Decreto Ristori Quinquies

Decreto Ristori quinquies: i 4 punti fondamentali

Si attende il nuovo testo del Decreto Ristori Quinquies tra conferme e novità per partite iva e non solo: dopo l’approvazione alla Camera e al Senato di un nuovo, ulteriore, scostamento di bilancio per un valore di 32 miliardi di euro, oggi 21 gennaio 2021 Roberto Gualtieri scrive al Vice presidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, ed al Commissario all’Economia, Paolo Gentiloni per illustrare la decisione presa, in linea con quanto previsto dalla legge numero 243 del 2012.

Sarà l’ultimo pacchetto di aiuti Covid, inaugurati ormai quasi un anno fa con il DL Cura Italia, ha annunciato il ministro, nonostante le restrizioni e la divisione dell’Italia per colori, in base alle classi di rischio della Regioni, potrebbe protrarsi ancora per diversi mesi. Se il piano è quello di chiudere la serie dei provvedimenti emergenziali, allora il Decreto Ristori Quinquies dovrà essere ricco e completo.

Decreto Ristori Quinquies, conferme e novità per partite IVA e non solo

Non è ancora chiaro quando arriverà esattamente il Decreto Ristori Quinquies: si parla, però, già di diverse novità anticipate proprio dal ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, durante l’audizione del 20 gennaio 2021 davanti le Commissioni 5a e V Bilancio congiunte per l’esame della richiesta di scostamento di bilancio, e dagli altri ministri della squadra di governo.

Si starebbe studiando un nuovo meccanismo per i contributi a fondo perduto che tenga conto di tutto il 2020, le settimane di cassa integrazione per coronavirus dovrebbero arrivare a 26, ed è probabile anche un nuovo intervento sulla Naspi, una nuova revisione delle scadenze fiscali e dell’invio delle cartelle esattoriali. Insomma, l’ultimo pacchetto di aiuti Covid del Decreto Ristori Quinquies non può tralasciare nessun fronte.

Per il momento, la lettera redatta dal MEF e inviata a Bruxelles, fissa gli obiettivi che seguono:

  • incrementare le risorse per la cassa integrazione covid 19;
  • prevedere nuovi finanziamenti per il reddito di emergenza;
  • prevedere un supporto alla liquidità per le imprese direttamente o indirettamente colpite dalle chiusure;
  • introdurre nuove misure di sostegno specifico per i settori economici più colpiti;
  • compensare i governi regionali e locali per il calo del gettito fiscale;
  • stanziare risorse aggiuntive per il Servizio Sanitario Nazionale e Protezione Civile; per le scuole per l’adeguamento degli strumenti educativi;
  • inserire un nuovo finanziamento una tantum per il programma di incentivi agli investimenti Transizione 4.0 nel 2021;
  • posticipare la riscossione, spostando parte delle entrate al 2022.

Sull’ultimo punto del Decreto Ristori Quinquies, il ministro Gualtieri ha chiarito:

“Sarà prevista, infine, la rimodulazione dell’attività di riscossione necessaria per evitare che la ripresa di questa attività produca assembramenti eccessivi negli uffici dell’Agenzia delle entrate ed anche per diluirne l’impatto”.

I nuovi contributi a fondo perduto

Nel nuovo Decreto Ristori Quinquies non potranno mancare i contributi a fondo perduto:

“Grazie allo scostamento di bilancio proseguiremo e completeremo gli interventi di sostegno già approvati e riconosciuti finora ai settori più colpiti dalla pandemia, per il tempo che sarà necessario”.

Ha affermato il ministro dell’Economia e delle Finanze nella sua relazione sullo scostamento di bilancio, tirando anche le somme sulla gestione dei contributi a fondo perduto, una misura che ha raggiunto nel suo complesso un valore di oltre 10 miliardi di euro.

In linea generale le partite IVA hanno ottenuto le somme in tempi brevi, ma non sono mancati i ritardi e i limiti nella definizione della platea di beneficiari.

“Siamo consapevoli della necessità di un intervento perequativo per coloro i quali sono stati “sacrificati” dai criteri che hanno consentito questa erogazione così rapida dei ristori. [...] Ci sono una serie di tipologie sulle quali abbiamo ragionato sulla necessità di avere un intervento di tipo perequativo, che è proprio uno degli interventi che crediamo sarebbe utile varare con le risorse dello scostamento che il Parlamento si accinge auspicabilmente ad autorizzare”.

