ottobre 2019 e maggio 2020 sono stati un grande successo per il nostro Competence Center: tra tutti, Bi-Rex è stato quello che ha assegnato il cofinanziamento più cospicuo, pari a 5,4 milioni di Euro, a dimostrazione di come i bandi si configurino come attività chiave dal grande valore aggiunto, che si pone l’obiettivo di valorizzare le aziende più innovative”.

Trasversalità e capillarità sull’intero territorio nazionale sono state due caratteristiche distintive dei bandi del Competence Center. “Fino ad ora – prosegue Cattorini – siamo riusciti a coinvolgere ben 9 regioni italiane e 14 differenti filiere: obiettivo della terza call è proseguire proprio su questo percorso, fornendo una grande opportunità a tutte le aziende che considerano l’innovazione tecnologica come un processo di cruciale importanza per poter rimanere competitive sul mercato”.

Maggiori dettagli sul bando del Competence Center

Il Competence Center selezionerà le migliori idee ed iniziative di Ricerca, Sviluppo e Innovazione orientate alla sperimentazione, prototipazione e adozione di soluzioni basate proprio sull’utilizzo di queste tecnologie: per ogni progetto vincitore sarà co-finanziato fino ad un massimo del 50% delle spese e per un importo massimo di co-finanziamento di 100.000 euro e non quindi fino al massimo previsto dalla normativa, che è 200.000 euro. La ratio, evidentemente, è di premiare un maggior numero di progetti.

Anche questo bando premierà progetti che prevedono una durata massima di sviluppo di 18 mesi (con possibilità di proroga motivata di ulteriori 6 mesi). La selezione avverrà in base ai principi fondanti del consorzio: innovatività, qualità e ricadute economiche del progetto sul tessuto industriale italiano, inclusività delle PMI, valorizzazione dei progetti collaborativi tra pubblico e privato (ovvero presenza in partnership di più imprese con Università organismi ed enti di ricerca) saranno considerati come principali criteri premiali nell’assegnazione delle risorse.

Le aziende interessate potranno presentare domanda esclusivamente attraverso la piattaforma on-line PICA, disponibile al seguente link dal 14 gennaio 2021, entro e non oltre le ore 14 del 16 febbraio 2021.

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MISE - area industriale

MISE: Pubblicato il bando 2020 per l’area industriale di Venezia

Il MISE ha pubblicato un nuovo bando per la selezione di iniziative imprenditoriali per il rilancio dell’area industriale di Venezia, comprendente l’intero territorio del Comune di Venezia.

Per l’intervento sono messe a disposizione complessivamente risorse pari a oltre 14 milioni di euro, per le agevolazioni previste dalla legge n. 181/1989, al fine di promuovere il rilancio delle attività industriali, nonché la salvaguardia dei livelli occupazionali, tramite il sostegno dei programmi di investimento e sviluppo imprenditoriale.

Le domande potranno essere presentate ad Invitalia a partire dalle ore 12 del 18 gennaio 2021.

Aiuti dal MISE per l'area industriale complessa di Venezia

L'area industriale di Venezia è stata riconosciuta “area di crisi industriale complessa”, dopo la pubblicazione del decreto ministeriale 8 marzo 2017 ai sensi dell’art. 27 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83.

Progetto di riconversione e riqualificazione dell'area industriale

In data 23 ottobre 2018 è stato sottoscritto tra Ministero dello sviluppo economico, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzia nazionale politiche attive lavoro - ANPAL, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Regione del Veneto, Comune di Venezia, Città Metropolitana di Venezia, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale, Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.a. – Invitalia, un Accordo di programma (pdf) per l'attuazione del “Progetto di riconversione e riqualificazione industriale dell’area di crisi industriale complessa di Venezia” (PRRI), finalizzato al rilancio delle attività imprenditoriali, alla salvaguardia dei livelli occupazionali, al sostegno dei programmi di investimento e allo sviluppo imprenditoriale.

Nel PRRI, la cui attuazione è affidata a Invitalia in base alla vigente normativa in materia di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale complessa, sono previsti gli interventi di rispettiva competenza dei soggetti sottoscrittori dell'Accordo, che prevedono:

  • la promozione di iniziative imprenditoriali in grado di sostenere l'economia locale e tracciare traiettorie di sviluppo sostenibile, sostegno a progetti di investimento per innovazioni di processo e/o di prodotto;
  • promozione e attuazione di servizi e misure di politica attiva, con particolare riferimento ai percorsi di riqualificazione e aggiornamento delle competenze, mirati al reimpiego di lavoratori appartenenti ad uno specifico bacino, attraverso la cooperazione di tutti i soggetti competenti e l'integrazione delle risorse disponibili.