L’occasione, quindi, per aggiustare il tiro sarà sicuramente il testo del Decreto Ristori quinquies che dovrà prendere forma in questi giorni, particolarmente difficili dal punto di vista politico.

Valutare le perdite di tutto il 2020 e superare il requisito dei Codici Ateco potrebbero essere le principali novità da inserire nel meccanismo di accesso ai contributi a fondo perduto, che in questo modo prevederebbe delle nuove formule di ristori, non solo relative al settore di appartenenza.

Resta un punto interrogativo ancora, invece, sui contributi a fondo perduto per i professionisti. Richiesti a gran voce dalle diverse categorie fin dal Decreto Rilancio, gli aiuti sembrava dovessero arrivare con il Decreto Ristori quater che poi si è rivelata l’ennesima occasione persa.

Novità per le aziende, anche sulle scadenze fiscali

Indicazioni ulteriori sui nuovi contributi a fondo perduto e sugli aiuti alle aziende, anche sul fronte delle scadenze fiscali, arrivano anche dal ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, durante un’interrogazione a risposta immediata sulle iniziative a sostegno del commercio che si è tenuta sempre il 20 gennaio 2021.

Per supportare le aziende si dovrà tenere conto di tre fattori:

  • calo del fatturato nel 2020;
  • costi fissi;
  • sostegno già ricevuto con i diversi decreti emergenziali.

Il Decreto Ristori Quinquies non si sostituisce ai contributi a fondo perduto per i settori costretti a fermarsi o a rallentare a causa delle restrizioni che ancora ci saranno e per le quali servirà avere da parte un “tesoretto”, afferma Patuanelli.

“Oggi abbiamo già circa 5,3 miliardi disponibili, legati agli spostamenti delle scadenze fiscali, che dovranno essere utilizzati per stralciare alcune delle scadenze fiscali di oggi.

Quindi, una parte, dovrà essere erogata come contributo diretto, mentre una parte, sarà in detrazione di imposte che non saranno pagate dalle aziende. Parliamo di cifre rilevanti: diciamo che tra la parte a fondo perduto, e la parte legata alle imposte, dobbiamo arrivare a un valore vicino ai 13 miliardi”.

Le novità sul lavoro

Anche sul fronte del lavoro, sono diverse le novità del Decreto Ristori Quinquies. Maggiori dettagli sono arrivati direttamente dalla ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook in occasione dell’approvazione del nuovo scostamento di bilancio.

Attesi nel testo:

  • proroga della cassa integrazione Covid-19, che arriverà fino a 26 settimane per assegno ordinario e Cig in deroga, e dello sgravio contributivo al 100% alternativo all’utilizzo degli ammortizzatori sociali;
  • rifinanziamento di 1,5 miliardi del fondo istituito in legge di Bilancio per garantire un “anno bianco” contributivo per gli autonomi;
  • possibile intervento anche sulla Naspi, indennità di disoccupazione;
  • si prevedono anche aiuti Covid agli autonomi che hanno più risentito degli effetti della pandemia.

Per avere una panoramica chiara delle novità in arrivo si dovrà attendere il testo del nuovo Decreto Ristori quinquies atteso per fine mese. Nel frattempo, per qualsiasi dubbio o approfondimenti, gli esperti di Golden Group sono a tua disposizione!

 


Quadro temporaneo

Quadro temporaneo estensione aiuti di Stato fino a dicembre 2021: la proposta UE

Il Quadro temporaneo delle regole sugli aiuti di Stato è stato derogato al 31 dicembre dell'anno in corso.

La CE ha così proposto ai paesi membri di prolungare a tutto il 2021 le regole introdotte dal 19 marzo 2020 a causa dell'epidemia e delle complicazioni economiche da essa apportate.

Circa 3 mila miliardi di euro sono stati spesi a sostegno delle imprese europee per la ricerca di un miglioramento sostanziale già negli ultimi sette mesi.

QUADRO TEMPORANEO: ESTENSIONE DEL TEMPORARY FRAMEWORK

L'estensione del Temporary Framework ha l'obiettivo di permettere agli Stati membri di sostenere le imprese nel contesto dell'attuale crisi determinata dalla diffusione del Covid-19

In particolar modo viene proposta di aumentare i massimali per gli importi limitati di aiuti concessi nell'ambito del quadro temporaneo (attualmente fino a 120mila euro per aziende nel settore della pesca e dell'acquacoltura, 100mila euro quelle agricole, e 800mila euro per tutti gli altri settori) e per le misure che contribuiscono ai costi fissi delle aziende che non sono coperti dai loro ricavi (attualmente fino a 3 milioni di euro per azienda).