Intervento di aiuto ai sensi della legge n. 181/1989

Con circolare direttoriale 9 gennaio 2019, n. 6686 è stato pubblicato l’“Avviso pubblico per la selezione di iniziative imprenditoriali nel territorio dell’area di crisi industriale complessa di Venezia tramite ricorso al regime di aiuto di cui alla legge n. 181/1989”. In esito alla conclusione delle istruttorie effettuate da Invitalia, si è rilevata una disponibilità residua di risorse finanziarie che vengono quindi destinate alla dotazione di un nuovo avviso.

Con circolare direttoriale 14 dicembre 2020, n. 4139 è stato, infatti, attivato un nuovo intervento ai sensi della legge n. 181/1989. La misura, in sintesi, promuove la realizzazione di una o più iniziative imprenditoriali nel territorio del Comune di Venezia, finalizzate al rafforzamento del tessuto produttivo locale e all’attrazione di nuovi investimenti.

Risorse disposte dal MISE

L’ammontare complessivo delle risorse per la concessione delle agevolazioni di cui all’Avviso è pari ad euro 14.624.051,70, a valere sulle risorse del Fondo per la Crescita Sostenibile.

Presentazione delle domande

Le domande di agevolazione debbono essere presentate all’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.a. – Invitalia, a pena di invalidità, secondo le modalità e i modelli indicati nell’apposita sezione dedicata alla legge n. 181/1989 del sito istituzionale dell’Agenzia medesima (www.invitalia.it), a partire dalle ore 12.00 del 18 gennaio 2021.

Rivolgiti agli esperti di Golden Group presenti sul territorio per presentare la tua domanda di agevolazione! Dal 1996 curiamo ogni fase del processo di richiesta di agevolazioni, assistendo i nostri clienti dalla presentazione della domanda all'ottenimento del finanziamento. Ad oggi il 92% delle nostre domande sono state approvate. Cosa aspetti? Dai una svolta alla tua impresa!


GREEN ECONOMY

INNOVATION FUND SECONDA CALL PER I PROGETTI GREEN

GREEN ECONOMY: INCENTIVI SU NUOVI INVESTIMENTI

Al via la seconda Call a supporto di progetti per lo sviluppo di tecnologie altamente innovative:

  • energie rinnovabili
  • idrogeno pulito
  • soluzioni a basse emissioni di carbonio per industrie ad alta intensità energetica

L'Innovation Fund prevede in questa seconda chiamata un finanziamento rivolto a progetti Green con un investimento compreso tra i 2,5 ed i 7,5 milioni di euro (small-scale projects).

INNOVATION FUND E GREEN ECONOMY: I TERMINI DELLA SVOLTA VERDE

Un’opportunità, quindi, per il mondo delle imprese, che potrà beneficiare di nuovi fondi per la ripresa “verde”, creando posti di lavoro in linea con le esigenze future e rafforzando al tempo stesso la leadership tecnologica europea su scala globale.
Le domande possono essere presentate entro il 10 marzo 2021.

La seconda Call entra nel piano dell'Innovation Fund, ovvero lo strumento finanziario europeo che investe in progetti, prevede una durata - con durata complessiva non superiore ai 48 mesi - sulle tecnologie pulite, quali le rinnovabili, l’idrogeno pulito o altre soluzioni a basse emissioni di carbonio per industrie ad alta intensità energetica, lo stoccaggio di energia e la cattura, l’utilizzo e lo stoccaggio del carbonio.

OBIETTIVI DEI PROGETTI FINANZIABILI E FONDO STANZIATO

I progetti saranno valutati in funzione del loro potenziale per evitare le emissioni di gas a effetto serra, del potenziale di innovazione e della maturità finanziaria e tecnica, come pure del potenziale di espansione e di efficienza sotto il profilo dei costi.

Sono 100 milioni di euro a disposizione delle iniziative progettuali più promettenti (sul piano economico) e “market ready”, ossia pronte per il mercato. L’obiettivo è superare la criticità fino ad ora incontrata, ossia disperdere risorse in progetti immaturi, fornire un supporto tardivo e, conseguentemente, realizzare un basso success rate.

COME SI SVILUPPA IL FONDO PER L'INNOVAZIONE

Il Fondo per l’innovazione finanzierà tecnologie innovative per contribuire alla ripresa dell’Europa in chiave sostenibile e favorire la transizione a un’economia a zero emissioni entro il 2050. Sono inclusi acquisti di beni strumentali orientati al conseguimento dell'obiettivo.

Per il periodo 2020-2030, il Fondo per l’innovazione stanzierà circa 10 miliardi di euro dall’EU Emissions Trading System e dal Programma NER 300, il predecessore del Fondo per l’innovazione.

Un’opportunità importante anche per il mondo delle imprese che potrà beneficiare di un impulso alla ripresa “verde” creando posti di lavoro in linea con le esigenze future, aprendo la strada alla neutralità climatica e rafforzando la leadership tecnologica europea su scala globale.

Già il 3 luglio 2020 la Commissione UE ha lanciato (fino al 29 ottobre) una prima call che prevedeva un finanziamento di 1 miliardo di euro a favore di progetti di larga portata presentati da enti pubblici, privati e organizzazioni internazionali in forma singola e associata con sede negli Stati membri dell’UE, Islanda e Norvegia. Per i progetti promettenti, ma non pronti per il mercato, era previsto un budget a parte di 8 milioni di euro per l’assistenza e lo sviluppo degli stessi.

OBIETTIVI DELLA SVOLTA GREEN DELLA SECONDA CALL

Il focus sarà sulle tecnologie altamente innovative, che possono portare a riduzioni significative delle emissioni in più settori e liberare ulteriori investimenti a basse emissioni di carbonio in tutti gli Stati membri. In particolare. verranno sostenuti progetti trasversali, che consentano di ridurre le emissioni in più settori. Di un certo rilievo è la particolarità che l’elemento innovativo di finanziabilità può non risiedere esclusivamente nella realizzazione di un nuovo prodotto ma anche in quella di processo.

COMPILAZIONE DELLA DOMANDA

Il soggetto abilitato a presentare la domanda di finanziamento (necessariamente on line) deve possedere personalità giuridica, di diritto privato o pubblico, o essere un’organizzazione internazionale e svolgere le funzioni di diretto responsabile dell’implementazione e gestione del progetto (non sono elegibili intermediari).

La domanda può essere inoltrata da un solo proponente o da un consorzio di essi. Sono escluse le persone fisiche e gli organismi comunitari, che non possono far parte del consorzio.

 

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MISE BANDO FOTO

MiSE: 16 milioni di Euro per efficienza energetica e fotovoltaico, ecco il bando!

IL MiSE INAUGURA IL BANDO RICERCA E SVILUPPO

Al via al bando per sostenere la ricerca su innovazione tecnica e tecnologia di interesse generale per il settore elettrico, come previsto dal Piano triennale della Ricerca di Sistema elettrico nazionale 2019-2021.

Il bando del Ministero dello Sviluppo Economico è rivolto alle imprese già costituite alla data della presentazione della proposta di progetto, che esercitano attività dirette alla produzione di beni e/o di servizi, e agli organismi di ricerca.

Le domande devono essere presentate entro le ore 12.00 del 3 marzo 2021.

I SETTORI DEL BANDO

Attività di ricerca industriale e/o di sviluppo sperimentale finalizzate all’innovazione tecnica e tecnologica di interesse generale per il settore elettrico, nei seguenti settori:

  • fotovoltaico ad alta efficienza;
  • sistemi di accumulo, compresi elettrochimico e power to gas, e relative interfacce con le reti;
  • efficienza energetica dei prodotti e dei processi industriali, così come identificati nel decreto direttoriale 9 agosto 2019.

Le risorse a disposizione sono pari a 16 milioni di euro, mentre l’intensità del contributo ammonta al 50% della spesa per le attività di ricerca industriale e al 25% per le attività di sviluppo sperimentale. Il costo complessivo del progetto deve essere compreso tra 1 milione di euro e 3 milioni di euro.

PARTICOLARITA' PER I CAPOFILA

Nel caso di una proposta congiunta, deve essere individuato un capofila.

Né gli organismi di ricerca, né le piccole e micro imprese possono presentare progetti autonomamente o assumere il ruolo di capofila.

 

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