Gli stati membri potranno convertire gli strumenti rimborsabili in sovvenzioni dirette. Ciò con l'obiettivo di spingere gli Stati a scegliere, in primo luogo, strumenti rimborsabili come forma di aiuto.

MISURE DI RICAPITALIZZAZIONE NEL QUADRO TEMPORANEO: LA PROROGA PRECEDENTE A GIUGNO 2021

Lo scorso 13 ottobre Bruxelles aveva già ufficialmente approvato la proroga del Temporary framework per sei mesi, fino al 30 giugno 2021, e l'estensione della parte finalizzata a consentire misure di ricapitalizzazione per ulteriori tre mesi, fino al 30 settembre 2021.

L'ampliamento delle applicazioni del quadro temporaneo è previsto per consentire agli Stati membri di contribuire anche ai costi fissi non coperti dalle entrate delle imprese.

La misura consente agli Stati membri di sostenere le imprese che subiscono un calo del fatturato durante il periodo ammissibile di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 a causa della pandemia di coronavirus. Il sostegno contribuirà a coprire una parte dei costi fissi dei beneficiari che non sono coperti dalle loro entrate, fino a un importo massimo di 3 milioni di euro per impresa.

La decisione di sostenere queste aziende, contribuendo temporaneamente a coprire una parte dei loro costi, mira a prevenire il deterioramento del loro capitale, mantenere la loro attività commerciale e fornire loro una solida piattaforma per la ripresa.

C'è poi un terzo punto nella strategia della Commissione all'interno del quadro temporaneo, dedicato all'adeguamento delle condizioni relative alle misure di ricapitalizzazione, in particolare per quanto riguarda l'uscita dello Stato dalle imprese in cui questo era un azionista esistente prima della ricapitalizzazione.

Questa misura consentirebbe allo Stato di uscire dal capitale di tali imprese mediante una valutazione indipendente, ripristinando nel contempo la sua precedente partecipazione azionaria e mantenendo le misure di salvaguardia atte a preservare una concorrenza effettiva nel mercato unico.

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Bonus Macchinari

Bonus Macchinari e impianti rivolto alle MPMI nella Nuova Legge Sabatini

BONUS MACCHINARI E IMPIANTI: 

La misura inserita nella Nuova Sabatini è dedicata alle micro, piccole e medie imprese per l’acquisto o l’acquisizione in leasing finanziario di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché in hardware, software e tecnologie digitali.

Vi è l'introduzione della riserva del 20% dello stanziamento, finalizzata alla concessione di finanziamenti per l’acquisto da parte di piccole e medie imprese di impianti, macchinari e attrezzature finalizzati alla realizzazione di investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (ovvero investimenti in beni materiali e immateriali elencati negli Allegati n. 6/A e n. 6/B aggiornato). Per tali investimenti è prevista una maggiorazione del contributo pari al 30% rispetto a quanto previsto per gli investimenti ordinari.

È da ricordare che gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi e dovranno concludersi entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

TIPOLOGIE DI SOVVENZIONE

Con la Sabatini ter (leggi qui per saperne di più), le imprese potranno accedere, oltre alla provvista della CDP, anche a fondi diretti delle banche e delle società di leasing. La possibilità di ricorrere ad un’ulteriore provvista rispetto al plafond CDP consentirà condizioni più vantaggiose e saranno accorciati i tempi di emissione del provvedimento di concessione del contributo (entro 30 giorni dalla delibera bancaria), per la stipula dei contratti di finanziamento con le MPMI e per l’erogazione delle banche.

La misura prevede:

  • Che i finanziamenti siano stipulati successivamente alla data di presentazione della domanda e che coprano fino al 100% dei costi ammissibili (da 20.000,00 Euro a max. 4.000.000,00 di Euro)
  • Il Contributo del ministero alle imprese pari all’ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento di 5 anni convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% per gli investimenti ordinari e del 3,575% annuo per quelli in tecnologie digitali e sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti;
  • Nello stesso piano di ammortamento, la maggiorazione del 100% del contributo concesso alle MPMI del Mezzogiorno che hanno investito nell’impresa 4. 0;
  • L’estensione del meccanismo preferenziale a favore degli investimenti effettuati dalle PMI in beni materiali nuovi a uso produttivo e a basso impatto ambientale, con una maggiorazione del contributo statale del 30% rispetto al contributo ordinario. (Aliquota al 3,575%).

NOVITA' DALLA LEGGE DI BILANCIO 2021, RETROATTIVITA' E MEZZOGIORNO

La prima novità La Legge di Bilancio 2021 porta con se riguardo al Bonus Macchinari è l'estensione a tutte le domande l’erogazione in un’unica soluzione del contributo statale, finora prevista per i soli finanziamenti di importo non superiore a 200.000 euro, con modalità che verranno definite con decreto ministeriale.

Gli investimenti dovranno essere avviati successivamente alla data della domanda di accesso ai contributi. Gli investimenti devono essere conclusi entro 12 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del provvedimento di concessione delle agevolazioni. A tal fine la banca/intermediario finanziario, che intenda concedere il finanziamento utilizzando il plafond di provvista costituito presso la gestione separata di CDP, può prefinanziare l’investimento mediante il ricorso a una diversa provvista, fermi restando i vincoli inerenti alla data di avvio dell’investimento.

I contributi previsti in relazione agli investimenti 4.0 realizzati da micro e piccole imprese nelle regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, sono erogati alle imprese beneficiarie in un'unica soluzione, indipendentemente dall’importo dell’investimento, con modalità procedurali stabilite con decreto, del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.

La Legge di Bilancio 2020 ha previsto che le risorse delle riserve inutilizzate alla data del 30 Settembre di ciascun anno rientrano nella disponibilità complessiva della misura e su tali finanziamenti la garanzia del Fondo di garanzia Pmi è concessa in favore delle micro, piccole e medie imprese a titolo gratuito, nel rispetto della normativa in materia di aiuti di Stato.

Leggi anche: LEGGE DI BILANCIO 2021 IN GAZZETTA UFFICIALE


Adeguamento degli ambienti

Adeguamento degli ambienti di lavoro: credito d'imposta nel DL Rilancio

ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI DI LAVORO 

Fino al 30 Giugno 2021 i soggetti beneficiari del credito d’imposta possono, in luogo dell’utilizzo diretto, optare per la cessione, anche parziale, degli stessi crediti ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito. Il credito d’imposta è usufruito dal cessionario con le stesse modalità con le quali sarebbe stato utilizzato dal soggetto cedente. 

La comunicazione della cessione del credito può avvenire a decorrere dal 1° Ottobre 2020

Al fine di sostenere ed incentivare l’adozione di misure legate alla necessità di adeguare i processi produttivi e gli ambienti di lavoro e per la riapertura in sicurezza a seguito dell’emergenza da COVID-19 è riconosciuto un credito d'imposta.

SPESE SOSTENUTE E MOLE DELLA MISURA PER L'ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI

La misura è riconosciuta al pari del 60% delle spese sostenute nel 2020 per un massimo di 80.000 euro. Tale limite massimo è riferito all’importo delle spese ammissibili e, dunque, l’ammontare del credito non può eccedere il limite di 48.000 euro.

La misura è contenuta nel DL Rilancio, nello specifico nell' Art. 120

BENEFICIARI

 Potranno usufruire del credito d’imposta:

  1.     Soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico:
     si tratta dei seguenti soggetti, purché riconducibili all’elenco di cui all’allegato 1:

    • imprenditori individuali e società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa indipendentemente dal regime contabile adottato; 
    • le società per azioni e in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, le società cooperative e le società di mutua assicurazione, nonché le società europee e le società cooperative europee residenti nel territorio dello Stato; gli enti pubblici e privati diversi dalle società, nonché i trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali;
    • le società e gli enti di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato; 
    • persone fisiche e associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo. 


    Conseguentemente, non rientrano tra i soggetti inclusi nella lettera a) coloro che, svolgendo attività commerciali non esercitate abitualmente o attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, ritraggono dalle stesse redditi diversi.

    Non essendo prevista alcuna distinzione tra le attività in funzione del regime fiscale adottato, devono ritenersi inclusi:
    i soggetti in regime forfetario;
    i soggetti in regime di vantaggio;
    gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale sia quelle che producono reddito d’impresa.

  2.     Associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo del settore.
    Riguardo questi soggetti, si intendono inclusi tutti gli enti diversi da quelli che esercitano, in via prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa. Tali soggetti sono inclusi tra i beneficiari dell’agevolazione anche nell’ipotesi in cui non svolgano una delle attività individuate all’allegato 1 aperte al pubblico.

La platea dei soggetti possibili beneficiari del credito d’imposta sono, quindi, gli operatori con attività aperte al pubblico:

  • bar
  • ristoranti
  • alberghi
  • teatri e cinema.

SPESE AMMESSE IN ADEGUAMENTO DEGLI AMBIENTI

Gli interventi agevolabili sono quelli necessari a far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, tra cui rientrano espressamente:

  1. Interventi edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza. Sono ricomprese in tale insieme gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica
  2. Interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti “arredi di sicurezza”). 

È necessario che le tipologie di interventi agevolabili di cui sopra siano stati prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali.

Gli investimenti agevolabili sono quelli connessi ad attività innovative, ivi compresi quelli necessari ad investimenti di carattere innovativo quali lo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti.

In merito alle nozioni di “innovazione” o “sviluppo”, occorre fare riferimento agli investimenti che permettono di acquisire strumenti o tecnologie che possono garantire lo svolgimento in sicurezza dell’attività lavorativa da chiunque prestata (ad esempio: titolari, soci, dipendenti, collaboratori), siano essi sviluppati internamente o acquisiti esternamente. Ad esempio, rientrano nell’agevolazione i programmi software, i sistemi di videoconferenza, quelli per la sicurezza della connessione, nonché gli investimenti necessari per consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa in smart working. 

 

Leggi anche: ISI INAIL 2020 : IN ATTUAZIONE FINANZIAMENTI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

 


BENI STRUMENTALI 2021

Beni Strumentali 2021-2022 Credito d'imposta

Credito d’imposta Beni Strumentali 2021 - 2022: per favorire i processi di transizione digitale delle imprese, la spesa privata in ricerca e sviluppo e in innovazione la Legge di Bilancio 2021 ridefinisce la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Transizione 4.0.

BENI AMMISSIBILI ALL'AGEVOLAZIONE

Al fine di favorire i processi di transizione digitale delle imprese, la spesa privata in ricerca e sviluppo e in innovazione tecnologica, anche nell’ambito dell’economia circolare e della sostenibilità ambientale, la Legge di Bilancio 2021 ridefinisce la disciplina degli incentivi fiscali previsti dal Piano Nazionale Transizione 4.0. Sono ammissibili:

  • Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti.
  • Sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità
  • Dispositivi per l’interazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0
  • Beni immateriali (software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni) 

 

CREDITO D'IMPOSTA BENI STRUMENTALI 2021 - 2022:  SOGGETTI BENEFICIARI 

Possono accedere al credito d’imposta tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale e altre procedure concorsuali, che abbiano in corso un procedimento per la dichiarazione di una di tali situazioni o che siano destinatarie di sanzioni interdittive.
Per le imprese ammesse al credito d’imposta Beni strumentali 2021, la fruizione del beneficio spettante è comunque subordinata alla condizione del rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

CARATTERI DEL CREDITO D'IMPOSTA

Il Credito d’Imposta Beni Strumentali 2021 è utilizzabile esclusivamente in compensazione, in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione

 Il credito d’imposta è cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto i medesimi costi.

La Legge di Bilancio 2021 agevola gli investimenti in beni strumentali nuovi 4.0 effettuati a decorrere dal 16 Novembre 2020 e fino al 31 Dicembre 2022, ovvero entro il 30 Giugno 2023

BENI STRUMENTALI: I TEMPI

La Legge di Bilancio 2021 agevola gli investimenti in beni strumentali nuovi 4.0 effettuati a decorrere dal 16 Novembre 2020 e fino al 31 Dicembre 2022, ovvero entro il 30 Giugno 2023 a condizione che entro la data del 31 Dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

Al fine di individuare l’esatto momento in cui l’investimento si considera realizzato per Beni Strumentali 2021 e, quindi, se lo stesso rientri o meno nel periodo agevolato occorre fare riferimento alle regole generali della Competenza previste dall’Art. 109 del TUIR.

Vedi anche alla voce Beni strumentali
Leggi anche: LEGGE DI BILANCIO 2021 IN GAZZETTA UFFICIALE


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